WILLIAM GOLDING.
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LA GRANDE TRILOGIA DEL MARE.
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1. RITI DI PASSAGGIO.
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Titolo originale: Rites of Passage.
Traduzione di: Pier Francesco Paolini.
TEA. Tascabili degli Editori Associati, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Il viaggio di un uomo alla ricerca di se stesso.
Un'affascinante avventura sui mari. Un capolavoro della letteratura del Novecento.
Ai primi dell'Ottocento un vecchio vascello da guerra disarmato lascia le coste dell'Inghilterra diretto in Australia. A bordo, tra la folla multiforme dei passeggeri c' il giovane Edmund Talbot, destinato a importanti incarichi nell'amministrazione di Sua Maest nel Nuovissimo Mondo. Il suo lungo viaggio sar denso di vicende, incontri e rivelazioni, scandito dal trascorrere delle stagioni e dalla infinita mutevolezza del mare.
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L'AUTORE.
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William Golding nacque a St. Columbus Minor, in Cornovaglia, nel 1911. Dopo aver studiato a Oxford si arruol nella Marina. Durante la guerra ebbe incarichi di comandante, partecipando all'affondamento della Bismarck e allo sbarco in Normandia nel 1944. Dopo la guerra, fu insegnante di inglese, filosofia e greco. Balz alla ribalta letteraria nel 1955 con Il signore delle mosche, ormai considerato un classico del '900. Nel 1983 gli venne conferito il Premio Nobel per i suoi romanzi che, con la chiarezza dell'arte narrativa e con l'universalit e la complessit del mito, illustrano la condizione umana del mondo d'oggi. Tra le sue altre opere si ricordano: Caduta libera, La piramide, Uomini nudi, Pincher Martin, L'oscuro visibile e La doppia voce. Mor a Falmouth nel 1993. L'unica cosa che era disposto ad ammettere di se stesso era di essere un autentico uomo di mare: Lo sono, capisco i marinai e le navi, conosco il mare.
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WILLIAM GOLDING.
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LA GRANDE TRILOGIA DEL MARE 1. RITI DI PASSAGGIO.
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CAPITOLO 1.
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Riverito padrino,
con queste parole do inizio al diario che mi sono impegnato a tenere per voi - e parole pi adatte non potrebbero darsi.
Molto bene, dunque. Il luogo: a bordo della nave, finalmente. L'anno: voi lo sapete. La data? Ci che conta  che sia il primo giorno del viaggio per mare che mi porter dall'altra parte del mondo; ed  per questo che ho posto un 1 in cima a questo foglio. Quel che ora mi accingo a scrivere , infatti, una cronaca della nostra prima giornata a bordo. Il mese e il giorno della settimana hanno ben poca importanza dal momento che, nel corso del nostro lungo viaggio dalla Vecchia Inghilterra agli Antipodi, passeremo attraverso tutt'e quattro le stagioni.
Stamani, prima della partenza, andai a salutare i miei fratelli minori, i quali misero a dura prova la vecchia Dobbie. Il giovane Lionel esegu quella che per lui era una danza di guerra aborigena. Il giovane Percy, sdraiato sulla schiena e stropicciandosi la pancia, emetteva orrendi gemiti, idonei a rendere l'atroce effetto di avermi mangiato. Diedi scappellotti a entrambi, affinch si atteggiassero a decente afflizione; quindi scesi di nuovo da basso, dove attendevano i miei genitori. Mia madre vers due lacrimucce. Finte? Oh no, genuine direi; poich a questo punto v'era nel mio petto un affanno da non potersi dire virile in verit. Mah, persino mio padre... Certo, su noi hanno influito pi i sentimentali Goldsmith e Richardson che non gli ironici Fielding e Smollett! Vostra Signoria si sarebbe fatte chiss quali idee sul mio conto, se avesse udito le loro esclamazioni di commiato: quasi ch'io fossi un galeotto in ceppi, deportato in Australia, e non gi un giovane gentiluomo che si recava laggi per assistere il governatore nell'amministrazione di una colonia di Sua Maest! Tuttavia l'evidente emozione dei miei genitori mi rincor; e ancor pi mi rincorarono i miei stessi sentimenti. Il vostro figlioccio , in fondo, un bravo ragazzo. Non riusc a riprendersi se non quando, varcati i cancelli, giunse alla prima svolta presso il mulino.
Ebbene, per riassumere, eccomi a bordo. Vi arrivai scavalcando la murata di quello che certo era, ai suoi bei d, uno dei
pi formidabili frangiflutti in legno della flotta britannica. Quindi varcai una sorta di boccaporto e mi ritrovai nella penombra di un ponte coperto dove, l per l, mi si mozz il respiro. Gran Dio, che odori nauseabondi! C'era, in quel crepuscolo artificiale, un gran andirivieni, un tramestio. Un tale, dichiaratosi mio servitore, mi condusse in una specie di gabbiotto -contro il fianco della nave - e disse che era la mia cabina. Costui  un vecchio zoppo, dalla faccia affilata con ciuffi di bianchi capelli ai due lati di essa. Tali ciocche fan corona a una lustra calvizie.
Brav'uomo, diss'io, che cos' questa puzza? Egli sbirci d'intorno, quasi avesse a vedere il fetore, piuttosto che annusarlo. Puzza, signore? Quale puzza, signore? Questa puzza, dissi, tappandomi il naso e ricacciando indietro conati di vomito, questo puzzo, o fetore, o come volete chiamarlo.
Buffo individuo, quel Wheeler. Mi sorrise illuminandosi, come se il basso soffitto si fosse aperto lasciando entrar un po' di luce, e disse:
Vi ci abituerete presto, signore!
Non desidero affatto assuefarmici. Dov' il comandante di questo vascello?
Wheeler si rabbui tosto e mi apr la porta della cabina. Non potrebbe farci niente neanche il Capitano Anderson, signore, disse. Si tratta di sabbia e ghiaia. Le navi moderne han zavorra di ferro, ma questa  vecchia. Se fosse di mezz'et, per cos dire, l'avrebbero magari tolta via, quella zavorra. Sennonch questa nave  troppo vecchia. A nessuno gli va, signore, di andar a rimestare laggi.
Si direbbe piuttosto un cimitero! Wheeler ci pens su un momento.
Quanto a questo, non saprei, non essendoci mai stato. Accomodatevi, intanto. Vi porto un brandy.
Ci detto s'ecliss, prima che mi azzardassi a replicare e a fare un'altra ingozzata di quell'aria putrida di sottocoperta. Eccomi dunque qua.
Vi descriver ora quello che sar il mio alloggio, fin tanto che non riesca a trovarne uno migliore. La cabina contiene una cuccetta, simile a un trogolo, addosso alla murata, con sotto due cassettoni. Da un lato, c' un pannello che s'abbassa per servire da scrittoio; dall'altro, un catino di tela cerata con sotto un secchio. Debbo supporre che la nave non contenga un pi comodo luogo per la soddisfazione dei bisogni naturali. C' spazio per uno specchio sopra il bacile e vi son due scansie per i libri ai piedi della cuccetta. Una sedia di tela costituisce la mobilia mobile di questo lussuoso appartamento. La porta ha una finestrella attraverso cui filtra un po' di luce; la parete, ai due lati,  munita di ganci. Il pavimento - o ponte, come tocca chiamarlo - ha solchi profondi abbastanza per slogarvisi una caviglia. Tali solchi suppongo siano stati scavati dalle ruote ferrate degli affusti di cannone, ai tempi in cui la nave era sufficientemente giovane e balda per andar in giro con tutto il suo armamento. Il gabbiotto  nuovo, ma il soffitto e la murata sono logori, ruvidi di schegge e rabberciati. Immaginate me, costretto a vivere in una tale stia, o conigliera! Tuttavia, far buon viso a cattiva sorte, finch non avr sentito il capitano. Mi son gi un po' assuefatto al cattivo odore, e il generoso bicchiere di brandy che Wheeler mi ha portato, mi ha riconciliato in parte con la vita.
Ma com' rumoroso, questo mondo di legno! Il vento di sud-ovest (che ci costringe all'ancora) urla e sibila fra il sartiame e percuote le vele ammainate (son deciso a far buon uso di questo lungo viaggio per impadronirmi dei tettami marinareschi). Raffiche di pioggia tambureggiano marziali ritirate sul fasciame. Come se non bastasse, si odono pecore belare e mucche muggire nella stiva, uomini gridare e, s, donne strillare. C' chiasso anche nei pressi. La mia cabina, o gabbiotto, o stia,  contigua ad altre simili: una dozzina circa da una parte, altrettante dirimpetto. Un nudo corridoio separa le due file di cabine; e al centro di esso si trova l'enorme, cilindrico piede dell'albero di mezzana. A poppavia - mi ha informato Wheeler -abbiamo la sala da pranzo dei passeggeri con, ai due lati di essa, i servizi igienici. In questo scuro corridoio passano o sostano indistinte figure. I miei compagni di viaggio, devo supporre. E perch mai un'antica nave da guerra come questa sia stata trasformata in nave da trasporto, per merci e animali e persone,  cosa che pu esser soltanto spiegata dai lord dell'Ammiragliato; so che hanno pi di seicento vascelli da guerra pronti per salpare.
Wheeler mi ha detto, poco fa, che si pranza fra un'ora, alle quattro. Quando gli ho accennato che mi ripropongo di chiedere un alloggio pi spazioso, lui ci ha riflettuto su un momento, poi mi ha risposto che
la cosa non sarebbe affatto facile, e mi ha consigliato di attendere un poco. Avendogli io quindi espresso la mia indignazione per il fatto che un vascello tanto decrepito venisse usato per cos lungo viaggio, lui, ritto sulla soglia del mio bugigattolo, con una salvietta sul braccio, mi ha impartito quel tanto di filosofia marinara di cui  capace, dicendo: Signor mio, star a galla finch non andr a fondo e Signor mio, fu costruita per colare a picco; sicch ho sentito il cuore sprofondare sempre pi gi, fino a quella puzzolentissima zavorra. Wheeler si  anche pronunciato in favore dei sistemi antichi - come far affidamento su una gomena alla vecchia maniera piuttosto che su una catena che cigola simile a un cadavere appeso alla forca - e contrario alle chiglie di metallo. Mi fa capire che siamo semplicemente incatramati dentro e fuori, come il pi vecchio di tutti i vascelli, e mi fa supporre che il suo primo comandante altri non fosse che Capitan No! A mo' di conforto nell'accomiatarsi, Wheeler mi ha detto di poter giurare che questa nave  pi sicura, in una tempesta, di tanti vascelli pi solidi di essa. Pi sicura! Poich, egli ha detto, se incappiamo in una tempesta, lei ceder come una vecchia scarpa. A dir il vero mi ha tolto gran parte di quella tranquillit che il brandy mi aveva donato. Dopo tutto questo riscontrai ch'era decisamente necessario ch'io togliessi dai bauli tutti quegli effetti d'uso che mi sarebbero occorsi durante il viaggio, prima che i bauli fossero sbattuti gi da basso! Tale  la confusione a bordo di questo vascello, che non trovo nessuno che abbia l'autorit di abrogare quest'ordine singolarmente folle. Mi son quindi rassegnato, ho usato Wheeler come aiutante per disfare i bagagli, ho tirato fuori per mio conto i miei libri, e poi ho guardato portar via i miei bauli. Dovrei essere arrabbiato, se la situazione non fosse cos farsesca. Tuttavia qualcosa di quello che dicevano fra loro gli uomini che li hanno portati via mi ha procurato un certo diletto, dal momento che il loro eloquio era cos saporitamente marinaresco. Ho posto il Marine Dictionary di Falconer accanto al guanciale; poich son deciso a imparare il linguaggio dei lupi di mare e a parlarlo bene come tutti coloro che navigano.
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PI TARDI.
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Abbiamo cenato, alla luce proveniente da un'ampia finestra poppiera, su due lunghe tavole in gran confusione. Nessuno sapeva niente. Non vi erano ufficiali, i servitori erano imbarazzati, il cibo cattivo, i miei compagni di viaggio nervosi e le loro signore prossime all'isteria. Ma la vista di altri vascelli all'ancora - dalla finestra - era innegabilmente eccitante. Wheeler, mio valletto e guida, dice che sono le altre navi del convoglio. Mi assicura che la confusione a bordo diminuir e che, per usare la sua frase, ci sistemeremo prima o poi - presumibilmente come sabbia e ghiaia si son sistemate - finch - se posso giudicare da alcuni passeggeri - puzzeremo come la nave. Vostra Signoria noter una certa stizza nelle mie parole. Invero, se non fosse per un discreto vino, sarei molto arrabbiato. Il nostro No, tal Capitano Anderson, non si  ancora degnato di mostrarsi. Mi far conoscere da lui alla prima occasione, ma adesso  buio. Domattina mi propongo di esplorare il vascello e far conoscenza con i migliori ufficiali, se di tal fatta ve ne sono. Abbiamo delle signore, alcune giovani, alcune di mezz'et, alcune vecchie. Abbiamo alcuni gentiluomini vecchiotti, un giovane ufficiale dell'esercito e un giovane parroco. Quest'ultimo, poveretto, ha tentato di benedire il nostro cibo, poi si  messo a mangiare, timido come una sposa. Non son riuscito a vedere Mister Prettiman ma suppongo che sia a bordo.
Wheeler mi dice che il vento girer durante la notte e che salperemo, faremo vela, partiremo per il nostro gran viaggio con l'alta marea. Io gli ho detto che sono un buon marinaio ed ho osservato quella solita singolare luce, che non  proprio un sorriso ma piuttosto un'involontaria espansivit, aleggiargli sul volto. Ho immediatamente preso la risoluzione di insegnare a quest'uomo le buone maniere, alla prima opportunit - ma mentre scrivo queste stesse parole il nostro ligneo mondo va cambiando. Si odono scariche come di spari e di tuoni, di lass, dove le vele vengono spiegate. Si ode uno stridere come di pifferi. Buon Dio, possono gole umane emettere tali suoni? Ma quello e quello debbono essere colpi di cannone da segnalazione! Fuori della mia cabina, un passeggero  caduto - con molte bestemmie - e le dame stanno strillando, le mucche muggiscono e le pecore belano. Tutto  confusione. Magari le mucche belano, le pecore muggiscono e le dame imprecano contro
la nave, che andasse all'inferno? Il bacile di tela in cui Wheeler ha versato dell'acqua per me si  spostato - sulla sua sospensione cardanica - e adesso sta leggermente di sbieco.
La nostra ncora  stata estratta dalla sabbia e ghiaia della Vecchia Inghilterra. Non avr alcun rapporto col mio suolo natio per tre, forse per quattro o cinque anni. Ammetto che -nonostante la prospettiva di un interessante e vantaggioso impiego - , questo, un pensiero solenne.
Come meglio potrei - dal momento che siamo solenni - concludere il resoconto della mia prima giornata in mare, se non con l'espressione della mia profonda gratitudine? Voi avete posto il mio piede sul primo gradino della scala e, per quanto in alto io salga - debbo avvertire la Signoria Vostra che la mia ambizione  illimitata! - non dimenticher mai la mano gentile che mi aiut a compiere il primo passo. Che non possa io mai esser considerato indegno di quella mano, n mai possa fare qualcosa che non sia degno di essa,  questa la preghiera - e l'intenzione - del riconoscente figlioccio di Vostra Signoria.
Edmund Talbot.
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CAPITOLO 2.
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Ho scritto il numero 2 all'inizio di questa pagina, ma non so quanto riuscir a scrivere oggi. Le circostanze sono tutte contro un'accurata composizione. Grande fiacca per tutte le mie membra... Il luogo comodo, la toilette... chiedo scusa, non so come chiamarlo poich in linguaggio strettamente marinaro le cosiddette heads si trovano all'estrema prora... i guardiamarina dovrebbero avere una roundhouse (tuga di poppa)... e i sottotenenti dovrebbero avere... non lo so, cosa dovrebbero avere i sottotenenti. Il costante movimento del vascello e il bisogno di adattar costantemente il mio corpo a esso...
Vostra Signoria mi ha raccomandato di non tenergli celato nulla. Come certo ricorderete, mi circondaste amichevolmente le spalle con un braccio, in biblioteca, ed esclamaste alla vostra gioviale maniera: Racconta tutto, ragazzo mio! Non tener nascosto niente! Fa' ch'io riviva attraverso di te! Il diavolo dunque ci ha messo la coda, ho sofferto il mal di mare e son rimasto chiuso in cabina. Dopotutto, Seneca al largo di Napoli si trov nelle mie stesse condizioni, nevvero - certo, lo ricorderete - e se persino un filosofo stoico pu esser ridotto a mal partito da poche miglia di mare mosso, che ne sar di noialtri disgraziati in alto mare? Devo ammettere di esser stato gi ridotto alle lacrime dalla gran spossatezza e di essere stato scoperto da Wheeler in tale donnesco atteggiamento. Tuttavia, costui  un degno individuo. Ho spiegato le lacrime con la spossatezza, e lui s' mostrato allegramente comprensivo.
Voi, signore, m'ha detto, andrete a caccia di donne tutto il giorno e danzerete tutta la notte, una volta assuefatto. Diamine, se metteste me - o un altro qualsiasi marinaio - in sella a un cavallo, le reni ci scenderebbero, a furia di scossoni, alle ginocchia. '
Grugnii una sorta di risposta, e udii Wheeler stappare una bottiglia.
Considerate, sir, mi disse, che si tratta soltanto d'imparare a cavalcare una nave. Imparerete presto.
Quest'idea mi confort; ma non tanto quanto il delizioso odore che m'assolse gli spirti come il tepido sud. Aprii gli occhi e, toh! cos'aveva Wheeler da offrirmi se non una generosa
dose di paregorico? Il gradevole sapore dell'oppiaceo mi riport all'infanzia, e stavolta senza contorno di malinconie, come invece succede quando si ha nostalgia del tempo passato. Licenziai Wheeler, mi appisolai, poi mi addormentai sodo. Senza dubbio il papavero avrebbe giovato assai pi, a Seneca, della sua filosofia!
Mi svegliai da strani sogni e in tal fitta tenebra che non sapevo dove mi trovassi, l per l, ma ahim presto mi sovvenni e m'accorsi che il moto si era sensibilmente accresciuto. Chiamai Wheeler a gran voce. Al terzo urlo - accompagnato, lo confesso, da pi imprecazioni di quante ritengo che si addicano sia al buon senso comune sia alla signorile condotta - lui comparve sulla soglia.
Aiutami a uscire di qui, Wheeler! Devo prendere un po' d'aria!
Restate sdraiato, signore, per un po', e vi sentirete subito meglio, sano come un pesce, o, come noi diciamo, saldo come un treppiede. Vi verso una bacinella d'acqua.
Pu mai esservi, mi domando e dico, nulla di pi sciocco, di meno consolante, della prospettiva di imitare un treppiede? Ne vidi una sfilza - con l'occhio della mente - spocchiosi e soddisfatti di s come una congregazione di metodisti. Imprecai contro quell'uomo. Tuttavia, in fondo in fondo, egli era abbastanza ragionevole. Mi spieg che c'era burrasca. E, secondo lui, il mio mantello a tre cappe era un indumento troppo fine per rischiare di schizzarlo di salsedine. Soggiunse - misteriosamente - che non voleva ch'io rassomigliassi a un cappellano. Lui stesso, tuttavia, aveva fra le sue cose una cappotta di tela impermeabile, gialla, che non gli serviva. Con alquanto rammarico mi disse che l'aveva comprata per un guardiamarina, il quale per non si era pi imbarcato. Era della mia taglia e me l'avrebbe ceduta al prezzo da lui stesso pagato, non pi. Poi, alla fine del viaggio, avrei potuto rivenderla a lui, di seconda mano, se l'avessi desiderato. Accettai l per l quella vantaggiosissima offerta, poich mi sentivo soffocare al chiuso e non vedevo l'ora di uscire all'aperto. Lui mi aiut a infilare l'indumento, me l'allacci, mi mise stivali di gomma ai piedi e un cappello di tela incerata in testa. Vorrei che Vostra Signoria mi avesse visto, avevo davvero l'aspetto di un marinaio, per quanto traballante mi sentissi. Wheeler mi accompagn e sostenne. Il corridoio era allagato. Lui seguit a chiacchierare, dicendo, per esempio, che dovremmo imparare ad avere una gamba pi corta dell'altra alla maniera delle pecore montane. Io gli dissi, piccato, che, siccome mi ero recato in Francia durante l'ultima pace, sapevo quando un ponte  inclinato, poich certo non avevo camminato sulle acque. Uscii in coperta e mi affacciai dalla murata di sinistra della nave. Le sartie e le griselle (oh, Falconer, Falconer!) si estendevano sopra il mio capo e, sopra di esse, una quantit di cime senza nome cigolavano, gemevano e fischiavano. C'era ancora un barlume di luce, ma gli spruzzi volavano alti al di sopra della murata di sinistra e le nubi che scorrevano veloci non sembravano pi alte della nostra alberatura. Avevamo compagnia, naturalmente; il resto del convoglio navigava di conserva con noi e alcune luci si erano gi accese, quantunque gli spruzzi e la foschia mista a pioggia le oscurassero. Respirai con agio squisito dopo il fetore della mia cabina e non potevo non sperare che il maltempo, sia pure violento, portasse via un po' di quella puzza. Alquanto ristorato mi guardai intorno e per la prima volta - da quando si eran salpate le ancore - sentii il mio intelletto e il mio interesse ravvivarsi. Guardando qua e l vidi due timonieri alla ruota: nere figure in cappa incerata, le cui facce venivano illuminate dal basso allorch a turno guardavano la bussola, poi levavano gli occhi alle vele. Erano poche quelle spiegate al vento, e supposi che ci fosse dovuto all'inclemenza del tempo, ma appresi pi tardi da Wheeler - il mio Falconer ambulante - che era invece perch non ci si voleva allontanare troppo dal resto del convoglio, essendo noi pi veloci di quasi tutte le altre navi. Come lo sappia, se in realt lo sa,  un mistero, ma comunque mi ha detto che procederemo in formazione fino al largo di Ushant, quindi una sola nave da guerra ci scorter fino a Gibilterra, dopodich procederemo soli, protetti soltanto dai pochi cannoni superstiti e dal nostro aspetto minaccioso.  giusto questo,  equo? Non si rendono conto le Loro Signorie dell'Ammiragliato di aver messo a repentaglio un futuro Segretario di Stato? Speriamo che ci sia dato scamparla! Comunque, il dado  tratto e io debbo correre l'alea. Ristetti l, allora, appoggiato alla murata, bevendo vento e pioggia. Arguii che la mia precedente spossatezza era dovuta, in gran parte, pi al fetore della cabina che non al movimento della nave.
Della luce diurna non v'erano ormai che le ultime vestigia, ma io venni compensato della mia vigilia dalla vista del male
cui ero sfuggito. Sbuc fuori, dal nostro corridoio, nella pioggia e nel vento, un parroco! Supposi che fosse lo stesso individuo che aveva tentato di impartire la benedizione sul nostro primo pasto, ed era stato udito soltanto dall'Onnipotente. Portava brache al ginocchio, una lunga giubba le cui falde sbattevano al vento, come un uccello intrappolato. Si teneva il cappello e la parrucca con entrambe le mani. Avanz barcollando, come un granchio ubriaco, da una parte, poi dall'altra. (Naturalmente Vostra Signoria avr visto qualche granchio ubriaco!) Il parroco si volse, come chiunque non sia abituato a un ponte inclinato, e tent di arrancare all'ins piuttosto che all'ingi. Vidi che era sul punto di vomitare, poich il suo pallore aveva le sfumature verdastre di un formaggio ammuffito. Prima ch'io potessi avvertirlo, vomit, infatti, poi scivol sul ponte. Cadde in ginocchio - non certo a scopo di devozione - poi si rialz nel momento stesso in cui un'impennata della nave dava al suo movimento maggior impeto. Il risultato fu che attravers, mezzo correndo, mezzo volando, tutto il ponte fino alla murata, e sarebbe finito a capofitto in mare, oltre le griselle di sinistra, se non l'avessi, io, afferrato per il colletto. Intravidi una faccia bagnata e verdognola, poi il cameriere che accudisce ai passeggeri di dritta, come Wheeler a quelli di sinistra, sbuc fuori di corsa dal corridoio, prese il parroco sotto le ascelle, mi chiese compermesso e lo trascin via. Stavo maledicendolo per avermi insozzato l'impermeabile, quando fui investito, a una nuova impennata, da uno scroscio d'acqua salsa mista a pioggia. Chiss perch, sebbene mi pungesse il viso, quell'acqua mi mise di buon umore. Filosofia e religione, cosa son mai quando il vento soffia e l'acqua si solleva in cavalloni? Stetti l tenendomi saldo con una mano, e cominciai positivamente a godermi tutta quella confusione, illuminata com'era dalle ultime braci del giorno. La nostra enorme vecchia nave, con le sue poche e ridotte vele, da cui la pioggia cadeva a cascate, bordeggiando e ricevendo le ondate leggermente di sbieco, sembrava un bellimbusto che si apre un varco fra una densa folla. E come un bellimbusto pu imbattersi in un suo pari, cos lei, la nostra nave, era di quando in quando ostacolata, e veniva sollevata, o lasciata cadere, o percossa con un gran colpo sul muso, per cui tutta la sua parte prodiera, poi quella centrale, poi quella poppiera spumeggiavano e ribollivano d'acqua biancastra. Io cominciavo, per dirla con Wheeler, a cavalcare una nave. I suoi
alberi un poco pendevano: le sartie sopravvento erano tese, quelle sottovento allentate o quasi. Il cavo del pennone di maestra, enorme, oscillava fra gli alberi. A questo punto, vorrei fare un'osservazione. Alla comprensione di questa immensa macchina non si arriva gradualmente n studiando le tavole dei Dizionari Marini! Ci si arriva, quando ci si arriva, di botto. Nella semioscurit fra un'onda e l'altra trovai la nave e il mare comprensibili non meramente in termini di ingegnosit meccanica ma come... Come cosa? Un destriero, un veicolo, un mezzo diretto a un fine. Fu un piacere imprevisto. Fu - pensai con forse un po' di compiacenza - un'importante aggiunta al mio sapere! Una certa scotta, una corda attaccata all'angolo inferiore sottovento di una vela, vibrava qualche metro al di sopra del mio capo, selvaggiamente invero, per comprensibilmente! Quasi a rafforzare tale comprensione, nel momento in cui stavo osservando quella corda e la sua funzione, provenne da prora un gran tonfo, un'esplosione di acqua e spruzzi, e la vibrazione della corda mut - fu spezzata a met, sicch per un poco essa tracci due strette ellissi contigue - illustrando, in effetti, la prima armonica, come quel punto su una corda di violino che, se toccato nel modo giusto, dar al suonatore la nota un'ottava pi alta di quella della corda libera.
Sennonch questa nave ha pi corde di un violino, pi corde di un liuto, pi corde - credo - di un'arpa, e sotto la maestria del vento produce una musica feroce. Confesso che, dopo un po', avrei gradito umana compagnia, ma la Chiesa  crollata e l'Esercito pure. Nessuna signora pu esser altrove che nella sua cabina. Quanto alla Marina, be' si trova alla lettera nel proprio elemento. I suoi membri stanno qua e l, avvolti in incerate, neri con le facce pallide soltanto per contrasto. Da una certa distanza, a niente assomigliano tanto, quanto a scogli dilavati dall'onda di marea.
Quando la luce fu svanita del tutto tornai tastoni nella mia cabina e chiamai Wheeler a gran voce. Questi subito accorse, mi spogli dell'incerata, l'appese a un gancio. Gli ordinai di portarmi una lampada ma lui mi rispose che non era possibile. Ci mi mand in collera ma lui mi spieg le ragioni ben bene. Le lampade sono pericolose, per noi, poich una volta rovesciate non ve riparo. Per potevo avere una candela, benintesi pagandola, poich una candela quando cade si spegne; e in ogni caso dovevo prendere alcune misure di sicurezza nel maneggiarla. Wheeler stesso ne aveva una provvista, di candele. Gli risposi che pensavo che tali articoli si ottenessero, comunemente, dal commissario di bordo. Dopo una breve pausa, Wheeler ne convenne. Non aveva pensato ch'io desiderassi trattare direttamente con il commissario di bordo, il quale viveva appartato e di rado si vedeva. I gentiluomini non usavano avere con lui alcun traffico, bens si avvalevano dei loro valletti i quali si assicuravano che la transazione fosse onesta, e non di sottobanco. Poich, disse, lo sapete come sono i commissari di bordo! Ne convenni con un'aria di semplicit che all'istante -osservate, signore, come stavo tornando in me - nascose una riveduta stima di Mister Wheeler, le sue paterne premure e la sua volont di ben servirmi! Presi nota, mentalmente, della mia decisione di scrutare nel suo animo pi a fondo di quanto lui non supponesse di scrutare nel mio. Quindi alle undici di sera - sei tocchi, in gergo marinaro - vedetemi seduto allo scrittoio ribaltabile, con questo diario innanzi a me. Ma quante pagine di inezie! Qui non v' alcuno di quegli interessanti eventi, di quelle acute osservazioni e - oso dire - di quegli sprazzi di spirito con i quali  mia somma ambizione intrattenere la Signoria Vostra! Comunque, il viaggio  appena cominciato.
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CAPITOLO 3.
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Il terzo giorno  trascorso fra intemperie anche peggiori. Lo stato della nostra nave - o di quella parte di essa che cade sotto il mio discernimento -  indicibilmente sordido. Il ponte, persino nel nostro corridoio,  allagato da acqua salsa, pioggia e altri liquidi pi sozzi, che trovan la loro via, inesorabilmente, sotto il battente su cui il fondo dell'uscio della cabina dovrebbe serrarsi. Nulla, naturalmente, quadra. Se cos fosse, cosa accadrebbe il minuto seguente, allorch questo maledetto vascello, mutata posizione, sormontata la cresta d'un maroso, si getta a capofitto nell'abisso, sull'altro suo versante? Quando stamani mi fui a fatica recato nel salone da pranzo - senza, fra parentesi, trovare nulla di caldo da bere col - per un po' non riuscii a ritornare in cabina. La porta si era inceppata. Agitai spazientito la maniglia, diedi strapponi, poi mi trovai appeso a essa allorch lei (la nave mostruosa  diventata lei come una bisbetica amante) roll violentemente all'improvviso. Ci in se stesso non era niente di grave, ma quel che segu avrebbe potuto uccidermi. Ch la porta si spalanc s che la maniglia descrisse in un baleno un semicerchio di raggio identico all'ampiezza dell'apertura! Mi salvai da fatale o grave disgrazia in virt dello stesso istinto che fa cadere un gatto all'impiedi. Tale alternarsi di rigida resistenza e, poi, subito dopo di eccessiva obbedienza ai tuoi voleri da parte di una porta - uno di quegli oggetti necessari, nella vita, ai quali non avevo in precedenza mai rivolto tanta attenzione - mi parve un atto tale di animata impertinenza da parte di alcune assi di legno che avrei creduto che gli stessi geni, le driadi e amadriadi, del materiale onde la nostra galleggiante carcassa  composta, si fossero rifiutati di lasciare la loro antica dimora per mettersi in mare con noi! Ma no, era semplicemente - semplicemente - gran Dio, che mondo! - che la brava nave faceva ci che Wheeler definiva cedere come una vecchia scarpa.
Me ne stavo carponi - la porta essendo rimasta presa nettamente contro il tramezzo, o paratia trasversale (come il Falconer direbbe), da un gancio metallico a molla - quando comparve sulla soglia una figura che mi fece dare in una folle risata. Era uno dei nostri sottotenenti e
veniva avanti incespicando, a caso, con una tale angolatura rispetto
al ponte - poich il ponte era il mio piano di riferimento - che sembrava comportarsi (sebbene inconsciamente) da pagliaccio; il che mi mise all'istante di buon umore, a dispetto delle mie ammaccature. Me ne tornai alla pi piccola, ed evidentemente pi esclusiva, delle due tavole da pranzo - cio quella collocata proprio sotto la grande finestra poppiera - e di nuovo mi sedetti. Tutto  saldamente fissato, s'intende. Disserter, con Vostra Signoria, intorno alle attrezzature fisse? Penso di no. Ebbene, mi osservi la Signoria Vostra mentre bevo birra al tavolo con quell'ufficiale. Costui  un certo Mister Cumbershum, detentore di un Brevetto Regale e, quindi,  da considerarsi un gentiluomo, quantunque risucchiasse la sua birra con tanta nauseante indifferenza per le buone maniere quanta se ne riscontra in un carrettiere. Ha quarant'anni, suppongo; i capelli neri tagliati corti cominciano a crescergli a poca distanza dalle sopracciglia.  stato ferito alla testa ed  uno dei nostri eroi, per rozze che siano le sue maniere. Indubbiamente udremo quel racconto, prima o poi! Per ora costui mi serv da fonte d'informazione. Defin la burrasca brutta ma non tanto. Secondo lui, i passeggeri rimasti in cabina
- e, ci, con un eloquente sguardo a me - e che avevano consumato l un pasto leggero, si erano comportati saggiamente, poich a bordo non abbiamo un chirurgo, e un arto fratturato
- cos disse esattamente - sarebbe una seccatura per tutti. Non abbiamo alcun chirurgo, a quanto pare, poich anche il pi inetto fra i conciaossa guadagna di pi a terra. Questa mercenaria considerazione mi diede una nuova visuale di quella che avevo sempre considerato come una professione in certo grado disinteressata. Osservai che, in tal caso, avremmo dovuto aspettarci un insolito tasso di mortalit ed era una fortuna, quindi, che avessimo con noi un cappellano, il quale avrebbe potuto assolvere tutti i riti religiosi, dal primo all'ultimo. Al che Cumbershum si strozz, stacc la bocca dal boccale, e si rivolse a me in tono di profondo stupore.
Un cappellano, signore? Non abbiamo nessun cappellano!
Credetemi, l'ho visto.
No, signore.
Ma per legge dev'essercene uno a bordo di ogni nave, nevvero?
Il Capitano Anderson preferisce farne a meno; e siccome
i parroci scarseggiano quanto i chirurghi,  facile evitare gli uni quanto difficile procurarsi gli altri.
Suvvia, Mister Cumbershum! I marinai non sono notoriamente superstiziosi? Non occorre che, di tanto in tanto, qualcuno pronunci scongiuri, mambo-giambo, abracadabre?
Il Capitano Anderson non  di questo avviso, sir. E neanche lo era il grande Capitano Cook, come saprete. Egli era ateo infatti, e avrebbe preferito aver la peste a bordo piuttosto che un parroco. Buon Dio! Ve l'assicuro, sir!
Ma come... mio caro Mister Cumbershum... come mantenere l'ordine? Togliete la chiave di volta, e la volta crolla! Mister Cumbershum non aveva l'aria di aver inteso. Non valevan metafore, con quell'uomo. Quindi riformulai la frase.
L'equipaggio non  fatto solo di ufficiali. La ciurma  composta da individui dalla cui obbedienza dipende l'ordine generale, dipende il successo del viaggio! Stanno bene abbastanza.
Ma, signore... proprio come in uno Stato il supremo argomento a favore di una Chiesa nazionale consiste nel fatto che essa tiene in una mano la frusta e nell'altra - oser dirlo - l'illusione di un premio, cos qui...
Ma Mister Cumbershum si stava forbendo le labbra con il dorso della mano e alzando in piedi.
Non m'intendo di tutto questo, disse. Il Capitano Anderson non ce lo vuole un cappellano a bordo, se pu evitarlo... neanche nel caso che uno gli si offra. Il parroco da voi visto  un semplice passeggero e, credo, un pivello inesperto.
Ricordai come il povero diavolo si era portato sul lato sbagliato della nave e aveva rigettato controvento.
Avete senz'altro ragione, signore. Egli  certo un inesperto uomo di mare.
Informai quindi Mister Cumbershum che, al momento opportuno, mi sarei presentato al capitano. Quand'egli si mostr sorpreso, gli dissi chi son io e gli menzionai il nome di Vostra Signoria, nonch quello di Sua Eccellenza vostro fratello; e gli dissi quale carica andavo a coprire nell'entourage del governatore dell'Australia - o perlomeno gli dissi quel tanto ch' diplomaticamente opportuno rivelare, dacch voi conoscete quali altri incarichi mi sono affidati. Non soggiunsi
quel che invece pensai. E cio che, siccome il governatore  un ufficiale di marina, se Mister Cumbershum fosse un tipico esemplare di questa razza, io avrei dato all'entourage stesso un certo tono di cui avrebbe avuto gran bisogno!
La mia informazione rese Mister Cumbershum pi espansivo. Torn a sedersi. Confess che era la prima volta che si trovava a bordo di quella nave, e che compiva un tale viaggio. Era una novit per lui e - credeva - anche per gli altri ufficiali. Noi si era una nave da guerra, una nave passeggeri e da carico, si era tutte queste cose, il che equivaleva - e qui credetti di cogliere una rigidit di mente che non mi sarei aspettata, in un ufficiale insieme giovane e anziano - equivaleva a non esser nulla. Secondo lui, la nave - al termine di quel viaggio -sarebbe stata messa in disarmo o, ormeggiata per sempre, disalberata, avrebbe fatto da offa alla dignit del governatore, non sparando altro che salve di saluto al suo andare e venire.
il che, soggiunse oscuramente, va anche bene, Mister Talbot, signore, va anche bene. Son d'accordo con voi, sir.
Mister Cumbershum attese finch il valletto pencolante ci ebbe riforniti ancora. Poi sbirci, oltre la porta, nel corridoio deserto e allagato.
Dio sa che ne sarebbe di lei, Mister Talbot, se dovessimo far fuoco con quei pochi cannoni che le restano. Il diavolo non voglia!
Vi prego di non riferire questa mia opinione ai passeggeri ordinari, signore. Non bisogna allarmarli. Ho detto pi di quanto avrei dovuto.
Ero pronto, con alquanta filosofia, a rischiare la violenza del nemico; ma il fatto che una nostra difesa non farebbe che accrescere il pericolo, ebbene...
 la guerra, Mister Talbot; e, in pace o in guerra, una nave 'sempre in pericolo. L'unico altro vascello del nostro tipo che intraprese questo lunghissimo viaggio, una nave da guerra convertita, intendo dire - convertita a vari usi, per cos dire - la Guardian mi pare che fosse chiamata... s, appunto, la Guardian, non lo port mai a termine, il suo viaggio. Oh, s, ora ricordo: and a urtare contro un iceberg, nell'Oceano Australe... Quindi, non dipese dall'et, il suo destino, n dal tipo.
Ripresi fiato. Colsi, sotto l'esteriore impassibilit di quell'uomo,
una determinazione a burlarsi di me, per il semplice fatto che avevo vantato l'importanza della mia condizione sociale. Risi di buon umore, e lasciai correre. Pensai per un momento di esercitarmi, da novizio, nell'arte dell'adulazione, che Vostra Signoria mi ha raccomandato in quanto eventuale passepartout.
Con ufficiali abili e devoti come quelli che abbiamo, signore, non credo si abbia nulla da temere.
Cumbershum mi fiss come se sospettasse che le mie parole celassero un sarcasmo.
Devoti, signore? devoti?
Era tempo di darsi da fare come diciam noialtri marinari.
Vedete questa mia mano sinistra, signore? Vedete com' graffiato e contuso il palmo... a causa di quella porta l, s. Voi la chiamereste la mia mano di babordo... Ebbene, ho un livido sulla mano di babordo! Noterete che mi esprimo in buon linguaggio marinaro. Ma seguir il vostro primo consiglio. Manger qualcosa prima assieme a un bicchiere di brandy, indi mi ritirer, per conservare intatte le mie membra. Volete bere con me, sir?
Cumbershum scosse la testa.
Vado di guardia, disse. Ma assestatevi lo stomaco. Tuttavia, c' un'altra cosa. Andateci piano, vi prego, con il paregorico di Wheeler.  roba della pi forte, e via via che il viaggio prosegue il suo prezzo salir fuor di misura. Cameriere! Un bicchiere di brandy per Mister Talbot!
Mi lasci quindi con un inchino del capo tanto cortese quanto puoi aspettarti da un uomo inclinato come la falda d'un tetto. A tal vista ti pare d'esser brillo. Infatti il calore di una forte bevanda ti appare pi seducente in mare che non mai a terra. Quindi determinai, con quel bicchiere, di regolarne l'uso. Mi volsi guardingo sul saldo sedile e ispezionai quel mondo di acqua infuriata che s'estendeva, sghembo, fuori della finestra a poppavia. Debbo ammettere che m'offerse un'assai magra consolazione; tanto pi che - riflettei - non v'era onda (nel migliore dei casi), non v'era maroso, flutto o cavallone che io ora solcassi in un verso senza doverlo poi, di l a qualche anno, solcare in senso inverso! Sedetti l a lungo a fissare il mio bicchiere, a fissare il suo piccolo lago di aromatico liquido.
Assai scarso conforto era in vista, in quel momento, tranne il fatto evidente che gli altri passeggeri erano ancor pi letargici di me. Questo pensiero a un tratto m'invogli a mangiare. Mandai gi un po' di pane quasi fresco e del formaggio dolce. L'annaffiai con il brandy e sfidai il mio stomaco a far l'insolente, se osasse; tanto lo spaventai con la minaccia di una birra, quindi di un altro brandy, quindi del paregorico di Wheeler e poi, se non bastasse, di far ricorso alla suprema distruttivit, Dio ne scampi, del solito laudano, che il povero stomaco se ne stette tranquillo come un topo che oda una sguattera accendere il fuoco, al mattino. Tornai dentro e mi coricai, poi tornai fuori e mangiai; poi mi misi alla scrivania, al lume di candela, a faticar su queste stesse pagine, per dar a Vostra Signoria - non ne dubito affatto - uno stomachevole saggio di quel rivivere attraverso di me, per il quale son tanto cordialmente spiacente quanto voi potreste esserlo! Ritengo che l'intera nave, dagli animali nella stiva, su su, e gi gi, fino al vostro umile servo, sia nauseata in maggior o minor grado - eccettuati, s'intende, i pencolanti e barcollanti marinai.
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CAPITOLO 4.
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Come sta, oggi, Vostra Signoria? In ottima salute, spero, e ben su col morale, come me! Ho una tal folla di fatti nella mente, sulla lingua, sulla penna, o dove volete, che non so come porli sulla carta. In breve, tutte le cose nel nostro ligneo mondo son mutate per il meglio. Non dico di aver gi il piede marino; poich, pur avendo ora compreso le leggi fisiche del nostro moto, le gambe seguitano a dolermi. Ma il moto stesso  pi facile. Era ancor buio quando mi svegliai (fu un ordine gridato, forse) e mi sentii pi che mai stiracchiato sulla ruota-della-tortura del nostro pesante, prepotente, incepposo avanzare. Ogni tanto, a intervalli irregolari, ecco giungere non so qual impedimento, una sorta di equorea spallata, che potrei solo descrivere dicendo che  come se le ruote d'un carro restassero imprigionate nel fango, e poi si liberassero. Si tratta di un movimento che - mentre io sto coricato nella mia cuccetta, con i piedi verso poppa e la testa verso prua - mi fa sprofondare la testa nel cuscino, e l'impulso dal capo si trasmette lungo tutto il mio corpo.
Pur conoscendone la causa, il ripetersi di questo fenomeno  estenuante. Ma quando mi svegliai udii rumore e movimento sul ponte, lo scalpiccio di molti piedi, quindi ordini dati a gran voce prolungantisi in quel che potreste supporre che fossero vociferazioni di dannati. Non mi ero reso conto (neanche durante la traversata della Manica) che si pu trasformare in romanza un semplice ordine come Allasca quella vela! oppure Molla i terzaruoli! Precisamente sopra la mia testa, una voce -forse quella di Cumbershum - tuon: Vai alla puggia! e segu un maggior scompiglio. I gemiti dei pennoni mi avrebbero fatto arrotar i denti per simpatia, se ne avessi avuto la forza; ma poi, oh poi! Finora, da quando si era partiti, non c'era mai stata occasione di gioia, di allegria, come quella! Il movimento del mio corpo, della cuccetta, dell'intera nave, cambi di punto in bianco, in un batter d'occhio come se... Ma non occorre che elabori l'allusione. Lo sapevo a cos'era dovuto il miracolo. Avevamo corretto la rotta puntando ora pi verso sud e, in linguaggio marinaresco - che, lo confesso, parlo con crescente piacere -, il vento che dianzi soffiava da prua sulle
mura di dritta adesso era un vento al gran lasco, cio in favore. Il nostro movimento, sempre ampio, era adesso pi cedevole, pi femmineo e adatto quindi a un mezzo di trasporto di genere femminile. Mi riaddormentai beato.
Quando mi ridestai, non saltai gi dalla cuccetta n mi misi a cantare n feci altre follie, bens chiamai Wheeler, con voce pi allegra di quanto non mi fosse mai successo di emetterne, sin dal giorno in cui mi era stata notificata la splendida natura del mio impiego coloniale.
Ma via! Non posso offrirvi - n voi ve l'aspettate o lo desiderereste - una descrizione minuto per minuto del mio viaggio! Comincio a capire quali sono le limitazioni di un diario come questo che ho tempo di tenere. Non do pi nessun credito al pietistico resoconto di Mistress Pamela, NOTA: La protagonista dell'omonimo romanzo di Samuel Richardson. FINE NOTA. su ogni fase della sua calcolata resistenza alle profferte del suo padrone! Mi alzer, far toletta e colazione in un'unica frase. Un'altra mi vedr sul ponte, in cappotta impermeabile. Sul ponte non ero solo. Ch sebbene il mare non fosse affatto migliorato, l'avevamo ora in poppa, e potevamo starcene comodamente al riparo di quelle paratie che si levano verso il ponte di poppa e il cassero. Mi venne di pensare ai convalescenti d'un sanatorio, che vagano qua e l, ma molto cauti, nella loro ritrovata abilit di camminare, vacillando.
Buon Dio! Che ora s' fatta! Se non sono pi severo nella scelta delle cose da dire finir per parlarvi dell'altr'ieri anzich di quanto  avvenuto oggi. Per tutta la giornata ho camminato, chiacchierato, mangiato, bevuto, esplorato... ed eccomi qui di nuovo, tenuto sveglio (devo confessarlo) dal piacevole invito della pagina. Trovo che scrivere  come bere. Un uomo deve imparare a controllarsi.
Dunque. Ben presto sentii caldo con la cappotta impermeabile e tornai nella cabina. Qui, siccome si trattava in certo senso di una visita ufficiale, mi vestii con cura, onde fare una buona impressione al capitano. Mi misi in redingote e cappello di castoro. Presi comunque la precauzione di assicurarmi quest'ultimo al capo mediante una sciarpa che m'annodai sotto la gola. Mi chiesi se non fosse il caso di spedire Wheeler ad annunciarmi, ma poi risolsi che non occorreva tanta formalit. Mi infilai i guanti, scossi la mantellina, m'osservai gli stivali e li trovai
a posto. Salii quindi le scalette - ma  piuttosto uno scalone- che portano al cassero. Incontrai Cumbershum e lo salutai, ma lui mi ignor in tal maniera che m'avrebbe offeso, se non mi fossi reso conto, durante il colloquio del giorno avanti, che i suoi modi son sgarbati e il suo umore mutevole. Mi appressai al comandante, la cui divisa - pomposa ancorch logora - lo rendeva manifesto. Se ne stava presso il lato di dritta del cassero, con le mani allacciate dietro la schiena, dando le spalle al vento, e mi fissava come se la mia comparsa l'avesse sconvolto.
Debbo qui riferire a Vostra Signoria una sgradevole scoperta. Per prode e addirittura invincibile che sia la nostra marina, per eroici che siano i suoi ufficiali e devoti i suoi uomini, una nave da guerra  soggetta a ignobile dispotismo. La prima osservazione del Capitano Anderson - se cos pu definirsi un tale ringhio - pronunciata nello stesso istante in cui io, portata la mano guantata alla tesa del cappello di castoro, stavo per dirgli il mio nome, fu d'un'incredibile villania.
Chi diavolo  costui, Cumbershum? Non hanno letto i miei ordini?
Rimasi tanto sbigottito a tale apostrofe che neanche badai alla risposta di Cumbershum, se pur lui rispose. Il mio primo pensiero fu che il capitano, a causa di chiss quale malinteso, stesse per colpirmi. Subito, e a gran voce, mi presentai. L'uomo si mise a urlare e la collera mi avrebbe sopraffatto se non mi fossi reso conto dell'assurdit della nostra posizione. Poich in piedi cos, il capitano e io, Cumbershum e il suo attendente, tutti quanti avevamo una gamba rigida come un palo mentre l'altra si fletteva regolarmente al beccheggio del ponte, ci mi indusse a ridere, in maniera che sar parsa sgarbata, ma quell'uomo meritava un tale rimprovero, ancorch accidentale. Smise di urlare e si accese in volto, ma mi diede modo di
proferire il vostro nome e quello di Sua Eccellenza il fratel vostro, un po' come uno respinge l'aggressione di un bandito spianandogli addosso un paio di pistole. Il nostro capitano strizz gli occhi e sbirci prima - perdonate la metafora - nella  bocca di Vostra Signoria, e, resosi conto che era una bocca da fuoco carica, gett poi una pavida occhiata all'ambasciatore che impugnavo nell'altra mano, e tir le briglie, scoprendo i denti gialli. Raramente vidi un volto al tempo stesso cos sgomento e cos atrabiliare. Tanto da valer come un'argomentazione a favore della sovranit degli umori. Questo scambio
e il successivo valsero a portarmi fin sul limitare del suo dispotismo locale, tanto che mi sentii molto simile a un inviato alla Grande Porte che pu ritenersi abbastanza al sicuro, ancorch in gran disagio, mentre tutt'intorno a lui cadono teste mozze. Giuro che il Capitano Anderson mi avrebbe fucilato, impiccato, scaraventato in mare, abbandonato su un'isola deserta - volentieri - se la prudenza non l'avesse altrimenti consigliato, prevalendo sulla collera. Cionondimeno, se oggi, allorch l'orologio a pendolo nella sala degli arazzi batt dieci rintocchi, e la campana della nostra nave, qui, batt quattro tocchi - a quell'ora, dico io, se Vostra Signoria prov un improvviso accesso di benessere e un caldo moto di soddisfazione, pu anche darsi che ci fosse dovuto a una qualche remota nozione di qual sorta di arma micidiale, dall'argentea impugnatura, risulti essere un nobile nome, come il vostro, fra gente di rango mediano.
Attesi un momento o due, mentre il Capitano Anderson ringhiottiva la sua bile. Prese quindi a dire che aveva il massimo rispetto per Vostra Signoria e non intendeva passar per negligente nei riguardi del suo... del suo... Sperava che non mi fossi offeso e, se avesse saputo subito... Il regolamento diceva che i passeggeri possono accedere al cassero solo se invitati, ma naturalmente nel mio caso... Sperava (e ci disse con un tal sguardo di fuoco che avrebbe spaventato un cane lupo) sperava di vedermi pi spesso. Quindi restammo per qualche altro momento, una gamba rigida, l'altra che si fletteva come canna al vento, mentre l'ombra del guidone (grazie, Falconer!) si moveva avanti e indietro accanto a noi. Poi - mi divert vederlo - lui non tenne duro, bens port una mano al cappello, camuff questo involontario omaggio reso a Vostra Signoria come fosse dovuto al tentativo di aggiustarselo, e si volse. Si allontan a grandi passi verso la battagliola di poppa e l ristette, con le mani allacciate dietro la schiena, ma le dita aprendosi e serrandosi tradivano - inconsciamente - la sua irritazione. Provai anzi quasi pena per quell'uomo, a vederlo cos confuso nel suo piccolo regno, che credeva tanto sicuro. Ma non era il momento di usargli gentilezza. In politica, si mira a esercitare solo quel tanto di forza che basta a raggiungere un dato fine. Io decisi di far s che l'influenza di quel colloquio operasse per un po' e, solo quando egli si sar ben ficcato in quella malevola zucca come stanno le cose esattamente, mi mostrer pi gentile con lui. Abbiamo un lungo viaggio innanzi a noi e non spetta
certo a me rendergli intollerabile la vita, e neppure se potessi vorrei. Oggi - come potete supporre - sono di ottimo umore. Il tempo, anzich strisciare a passo di lumaca - se di un granchio si pu dire ch' ubriaco, si potr anche dire che la amaca ha un passo - anzich strisciare, vola! Non posso trascrivere neanche un decimo di quanto  avvenuto oggi. Ormai tardi, continuer domani.
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CAPITOLO 5.
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Il quarto giorno dunque... anche se  il quinto, veramente... ma andiamo avanti.
Dopo che il capitano si fu allontanato verso la battagliola di poppa, io rimasi per cercar di ingaggiare un discorso con Mister Cumbershum. Questi mi rispondeva laconicamente e capii che si sentiva a disagio in presenza del comandante. Tuttavia io non desideravo lasciare il cassero come se battessi in ritirata.
Cumbershum, dissi, il moto si  fatto pi agevole. Mostratemi dell'altro, della nostra nave. O, se non ritenete opportuno tralasciarne il governo, datemi questo giovanotto come guida.
Il giovane in questione, l'attendente di Cumbershum, era un guardiamarina, non un semplice alfiere, incastrato in una posizione inferiore come una capra in un ginepraio, bens un esemplare della razza che fa spuntar una lacrima all'occhio di ogni madre - insomma, un ragazzo pustoloso di quattordici o quindici anni, cui ci si rivolgeva, come non tardai a scoprire, con pia speranza come a un giovane gentiluomo. Stette un po' Cumbershum, prima di rispondermi, e frattanto il ragazzo guardava ora l'uno ora l'altro. Alla fine Mister Cumbershum disse che il giovane, a nome Mister Willis, poteva venire con me. Quindi l'ebbi vinta. Lasciai il Sacro Cassero con dignit, dopo averlo in effetti spogliato di un fedele. Mentre scendevamo le scalette, ci fu un ehil di Mister Cumbershum.
Mister Willis, Mister Willis! Non tralasciate di invitare Mister Talbot a dar un'occhiata al Regolamento di Bordo. Riferirete a me, quindi, i suoi eventuali suggerimenti per migliorarlo.
Risi di cuore a questa uscita, ma Willis non ne parve divertito. Non solo  pustoloso ma anche pallido, e di solito sta a bocca aperta. Mi chiese cosa volessi vedere, e io non avevo idea, essendomi avvalso di lui solo per lasciare il cassero adeguatamente accompagnato. Accennai verso prora.
Facciamo due passi per di l, dissi, e vediamo come vive l'equipaggio.
Willis mi segu con una certa esitazione, all'ombra delle lance di salvataggio, oltre la linea bianca all'altezza dell'albero
di maestra, poi fra le stie dove stanno le bestie. Quindi mi sorpass e mi fece strada su per le scalette del castello di prua, dov'erano l'argano, alcuni oziosi e una donna che spennava un pollo. Andai verso il bompresso e guardai gi. Mi resi conto della veneranda et di quel vascello poich vidi che aveva la prua rostrata alla maniera del secolo scorso e il tagliamare alquanto - giudicai - deboluccio. Osservai la mostruosa figura prodiera, emblema del suo nome e che l'equipaggio - com' suo costume - ha colloquialmente corrotto in un'oscenit, con cui non turber Vostra Signoria. Ma la vista degli uomini, laggi, accosciati per i loro bisogni, mi riusc disgustosa; alcuni di loro sollevarono il capo e mi guardarono con (mi parve) una certa impertinenza. Mi voltai e girai lo sguardo sulla distesa dell'oceano blu-scuro che ci circondava.
Ebbene, signore, dissi al giovane Willis, ci troviamo certamente (Frase in caratteri orientali), nevvero? Willis mi disse che non conosceva il francese. Che cosa conoscete, dunque, ragazzo? L'alberatura, signore, le parti della nave, i vari nodi, i punti cardinali, come usare lo scandaglio, come rilevare una costa e come fare il punto, tirando gi il sole. Siamo in buone mani, vedo.
Non basta, signore, egli disse. Conosco anche le parti di un cannone, la composizione della polvere per raddolcire l'acqua della sentina e gli Articoli di Guerra.
Non bisogna raddolcire gli Articoli di Guerra, dissi io solennemente. Non dobbiamo esser pi gentili fra noi di quanto i francesi non sono nei nostri confronti! A me sembra che la vostra istruzione sia tutta accatastata su se stessa come il gabinetto di cucito della mia signora madre. Ma qual  la composizione della polvere che vi mette in grado di tirare al sole, a rischio - se non ci state attento - di spegner la luce del giorno?
Willis rise rumorosamente.
Vi burlate di me, signore, disse. Persino un calcaterra lo sa - chiedo scusa - che cosa significa tirare gi il sole. Vi perdono quel "persino", signore. Quand' che vi vedremo farlo?
Un rilevamento, signore? Ma', fra poco, a mezzogiorno. Ci saranno Mister Smiles, l'ufficiale di rotta, Mister Davies e Mister Taylor, gli altri due guardiamarina, sir, con tutto che
Mister Davies veramente non sa farlo, per il fatto che  cos vecchio, e Mister Taylor, il mio amico - vi prego di non farne cenno al capitano - ha un sestante che non funziona per il fatto che ha impegnato quello che gli diede suo padre. Quindi siamo d'accordo di fare a turno con il mio e dare altezze che differiscono di due minuti. Portai una mano alla fronte.
E la sicurezza di tutti  appesa a un tal filo di ragno! Sir?
La nostra posizione, ragazzo! Buon Dio, potremmo addirittura essere nelle mani dei miei giovani fratelli! La nostra posizione va dunque determinata da un annoso guardiamarina e da un sestante che non funziona?
Oh, no, signore! In primo luogo Tommy Taylor e io riteniamo di poter persuadere Mister Davies a scambiare il suo buono strumento con quello di Tommy. Non importerebbe poi molto a Mister Davies, vedete. Inoltre, signore, il Capitano Anderson, Mister Smiles e alcuni altri ufficiali sono anch'essi impegnati a far il punto.
Capisco. Non vi limitate a tirare al sole. Lo investite con una bordata! Guarder con interesse e magari imparer io pure a "tirar gi il sole", mentre gli giriamo intorno.
Non gli giriamo intorno, noi, signore, disse Willis in tono che sembrava gentile. Aspettiamo qui che il sole salga in cielo e misuriamo l'angolo, quand' massimo, e prendiamo anche il tempo.
Senti, ragazzo! dissi. Tu ci riporti indietro al medioevo. Fra un po', mi citerai Tolomeo.
Non lo conosco, sir. Ma dobbiamo aspettare che il sole salga su.
Si tratta di un moto apparente, dissi io, con pazienza. Non sai di Galileo e del suo 'Eppur si muove'? La terra gira intorno al sole. Tale moto fu descritto da Copernico e confermato da Keplero.
Il ragazzo mi rispose con la pi pura semplicit, ignoranza e dignit.
Signore, io non so come il sole si comporta con lorsignori a terra, per so che sale in cielo per la Regia Marina. Risi di nuovo e posai una mano sulla spalla del ragazzo. E cos sia! Si muova come vuole. A dirvi il vero, Mister Willis, son contento di vederlo lass fra nivee
nubi e che danzi pur la giga, per quel che me ne importa! Guardate, i vostri colleghi si stanno adunando. Su andate a puntare il vostro strumento!
Mi ringrazi e si allontan. Io rimasi dov'ero, sul castello di prora, e assistetti da lungi alla cerimonia che, confesso, mi piacque. C'erano diversi ufficiali sul cassero. Essi attendevano al sole, con i bronzei triangoli accosti alle facce. Ora vi fu una curiosa e commovente circostanza. Tutti quelli che si trovavano sul ponte, compresi alcuni fra gli emigranti, si volsero a guardare quel rito con silente attenzione. Non potevano capir la matematica dell'operazione, certo. Ch'io ne sappia qualcosa dipende dalla mia istruzione, inveterata curiosit e facilit d'apprendimento. Anche i passeggeri presenti sul ponte guardavano a bocca aperta. Non mi avrebbe sorpreso vedere i signori far tanto di cappello! Ma la gente, voglio dire la gente comune, le cui vite non meno delle nostre dipendevano dall'accuratezza di misurazioni che sfuggivano alla loro comprensione e dall'applicazione di formule che sarebbero loro state oscure quanto la scrittura cinese, questa gente, dico, tributava all'intera operazione un rispetto pari a quello che avrebbero reso al momento pi solenne di una cerimonia religiosa. Sarete incline a pensare, come me, che quei rilucenti strumenti fossero dei feticci, per loro, dei mambo-giambo. Infatti, l'ignoranza di Mister Davies e il difettoso strumento di Mister Taylor erano piedi d'argilla; ma sentii che potevano aver fede in alcuni ufficiali pi anziani! Eppoi... il loro atteggiamento! La donna guardava, con il pollo per met spennato in grembo. Due uomini che stavano portando su una ragazza malata da sottocoperta, ebbene, persino loro ristettero a guardare come se qualcuno avesse detto attenti!, mentre il loro fardello stava inerte fra loro. Poi anche la ragazza volse il capo e guard quello ch'essi guardavano. C'era un che di commovente e di patetico nella loro attenzione, come in un cane che guarda una conversazione che non pu certo comprendere. Io non sono, come Vostra Signoria deve sapere, fra coloro che approvano le oltraggiose follie della democrazia in questo e nel secolo scorso. Ma nel momento in cui vidi un buon numero di nostri marinai in pose di cos intenso rispetto, mi apparvero sotto una nuova luce concetti come quelli di dovere, privilegio e autorit. Uscirono dai libri, dalle aule scolastiche e dall'universit per occupare la pi vasta scena della vita d'ogni giorno. Invero, finch non vidi quegli individui come le pecore affamate di Milton che guardano su, non avevo mai preso in esame la natura delle mie stesse ambizioni n cercato una loro giustificazione, che qui viceversa mi veniva presentata. Perdonate se annoio la Signoria Vostra, con una scoperta ch'Ella certo conosce gi bene.
Che nobile prospettiva! Il nostro vascello veniva sospinto dalla forza di un vento sufficiente ma non eccessivo, i flutti scintillavano, le bianche nubi si rispecchiavano diversamente sul mare... eccetera. Il sole resisteva senza sforzo apparente alle nostre bordate. Scesi gi dalle scalette e mi diressi verso il luogo dove i nostri navigatori, discesi dal cassero, si trovavano adesso. Mister Smiles, l'ufficiale di rotta,  vecchio, ma non tanto quanto Mister Davies, il guardiamarina anziano, il quale  quasi vecchio quanto la nave! Questi scese gi dal cassero ma poi, senza soffermarsi sul ponte centrale dov'io mi trovavo, seguit a discendere ancora, per la rampa successiva, allontanandosi, con un lento e incerto moto, simile in tutto e per tutto a un'apparizione teatrale che ritorna nella tomba.
Ottenuta licenza, Mister Willis, il mio giovane conoscente, mi port il suo compagno con una certa qual aria cerimoniosa. Mister Tommy Taylor dev'essere di un buon paio d'anni pi giovane di Mister Willis, ma ha lo spirito e la robusta corporatura che mancano all'altro. Mister Taylor proviene da famiglia marinara. Mi spieg subito che Mister Willis  un po' debole su all'attico e ha bisogno di un conciatetti. A lui mi dovevo rivolgere - a Mister Taylor - se desideravo erudirmi in fatto di navigazione, poich Mister Willis mi avrebbe fatto far presto naufragio. Solo il giorno avanti, aveva detto a Mister Deverel che, a sessanta gradi di latitudine nord, un grado di longitudine si riduce a mezzo miglio marino. Allora Mister Deverel - ch' senz'altro un burlone - gli chiese a quanto si riduca invece a sessanta gradi di latitudine sud; al che Mister Willis rispose che non c'era ancora arrivato sul libro. Al ricordo di tali madornali errori, Mister Taylor scoppi a ridere; ma Mister Willis non parve aversene a male. Egli  evidentemente affezionato al suo giovane amico, lo ammira e lo vanta, quasi a farne sfoggio. Osservatemi, dunque, passeggiare su e gi fra il cassero e l'albero di maestra, con un giovane accolito per parte: il pi giovane, a dritta, pieno di eccitazione, di notizie, di opinioni, di gusto; l'altro, a sinistra, silenzioso ma sorridente, che annuisce allorch il suo giovane amico esprime
un parere su qualsiasi argomento sotto il sole e, s, sul sole stesso!
Fu da questi due giovani di belle speranze ch'io appresi qualcosa sugli altri passeggeri; cio su quelli che alloggiano a poppa. C' la famiglia Pike, quattro persone, molto affezionate fra loro. C', naturalmente, un certo Mister Prettiman, noto a noi tutti. Apprendo dal precoce Mister Taylor che c' - nella cabina situata fra la mia e la sala da pranzo - un pittore di ritratti, con la moglie e la figlia: una signorina questa, che il suddetto guardiamarina definisce uno strabilio. Questo  il massimo - trovo - che Mister Taylor concede al fascino muliebre. Vostra Signoria pu immaginare come questa notizia sulla presenza a bordo di una bella sconosciuta accrescesse l'ilarit dei miei spiriti animaleschi.
Mister Taylor avrebbe passato in rassegna l'elenco completo dei passeggeri, sennonch, mentre compivamo per (sar stata) la ventesima volta il tragitto dall'albero di maestra al cassero, ecco venir avanti un (o meglio il) parroco anglicano, che aveva cos copiosamente vomitato controvento durante la burrasca. Uscito dal corridoio, si accingeva a salire le scalette che portano al ponte di poppa, ma, vedendo me fra i miei due giovani compagni, e arguendo - suppongo - ch'io fossi un importante personaggio, si sofferm e mi rivolse una riverenza. Si badi: non dico un saluto o un inchino. Si tratt infatti di una sinuosa flessione dell'intero corpo, sormontata da un sorriso temperato da pallore e servilismo, cos come la riverenza era temperata da un'incertezza dovuta al rollio del vascello. In quanto provocato, se non altro, dall'abbigliamento di un gentiluomo, quel saluto rispettoso non poteva che fare disgusto. Risposi portando la mano alla tesa del cappello, e lo squadrai. Egli sal le scalette. Ai polpacci portava calze di ruvida lana, le sue scarpe pesanti salivano su l'una dopo l'altra ad angolo ottuso, onde arguii che le sue ginocchia, bench celate dalla lunga redingote nera, dovevano esser per natura pi del normale distanti fra loro. Portava parrucca rotonda e cappello a larghe tese, tipico del clero anglicano; e mi fece l'effetto di uno che, a conoscerlo meglio, non sarebbe sembrato migliore. Si era appena allontanato, quando Mister Taylor espresse il parere che il nostro pastore (o pilota del cielo, come lui lo chiam) si stesse recando ad un colloquio con il Capitano Anderson, sul ponte
di comando; e che mal gliene sarebbe incolto, per tanto ardire.
Non ha letto il regolamento, di certo, dissi io, com'uno ch' esperto di regolamenti, di capitani e di navi da guerra. Sar gettato in pasto ai pesci.
Il pensiero di un parroco in pasto ai pesci fece ridere Mister Taylor a crepapancia. Quando Mister Willis l'ebbe, a furia di colpetti, fatto tornare in s, lacrimoso e singultante, egli dichiar che sarebbe certo stato un gran diporto, e tal pensiero scaten di nuovo la sua ilarit. Fu a questo punto che un vero e proprio ruggito, dalla plancia, l'azzitt come un secchio d'acqua fredda. Credo - no, ne son sicuro - che quel ruggito fosse indirizzato al parroco anglicano, ma i due giovani saltarono su, come un sol uomo, sgomentati, per cos dire, da nient'altro che un rimbalzo di schegge che volarono di l dove il colpo sparato dal comandante era caduto. Era chiaro che la capacit del Capitano Anderson di dominare i suoi subalterni, da Cumbershum gi fino a quei due pivelli, non andava messa in dubbio. Debbo confessare che non vorrei avere un altro scontro come quello che gi ebbi con lui. Non certo una razione giornaliera!
Venite, ragazzi, diss'io. Il colloquio  privato, fra il capitano e il parroco. Portiamoci a distanza e al riparo.
Andammo, con una sorta di disinvolta fretta, nel corridoio. Stavo per licenziare i due ragazzi, quando si udirono passi incespicanti sul ponte, sopra le nostre teste, poi un trepestio gi per la scala esterna al corridoio, che ben presto si trasform in uno strepito come di tacchi ferrati che fossero scivolati via, depositando il loro proprietario in fondo ai gradini, con un gran tonfo. Quale che fosse la mia antipatia per... come chiamarla?... per l'estrema unzione, o untuosit, di quell'individuo, per un normale senso d'umanit volli andar a vedere se avesse bisogno d'aiuto. Ma avevo appena mosso un passo in quella direzione, che ecco l'uomo entrare barcollando nel corridoio. Stringeva il suo cappello clericale in una mano, la parrucca nell'altra. Aveva il baverino di traverso. Ma la cosa che pi colpiva era - no, non l'espressione - bens il disordine di quella faccia. La penna mi trema nella mano. Immaginate, se potete, un pallido e teso sembiante cui la natura non abbia concesso altro dono che dei tratti a casaccio messi assieme; un sembiante, per di pi, verso il quale sia stata avara di carne ma prodiga di ossa. Figuratevi poi una bocca aperta, riempite
le orbite sotto la magra fronte con due occhi spiritati da cui stan per sgorgare le lacrime... figuratevi tutto ci e sarete, purtuttavia, ancora lontano della comica umiliazione che per un breve attimo mi trovai davanti agli occhi. Poi l'uomo s'affann alla maniglia della sua cabina, vi sgattaiol dentro e richiuse tramestando la porta.
Il giovane Taylor si mise di nuovo a ridere. Lo presi per un orecchio e glielo torsi, finch la risata volse in un guaito.
Mi permetto di dirvi, Mister Taylor, gli feci, con tutta la calma voluta dal caso, che un gentiluomo non si rallegra delle disgrazie di un altro, in pubblico. Ora potete inchinarvi e andarvene, voi due. Faremo di nuovo una passeggiata igienica uno di questi giorni, senza dubbio.
Oh, signors, signore, disse il giovane Tommy, il quale sembrava pensare che quella tirata d'orecchio fosse un gesto d'affetto. Quando voi vorrete, sir.
S, signore, disse Willis, con la sua bella semplicit. Abbiamo perso una lezione d'arte navale.
Si ritirarono gi per una scala, in quella che chiamano la Sala Cannoni e che suppongo sia una sorta di rumorosa fossa. Le ultime parole che da loro udii quel giorno furono da Mister Taylor rivolte a Mister Willis in tono assai concitato: Non odia forse i preti al di sopra d'ogni cosa? Tornai nella mia cabina, chiamai Wheeler e gli ordinai di togliermi gli stivali.  cos lesto a obbedire costui che mi chiedo come mai gli altri passeggeri non si avvalgano maggiormente dei suoi servigi. La loro perdita  il mio guadagno. Un altro valletto - Phillips, credo - accudisce all'altro lato del corridoio, come Wheeler a questo.
Dimmi, Wheeler, gli domandai, mentre si chinava nel ristretto spazio, come mai il Capitano Anderson ha tanta antipatia per i ministri del culto?
Un po' pi su, signore, prego. Grazie, sir. Ora l'altro, se volete esser tanto gentile. Wheeler!
Non saprei dirlo, signore.  cos, sir? Lo ha detto lui,
sir?
Lo so e basta. L'ho udito, come l'hanno udito tutti, sulla nave!
Non abbiamo parroci di solito, in marina, sir. Non ce ne sono abbastanza. O, se anche vi sono, ai reverendi non piace
il mare. Gli dar una spazzolata di nuovo, sir. La giubba, signore?
Non solo l'ho udito, ma uno dei guardiamarina l'ha pur detto chiaro e tondo, che il Capitano Anderson ha in grande antipatia il clero, e cos pure si  espresso il Sottotenente Cumbershum, ora che mi sovviene.
Davvero, signore? Grazie, signore. Non  cos?
Non ne so nulla, Mister Talbot, sir. E ora, signore, vi posso portare un altro sorso di paregorico? Credo che lo troviate un buon calmante, signore.
No, grazie, Wheeler. Come vedi, ho eluso il demone.  piuttosto forte, s, signore, come Mister Cumbershum vi ha detto. E, s'intende, quando scarseggia il commissario deve farlo pagare pi caro. Ci  molto naturale per tutte le merci, signore. Se non sbaglio, c' un tale che ci ha scritto su un libro.
Gli ordinai di andarsene e mi coricai per un po'. Pur sforzando la memoria, non riuscivo a ricordare quale giorno del viaggio fosse... Presi questo quaderno, da cui risulterebbe essere il sesto... Quindi ho confuso Vostra Signoria e me stesso. Non riesco a tenere il passo degli eventi. Ebbene, non lo tenter neppure. Ho gi, a occhio e croce, vergato diecimila parole; e debbo limitarmi, se voglio contenere il nostro viaggio entro le lussuose copertine del vostro regalo. Pu darsi ch'io abbia eluso il demone dell'oppio solo per cadere vittima del furor scribendi? Ma se Vostra Signoria sfoglier questo quaderno...
Bussano alla porta.  Bates, il servitore del salone. Mister Summers invia i suoi saluti a Mister Talbot. E vorrebbe Mister Talbot gradire un bicchiere di vino con lui, nel salone?
Mister Summers? Il Secondo di bordo, signore.
Il braccio destro del comandante, dunque. Dite a Mister Summers che ben volentieri lo raggiunger fra dieci minuti. Non  il capitano, d'accordo: ma pur sempre colui che vien subito dopo. Su, via! Stiamo cominciando a muoverci in societ.
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CAPITOLO X.
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Mi pare che sia il settimo... oppure il quinto... o l'ottavo magari... Che X compia il suo algebrico dovere e rappresenti una quantit incognita. Il tempo usa indugiare tante volte, sicch mentre scrivo a sera o a notte, quando il sonno stenta a venire, la mia candela si accorcia cos impercettibilmente, come si formano stalattiti e stalagmiti in una grotta. Poi d'un tratto il tempo, questa materia prima indefinibile, ecco scarseggia, e un pugno di ore  volato via, chiss dove!
Dov'ero rimasto? Ah, s! Dunque, dunque...
Mi recai nel salone, al rendez-vous con il Primo ufficiale e l m'accorsi che lo stesso invito era stato rivolto a tutti i passeggeri di riguardo, e non si trattava che di una specie di preliminare alla cena. Avendo sentito dire che siffatte riunioni sono consuete sulle navi di linea, sui postali, ovunque dame e cavalieri compiano un viaggio per mare, i nostri ufficiali hanno quindi deciso di far altrettanto su questo vascello, per compensare - sospetto - le sgarbate e perentorie proibizioni che il capitano ha elencato nel suo Regolamento relativo alla condotta delle Dame e Gentiluomini che affrontano - affrontano, badate, non compiono - un viaggio.
Il mio nome fu annunciato sulla porta, e io avanzai nel salone ch'era tanto animato da somigliare, pi che altro, a un refettorio di locanda da posta. Ci che distingueva quella da altre adunanze alberghiere era l'orizzonte azzurro, un po' inclinato, che si scorgeva al di sopra delle teste attraverso i vetri della grande finestra poppiera. L'annuncio del mio nome provoc qualche istante di silenzio e io vidi una schiera di pallide facce innanzi a me senza riuscire a distinguerne alcuna. Poi un ben piantato giovane in divisa, di due o tre anni pi anziano di me, venne avanti. Si present: era Summers, e indi mi fece conoscere il Sottotenente Deverel. Questi mi parve il pi signorile fra quanti ufficiali vi erano a bordo.  pi snello di Summers, ha capelli castani e favoriti, ma il mento e il labbro rasati, come tutti costoro. Parlammo affabilmente ed entrambi decidemmo - non ne dubito - di vederci ancora. Tuttavia Summers disse che ora dovevo conoscere le signore, e mi condusse dall'unica che io vedessi l fra i presenti. Stava seduta sul lato
di dritta del salone su una specie di panca; e quantunque circondata da alcuni gentiluomini era una dama dall'aria severa, di et incerta, il cui cappello era designato sia a ricoprirle il capo sia a celarle il volto, pi per riservatezza genuina che non per stuzzicare la curiosit dell'osservatore. Trovai che avesse un non so che di quacchero, poich l'abito era grigio. Sedeva con le mani intrecciate in grembo, e parlava con un giovane ufficiale di fanteria che, ritto accanto a lei, le sorrideva dall'alto. Aspettammo che finisse il discorso.
...sempre loro insegnato tali giochi.  un innocuo passatempo per i giovani e un modo per apprender certe regole e norme per le giovanette. Una giovane signora che non abbia delle doti musicali pu intrattenere gli ospiti in tal modo, come un'altra li intrattiene suonando l'arpa o qualche altro strumento.
Il giovane ufficiale annu, sempre sorridendo.
Mi rallegra sentirvi dire cos, signora. Ma ho visto giocare a carte in luoghi strani, vi assicuro.
Quanto a questo, signore, di certo non m'intendo. Ma i giochi non vengon di sicuro alterati in se stessi dalla natura del luogo in cui vengono giocati, vi pare? Io dei giochi non so altro, se non come si giocano in case perbene. Ritengo comunque che una certa conoscenza - mettiamo - del whist, sia necessaria a una signorina, purch beninteso... (e qui credo ci fosse un mutamento d'espressione nella faccia invisibile, poich un'inflessione curiosamente ironica mut il tono di voce) ...purch beninteso sappia perdere con spirito.
L'alto giovane ufficiale emise una specie di risata, da galletto, e Mister Summers colse l'occasione per presentarmi alla dama, Miss Granham. Le dissi che avevo udito per caso parte della conversazione e che mi dispiaceva, ma non avevo n vaste n profonde cognizioni in materia di giochi di carte. Miss Granham volse il viso verso di me e vidi che - se pur non poteva essere un vero strabilio - i suoi tratti erano piacevoli, alquanto, illuminati da un sorriso affabile. Io lodai l'innocente passatempo che le carte sanno offrire e dissi che speravo che, nel corso del nostro lungo viaggio, Miss Granham m'insegnasse qualche gioco.
Qui il diavolo ci mise la coda. Il sorriso svan. Quel verbo insegnare aveva una denotazione per me e una connotazione per la dama!
S, Mister Talbot, ella disse, e vidi un rossore colorirle le gote. Come avete scoperto, sono una governante.
Colpa mia? Ero stato indiscreto? Si era certo aspettata dalla vita, costei, pi di quanto avesse invece realizzato, e ci aveva reso la sua lingua micidiale come una pistola da duello dal grilletto leggero. Dichiaro a Vostra Signoria che con gente simile non c' nulla da fare e che l'unica condotta da adottare, con loro,  il silenzio e l'attenzione. Sono fatti cos e uno non se n'accorge mai per tempo, di tal loro qualit, come il bracconiere non s'accorge della tagliola. Fai un passo e trac ! i denti della tagliola si serrano intorno alla tua caviglia, oppure tuona l'archibugio.  facile per coloro che il ceto e il rango, in societ, hanno posto al riparo dalla vessazione di tali triviali distinzioni mondane. Ma noi poveretti che dobbiamo lavorare, o dovrei dire operare, fra queste infinitesimali graduazioni troviamo che scoprirle in anticipo  tanto difficile quanto ci che i papisti chiamano il discernimento degli spiriti.
Torniamo a noi. Non appena ebbi udite le parole sono una governante, o magari gi mentre stavo udendole, capii che senza volerlo avevo sconvolto Miss Granham.
Ebbene, signora, le dissi, blando come il paregorico di Wheeler, la vostra  invero la professione pi utile e gentile, alla portata di una dama. Non so dirvi che cara amica  stata per me e per i miei fratelli la nostra istitutrice, Miss Dobson, Old Dobbie come noi la chiamiamo. E sono certo che voi sarete come lei sicura dell'affetto dei vostri pupilli.
Non era carino? Sollevai il bicchiere che mi era stato offerto come per brindare all'intera utile razza, quantunque in realt bevessi alla mia destrezza nell'evitare il tiro dell'archibugio o il pedale della tagliola. Per non serv a nulla.
Se, disse Miss Granham, severamente, posso esser sicura dell'affetto dei miei pupilli, questa  l'unica mia sicurezza. Una dama, la figlia di un defunto canonico della cattedrale di Exeter, che sia stata costretta ad accettare un'offerta d'impiego presso una famiglia degli Antipodi, pu pur dare all'affetto dei pupilli un valore assai pi basso di quello che gli attribuite voi. Ed eccomi intrappolato e archibugiato: ingiustamente, credo, se considero che avevo solo cercato di ravviare le penne arruffate della dama. M'inchinai e mi dissi servo suo; l'ufficiale di fanteria, Oldmeadow, seguitava ad annuire; ed ecco Bates
con lo sherry. Scolai quello che avevo e presi un altro bicchiere, in modo tale da palesare certamente la mia sconfitta, ch Summers mi venne in soccorso, dicendo che altra gente reclamava il piacere di fare la mia conoscenza. Dichiarai di non essermi reso conto che fossimo tanti. Un corpulento gentiluomo, acceso in volto e con voce avvinazzata, dichiar che avrebbe desiderato eseguire un ritratto di gruppo poich, ad eccezione della sua signora e di sua figlia, si era tutti presenti. Un giovane giallognolo-, tale Mister Weekes, che credo vada ad aprire una scuola, dichiar che gli emigranti avrebbero fatto da sfondo eccellente a tale composizione.
No, no, disse il signore corpulento, non intendo avere come clienti altro che aristocratici e possidenti.
Gli emigranti, dissi io, felice di cambiar discorso. Mah, io ci terrei a venir ritratto, per la posterit, sottobraccio a un comune marinaio!
Non mi avrete allora nel vostro quadro, disse Summers, ridendo con fragore. Io ero un tempo un 'comune marinaio', come voi lo chiamate.
Voi, signore? Non riesco a crederci. In effetti lo ero. Ma come...
Summers si guard intorno con fare allegrissimo. Ho compiuto quell'operazione navale nota come "andare a poppa passando per l'occhio di cubia". Fui promosso dal ponte inferiore o, come voi direste, di tra i comuni marinai.
Vostra Signoria pu farsi solo una vaga idea del mio stupore, a tali parole, e della mia irritazione per il fatto che l'intero nostro piccolo mondo attendeva in silenzio la mia risposta. Questa fu tanto abile, suppongo, quanto l'occasione richiedeva, ancorch forse pronunciata con un appiombo troppo magistrale.
Bene, Summers, gli dissi. Consentitemi di congratularmi con voi per come imitate alla perfezione le maniere e l'eloquio di una classe sociale alquanto superiore a quella in cui nasceste.
Summers mi ringrazi con gratitudine forse eccessiva. Poi si rivolse all'assemblea.
Signore e signori, vi prego, sediamoci. Non vi siano cerimonie. Ognuno si sieda dove capita. Vi saranno, spero, molte
altre occasioni come questa nel corso del lungo viaggio. Bates, di' che attacchino, l.
Al che pervenne dal palco l'alquanto imbarazzante squittio di un violino e di altri strumenti. Feci quel che potevo per alleviare quel che avrebbe potuto chiamarsi sconcerto.
Venite, Summers, dissi, se non saremo ritratti insieme, cogliamo almeno l'opportunit e il piacere di sederci accanto a Miss Granham. Permettete, signora?
Non era rischiare un'altra batosta? Ma io accompagnai Miss Granham al suo posto sotto la grande finestra con pi cerimoniosit di quanta ne avrei sfoggiata con una principessa del sangue; ed eccoci l. Quando decantai l'eccellente qualit della carne, il Sottotenente Deverel, che sedeva alla mia sinistra, spieg che una delle mucche si era azzoppata nel corso della burrasca; perci si pigliava quel che si poteva, finch durava, sebbene saremmo stati fra breve a corto di latte. Miss Granham era adesso in animata conversazione con Mister Summers alla sua destra; quindi Mister Deverel e io conversammo per un po' sull'argomento degli uomini di mare e del loro sentimentalismo per una mucca dalla zampa rotta, della loro ingegnosit in ogni sorta di mestieri, sia buoni sia cattivi, della loro dedizione ai liquori, della loro immoralit, del loro furibondo coraggio e della loro devozione - celiando solo per met - alla figura prodiera della nave. Convenimmo che vi sono pochi problemi sociali che non possano essere risolti da un governo comprensivo ma fermo. E lo stesso valeva, disse lui, su una nave. Io replicai, allora, che avevo visto, s, la fermezza ma non ero ancora stato persuaso della comprensivit. A questo punto l'animazione dei commensali era tanto aumentata che non si udiva pi la musica dal palco. Da un argomento passando a un altro, Deverel e io rapidamente stabilimmo un certo grado di reciproca intesa. Egli si apr con me. Avrebbe - mi confid - desiderato imbarcarsi su una vera e propria nave da guerra, e non gi su un vascello di terz'ordine, decrepito, con un equipaggio insufficiente e rafforzato. Quel che io avevo scambiato per un equipaggio da tempo affiatato, era invece composto da uomini e ufficiali che si conoscevano fra loro da un paio di settimane tutt'al pi. La nave era stata gi messa in disarmo. Era un vero peccato - disse Deverel - e suo padre certo avrebbe potuto far di meglio per lui. Quell'imbarco non gli offriva grandi prospettive; e poi la guerra stava rallentando e ben presto si sarebbe fermata come un orologio
senza carica. Le maniere e l'eloquio di Deverel denotano, come tutto il resto in lui, grande eleganza.  un ornamento, per la marina.
Il salone era ormai rumoroso come pu esserlo una taverna. C'era qualcosa di eccessivo, fra grida, risate e qualche imprecazione. Gi una coppia di coniugi topeschi, il signor Pike e signora, con le loro figliolette gemelle, se l'erano svignata; ed ora, a un nuovo scoppio di fragorosa ilarit, Miss Granham si alz in piedi, sebbene sollecitata a restare da me e Mister Summers. Questi le disse di non far caso al linguaggio degli ufficiali di marina, il quale diventava abituale ed inconscio per gran parte di loro. Da parte mia pensavo che la scostumatezza fosse maggiore fra i passeggeri che non fra gli ufficiali della nave. Gran Dio - dissi fra me - se  cos a poppavia, che sar mai dall'altra parte? Miss Granham non si era ancora mossa dal suo posto, quando la porta si apr per una dama di assai diverso aspetto. Era giovane eppure riccamente e frivolmente abbigliata. Entr con tanta precipitazione che il cappello le cadde dietro la nuca, rivelando una massa di riccioli d'oro. Ci alzammo - buona parte di noi, perlomeno - ma con ammirevole presenza di spirito lei ci fece sedere di nuovo con un gesto, and diritta verso il gentiluomo corpulento, si chin sulla sua spalla e mormor la frase seguente, con accenti di squisita, troppo, troppo squisita, bellezza:
Oh, Mister Brocklebank! Finalmente  riuscita a inghiottire un po' di brodo.
Mister Brocklebank ci forn una spiegazione. Mia figlia, la mia piccola Zenobia. A Miss Zenobia fu subito offerta gran scelta di posti alla mensa. Miss Granham dichiar che se ne andava, quindi il suo posto era libero, solo che si portasse un altro cuscino. Ma la madamigella - come devo chiamarla - replic con capricciosa malizia ch'ella aveva fatto conto su Miss Granham per proteggere la propria virt fra tanti pericolosi gentiluomini.
Stupidaggini, signora, disse Miss Granham, con ancor pi severit che nei confronti del vostro umile servo, stupidaggini! La vostra virt  al sicuro qui, come ovunque sulla nave. Cara Miss Granham, esclam la damigella con un'aria languorosa, sono certa che la vostra virt  al sicuro da ogni parte!
Grossolana, nevvero? Eppure, mi spiace dirlo, da almeno una
parte dei commensali si levarono risate, poich si era ormai giunti a quella fase d'un convito alla quale alle signore non conviene essere presenti, e in cui solo quelle della sorta di quell'ultima arrivata si possono sentire a loro agio. Deverel, Summers e io balzammo in piedi ma fu l'ufficiale di fanteria, Oldmeadow, ad accompagnare Miss Granham che si ritirava. La voce del gentiluomo avvinazzato tuon di nuovo: Siediti accanto a me, Zenobia, figliola.
Miss Zenobia sfarfall, nel pieno sole pomeridiano che entrava obliquo dalla grande finestra poppiera. Port le graziose manine a scudo del viso.
C' troppo chiaro, Mister Brocklebank, pap. Dio, madama, disse Deverel, potete privare noi poveracci, qui all'ombra, del piacere di mirarvi?
Debbo, ella disse, debbo proprio e voglio occupare il posto lasciato vacante da Miss Granham.
Volteggi intorno al tavolo come una farfalla, con movenze civettuole. Penso che Deverel sarebbe stato lieto di averla accanto a lui, ma ella venne a sedersi fra Summers e me. Il suo cappello era gettato indietro, trattenuto sulla nuca da un nastro, quindi una bella profusione di boccoli era visibile sulla guancia e sull'orecchio. Eppure mi parve, fin dal primo sguardo, che la stessa lucentezza dei suoi occhi fosse in debito con i misteri della sua toilette e che le sue labbra fossero un tantino artificialmente rosse. Quanto al suo profumo...
Appare ci tedioso alla Signoria Vostra? Le molte fascinazioni che ho visto languire, forse invano, presso Vostra Signoria... Al diavolo, come posso impiegare l'adulazione verso il mio padrino quando la semplice verit...
Torniamo a noi. Questa promette d'essere una lunga dissertazione sull'aspetto di una giovane donna. Il pericolo qui  di inventare. Io non son dopotutto che un giovane! Potrei compiacermi di una rapsodia, poich essa  l'unico tollerabile oggetto femminile della nostra comitiva! L! Eppure... io qui penso che il politico - il bieco politico, come direbbe il mio scrittore preferito - debba predominare. Non posso fingermi cieco. Non posso inneggiare. Fatto sta che Miss Zenobia si sta certo avviando verso gli anni di mezzo e difende ed ostenta le sue grazie, prima ch'esse scompaiano del tutto, mediante una continua animazione che senz'altro la stancher come stanca chi l'osserva. Un viso che non sta mai quieto non si pu attentamente
studiare. Pu darsi che i suoi genitori la portino agli Antipodi come ultima risorsa. Dopotutto, in mezzo ai galeotti e agli aborigeni, fra gli emigranti e i militari in pensione, i carcerieri, il clero pi umile... ma no. Rendo ingiustizia a madamigella, poich  abbastanza in gamba. Non dubito che nel nuovo continente la nostra gente prover per lei ben pi che semplice curiosit!
Lasciamola stare per un poco. Mi occuper di suo padre e del gentiluomo a lui dirimpetto, che a me divenne visibile solo quando salt su in piedi. Anche in mezzo al chiacchierio ch'era ripreso la sua voce si fece sentire.
Mister Brocklebank, per vostra norma e regola, sappiate che io son un nemico inveterato d'ogni superstizione!
Costui era, s'intende, Mister Prettiman. L'ho presentato in modo poco acconcio, nevvero? Datene il biasimo a Miss Zenobia. Egli  un uomo basso, tarchiato, collerico. Di lui gi sapete. Io so - come non importa - che porta con s una stampatrice, agli Antipodi. Si tratta di una macchina capace di stampare poco pi che volantini; d'altro canto, la Bibbia Luterana fu prodotta con una pressa non molto pi grande.
Mister Brocklebank gli rispose gridando anche lui. Non ci aveva pensato... Era una bazzecola... Lungi da lui, offendere la sua suscettibilit... Costumanza... Abitudine...
Mister Prettiman, ancora in piedi, vibrava di passione.
L'ho visto distintamente, signore. Avete gettato del sale dietro le spalle!
Ebbene, s, signore, lo confesso. Cercher di non versarne pi, di sale.
Tale frase stava chiaramente a indicare che Mister Brocklebank non aveva capito ci che Mister Prettiman intendesse, e ci confuse le idee al nostro filosofo. Con la bocca ancora aperta affond lentamente sulla sedia, scomparendo quindi quasi alla mia vista. Miss Zenobia si rivolse a me con un'aria graziosamente seria negli occhi sgranati. Ella guardava per cos dire sotto le sopracciglia e su, attraverso le ciglia... Ma no. Non creder che la Natura, senza alcun aiuto esterno...
Com' collerico, Mister Prettiman, eh, Mister Talbot? Dichiaro che quando s'arrabbia  proprio terrificante!
Qualcosa di meno terrificante di quell'assurdo filosofo sociale sarebbe arduo a immaginarsi. Comunque vidi che stavamo per intraprendere una serie ben nota di passi in una danza antica.
Lei diverrebbe sempre pi, via via, la femmina indifesa in balia di gigantesche creature maschili quali Mister Prettiman e il Vostro figlioccio. Noi, da parte nostra, verremmo avanti con minaccioso buon umore sicch, terrorizzata, ella si affiderebbe alla nostra merc, farebbe appello alla nostra generosit, alla nostra cavalleria forse: e frattanto gli spiriti animali, le amorose propensit - come il Dottor Johnson le chiamava - d'ambo i sessi verrebbero eccitate fino a raggiungere quello stato - quell'ambiente - in cui creature come costei hanno il loro modo d'essere.
Questo pensiero era distanziante e mi indusse a vedere qualcosa d'altro. Il formato, le proporzioni erano errate. Troppa esagerazione. Quella donna era stata perlomeno un'assidua frequentatrice di teatri, se non una commediante ella stessa. Ora stava descrivendo il suo terrore durante la burrasca recente. Ebbene, non era un normale discorso, bens un invito lanciato a Summers al suo fianco, a Oldmeadow e Mister Bowles di rimpetto e, insomma, a chiunque potesse udirla. E noi dovevamo recitare con lei. Ma prima che il primo atto potesse dirsi avviato - e io debbo confessare che mi gingillavo con il pensiero ch'ella potesse servire in qualche modo ad alleviare il tedio del viaggio - ecco che sonore esclamazioni da parte di Mister Prettiman e ancor pi sonori brontolii, e tuoni persino, da parte di Mister Brocklebank, la fecero tornare di nuovo seria. Ella era solita toccare legno - disse - per scaramanzia. Io confessai che mi rallegravo se un gatto nero mi tagliava la strada. Il numero fortunato era, per lei, il 25. Dissi subito che il suo 25 compleanno si sarebbe dunque rivelato assai felice: sciocchezza questa che pass inosservata poich Mister Bowles - il quale si occupa di legge, sia pure da subordinato, ed  un barboso di prim'ordine - si mise a spiegare che l'abitudine di toccar legno derivava dall'usanza papista di adorare il crocifisso e baciarlo. Io risposi accennando al timore della mia nutrice per i coltelli incrociati, come segno di lite, e al suo orrore per una pagnotta capovolta, come presagio di disastro in mare; al che Miss Zenobia cacci uno strillo e si rivolse per protezione a Mister Summers. Questi le assicur che non aveva nulla da temere dai francesi, i quali eran pressoch sconfitti ormai; ma l'accenno ai francesi bast a scatenarla ed avemmo una nuova descrizione dei tremori da cui era colta nell'oscurit della sua cabina. Eravamo una singola nave. Eravamo, com'ella disse, con
accenti trillanti, ...soli, soli / tutti, tutti soli, / soli sul vasto, vasto mare!
Un luogo pi gremito di questa nave non si trova, secondo me, se si eccettua una prigione per debitori, o un carcere comune. Ma, s - disse - ella aveva conosciuto di persona Mister Coleridge. Mister Brocklebank - pap - lo aveva ritratto e si era parlato di un volume illustrato, ma poi non se n'era fatto niente.
A questo punto Mister Brocklebank, il quale aveva udito la figlia citare Coleridge, si mise a sua volta a declamare altri versi di quello stesso poema. Suppongo che lo conoscesse bene, dal momento che aveva inteso illustrarlo. Poi lui e il filosofo attaccarono di nuovo a litigare. D'un tratto l'intero salone azzitt, per ascoltarli.
No, signore, no di certo, non io, tuon il pittore. In nessun caso.
Allora astenetevi dal mangiare polli, signore, o qualsiasi altro pennuto. No, sir!
Astenetevi dal mangiare quella porzione di carne di mucca ch' innanzi a voi! Vi son dieci milioni di bramani in Oriente che vi taglierebbero la gola, se ne mangiaste! Non vi sono bramani qui, su questa nave. L'integrit...
Una volta per tutte, signore, io non sparerei a un albatro. Son un uomo pacifico, io, Mister Prettiman, e sparerei a voi con altrettanto piacere!
Avete un fucile, signore? Ch gli sparer io, a un albatro, e staremo a vedere che cosa accadr...
Ho un fucile, signore, bench non l'abbia mai usato. Siete un tiratore, sir?
Non ho mai sparato un colpo in vita mia! Permettetemi allora, signore. Io ho l'arma. E ve la presto. Voi, sir? Io, sir!
Mister Prettiman balz su di nuovo, tornando visibile a tutti. I suoi occhi avevano un gelido lucore.
Grazie, signore, senz'altro, signore, e vedrete, signore! E i marinai comuni vedranno, signore...
Scavalc la panca sulla quale sedeva e poi si precipit fuori
del salone. Ci furono alcune risate e quindi la conversazione riprese a livello pi basso. Miss Zenobia si rivolse a me. Pap vuole che noi si sia protetti, agli Antipodi. Non si proporr certo di andare fra gli indigeni! Ha in mente di introdurre fra loro l'arte della ritrattistica. Egli pensa che ci li indurr a compiacenza, il che - dice -  a un passo dalla civilizzazione. Ammette, tuttavia, che una faccia nera presenti delle difficolt.
Sarebbe pericoloso, secondo me. N il governatore lo permetterebbe.
Ma Mister Brocklebank, pap, ritiene di poter persuadere il governatore a servirsi di lui.
Buon Dio! Io non sono il governatore ma... cara signora, pensate al pericolo!
Se i sacerdoti possono andarci...
Oh, s, dov'?
Deverel mi tocc un braccio.
Il parroco rimane in cabina. Lo vedremo di rado, credo, e si ringrazino Dio e il capitano, per questo. Non sento la sua mancanza, e neanche voi, suppongo.
Avevo momentaneamente dimenticato Deverel. Allora cercai di trascinarlo nella conversazione, sennonch lui si alz e parl con una certa allusivit.
Vado di guardia. Ma voi e Miss Brocklebank, non ne dubito, potrete intrattenervi a vicenda.
S'inchin alla dama e se ne and. Mi rivolsi di nuovo verso lei, e la vidi pensosa. Non dico che fosse solenne, no, affatto! Ma, oltre l'artificiale animazione del suo sembiante, c'era una certa espressione la quale, confesso, non mi era familiare. Era... ricordate che voi mi consigliaste di legger le facce?... era una fissit delle pupille e delle palpebre come se, mentre la donna esteriore impiegava le comuni malizie e gli stratagemmi del suo sesso, dietro di loro vi fosse una diversa e guardinga persona! Era stato l'accenno di Deverel all'intrattenimento a produrre tale differenza? Cosa stava - cosa sta - pensando? Medita forse un affaire, come sono sicuro che lo chiamerebbe, pour passer le temps?
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CAPITOLO 12.
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Come Vostra Signoria pu vedere dal numero in cima a questo foglio, non sono stato assiduo col diario come avrei desiderato - n il motivo  quel che potrei desiderare. Abbiamo avuto maltempo di nuovo e il rollio del vascello ha aggravato una colica che io faccio risalire alla defunta e illacrimata mucca, Bessie. Comunque, il mare adesso  pi liscio. Il tempo e io abbiam migliorato assieme e - con il calamaio e il quaderno su un vassoio - sono in grado di scrivere, sia pure lentamente. L'unica cosa che mi consola dell'indisposizione  che, nel corso della mia lunga sofferenza, la nave ha progredito. Siamo stati sospinti al di sotto delle latitudini del Mediterraneo e la nostra velocit  stata limitata, secondo Wheeler (questo vivente Falconer), pi dalla decrepitezza del vascello che non dalla disponibilit del vento. L'equipaggio ha azionato le pompe. Pensavo che le pompe producessero un certo clangore metallico e che avrei udito questi malinconici suoni, invece no. Una volta, durante la burrasca, chiesi al Sottotenente Summers, venuto a trovarmi, perch mai non si pompasse; e lui mi assicur che si stava pompando da tempo. Mi disse ch'era una sensazione dovuta alla mia malattia a farmi pensare che il vascello stesse malamente a galla. Io ritengo di essere pi sensibile dell'ordinario ai movimenti della nave, ecco la verit. Summers mi assicura che la gente di mare accetta tale condizione come qualcosa di cui non vergognarsi affatto e invariabilmente adduce l'esempio di Lord Nelson, a suo sostegno. Non posso non pensare tuttavia di aver perso conseguenza. Che il signor Brocklebank e La Belle Brocklebank siano stati ridotti anch'essi allo stato in cui l'infelice signora Brocklebank versa fin da quando siam partiti non  di alcun aiuto. La condizione delle due cabine in cui la famiglia abita dev'essere tale ch' meglio non contemplarla.
C' qualcosa da aggiungere. Poco prima che il nauseante malore mi colpisse - ora sono pressoch ristabilito, anche- se tuttora debole - un evento politico sconvolse la nostra societ. Il capitano, dopo aver deluso tramite Mister Summers le aspettative del parroco che desiderava celebrare alcuni servizi religiosi, gli ha inoltre vietato il cassero, per non so quale infrazione al Regolamento. Che piccolo tiranno  costui! Mister Prettiman che va
su e gi per il castello di poppa (con un archibugio!) ce l'ha riferito. Egli, pover'uomo,  stato preso in mezzo fra il suo odio per qualsiasi chiesa e quel che chiama il suo amore per la libert. Il conflitto fra questi due sentimenti e le emozioni che ne sono nate  penoso. Fu consolato, nientemeno, da Miss Granham! Quando appresi questa comica e straordinaria notizia, mi alzai, mi sbarbai e mi vestii. Sentivo che dovere e inclinazione unite mi spingevano. Il cupo capitano non avrebbe dettato, a me, legge in tal maniera! Ma come! Dev'esser lui a dirmi se posso o no assistere a un servizio religioso? Vidi subito che a tale scopo il salone passeggeri era adatto; e nessuno, a meno che la sua abitudine al comando non fosse divenuta una mania, poteva privarcene.
Il parroco poteva facilmente tenere una breve funzione serale, col, per quei passeggeri che desiderassero assistervi. Percorsi, pi saldo che potessi sulle gambe, il corridoio e andai a bussare alla sua porta.
Il parroco mi apr e comp la solita, sinuosa genuflessione. La mia antipatia per quell'uomo torn.
Mister... hm... Mister...
James Colley, Mister Talbot, sir. Il Reverendo Robert James Colley al vostro servizio, sir.
Segu allora una tal contorsione! Sembrava che egli accettasse la parola come un tributo a se stesso e all'Onnipotente assieme.
Mister Colley, quand' il giorno festivo?
Ma oggi, Mister Talbot, signore.
Gli occhi che mi guardavano erano tanto pieni di zelo, di tal ossequio e devota umilt che avreste potuto pensare ch'io avessi, in saccoccia, un paio di benefici ecclesiastici. Mi irrit talmente che stetti l l per rinunciare al mio proposito.
Sono stato indisposto, Mister Colley, altrimenti mi sarei fatto avanti gi prima. Alcune signore, e signori, sarebbero lieti se voi celebraste un servizio, una breve funzione, nel salone passeggeri, a sette tocchi ovvero, se preferite restar uomo di terra, alle tre e mezzo del pomeriggio.
Crebbe di statura davanti ai miei occhi! I suoi si riempirono di lacrime.
Mister Talbot, signore, questo ... ...  degno di voi!
La mia irritazione aument. L'avevo sulla punta della lingua di domandargli come diavolo sapesse come mai ne fossi degno. Annuii e me n'andai, udendo alle mie spalle borbottare qualcosa riguardo al visitare gli ammalati. Buon Dio, pensai, se ci prova, mal gliene incoglier. Tuttavia riuscii a raggiungere il salone, ch l'irritazione  in parte cura della fiacca delle membra; e col trovai Summers. Gli dissi quel che avevo organizzato e lui accolse la notizia in silenzio. Solo quando gli suggerii che invitasse il capitano ad assistere al servizio, lui sorrise ironicamente e mi rispose che avvertire il comandante comunque doveva. Si azzard a suggerire un'ora tarda. Gli dissi che a me l'ora era indifferente e tornai nella mia cabina, alla mia sedia di tela, sulla quale sedetti, e mi sentivo esausto ma guarito. Pi tardi, quella stessa mattina, Summers venne da me e disse che aveva alquanto modificato il mio messaggio e sperava che non me ne importasse. Ne aveva fatto una richiesta generale da parte di tutti i passeggeri. S'affrett a dire che ci era pi consono ai costumi marinari. Bene. Chiunque si delizi come me dello strano ma affatto espressivo linguaggio marinaresco (spero di produrne via via esemplari di prim'ordine per voi) non poteva volere che i costumi marinari avessero a soffrire. Ma, quando udii che al piccolo parroco sarebbe stato consentito di indirizzarci un sermone, confesso che cominciai a pentirmi della mia impulsiva intercessione e compresi quanto mi ero goduto quelle poche settimane di libert da tutti gli orpelli della Religione costituita.
Tuttavia, per decenza, non potevo ormai pi tirarmi indietro e assistetti al servizio che al nostro pastoronzolo fu consentito celebrare. Ne rimasi disgustato. Poco prima della funzione incontrai Miss Brocklebank: il suo volto era impiastrato di cipria e rossetto. La Maddalena doveva avere giusto quell'aspetto, appoggiata alla parete esterna del tempio. N Colley - pensai -era tipo da poterla indurre a pi decorose sembianze. Eppure pi tardi scoprii di avere sottovalutato sia il suo giudizio sia la sua esperienza. Quando infatti fu l'ora del servizio, le candele del salone illuminarono il suo volto, ne sottrassero i danni degli anni, mentre quel ch'era pittura ora appariva per magia giovinezza e belt. Mi guard. A stento mi ero ripreso dal trauma di dovermi subire lo spettacolo, quando scoprii quali altre migliorie Mister Summers avesse apportato alla mia originaria proposta. Aveva fatto venire, a condividere la nostra devozione, alcuni fra i pi rispettabili emigranti: Grant, il veterinario, Filton e Whitlock, che sono contabili, credo, e il vecchio Mister Grainger con la sua vecchia moglie. Egli  uno scrivano. Naturalmente, qualsiasi chiesa di paese esibisce una tale mistura di ceti sociali; ma qui la societ del salone-passeggeri  cos di princisbecco, cos falsa, da offrire loro un esempio ben scadente. Mi stavo riprendendo dalla stizza per quell'invasione, quando entr ed avanz in mezzo a noi (che stavamo in piedi per rispetto) quel soldo di cacio di parroco, completo di cotta, cappello appollaiato sopra una parrucca tonda, lunga sottana, scarponi dai tacchi ferrati - assieme ad un'aria mista di diffidenza, divozione, trionfo e compiacenza. Vostra Signoria protester che alcuni di questi attributi non possono andare insieme, sotto lo stesso cappello. Ne convengo, in un volto normale v' spazio di rado per tutti, ed uno in particolare ha generalmente predominio sugli altri. Cos  nella maggior parte dei casi. Quando sorridiamo, sorridiamo con la bocca, le gote, gli occhi, insomma con tutta la faccia dal mento all'attaccatura dei capelli! Ma questo Colley  stato fabbricato dalla Natura in grande economia. La Natura ha piantato... no, il verbo  troppo attivo. Insomma, in qualche cantuccio del Lido del Tempo, o sul bordo fangoso di un insignificante ruscello, saranno stati gettati assieme a casaccio e indifferentemente alcuni tratti fisionomici che la Natura aveva scartati, non sapendo che farsene per alcuna delle sue creazioni. Una qualche vitale scintilla che avrebbe potuto servire ad animare una pecora li anim. Risultato: questo implume nidiace della Chiesa.
Vostra Signoria rilever in quanto sopra una tendenza al bello scrivere: tentativo non del tutto fallito, mi lusingo di credere. Eppure mentre assistevo alla scena il pensiero che occupava la mia mente era che quel Colley era la prova vivente della teoria del vecchio Aristotele. C' dopotutto un ordine al quale l'uomo appartiene per natura, sebbene qualche errato estro patronale possa a volte elevarlo al di sopra di esso. Troverete tale ordine esposto in rozzi manoscritti medievali dove il colore non ha sfumature e i disegni non hanno prospettiva. L'autunno vi viene illustrato da uomini, contadini, servi che mietono campi e i cui volti sono tracciati con pochi tratti sotto i cappucci, come quello di Colley. I suoi occhi eran volti all'ingi, in atto di diffidenza e forse di rimembranza. Gli angoli della sua bocca erano volti ali'ins: era qui, il trionfo e la compiacenza! Molte ossa erano sparse qua e l sul rimanente del suo sembiante. Invero le sue scuole avrebbero dovuto essere gli
aperti campi - raccattare pietre e spaventare uccelli - la sua universit, l'aratro. Allora, s, tutti quei tratti fisionomici cos irregolarmente sfregiati dal sole dei tropici avrebbero potuto venir abbronzati in unit, e un'unica, modesta espressione avrebbe animato l'insieme!
Siamo tornati al bello scrivere, nevvero? Ma inquietudine e indignazione non mi hanno ancora abbandonato. Lui sa della mia importanza. A volte era arduo determinare se si rivolgesse a Edmund Talbot o all'Onnipotente. Era istrionesco come Miss Brocklebank. L'abitudine al rispetto dell'ufficio sacerdotale era tutto quel che m'impediva di sbottar in una risata indignata. Fra i rispettabili emigranti presenti era la povera, pallida ragazza, portata l devotamente da robuste braccia e deposta su una sedia dietro di noi. Ho appreso che ella abort durante la prima burrasca, e il suo atroce pallore era in contrasto con l'artificiale allure della Brocklebank. La decente e rispettosa attenzione dei compagni maschi di lei era irrisa da queste creature che erano, ostensibilmente, migliori di lei: l'una, dipinta, che fingeva devozione, l'altro, con il suo libro, che fingeva santit!
Non appena il servizio ebbe inizio, cominci anche la parte pi ridicola di quella ridicolissima serata. Tralascio il rumore di passi su e gi, sopra le nostre teste, dove Mister Prettiman dava dimostrazione del suo anticlericalismo pi rumorosamente possibile sul castello di poppa. Ometto il tramestio e le grida al cambio della guardia - il tutto eseguito senz'altro dietro richiesta del capitano o con il suo incoraggiamento o tacito consenso verso tanta chiassosa turbolenza quanta possono procurarne marinai in vena di spasso. Penso solo al salone debolmente rollante, alla pallida ragazza e alla farsa che veniva recitata davanti ai suoi occhi! Non appena Mister Colley ebbe posato gli occhi su Miss Brocklebank, non riusc pi a staccarglieli di dosso. Lei, da parte sua - e una parte sono certissimo che fosse - ci offr un tal quadro di devozione quale potreste trovarne l'uguale soltanto fra i guitti in un teatro di provincia. Gli occhi di lei non abbandonavano mai il viso di lui se non per volgersi al cielo. Ella aveva le labbra dischiuse in atto estatico tranne quando le apriva e chiudeva rapidamente per un amen! appassionato. Vi fu invero un momento in cui una frase da santificetur nel corso del sermone di lui, seguita da un amen! da parte della Brocklebank, venne sottolineata per cos dire (be', una lumaca ha un suo passo!) da una
risonante scorreggia di quella macchina eolica ch' Mister Brocklebank, che fece ridacchiare gran parte dei presenti come tanti scolaretti ai loro banchi.
Per quanto io tentassi di staccarmi da quella messinscena, provavo per essa vergogna, e vessavo me stesso per i miei sentimenti. Eppure ho scoperto da allora una ragione sufficiente per il mio sconforto e ritengo che, a questo riguardo, le mie sensazioni fossero pi sagge della mia ragione. Poich, ripeto, avevamo con noi un gruppetto di gente comune.  possibile che costoro fossero venuti a poppavia animati dal medesimo spirito di quei visitatori che dichiarano di voler vedere i Canaletto di Vostra Signoria, ma in realt desiderano vedere come vive la nobilt. Per credo pi probabile che essi fossero venuti per pura e semplice devozione. Certo quella povera pallida ragazza non poteva avere altro obiettivo che trovare i conforti della religione. Chi poteva negarli a una tale miseranda sofferente, per illusori che siano? Invero, il gramo spettacolo offerto dal predicatore e dalla sua dipinta Maddalena poteva anche non frapporsi fra lei e l'immaginario oggetto delle sue suppliche; ma che dire degli onesti individui che l'accompagnavano? Costoro saranno certo rimasti feriti nelle parti pi vulnerabili della lealt e della sottomissione.
Il Capitano Anderson detesta davvero la Chiesa! Il suo modo di pensare ha contagiato i suoi uomini. Non aveva impartito divieti - si dice - ma avrebbe saputo ben lui come stimare quegli ufficiali che discordassero dalla sua ossessione. Solo Mister Summers e il dinoccolato ufficiale di fanteria, Mister Oldmeadow, erano presenti. Voi lo sapete perch io ci fossi. Non mi piace assoggettarmi a tirannia!
Il sermone del pastore volgeva ormai al termine quando feci la maggiore scoperta nella mia, per cos dire, diagnosi della situazione. Avevo pensato dapprima, vedendo come il viso dipinto dell'attrice ingaggiava gli occhi del Reverendo, che questi provasse disgusto mischiato forse anche a involontaria eccitazione: quel moto di calore - no, lussuria - che una donna di facili costumi riscuote dal corpo maschile, piuttosto che dalla mente, per il semplice fatto di mostrarsi disponibile. Ma ben presto m'avvidi che non era cos. Mister Colley non  mai stato a teatro! E tanto meno poteva essere passato - in quella che era senz'altro una delle nostre diocesi pi remote - dal teatro a una maison d'occasion. Il suo libro gli parlava di donne dipinte che
andranno all'inferno a passo di danza, ma non gli spiegava come riconoscere una di costoro al lume di candela! Lui pensava che ella fosse davvero la pia donna per cui si spacciava. Una catena di orpelli li vincolava. Vi fu un momento nel suo sermone in cui, dopo avere usato la parola gentiluomini, si rivolse a lei e con svenevole malizia esclam: O dame, signora, per quanto avvenenti, prima di seguitare il suo discorso. Udii un sibilo provenire dall'interno del cappellino di Miss Granham, e Summers accavall, poi scavall le gambe.
Fin finalmente, e io feci ritorno alla mia cabina, per vergar queste note, con - mi dispiace dirlo - crescente sconforto, sebbene la nave proceda ora senza eccessive scosse, rendendo facile lo scrivere. Non lo so che cosa mi capiti. Ho scritto con asprezza, e aspro mi sento: questo  quanto.
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CAPITOLO 17.
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Credo sia diciassette. Che importa. Ho sofferto di nuovo: la colica.
Oh, Nelson, Nelson, come riuscisti a vivere tanto a lungo e infine a morire non in seguito ad una tormentosa serie di convulsioni viscerali ma a causa della meno penosa violenza del nemico?).
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Sono risorto, pallido, fragile e convalescente. Pare insomma che vivr fino a raggiungere il porto di destinazione!
Questo lo scrissi ieri. Le mie note di diario vanno facendosi brevi come alcuni capitoli dello Sterne! Ma v' una curiosa circostanza su cui debbo rendere edotta Vostra Signoria. All'apice della mia sofferenza, e poco prima che soccombessi a una dose di paregorico wheeleriano, udii bussar timidamente alla mia porta. Gridai: Chi ? Al che una debole voce rispose: Son io, Mister Talbot, sir, Mister Colley, signore. Ricordate, il Reverendo Colley, servo vostro. Per mia buona fortuna, pi che per estro arguto, riuscii a trovar l per l l'unica risposta atta a salvaguardarmi da quella visita.
Lasciatemi, vi prego, Mister Colley... Una tremenda convulsione delle viscere mi interruppe per un momento. Poi: Sto pregando!
O fosse il rispetto per la mia intimit o fosse Wheeler che sopraggiungeva con la benefica pozione, mi liberai di lui. Il paregorico, in dose giustamente calcolata, mi fece assopire. Eppure ho indistinta memoria d'un fatto: apro gli occhi nel sopore, e scorgo pendere sopra di me il curioso assemblaggio di tratti fisionomici che formano quello scherzo di natura ch' Mister Colley. Dio sa quando ci accadde - se mai sia accaduto! Per adesso sono risorto, anche se mi muovo ancora poco, e quell'uomo non avr l'impertinenza d'introdursi qui di nuovo.
I sogni provocati dal paregorico debbono certo qualcosa all'oppio che lo compone. Dopotutto molte facce mi apparvero in sogno, quindi anche la sua pu darsi che fosse solo una visione, nel mio drogato delirio. La povera ragazza pallida mi ha ossessionato; spero invero che guarisca. Aveva - sotto lo zigomo - una cavit ad angolo retto e non ricordo di avere mai visto nulla di cos penoso a osservarsi. La cavit e la tenebra che vi risiedevano - e lei non si mosse, solo volse la testa - mi toccarono in modo che non so descrivere. Invero ero pieno d'una sorta di debole rabbia, ripensando alla funzione e ricordando come suo marito l'aveva esposta a una farsa miserabile. Tuttavia, oggi sono pi me stesso. Mi sono ripreso da siffatti morbosi pensieri. Il viaggio  proceduto a gonfie vele, come la mia
guarigione. Bench l'aria si sia fatta umida e calda, non mi danno pi la febbre i passi di Mister Prettiman sopra il mio capo. Lui cammina su e gi sul ponte di poppa con un'arma fornitagli nientemeno che da quello sciocco di Brocklebank, e intende far fuoco senz'altro con codesto antiquato archibugio,-per uccidere un albatro a dispetto di Mister Brocklebank, di Mister Coleridge e della Superstizione, assieme! Egli dimostra quanto possa essere irrazionale un filosofo razionalista!
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CAPITOLO 23.
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Credo sia il ventitreesimo giorno. Summers mi dar ragguagli sull'alberatura. Bench uomo di terra, intendo stupirlo con le mie cognizioni - apprese per lo pi da libri di cui lui non ha mai sentito parlare. Intendo altres compiacer la Signoria Vostra con alcune scelte frasi del linguaggio marinaresco, poich infatti comincio, sia pur stentatamente, a parlar da lupo di mare. Che peccato che questo nobile veicolo d'espressione abbia cos scarsa letteratura!
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CAPITOLO 27.
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Pu un uomo star sempre a contare? Con questo caldo e questa umidit...
Si tratta di Zenobia. Ha mai notato Vostra Signoria... Ma s, senz'altro! A che sto pensando? C' un noto, verace, collaudato nesso fra la percezione delle grazie muliebri e l'uso di forti bevande. Dopo tre bicchieri ho visto vent'anni svanire da un volto come neve d'estate! Un viaggio per mare aggiunto a tali stimoli - e il nostro ci ha portato nientemeno che ai tropici - sortisce un tal effetto sulla costituzione maschile che magari sar preso in esame nei volumi pi reconditi della professione - voglio dire la professione medica - ma che non mi era mai capitato nel corso di una ordinaria educazione. Magari ne parla Marziale da qualche parte, ma non ce l'ho con me; o Teocrito - ricordate, nella calura d'un meriggio d'estate... (Frase in greco antico). Oh s, possiamo temere Pan o il suo equivalente marino, chiunque sia. Ma gli di marini, le ninfe oceaniche eran fredde creature. Devo ammettere che questa donna  dannatissimamente, provocantemente avvenente, pittura e tutto! Ci siamo incontrati di nuovo pi volte. Oh, spesso. Come evitarlo?  tutta una follia, una pazzia tropicale, un delirio, se non un trasporto! Ma ecco che, in piedi accanto alla murata nella notte tropicale, con le stelle impigliate fra le vele e oscillanti dolcemente tutte assieme, mi accorgo di abbassare la voce - s che il suo nome vibra - e tuttavia conosco la mia stessa follia - lei frattanto sospira e il suo petto scarsamente coperto si avvalla con maggior impeto di quello che agita il rilucente mare.  una follia; ma, poi, come descrivere...
Nobile padrino, se sbaglio, redarguitemi. Non appena a terra, sar di nuovo sano di mente, sar ancora quel saggio e imparziale consigliere, amministratore, il cui piede poneste sul primo gradino... Ma non mi diceste: Racconta tutto? Diceste: Fa' ch'io riviva in te!
Non sono che un giovanotto, dopotutto.
Ebbene, il problema, che il diavolo se lo porti, era logistico. Incontrare quella dama era facile e, anzi, inevitabile. Ma ci vale per chiunque a bordo! Mister Prettiman cammina su e gi sul ponte di poppa. La famiglia Pike, padre, madre e figliolette,
si affrettano su e gi per il ponte centrale, sbirciando di qua e di l, nel timore di venire accostati, suppongo, e assoggettati a qualche indegnit o sconvenienza. Colley mi si avvicina sul ponte e ogni volta non solo mi fa una riverenza ma si toglie il cappello con un sorriso d'intesa tale, e con una tale aria da santocchio, che  quasi un ambulante invito al mal di mare. Che posso fare. Non posso mica condurre madamigella sulla coffa! Chiederete: cosa c' che non va nella tua cabina o nella sua? Vi rispondo: tutto quanto! Se solo Mister Colley esclama Ehm! dall'altra parte del corridoio, egli sveglia Miss Granham nella cabina attigua. Se solo quell'otre di Mister Brocklebank peta -come fa ogni mattina, poco dopo i sette tocchi - il fasciame ne trema e risuona tutto, fino alla mia cabina e a quella di Mister Prettiman, attigua alla mia. Ho dovuto esplorare pi oltre alla ricerca di un luogo acconcio ai nostri amours. Pensai di rintracciare e presentarmi al commissario di bordo, ma con mia sorpresa scoprii che tutti quanti gli ufficiali evitano persino di menzionarlo, come fosse sacro o indecente - non so cosa delle due - e lui sul ponte non compare mai.  un mistero che mi propongo di chiarire, quando avr la mente sgombra da questa... da questa certamente temporanea follia...
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CAPITOLO 27.
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Disperato, indussi Mister Taylor a condurmi gi nell'armeria, o quadrato dei subalterni, che, sebbene serva solo a tre guardiamarina,  purtuttavia cos spaziosa che la si usa anche per i capicarico, poich la loro mensa - non posso addentrarmi nella politica di tutto ci - si trova troppo distante, a proravia, ed  stata occupata dagli emigranti di maggior riguardo. Questi anziani - il cannoniere, il carpentiere ed il mastro velaio - sedevano a un tavolo e mi guardavano in silenzio, con l'aria di saperla pi lunga di chiunque altro a bordo, ad eccezione della formidabile Miss Granham. Eppure non prestai loro molta attenzione dapprima, a causa dell'oggetto straordinario che l'ossuto Mister Willis rivel allorch si spost verso la scala. Era nientemeno che una pianta, una sorta di pianta rampicante, le cui radici affondavano in un vaso e il cui stelo si avviticchiava alla paratia per un buon tratto. Non aveva alcuna foglia; e quei rami o tralci che non avevano sostegno ricadevano gi come alghe: il che invero sarebbe pi utile e adeguato. Esclamai a tal vista. Mister Taylor scoppi nel suo solito riso e indic Mister Willis, che ne era il non tanto orgoglioso proprietario. Mister Willis scomparve su per la scaletta. Io mi volsi dalla pianta a Mister Taylor.
A che diavolo serve?
Ah, disse il cannoniere. Il Signor Martinetto.
Sempre incline agli scherzi, Mister Deverel, disse il carpentiere. Il nome l'ha messo lui.
Il mastro velaio sorrise rivolto a me con misteriosa compassione.
Mister Deverel disse a Willis che solo cos poteva arrivare al ponte di comando.
Tommy Taylor piangeva dal gran ridere: piangeva, veramente: gli colavano lacrime. Si strangol e gli battei sulla schiena, pi severamente di quanto non s'aspettasse. Ma l'eccesso di allegria  cosa importuna ovunque. Egli smise di ridere.
 un rampicante, vedete.
Il Signor Martinetto, disse di nuovo il carpentiere. Non ho potuto far a meno di ridere, neanch'io. Dio sa quali scherzi inventer, Mister Deverel, per la sacca del tasso.
Che cosa, signore?
Il cannoniere estrasse una bottiglia di sotto il tavolo. Gradite un cicchetto, Mister Talbot. Con questo caldo...
Era rum, forte e appiccicoso. Accrebbe il calore nelle mie vene e parve accrescere l'afa. Mi sarei volentieri tolto la giubba, come quei capicarico se l'erano tolta; ma naturalmente non si addiceva a me.
L'aria  maledettamente greve, signori. Riuscite, mi domando, a sopportarla giorno dopo giorno?
Ah, disse il cannoniere, la vita  dura, Mister Talbot, sir. Oggi ci sei, domani non ci sei pi.
Oggi ci sei, e oggi non ci sei pi, disse il carpentiere. Avete presente quel giovane, Hawthorne mi pare, imbarcato all'inizio di questo viaggio? Il nostromo lo mette alla coda di una cima con gli altri e gli fa: 'Non mollare in nessun caso'. La lancia comincia a caricare sul pennone e precipita, poich tutti gli altri mollano la cima. Il giovane Hawthorne, che non distingue la puleggia d'un bozzello dal suo culo - veniva dalla campagna, mi sa - si tiene saldo come gli hanno detto. Il cannoniere annu e bevve. Obbedisce agli ordini. La storia sembrava che fosse finita. Ma cosa successe? Cosa c' che non andava? Eh, vedete, disse il carpentiere, la coda della cima scorre su per il bozzello - swit! - cos. Il giovane Hawthorne si trovava alla fine di essa. Sar volato per un miglio. Non l'abbiamo pi rivisto. Buon Dio.
Oggi ci sei e oggi non ci sei pi, come dico. Vi potrei raccontare certe storie sui cannoni, se si viene in argomento, disse il cannoniere. Brutti affari i cannoni quando fanno i capricci, e li possono fare in tremila maniere diverse. Se voleste mai fare il cannoniere, Mister Talbot, pensateci su prima.
Mister Gibbs il carpentiere di di gomito al velaio. Anche un aiuto-cannoniere ha da pensarci, disse. La sapete, di quell'aiuto-cannoniere che perse la testa? Fu al largo di Alicante, mi pare. Oh, dai, George!
Quel cannoniere, ecco, camminava su e gi dietro la sua
batteria con la pistola in mano. Stavano bombardando un fortino ch', a mio avviso, una sciocchezza. Una palla rovente s'infila pel portello e gli stacca di netto la testa, al cannoniere, come quella ghigliottina che i francesi adoperano tanto per tagliare le teste ai cristiani. Solo che quella palla, com'ho detto, era rovente, e cos gli cauterizza la ferita e, dunque, il cannoniere continua a camminare su e gi e nessuno si accorge di niente finch non finiscono gli ordini. Gi a ridere!  roba da morire. Arriva il Secondo di bordo e domanda come mai i cannoni tacciono, in quella batteria di sinistra, e cos chiede al cannoniere come mai, che si fa che non si fa, ma quello non aveva pi la bocca per rispondergli.
Sul serio, signori! Oh, suvvia! Un altro bicchiere, Mister Talbot. C' una tale afa, qui...
Il carpentiere annu e batt su un'ordinata con le nocche Difficile dire se  l'aria che suda, o il legno. Il cannoniere fu scosso da una risata interiore, come un'onda che non si rompe.
Bisognerebbe aprire una finestra, disse. Ricordate le ragazze, Mister Gibbs? 'Non si potrebbe aprire una finestra? Mi sento mancare il respiro.'
Mister Gibbs si scosse, come il cannoniere. Vi manca il respiro, eh? Venite qui, carina. C' aria fresca, per di qua.
Oh, cos'era quello, Mister Gibbs? Era un topo? Non li sopporto, i topi! Senz'altro era un topo...'
Solo il mio cagnolino, carina. Qua. Tastalo, il cagnolino. Bevetti un sorso di quel rum di fuoco. E si possono fare certe cose su una nave come questa? Nessuno vi vide?
Il mastro velaio sorrise il suo bel sorriso. Io li ho visti. Il cannoniere gli die di gomito.
Svegliati, Shiner. Non eri neppure sulla nave, tu. Non eravamo ancora usciti dal disarmo.
Disarmo, disse Gibbs. Che bella vita. Niente mare infuriato. Te ne stai tranquillo, nella cabina migliore, quella dell'ammiraglio magari, e c' una donna che pensa alla cambusa.  il miglior attracco che c' in tutta la marina, Mister Talbot, sir. Sette anni ho trascorso cos, prima che la rimettessero in
mare. L per l sembrava che neanche ci riuscissero per una cosa e l'altra, e allora si diedero a raschiar via le incrostazioni dalla carena con la scorticaria, per quel che si poteva perlomeno. Ecco perch  cos pigra fuori del comune. Era acqua di mare, capite. Spero che a Sydney Cove, o com' che si chiama, abbiano ancoraggi in acqua dolce.
Se si tolgono le incrostazioni, disse il cannoniere,  facile portar via la carena e tutto.
Chiaramente non mi ero avvicinato al mio obiettivo. Mi restava solo un'ultima risorsa.
Il commissario di bordo non condivide con voi questo comodo appartamento?
Di nuovo quello strano, impacciato silenzio. Alla fine lo ruppe Mister Gibbs.
Lui ha il suo alloggio, lass, sopra i serbatoi d'acqua fra il paglietto e il carico. Sarebbe?
Balle e casse, disse il cannoniere. Palle, polvere, micce, catene, acciarini, cariche a mitraglia, e trenta pezzi da ventiquattro libbre, tutti quanti con tappo di volata, ingrassati, parancati.
Vasche, disse il carpentiere. Attrezzi, asce e scuri, martelli e scalpelli, seghe e pialle, magli, caviglie di ferro, caviglie di legno, lastre di rame, zeppe, brache, morse, ringhiere di ferro battuto per il nuovo balcone del governatore, barilotti, botticelle, tini, orci, vasi, tegami, bottiglie, secchi e mastelle, semi, campioni, mangime, olio per lampade, carta, stoffe di lino. E mille altre cose, disse il mastro velaio. Diecimila volte diecimila.
Perch non mostrate la stiva al signore, Mister Taylor? disse il carpentiere. Prendete la lanterna. Potete far credere che siete il capitano in giro d'ispezione.
Mister Taylor obbed e andammo, o piuttosto strisciammo, a proravia. Una voce risuon alle nostre spalle. Magari intravedete il commissario. Fu uno strano e sgradevole itinerario, dove in verit scorrazzavano topi. Mister Taylor, abituato, suppongo, a quel genere di viaggi, se la cavava bene. Finch non gli ordinai di tornare, prese tanto vantaggio su me che rimasi al buio completo, e tra il fetore. Quando torn in parte sui suoi passi, fu solo per rivelare con la sua lanterna il nostro stretto e irregolare sentiero
fra sagome e cataste senza nome, tutta roba che sembrava ammucchiata senz'ordine e senza discernibile ragione, intorno a noi come pure sopra noi. Una volta caddi, e i miei stivali calpestarono quella stessa sgradevole mistura di ghiaia e sabbia della sentina, che Wheeler mi aveva descritto il primo giorno: e fu mentre tramestavo per districarmi di tra due enormi ordinate che intravidi per la prima e ultima volta il nostro commissario di bordo: o almeno suppongo, che fosse il commissario. Lo intravidi, lass, attraverso una specie di spioncino tra - forse - balle o che; e siccome lui fra l'altro non deve fare economia di luce, quel buco sebbene fosse assai sottocoperta era illuminato a giorno. Vidi una grossa testa con minuscoli occhiali china su un registro: solo questo e nulla pi. Eppure quello era l'individuo che, solo a menzionarlo, si poteva produrre un silenzio imbarazzato fra uomini che se ne infischiavano della vita e della morte!
M'inerpicai fuori della zavorra e sulle assi sovrastanti i cannoni parancati e strisciai appresso a Mister Taylor finch una svolta nel camminamento non nascose ogni visione e fummo soli di nuovo con la nostra lanterna. Raggiungemmo la parte anteriore della nave. Mister Taylor mi fece strada su per le scale, salmodiando con voce sopranile: Date passo! Gangway, there! Non crediate che ordinasse di calare gi un qualche meccanismo, per mia comodit. In marinaresco, gangway o passerella sta ad indicare uno spazio attraverso cui si passa, e lui quindi fungeva da usciere per me, da littore suppongo, premurandosi che la gente comune non mi desse noia. Quindi risalimmo dal fondo, attraverso ponti gremiti di gente d'ogni et e sesso e odori e rumori e fumo e arrivammo al castello di prua, dal quale io me ne fuggii verso la dolce, fresca aria del ponte centrale! Ringraziai Mister Taylor per la sua scorta, poi andai in cabina e ordinai a Wheeler di togliermi gli stivali. Mi spogliai e mi frizionai con una pinta d'acqua e mi sentii pi o meno pulito. Ma chiaramente, per quanto liberamente i capicarico ottenessero i favori di giovani donne in quelle buie profondit, per il vostro umile servo non potevano servire. Seduto sulla sedia di tela, in uno stato ch'era prossimo alla disperazione, stetti l l per confidarmi con Wheeler, ma conservai giusto quel tanto di buonsenso per tenere per me i miei desideri.
Chiss cosa s'intende con l'espressione sacca del tasso. Sul Falconer non c'.
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CAPITOLO Y.
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M' venuto in un lampo! La tua intelligenza pu marciare e marciare, in qua e in l, riguardo a un problema senza giungere gradualmente in vista della soluzione. Un momento non c'. Quello successivo, eccola. Se non riesci a cambiare luogo, non ti resta che cambiare tempo! Quindi, quando Summers annunci che l'equipaggio ci avrebbe offerto un intrattenimento, io meditai per un poco, poi vidi d'un tratto con occhio politico che la nave mi avrebbe fornito non un luogo bens un'occasione! Sono lieto d'informarVi... No, non credo che si tratti di letizia, bens di semplice dignit. Mio Signore, io ho emulato in mare una delle vittorie di Lord Nelson! Potrebbe la parte meramente civile del nostro Paese ottenere di pi? In breve, feci sapere che una bazzecola come la festa dei marinai non aveva alcuna attrattiva per me, che avevo mal di testa e che avrei trascorso tutto il tempo in cabina. Mi premurai che Zenobia udisse ci. Stavo quindi guardando dallo spioncino, mentre i nostri passeggeri si recavano sul ponte di poppa e sul cassero, chiassosa folla felicissima del diversivo, e ben presto il corridoio fu vuoto e silente come... come doveva essere. Attesi, ascoltando lo scalpiccio sopra il mio capo. E di l a poco, manco a dirlo, Miss Zenobia ridiscese incespicando, per cercare forse uno scialle contro la notte tropicale! Io uscii dalla cabina, la ghermii per un polso e la trascinai dentro prima ancora che potesse fingere un gridolino di stupore! Ma di chiasso ce n'era abbastanza, da altri luoghi, e abbastanza fragore anche dal sangue che mi martellava nelle orecchie, sicch perorai la mia causa con estremo ardore. Colluttammo per un momento accanto alla cuccetta, lei opponendo una calcolata resistenza, che manc per un pelo di resistermi, ed io con crescente passione. Spada in mano, le diedi l'arrembaggio. Lei si ritir in disordine in fondo alla cabina dove la bacinella di tela l'attendeva, sul supporto di metallo. Io attaccai di nuovo e il supporto cadde in terra. La scansia s'inclin. Moll Flanders cadde squinternandosi, Gil Blas le piovve addosso e il regalo di mia zia alla partenza, le Meditazioni fra le tombe (mdcclx) di Hervey, tenne dietro. Li scansai, e cos pure la vela-di-gabbia di Zenobia. Le intimai la resa, ma lei seguit a opporre un'eroica ancorch inutile
resistenza, che valse ad accendermi ancor pi. Mi chinai sulla vela maestra. Fiammeggiammo contro le rovine della bacinella di tela e fra le pagine sconvolte della mia bibliotechina. Fiammeggiammo all'impiedi. Ah, ella alfine si arrese alle mie forze d'invasione, fu sopraffatta, consegn al vincitore le spoglie opime come bottino di guerra.
Tuttavia - se Vostra Signoria mi segue - quantunque sia nostro maschile privilegio debellare i superbos - le superbas se volete -  altres nostro dovere, mi pare, parcere ai subjectis! Insomma, ottenuti i favori di Venere, non intendevo infliggere le pene di Lucina! Eppure il suo abbandono era completo e appassionato. Non pensavo che il calore femminile potesse aumentare... ma purtroppo in quel critico momento provenne dal ponte sopra di noi il rumore di una vera esplosione.
Ella mi s'aggrapp frenetica.
Mister Talbot, ansim. Edmund! I francesi! Salvami!
Vi fu mai qualcosa di pi inopportuno e ridicolo? Al pari di tante belle donne passionali, ella  una sciocca.; e l'esplosione (ch'io subito riconobbi) mise lei - se non me - a quel rischio dal quale intendevo, generosamente, proteggerla. Be', ecco fatto. La colpa era sua e lei avrebbe patito la pena delle sue follie, dopo averne goduto il piacere. Era - e ugualmente  - maledettamente provocante. Inoltre  costei, ritengo, una donna troppo esperta per non sapere quello che ha fatto!
Calmati, mia cara, borbottai affannato mentre il mio troppo rapido parossismo si calmava a sua volta - accidenti a quella donna!  Mister Prettiman che ha alla fine avvistato un albatro. Gli ha sparato con l'archibugio di tuo padre, mancandolo manco a dirlo. Non saranno i francesi a farti la festa, ma i nostri marinai, se scoprono quel che cerca di fare l'amico.
(In realt scoprii che Coleridge si era sbagliato. I marinai sono superstiziosi in verit, ma incuranti della vita, in qualsiasi direzione. L'unico motivo per cui non sparano agli uccelli marini  che non sono buoni da mangiare; e poi non possiedono armi da fuoco.)
Sopra di noi, c'era trepestio sul ponte e molto chiasso ovunque. Potevo solo supporre che la festa avesse un clamoroso successo per coloro cui piacciono certe cose o non hanno nulla di meglio in vista.
Ora mia cara, dissi, dobbiamo farti tornare in societ. Non sta bene che noi due si compaia insieme.
Edmund!
Ci con grandi sospiri e rossori. In realt era in uno stato disgustoso.
Mah... che c'? Non mi abbandonerai? Ristetti e riflettei.
Pensi che possa trasbordare su una qualche altra nave? Crudele!
Ci trovavamo ormai, come Vostra Signoria pu constatare, al terzo atto di un dramma di terz'ordine: lei, la vittima sedotta e abbandonata; io, il cattivo senza cuore.
Sciocchezze, mia cara! Non far finta che queste siano circostanze... per quanto inelegante sia la nostra posizione... circostanze che ti sono affatto ignote! Che debbo fare?
Corbezzoli, donna! Il pericolo  lieve, come sai molto bene. O aspetti...
Mi trattenni. Persino far finta che ci fosse qualcosa in quel commercio che fosse commerciale sembrava un inutile insulto. A dire la verit trovai che c'erano molte cose irritanti frammiste al mio naturale senso di vittoria e di soddisfacimento e, sul momento, desideravo sopra ogni altra cosa che ella scomparisse come bolla di sapone, o qualcosa di altrettanto evanescente. Aspetto cosa, Edmund?
Il momento opportuno per sgattaiolare nella tua cabina e darti una rassettata. Edmund!
Abbiamo pochissimo tempo, Miss Brocklebank! Ma se... se ci fossero... spiacevoli conseguenze? Be', mia cara, varcheremo quel ponte allorch vi giungeremo. Ora vai, va'! Do un'occhiata in corridoio... S, via libera!
La salutai fugacemente sulla soglia, quindi mi riinfilai nella mia cabina. Rimisi a posto i libri e feci del mio meglio per ridare la forma originaria al supporto del bacile. Mi coricai, infine, e provavo, se non la tristezza aristotelica, una certa irritazione tuttavia. Veramente, quella donna  una sciocca! I francesi! Era stato il suo senso teatrale a tradirla - non potevo fare a meno di pensare - a mie spese. Ora la comitiva si stava sciogliendo, sul ponte. Io sarei uscito pi tardi, quando le luci nel corridoio fossero meglio valse a celarmi, che non a scoprirmi.
Al momento opportuno sarei andato nel salone a bere un bicchiere con chi capitasse. Non mi andava di accendere la candela. Attesi... attesi invano. Nessuno discendeva dal ponte superiore! Mi recai quindi furtivo nel salone e fui sconcertato nel trovare Deverel gi l, seduto al tavolo sotto la grande finestra poppiera con un bicchiere in una mano e nell'altra, nientemeno, una maschera di carnevale! Rideva fra s. Mi vide e mi chiam.
Talbot, amico mio caro! Un bicchiere per Mister Talbot, cameriere. Che scena!
Deverel era alticcio. Il suo eloquio non era preciso e il suo aspetto era trascurato. Bevve alla mia salute con grazia, per quanto esagerata. Rise di nuovo.
Che spasso!
L per l pensai che alludesse a ci ch'era avvenuto fra me e Miss Zenny. Ma non sarebbe stato quello il tono giusto. Quindi alludeva a qualcos'altro.
Be', s, dissi. Uno spasso, dite bene.
Non ribatt nulla per un paio di minuti. Poi: Come li odia, i preti!
Cominciavo, come suol dirsi, a mangiare la foglia.
Alludete al nostro bravo capitano.
Al vecchio brontolone!
Vi confesso, Mister Deverel, che non sono neanch'io tanto amico delle tonache. Ma l'antipatia del capitano sorpassa ogni limite, credo. Mi hanno detto che ha vietato a Mister Colley l'accesso al cassero per non so qual banale trasgressione.
Deverel rise di nuovo.
Il cassero... che Colley suppone che includa anche il ponte di poppa. Quindi resta confinato, pi o meno, al ponte centrale.
Un'antipatia cos viscerale  un mistero. Io stesso trovo che Colley ...  individuo di... di... Ma non lo punirei certo, io, per essere qual . Mi limiterei a ignorarlo.
Deverel fece rotolare sul tavolo il suo bicchiere vuoto.
Bates! Un altro brandy per Mister Deverel!
Voi siete la cortesia in persona, Talbot. Potrei dirvi... S'interruppe, ridendo.
Dirmi che cosa?
L'uomo - m'accorsi in ritardo - era ubriaco. Soltanto la naturale eleganza del suo portamento e comportamento mi aveva nascosto questo fatto finora. Borbott:
Il nostro capitano. Quel dannato capitano La testa gli cadde in avanti, il bicchiere cadde in terra e si spezz. Cercai di destarlo, ma invano. Chiamai il cameriere, ch' abbastanza abituato a tali situazioni. Ora alfine gli altri passeggeri stavano tornando dalla festa, poich udivo uno scalpiccio per le scale. Uscii dal salone e andai loro incontro nel corridoio. Miss Granham mi pass accanto. Mister Prettiman, al suo fianco, stava discutendo non so a che proposito. Gli Stock eran d'accordo con i Pike pre et mre che la cosa era andata troppo oltre. Ed ecco Miss Zenobia, radiosa fra gli ufficiali, come avesse assistito alla festa dal principio alla fine! Si rivolse a me ridendo.
Divertente, nevvero, Mister Talbot? M'inchinai, sorridendo.
Non fui mai meglio intrattenuto, Miss Brocklebank. Tornai in cabina, dove mi parve che il profumo della donna tuttora aleggiasse. A dir la verit, sebbene l'irritazione predominasse in me, allorch mi sedetti e cominciai a scrivere quanto precede - e via via che la scrittura procedeva - l'irritazione si  trasformata in una sorta di tristezza universale. Buon Dio! Ha ragione Aristotele, riguardo al commercio carnale, cos come  nel giusto in merito all'ordinamento della societ? Bisogna che io mi riscuota: non  da me avere un concetto cos cupo di quella transazione mediante la quale la nostra misera specie si perpetua.
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CAPITOLO ZETA.
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 la stessa notte e mi sono ormai ripreso da quella che mi appare adesso come una visione morbosa di praticamente tutto! Fatto sta, mi preoccupa pi quel che Wheeler pu scoprire e riferire ai suoi colleghi che non ogni sorta di considerazioni moralistiche. Per dirne una, non riesco ad aggiustare il supporto della bacinella; e poi questo maledetto profumo aleggia ancora! Accidenti a quella sciocca donna! Ripensandoci, mi pare che quel che ricorder sempre non  gi il febbrile e assai breve piacere dell'intrattenimento, bens l'istrionismo cui lei, di quando in quando e in modo sorprendente, ha fatto ricorso ogni qual volta i suoi sensi erano eccitati pi del normale - o forse quand'erano pi del solito definibili. Potrebbe un'attrice simulare un'emozione indefinita? Quindi, non pu che rallegrarsi quando il sentimento da esprimere sia diretto e preciso. Non spiega ci forse il comportamento del commediante? Quando mi dilettai per breve tempo di teatro all'universit, coloro che avevamo ingaggiato, perch ci impartissero consigli professionali, ci illustrarono alcuni aspetti tecnici dell'arte o mestiere che sia. Quindi avrei dovuto riferire che, dopo averle io detto: Be', mia cara, varcheremo quel ponte allorch vi giungeremo, ella non mi rispose con parole; bens si volt e si allontan da me - si sarebbe allontanata assai di pi, se ci fosse stato spazio in cabina - esegu quel movimento che i nostri istruttori ci avevano descritto definendolo pausa ad effetto. Risi fra me, e mi sentii un po' meglio. Buon Dio - come direbbe il capitano - un parroco a bordo  un prete di troppo; e il teatro rappresenta una gradevole alternativa al moralismo! Non fu forse una recita quella che ci offrirono il Reverendo e Miss Brocklebank durante il servizio che ci tocc sopportare? Sono in preda in questo momento ad un concetto assolutamente e letteralmente shakespeariano. Lui la trova attraente e lei si mostra donnescamente ansiosa di prostrarsi davanti a un maschio officiante: formano una coppia! Non dovremmo giovare loro... o, come un folletto mi sussurra, giovare a tutti e tre? Non dovrebbero questi improbabili Beatrice e Benedict essere messi in grado di esternare il reciproco affetto? Far ci che onestamente posso per aiutare mia cugina a trovarsi un buon marito. Risi forte nello scrivere ci - e posso soltanto sperare che gli altri passeggeri, coricati nelle loro cuccette a tre tocchi del secondo turno di guardia, pensino che io - come Beatrice - ridessi nel sonno. Intendo in futuro tributare a Mister Colley le mie diciamo pi distinte attenzioni... perlomeno fintanto che Miss Brocklebank risulti non correre pi alcun pericolo per via dei francesi.
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CAPITOLO ZETA.
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Zeta, vedete, zeta: non so che giorno sia... ma c' stato un tal trambusto! Che roba!
Mi alzai all'ora solita con un cerchio intorno alle tempie, dovuto, penso, alle libagioni con Mister Deverel, dato che il brandy era di cattiva qualit. Mi vestii e salii sul ponte, per farmi passare il mal di testa. Di l a poco ecco uscire dal corridoio il Reverendo al quale io progetto di procurare - la parola  infelice - un cos piacevole futuro. Saldo nella mia determinazione, gli feci tanto di cappello e gli augurai buon giorno. Lui s'inchin e sorrise e sollev il tricorno, ma con pi dignit di quanta lo facessi capace. Vediamo - mi chiesi fra me - non avrebbe la Terra di Van Diemen bisogno di un vescovo? Lo guardai, con una certa qual sorpresa, salir la scala che porta al ponte di poppa. Lo seguii l dove Mister Prettiman stava ancora alla posta, cullando il suo ridicolo archibugio. Lo salutai; poich, se ora ho bisogno di Mister Colley, come sapete, Mister Prettiman deve essere sempre oggetto di interesse per me. Colpiste l'albatro, signore? Mister Prettiman sobbalz d'indignazione. Non lo colpii, signore! L'intero episodio... l'arma mi fu strappata di mano... l'intero episodio fu grottesco e increscioso! Una tale dimostrazione d'ignoranza, di mostruosa e selvaggia superstizione!
Senza dubbio, senza dubbio, dissi io, consolatorio. In Francia non sarebbe mai successa una tal cosa.
Procedetti verso il cassero; salii le scalette; e qual fu il mio stupore a trovarvi Mister Colley! In parrucca tonda, tricorno e giubba nera stava dinanzi al Capitano Anderson su quelle stesse tavole di ponte sacre al tiranno! Mentr'io giungevo in cima alle scalette, il capitano si volse bruscamente, and alla battagliola e sput fuori bordo. Rosso era in faccia e truce come una garguglia. Mister Colley si tolse il cappello, con estrema gravit, poi venne verso le scale. Vide il Sottotenente Summers e gli si avvicin. Si salutarono con pari gravit.
Mister Summers, ritengo siate stato voi a scaricare l'arma di Mister Prettiman. S, signore.
Confido che non feriste nessuno. Sparai oltre la murata. Per ci devo ringraziarvi. Non fu nulla, signore. Mister Colley... Dite, signore.
Vi prego, lasciatevi consigliare da me. In che cosa, sir?
Non andate immediatamente. Non conosciamo il nostro equipaggio da abbastanza tempo, signore. Dopo ieri... mi consta che voi non siete amico delle bevande alcoliche... Vi prego per di aspettare finch ai marinai non sar distribuito il rum. A ci seguir un periodo in cui essi, ancorch non pi di adesso aperti alla ragione, saranno perlomeno pi calmi e pi amabili.
Ho la corazza, sir.
Credetemi, so quel che dico! Fui una volta nel loro novero...
Con me porto lo scudo del Signore. Mister Colley! Sir! Fatemi un favore personale, dal momento che vi dite indebitato... Vi prego, aspettate ancora un'ora!
Segu un silenzio. Mister Colley mi vide e s'inchin con gravit. Si volse di nuovo verso Mister Summers.
Molto bene, signore. Accetto il vostro consiglio. Si inchinarono entrambi. Mister Colley venne quindi verso di me, ed entrambi ci inchinammo. A Versailles non si sarebbe fatto meglio! Poi il Reverendo discese le scalette. Era troppo! Una nuova curiosit si mescol ai miei propositi shakespeariani su di lui. Buon Dio - pensai - l'intero emisfero australe si  procurato un arcivescovo! Mi affrettai dietro di lui e lo raggiunsi sulla soglia del corridoio. Mister Colley! Sir?
Da tempo desidero conoscervi meglio ma, a causa di una incresciosa indisposizione l'occasione non si  presentata finora...
Il ceffo gli s'illumin d'un bel sorriso. Si tolse il cappello, lo port contro il cuore, si inchin, o meglio fece una gran riverenza. L'arcivescovo si ridusse a un curato di campagna... anzi a un semplice prete di borgo. Il disprezzo torn e soffoc la mia curiosit. Per
ricordai che Zenobia poteva avere bisogno dei suoi servigi e io dovevo tenerlo di riserva o - come si direbbe in marina - in disarmo temporaneo.
Mister Colley. Da troppo tempo non ci frequentiamo. Non fareste due passi sul ponte con me?
Straordinario! Il suo volto, gi cotto dal sole dei tropici, si arross ancor di pi, poi d'un tratto impallid. Giuro che gli vennero le lacrime agli occhi! Il pomo d'Adamo gli danzava su e gi sopra e sotto il baverino.
Mister Talbot, signore... le parole non possono... da tempo desidero... ma in tale momento...  ben degno di voi e del vostro nobile patrono...  generoso ci...  carit cristiana nel senso pi alto e pi vero del termine... Che Dio vi benedica, Mister Talbot!
Di nuovo esegu quel suo inchino sinuoso, si trasse indietro di uno o due passi, s'inchin di nuovo come per prender commiato, quindi scomparve nella sua cabina.
Udii un'esclamazione di disprezzo, alzai gli occhi e vidi Mister Prettiman che si sporgeva dalla battagliola del ponte di poppa. Balz via, scomparendo alla vista. Ma per il momento non badai a lui. Ero confuso dal notevole effetto delle mie parole su Mister Colley. Il mio aspetto  quello di un gentiluomo, e io sono adeguatamente abbigliato. Sono alto di statura e pu darsi - dico solo pu darsi - che la consapevolezza del mio futuro impiego abbia aggiunto ulteriore dignit al mio comportamento, pi di quanto sia consueto in uno della mia et! In tal caso, Signore, voi siete indirettamente da biasimare perch... Ma ho gi scritto, nevvero, che non seguiter a seccarvi con la mia gratitudine? Torniamo a noi: non c'era alcun motivo, voglio dire, per cui Mister Colley dovesse trattarmi come si tratta un sovrano! Per mezz'ora rimasi a passeggiare sul ponte, forse per sbarazzarmi dell'emicrania, e riflettei su quella ridicola circostanza. Qualcosa era accaduto e non sapevo cosa fosse: qualcosa cio durante la festa a bordo mentre io ero impegnato con la Deliziosa Inimica! Cosa fosse non sapevo; n capivo perch ci dovesse rendere il mio approccio a Mister Colley vieppi a lui gradito. Il Sottotenente Summers aveva scaricato l'archibugio di Mister Prettiman senza ferire alcuno! Ci sembrava quasi quasi un fallimento straordinario da parte di un marinaio combattente! Era un mistero ed un grosso enigma; eppure l'evidente gratitudine dell'uomo per le mie attenzioni... Era seccante, che io non potessi chiedere una soluzione
del mistero ai signori ufficiali, poich non sarebbe stato politico rivelare un'ignoranza dovuta al fatto ch'ero a convegno con un'esponente del gentil sesso. L per l non sapevo come procedere. Tornai nel corridoio proponendomi di andare nel salone e scoprire, da discorsi casuali, la fonte dell'estrema gratitudine di Colley, e della sua dignit. Ma, mentre entravo nel salone, Miss Brocklebank usc in gran fretta dalla sua cabina e mi trattenne per un braccio.
Mister Talbot... Edmund! In che posso servirvi, signora? Poi rauca, da contralto, sottovoce: Una lettera... Oh, Dio! Che far? Zenobia! Dimmi tutto!
Non coglie forse, Vostra Signoria, un che di istrionesco in questa mia frase? Cos era infatti. Eravamo in pieno melodramma.
Oh cielo!... Si tratta di un billet... perso, smarrito! Ma mia cara, dissi io, lasciando il palcoscenico d'un tratto, non t'ho scritto niente.
Il suo petto magnifico ma sciocco si gonfi. Un Altro m'ha scritto!
Ebbene, le dissi, mi rifiuto di tenermi responsabile per ogni gentiluomo qui a bordo. Dovreste rivolgervi a lui, non a me, per aiuto. Quindi...
Feci per andar via, ma mi trattenne.
La lettera  innocente ma potrebbe... potrebbe essere mal interpretata... Mi  caduta, forse... Oh, Edmund, lo sai bene tu dove!
Vi assicuro, le dissi, che mentre rassettavo la cabina sottosopra per una certa squisita occasione, avrei dovuto senz'altro notare...
Per favore! Oh per favore!
Mi guardava con quell'assoluta fiducia mista ad angoscia che tanto migliora un paio di occhi per quanto lustri. (Ma chi sono io per istruire Vostra Signoria, circondato com' da adoratrici che ammirano ci cui agognano ma non possono ottenere... A proposito,  grossolana la mia adulazione? Ricordate, voi stesso la dite pi efficace quand' condita dalla verit!)
Zenobia mi si accost e mormor: Dev'essere nella vostra cabina. Se Wheeler la trova, io sono perduta.
Diavolo, pensai. Se Wheeler la trovasse, anch'io sarei perduto, o quasi... Cerca costei d'implicarmi?
Non occorre dire altro, Miss Brocklebank. Vado subito.
Me ne andai infatti subito in cabina. Mi vi rinchiusi dentro ed iniziai le ricerche. Nulla v' di pi irritante che cercare qualcosa in ambiente ristretto. D'un tratto m'accorsi che c'eran due piedi accanto ai miei. Alzai gli occhi.
Va' via, Wheeler! Vattene!
Egli se n'and. Dopodich trovai la carta ma solo quando avevo gi rinunciato a trovarla. Stavo per versar acqua nel bacile di tela cerata, quando vidi, al centro di esso, un foglio ripiegato. Lo afferrai e stavo per tornare nella cabina di Zenobia, quando un pensiero mi arrest. In primo luogo, io avevo eseguito le mie abluzioni appena alzato. Il bacile era stato dunque svuotato e la cuccetta rifatta.
Wheeler!
Subito dispiegai il foglio; poi rifiatai. La calligrafia era incolta.
Carisima donna adorabile non posso aspettar pi! O trovato finalmente un posticino e non puoi dirdi no. Il cuore mi bate nel petto come non mai nell'ora del perilio che affrontai tante volte! Fammi solo sapere tu la ora e io ti condurre in paradiso.
Il tuo Eroe Marinaro
Buon Dio, pensai, questi  Lord Nelson elevato a una maggior potenza del ridicolo. Costei sta cadendo in preda alle debolezze delle varie Emma e ha contagiato questo Ignoto Eroe Marinaro con il suo stile melodrammatico!
NOTA: Evidente allusione a Emma Hamilton, celebre avventuriera e amante di Lord Nelson, e alla protagonista dell'omonimo romanzo di Jane Austen. FINE NOTA.
Caddi in uno stato di completa confusione. Mister Colley, tutto dignit... ed ora quel biglietto... Summers con l'archibugio di Mister Prettiman che appartiene in realt a Mister Brocklebank... Mi misi a ridere. Poi chiamai Wheeler a gran voce.
Wheeler, tu mi hai rassettato la cabina. Che farei senza te?
Lui chin il capo ma non disse nulla.
Sono contento delle tue premure. Ecco qua una mezza ghinea, per te. Talvolta dimentichi qualcosa, tu, nevvero? Lo sguardo dell'uomo non saett verso la bacinella. Vi ringrazio, Mister Talbot, signore. Potete contare su di me, sir, in tutto e per tutto.
Si ritrasse. Rilessi il biglietto. Non era di Deverel, ovviamente, poich un ufficiale non  illetterato in tal modo. Mi chiesi che fare.
Poi - veramente, pi in l mi divertir a vedere il lato farsesco della vicenda - mi dissi che il teatro avrebbe offerto, a me, la maniera di sbarazzarmi insieme di Zenobia e del parroco... Bastava seminar quel biglietto nella cabina di lui, far finta di trovarlo... Non  forse indirizzato a Miss Brocklebank, signore, questo foglio? E voi siete un sacerdote! un ministro del culto! Confessa, cane, e lascia che ci si congratuli con te per il successo con l'innamorata!
Fu a questo punto che mi irritai con me stesso. Stentavo quasi a credere. Ma come! mi reputavo un uomo onorato e responsabile, e stavo l ad architettare un piano non soltanto criminoso ma spregevole! Come poteva essermi venuto in mente? Vedete, non vi nascondo nulla. Seduto sulla sponda della cuccetta, considerai il succedersi di eventi che mi avevano condotto a tali idee, e ne trovai l'origine nella natura drammatica del fascino di Zenobia - risalendo alla farsa e al melodramma -insomma, nel teatro! Si proclami in tutte le scuole: Platone aveva ragione!
Mi alzai, mi recai nell'attigua cabina, bussai. Ella mi apr. Le consegnai il biglietto e venni via.
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CAPITOLO O.
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Omega, omega, omega. L'ultima scena, certo! Nulla pi pu succedere ancora, a meno che non sia un incendio, un naufragio, la violenza del nemico o un miracolo! In quest'ultimo caso, ne sono sicuro, l'Onnipotente apparirebbe, teatralmente, come un Deus ex machina! Bench io rifiuti di abbassarmi a tanto, non posso impedire all'intera nave di recitar commedie! Io stesso ora dovrei presentarmi a Voi nelle vesti di un messaggero, come in un dramma... perch no?... del Vostro Racine. Perdonatemi quel Vostro, ma non riesco a pensar a lui altrimenti.
O rester coi Greci?  una commedia, una farsa o una tragedia? Non dipende, una tragedia, dalla dignit del protagonista? Non deve esser egli grande per cadere grandemente? Una farsa, dunque: l'uomo appare ora come una specie di Pulcinella. La sua caduta  in termini mondani. La morte non c'entra. Non si caver gli occhi n sar perseguitato dalle Furie -non ha commesso alcun crimine, infranto alcuna legge - a meno che il nostro egregio tiranno non ne abbia qualcuna di riserva per gli incauti.
Dopo essermi sbarazzato di quel biglietto, andai a prender aria sul ponte di poppa, indi sul cassero. Il Capitano Anderson non c'era. Di guardia stava Deverel insieme al vecchio guardiamarina Davies, che in pieno sole appare pi decrepito che mai. Salutai Deverel e tornai sul ponte di poppa, per parlare con Mister Prettiman che seguita a starvi alla posta, nella sua gran follia. (Sempre pi mi convinco che l'uomo non pu considerarsi pericoloso per lo Stato. Nessuno gli darebbe retta. Ciononostante ritenevo mio dovere mantenermi in rapporti con lui.) Egli non bad al mio sopraggiungere. Stava guardando gi sul ponte centrale. Il mio sguardo segu il suo.
Quale fu la mia sorpresa nel vedere Mister Colley, di schiena, dirigersi verso il settore degli emigranti! Ci in se stesso era stupefacente: egli varc la linea bianca ai piedi dell'albero maestro che delimita il loro confine, che essi non posson varcare se non invitati o per qualche faccenda. Ma ancor pi stupefacente era che Colley fosse vestito in pompa magna: un vero delirio di eleganza ecclesiastica! Cotta, sottana, cappuccio, parrucca e cappello erano semplicemente una follia, sotto quel sole a picco! Procedeva con passo solenne, come fosse in cattedrale. Le persone che oziavano al sole si alzarono in piedi con aria - mi parve - intimidita. Mister Colley scomparve alla mia vista sotto il ponte di prora. Era dunque di questo che aveva parlato con Summers. I marinai dovevano aver ricevuto la loro razione di rum; e infatti rammentai che avevo udito il segnale ed il grido di Su con gli spiriti! dianzi, senza tanto badare a un suono divenuto ormai comune. Il moto del vascello era agevole, l'aria calda. I marinai avevano vacanza, o quel che Summers chiama un prepara e ripara. Restai sul ponte di poppa per un po', che aspettavo con una certa curiosit di veder tornare il parroco, senza quindi badare alla diatriba sollevata da Mister Prettiman a riguardo di quella che lui definiva una barbara eleganza. Non pensavo che il Reverendo si proponesse di celebrare a proravia un completo servizio religioso. Ma la vista di un curato che non tanto si reca in un tal luogo quanto vi muove in processione - poich difatti aveva quell'aria e quell'andatura che presuppongono un corteo di sagrestani e chierichetti a dir poco - tal vista, dico, mi divert e insieme mi si impose. Compresi il suo errore. Gli mancava la naturale autorit di un gentiluomo e aveva assurdamente esagerato la dignit del suo rango. Egli stava ora avanzando, negli ordini inferiori, in tutta la maest della Chiesa Trionfante - o dovrei dire la Chiesa Militante? Fui commosso alla vista di quel quadro in cui, in piccolo, era rappresentato uno degli elementi che han condotto la Societ Inglese - oso dire Britannica - allo stato di perfezione di cui essa ora gode. Di fronte a me c'era la Chiesa; a poppavia rispetto a me, seduto nella sua cabina, c'era lo Stato nella persona del Capitano Anderson. Quale frusta, mi chiesi, si sarebbe rivelata pi efficace? Il gatto-a-nove-code, fin troppo materiale nella sua sacca rossa di sargia, a disposizione del capitano, quantunque non ne abbia finora fatto uso,
che io sappia; o l'idea platonica d'una frusta, vale a dire la minaccia del fuoco infernale? Non avevo alcun dubbio (a giudicare dalla dignitosa e oltraggiata sembianza dell'uomo al cospetto del capitano) che i marinai avevan recato offesa, reale o immaginaria, a Mister Colley. Non sarei rimasto quindi stupito se avessi ora udito il castello di prua risuonare di gemiti di pentimento o grida di terrore. Per un po' - non so quanto - attesi per vedere che cosa sarebbe successo, poi conclusi che non sarebbe successo nulla.
E cos me ne tornai in cabina, dove presi a scrivere queste note, che spero vi abbiano divertito. M'interruppi a un improvviso rumore.
Indovina, la Vostra Signoria, che rumore mai fu? No, signore, neanche voi! (Spero di arrivare con la pratica a forme pi sottili di adulazione.)
Il primo rumore che udii dal castello di prora fu un applauso. Non gi quella sorta di applauso che accoglie una romanza e interrompe l'esecuzione di un'opera lirica per lunghi minuti. Non c'era isteria, il pubblico non era in visibilio. N la gente gettava fiori o ghinee, come vidi una volta gettarne alla celebre Fantalini. Facevano - mi avvert il mio orecchio mondano - quel ch' debito fare. Applaudivano cos com'io avevo applaudito una volta, alla Sheldoniana, fra i miei colleghi, allorch qualche esimio straniero aveva ricevuto una laurea ad honorem. Uscii subito sul ponte, ma ormai si era fatto silenzio, dopo quegli applausi. Mi parve di udire il Reverendo parlare. Fui tentato di recarmi a vedere e ascoltare, non visto. Ma poi ripensai al gran numero di sermoni che m'ero sorbito in vita mia, e a quanti me ne dovr ancora sorbire. Il nostro viaggio, faticoso per tanti versi, mi ha perlomeno concesso una vacanza quasi completa dai sermoni. Decisi quindi di aspettare finch il nostro Colley, nuovamente trionfante, non avesse persuaso il capitano che la nostra antica nave aveva bisogno d'un sermone o, peggio, d'una serie formale di sermoni. Fluttu, persino, dinanzi ai miei occhi l'immagine di un libro intitolato I Sermoni di Colley o, magari, La vita di Colley - decisi, l per l, che non l'avrei comprato.
Stavo per tornare sui miei passi quando udii, incredulo, uno scoppio d'applausi pi caldo stavolta e spontaneo. Non occorre che io sottolinei alla Signoria Vostra la rarit dell'evento: un parroco applaudito in pompa magna o, per dire con il giovane Mister Taylor, vestito di tutto punto. Gemiti e lacrime, esclamazioni di rimorso e pie giaculatorie pu egli aspettarsi se il suo sermone suscita un qualche entusiasmo-, silenzio e sbadigli saranno la sua ricompensa se lui si contenta di essere noioso e rispettabile; ma l'applauso che udii dal castello di prora si addiceva piuttosto a un saltimbanco. Che Colley avesse eseguito un numero da acrobata o giocoliere? Insomma, quella seconda bordata di applausi risuon come se (dopo aver meritato la prima gettando in aria simultaneamente sei piatti
di coccio) egli si fosse messo adesso in equilibrio sulla fronte una stecca da biliardo, con un urinale in cima, roteante.
Ormai la mia curiosit era davvero irrefrenabile, e stavo per dirigermi a proravia quand'ecco Deverel, reduce dal suo turno di guardia, che mi si avvicina e, con intenzione, attacca a parlare della Brocklebank! Mi sentii scoperto e al contempo un tantino lusingato, com' logico per un giovanotto, ma anche apprensivo, pensando alle eventuali conseguenze del mio rapporto con lei. Lei stessa, la vidi accanto alla murata di dritta sul ponte di poppa, con Mister Prettiman che le teneva lezione. Trassi Deverel con me dentro il corridoio, dove tirammo un po' di scherma. Parlammo della dama con parecchia libert e mi pass per la mente che, durante la mia indisposizione, Deverel avesse avuto presso di lei maggior successo di quanto non ne confessasse, sebbene vi alludesse. Magari ci troviamo, come suol dirsi, nello stesso paniere. Santo Cielo! Ma, sebbene un ufficiale di marina sia un gentiluomo, e comunque le cose risultino, non ci tradiremo a vicenda. Bevemmo qualcosa insieme nel salone. Poi lui se ne and per i fatti suoi e io stavo tornando in cabina, quando udii un gran rumore dal castello di prua: il rumore pi inatteso: uno scroscio di risate. Non riuscendo a immaginare Mister Colley in versione faceta, arguii l per l che lui se ne fosse andato e che i marinai - come scolari in assenza del maestro - si divertissero a farne una buffa pantomima. Per meglio vedere mi recai dunque sul ponte di poppa, indi sul cassero, ma non vidi nessuno sul ponte di prua tranne l'uomo che vi stava di vedetta. Eran dunque riuniti tutti quanti sottocoperta. Colley ha detto qualcosa - pensai - e adesso si trova nella sua cabina a svestirsi della barbara eleganza clericale. Ma la voce era corsa per tutta la nave. Il ponte di poppa si andava riempendo di dame, cavalieri ed ufficiali. Chi pi osava, era salito sul cassero, e stava a guardare di lass, come me, appoggiato alla battagliola. L'immagine teatrale che aveva ossessionato la mia mente e colorito le mie congetture in precedenza sembrava, adesso, abbracciare l'intero vascello. Per un attimo vertiginoso mi chiesi se i nostri ufficiali non temessero un ammutinamento. Ma Deverel l'avrebbe saputo, e non mi aveva detto nulla. Eppure tutti quanti stavano guardando a proravia, verso la grande, ignota parte della nave dove l'equipaggio stava concedendosi chiss quale diporto. Noi eravamo spettatori e laggi - interrotto alla vista dalle lance di salvataggio e
dall'enorme cilindro dell'albero maestro - era il palcoscenico. Il castello di prora si elevava come la facciata d'un palazzo, pur fornito di due scale e due ingressi uno per lato, ch'eran provocantemente simili a un palcoscenico - provocanti, poich uno spettacolo non poteva dirsi garantito e le nostre strane aspettative sarebbero andate probabilmente deluse. Mai mi ero cos ben reso conto della differenza che corre fra il disordine della vita reale - dove l'azione  molteplice, l'esibizione parziale e dove tantissimo resta irritantemente celato - e l'ordine, invece, esistente a teatro dov'essa vita vien rappresentata, o si pretende di rappresentarla. Non m'andava di chiedere cosa stesse accadendo, ma non sapevo come altrimenti scoprirlo se non dando prova di sconveniente curiosit. Certo, il Poeta prediletto da Vostra Signoria porterebbe alla ribalta l'eroina con la sua confidente; il mio metterebbe la didascalia: entran due marinai. Invece, tutto quello che udivo era un crescente divertimento nel castello di prua e qualcosa di analogo fra i nostri passeggeri, per non dire degli ufficiali. Non so cosa m'aspettassi, ed ecco quanto - inaspettatamente - avvenne. Due ragazzi - non giovani gentiluomini ma mozzi - sbucarono dalla porta di sinistra, scomparvero dietro l'albero di maestra, poi, altrettanto rapidi, s'imbucarono per la porta di dritta. Io stavo riflettendo sull'abbietta natura d'un sermone che causava tanta ilarit, prolungata e generale, quando m'accorsi del Capitano Anderson, il quale stava, pure, presso la battagliola del cassero e, volto a proravia, scrutava imperscrutabile. Mister Summers, il sottotenente, venne di corsa su per la scaletta: ogni suo movimento denotava fretta e ansia. Si appress al capitano. Ebbene, Mister Summers? Chiedo permesso, sir, d'intervenire. Non dobbiamo interferire con la Chiesa, Mister Summers.
Signore... gli uomini, signore! Ebbene, signore? Sono ubriachi, sir.
Che vengano puniti per questo, Mister Summers. Il Capitano Anderson, ci detto, gli volse le spalle e parve per la prima volta accorgersi di me. Mi grid da lontano:
Buongiorno, Mister Talbot! Spero stiate godendovi il viaggio!
Gli risposi di s, non ricordo con qual giro di parole, poich
mi aveva sbalordito quello straordinario mutamento nel capitano. La faccia con la quale egli attende di solito l'approccio dei suoi simili pu dirsi benevola quanto la porta d'un carcere. Ha inoltre un modo di sporger la mascella in fuori e posarvi su la tetra massa della faccia sogguardando con astio, il che deve risultare assolutamente terrificante per i suoi subalterni. Oggi, invece, c'era nel suo volto e nella sua voce una sorta di gaiezza!
Ma il Sottotenente Summers torn alla carica.
Consentitemi almeno... Guardate, signore!
Stava indicando. Mi voltai.
Ha mai riflettuto la Signoria Vostra sulla stranezza della tradizione per cui la nostra dottrina viene contrassegnata appendendole una cappa medievale attorno al collo e ponendoci in capo una sorta di giornello da muratore? (Non dovrebbe il cancelliere venir preceduto da un vassoio d'argento? Ma io divago.) Due figure erano comparse sull'ingresso di sinistra. Stavano ora procedendo attraverso il ponte verso la porta di dritta. Forse i tocchi della campana di bordo e il grido, senz'altro sarcastico, di Tutto va bene! mi persuasero che quelle figure facessero parte di un fantastico orologio. La prima indossava una cappa nera orlata di pelo, non scendente sulla schiena bens tirata su, sopra il capo, come vediamo in quei manoscritti miniati dell'epoca di Chaucer. Gli contornava il viso, serrata da una mano che ne afferrava i lembi sotto il mento; le dame direbbero, credo: a mo' di pellegrina. L'altra mano posava su un fianco. Nel percorrere il ponte, l'incappucciato mim esageratamente l'ancheggiante andatura femminile. La seconda figura indossava - a parte gli indumenti di tela che portano abitualmente i marinai - un cappellaccio tutto ammaccato. Seguiva la prima figura a passi incespicosi. Allorch i due scomparvero nel castello di prua vi fu un altro scroscio di risa, poi applausi.
Oser dire una cosa che, nella sua perspicacia, la Signoria Vostra dir frutto del senno di poi? Quell'esibizione non era rivolta soltanto all'interno, nel castello di prora; ma mirava bens pure a noi, a poppavia. Non avete mai visto un attore consciamente lanciar un soliloquio verso l'alto del loggione, e magari in un canto di esso? Quelle due figure ch'erano sfilate dinanzi a noi avevan lanciato la loro mimesi dell'umana fralezza e follia verso poppa l dove il fior fiore era adunato. Se Vostra Signoria ha una qualche idea della velocit con cui lo scandalo si diffonde su una nave, si render ora conto dell'immediatezza - anzi, stantaneit - con cui la notizia delle vicende del castello di prua, quali che fossero, si diffuse fra noi. Gli uomini d'equipaggio dunque avevano fini lor propri! Erano in agitazione! Noi eravamo uniti, credo, nella consapevolezza della minaccia alla labilit sociale che poteva in qualsiasi momento levarsi tra i comuni marinai ed emigranti. Erano scherzi insolenti, quelli che si facevan nel castello di prua liberamente! Mister Colley e il Capitano Anderson erano in colpa: l'uno per aver dato occasione a tale insolenza, l'altro per averla permessa. Nel corso di un'intera generazione (oltre la gloria che accompagna le nostre armi vittoriose) il mondo civile ha avuto motivo di piangere il risultato dell'indisciplina fra i popoli gallici. A stento ne guariranno, secondo me. Cominciai a discendere dal cassero disgustato, rispondendo appena ai saluti a destra e manca. Mister Prettiman ora si trovava sul ponte di poppa con Miss Granham. Ecco che costui pu - pensai con amarezza - vedere con i propri occhi il risultato di quella libert per cui perora! Il Capitano Anderson aveva lasciato il cassero a Mister Summers, il quale guardava ancora fisso innanzi a s, teso in volto, quasi che s'aspettasse la comparsa del nemico o del Leviatano o d'un serpente di mare. Stavo per discendere sul ponte centrale quando Mister Cumbershum usc dal corridoio. Mi soffermai, incerto se fargli domande; ma ecco in quel mentre il giovane Tommy Taylor schizzar fuori di carriera nientemeno dal castello di prua e venire di corsa a poppavia. Cumbershum lo gherm. Pi decoro sul ponte, giovinotto! Signore... Devo vedere il Primo ufficiale, signore... Com' vero che Dio  il mio giudice! Bestemmi di nuovo, briccone? Si tratta del parroco, sir. Ve lo dissi... Mister Colley per voi, sir, e dannata la vostra impudenza di squittente canaglia rottinculo!
 vero, signore,  vero! Mister Colley  laggi, nel castello di prua, ubriaco come una cucuzza!
Scendete sottocoperta, signore, o vi faccio frustare. Mister Taylor scomparve. Il mio stupore era adesso completo: il parroco era dunque presente nel castello di prua durante tutto il baccano che di l era risuonato: era presente mentre si eseguivano quelle pantomime e le figure da orologio sfilavano a nostra istruzione. Non pensavo ormai pi a ritirarmi in
cabina. Poich adesso non solo il ponte di poppa e il cassero erano gremiti. Tutte le persone sufficientemente agili si erano arrampicate sulle sartie di mezzana, fino a una certa altezza, mentre sotto di me il ponte centrale - la platea, in termini teatrali - aveva ancora pi spettatori. Il curioso era che, intorno a me sul ponte di poppa, le dame non meno dei cavalieri erano, od ostentavano di essere, in uno stato di folle euforia. Sarebbero state ben liete - sembrava - di venir informate che la cosa non era vera - avrebbero preferito che non fosse vera - erano disperatamente dispiaciute che fosse vera - avrebbero dato chiss che cosa perch si trattasse di una notizia falsa - e se contro ogni probabilit, anzi possibilit, era davvero vera, ebbene, mai e poi mai e poi mai... Solo Miss Granham discese dal ponte di poppa seria in volto, e scomparve nel corridoio. Mister Prettiman, archibugio imbracciato, guardava or lei ora il ponte di prua. Poi le corse appresso. Ma a parte quei due tipi severi, il ponte di poppa era pieno di bisbigli e di annuente animazione, pi adatta alla sala di ricreazione d'un'assemblea che non al ponte d'una nave da guerra.
Sotto di me, Mister Brocklebank s'appoggiava pesantemente al suo bastone, con le donne i cui cappellini annuivano, annuivano, accanto a lui, di qua e di l. Cumbershum stava presso di loro senza proferire parola. Fu a questo punto dell'attesa che il silenzio si fece generale, sicch i lievi rumori della nave - lo sciacquio delle onde contro il fasciame, il tocco leggero del vento aleggiante fra l'alberatura - divennero udibili. Nel silenzio, come se da esso prodotto, le mie orecchie - le nostre orecchie -avvertirono il suono lontano di una voce d'uomo. Cantava. Capimmo subito che si trattava di Mister Colley. Egli cantava, e magra era la sua voce non meno del suo aspetto. Il motivo e le parole eran ben noti. Quella canzone si poteva udirla sia alla taverna sia in un salotto. Non saprei dove Mister Colley l'avesse imparata.
Dove sei stato tutto il giorno, Billy Boy?
Segu un breve silenzio, dopodich egli attacc un'altra canzone, che io non conoscevo. Le parole erano piene di calore -credo - un canto campestre pu darsi - poich era accompagnato da risate. Un villanello, nato per raccattare pietre e spaventare uccelli, poteva averlo appreso ai piedi della siepe dove i mietitori riposano a mezzod.
Quando ripenso a quella scena, mi smarrisco e non so render
conto della nostra sensazione che il misfatto di Colley dovesse ancor manifestarsi appieno nella sua gravit. Mi era parso, gi da prima, che il palcoscenico del castello di prua fosse troppo angusto per darci la forma e le dimensioni di quel dramma! Eppure adesso anch'io aspettavo. Vostra Signoria chieder a buon diritto: Non avevi mai sentito parlare di un prete ubriaco? Posso solo rispondere che ne avevo in effetti sentito parlare, ma non ne avevo mai veduto alcuno. Inoltre vi sono luoghi e luoghi, momenti e momenti.
Il canto cess. Di nuovo si ud ridere, applaudire, poi un clamore di grida e sberleffi. Parve, dopo un po', che saremmo stati defraudati dello spettacolo - pur avendo pagato cos caro: in pericolo, malattia e noia - il biglietto d'ingresso. Comunque fu a questo punto critico che il Capitano Anderson sal, dalla sua cabina, sul cassero, si piazz alla battagliola, rivolto a proravia, e dall'alto osserv teatro e pubblico. Il suo volto era severo quanto quello di Miss Granham. Parl brusco a Mister Deverel, che era di guardia, informandolo (con voce che pareva attribuir la cosa a qualche negligenza di Mister Deverel) che il parroco era ancora l. Quindi fece alcuni passi su e gi per il cassero, torn alla battagliola, e parl a Mister Deverel in tono pi allegro.
Mister Deverel. Siate tanto gentile da far sapere al parroco che deve tornare nella sua cabina.
Credo che non si movesse muscolo su tutta la nave, mentre Mister Deverel ripeteva l'ordine a Mister Willis, che salut e s'avvi verso proravia seguito da tutti gli sguardi. Le nostre stupefatte orecchie udirono Mister Colley rivolgergli una sfilza di vezzeggiativi che avrebbero fatto - e fecero infatti - arrossire la Brocklebank come una mammola. Il giovanotto usc, incespicando, dal castello di prua e, ridacchiando, torn sul cassero. Ma in verit nessuno gli badava adesso. Poich ecco che - come un Polifemo pigmeo - come qualsivoglia cosa che sia insieme strana e disgustosa - ora il parroco appare sulla porta di sinistra del castello di prua. Via la veste ecclesiastica, via tutti gli emblemi del suo rango. Via la parrucca. Persino le brache, le calze e le scarpe gli avevano tolto. Qualche anima buona l'aveva, per piet suppongo, ricoperto con una di quelle discinte giubbe da fatica dei comuni marinai. Minuscolo com'era, bastava a ricoprirgli i lombi. Non era solo. Un giovane gagliardo gli era accanto. Lo sosteneva. La testa di Mister Colley reclinava sul torace di quell'uomo. La bizzarra coppia venne avanti, oltre l'albero maestro. Poi Colley fece uno scarto e s'arrestarono. Era chiaro che non connetteva se non vagamente. Sembrava in stato di estrema e solare allegrezza. Moveva gli occhi indifferentemente, come se nulla vi restasse impresso. Certo era di ben misera presenza! Il cranio, non coperto da parrucca, era piccolo e stretto. Le gambe erano prive di polpacci, ma madama Natura in vena di frivolezza l'aveva fornito di grossi piedi e nodose ginocchia che tradivan l'origine villana. Stava borbottando qualche insensato fol de rol o roba del genere. Poi, come se per la prima volta scorgesse gli astanti, si stacc dal suo sostegno, ristette a piedi divaricati, e allarg le braccia come per abbracciarci tutti.
Gioia! Gioia! Gioia!
Poi si fece pensoso in volto. Si volse sulla destra, avanz lento e cauto fino alla murata, e si mise a pisciare. Quali strilli si levarono dalle dame, quali ringhi da noi! Mister Colley si volse e apr la bocca. Neppure il capitano avrebbe ottenuto un cos subitaneo silenzio.
Mister Colley alz la destra e parl, sia pur biascicando.
La benedizione di Dio Padre Onnipotente, di Ges Cristo Suo Figliolo e dello Spirito Santo discenda su di voi e vi rimanga per sempre!
Segu un tale subbuglio! Se la minzione in pubblico aveva scandalizzato le dame, esser benedetti da un ubriaco in camiciotto di tela provoc strilli, fuggi fuggi e, mi hanno detto, uno svenimento. Di l a pochi secondi, il valletto Phillips e Mister Summers, il sottotenente, portaron via di peso il disgraziato, mentre il marinaio che finora l'aveva sorretto stava l inebetito a guardare. Quando Colley fu sparito alla vista, lui guard su verso il cassero, si tocc il ciuffo e torn nel castello di prua.
Nel complesso, credo, il pubblico era soddisfatto. Dopo le dame, sembrava essere il Capitano Anderson il principale beneficiario della recita di Colley. Divenne difatti assolutamente socievole con le signore, lasci spontaneamente il suo sacro angoletto sul cassero e dette loro il benvenuto. Bench fermamente ma cortesemente rifiutasse di parlare dell'affaire Colley, lieve era il suo passo e brillava nel suo occhio quella luce che si suppone brilli, nello sguardo di un capitano di marina, solo nell'imminenza d'una battaglia. L'animazione degli altri ufficiali
svan presto. Dovevano averne vista tanta di ubriachezza da considerar quella solo un capitolo d'una lunga storia. E cos'era la vista dell'urina di Colley per gente che aveva, magari, visto ponti di navi lordi del sangue e delle viscere dei loro defunti compagni? Tornai nella mia cabina deciso a darvi un completo resoconto della vicenda quanto pi fedele e vivido potessi. Ma anche mentre scrivevo, nuovi avvenimenti mi venivano a distogliere dal compito. Stavo qui descrivendo gli strani rumori provenienti dal castello di prua, quando udii una porta rumorosamente spalancarsi di rimpetto. Andai allo spioncino, o louvre, e sbirciai fuori. Toh, Colley che esce dalla sua tana! Teneva un foglio di carta in mano e ancora sorrideva quel sorriso di eterea gioia ed ebete contentezza. Cos lieto e distratto si diresse verso il luogo di decenza in fondo al corridoio. Evidentemente, egli ancora dimorava in una terra incantata che ben presto sarebbe svanita, lasciandolo...
Bene. Dove lo lascer? Egli certo non  uso agli alcolici. Potevo ben figurarmi la sua angoscia, nel ritornare in s... e mi misi a ridere. Ma cambiai subito idea. L'afa della mia cabina si tramut assolutamente in fetore.
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CAPITOLO 51.
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Oggi  il cinquantunesimo giorno di viaggio, credo; o forse no, non lo . Ho perso interesse per il calendario e, quasi, per il viaggio. Noi abbiamo il nostro calendario di eventi, qui a bordo, che  alquanto banale. Nulla  accaduto pi, dopo quello spettacolo di Colley. Lui  stato duramente condannato. Il Capitano Anderson continua a esser benevolo. Colley non  pi uscito di cabina, in questi quattro giorni trascorsi dalla sbornia. Nessuno, tranne il valletto, l'ha rivisto (a parte me che lo sbirciai andare alle latrine). Ma di lui basta.
Quel che pu pi divertirvi  la specie di danza campestre. che noi giovanotti abbiamo ballato intorno alla Brocklebank. Non ho ancora identificato il suo Eroe marinaro ma son certo che Deverel ha avuto a che fare con lei. L'ho sondato al riguardo ed ho avuto, da lui, un'ammissione. Convenimmo che un uomo pu ben far naufragio su quella costa ed abbiamo deciso di spalleggiarci a mutua difesa. Una metafora mista, mio Signore, sicch potete vedere quanto mi sento ottuso. Torniamo a noi. Entrambi riteniamo che al momento ella inclini per Cumbershum. Confessai che per me ci era un sollievo, e Deverel fu del mio stesso avviso. Avevamo temuto tutt'e due di essere nello stesso pasticcio, con la nostra comune innamorata. Ricorderete che avevo in mente di tessere una trama, poich Colley era chiaramente pris di lei, una trama alla molto rumore per nulla, onde farmi pronubo d'una montagna d'affetto fra quella Beatrice e quel Benedict. Lo confidai a Deverel, al che lui rimase zitto per un po', poi scoppi a ridere. Stavo per dirgli che trovavo da eccepire in questa sua reazione, quand'egli mi chiese venia nel pi grazioso dei modi. Ma - disse - la coincidenza era troppo incredibile; e lui mi avrebbe messo a parte di una buffa storia, se gli avessi dato la mia parola d'onore di non dire nulla di quanto m'avrebbe detto. Fummo, in questa, interrotti; ond'io non so di quale buffa storia si tratti; ma ve lo far sapere non appena lo sapr.
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CAPITOLO ALFA.
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Sono stato negligente, e ho lasciato passare alcuni giorni senza curare questo diario. Mi sono sentito in letargo. C' stato poco da fare, se non passeggiare sul ponte, bere un bicchiere con questo o quello, passeggiare di nuovo, scambiare quattro chiacchiere, forse, con Tizio e con Caio. Credo di non averVi detto che quando alfine la signora Brocklebank usc dalla sua cabina si rivel pi giovane di sua figlia! Ho evitato sia lei sia la bella Zenobia, la quale riluce in questo caldo s da farti quasi rivoltare lo stomaco. Cumbershum non  tanto schizzinoso. La noia del viaggio in queste torride latitudini, quasi prive di vento, ha accresciuto il consumo di alcolici fra noi. Avevo pensato di darvi una lista completa dei passeggeri, ma ci ho rinunciato. Non V'interesserebbero. Restino (Due parole in caratteri orientali). Quel che riveste un certo interesse  invece il comportamento - o mancanza di esso - di Colley. Fatto sta che, dopo la caduta, non ha pi lasciato la sua cabina. Phillips, il valletto, va da lui di tanto in tanto e credo che Mister Summers sia andato a trovarlo, considerando che rientri - credo - fra i suoi doveri di Primo ufficiale. Un uomo senza lustro come Colley pu ben vergognarsi a tornare fra la gente. Le signore sono particolarmente severe con lui. Da parte mia, il fatto che il Capitano Anderson l'abbia strigliato duro (la frase  di Deverel) basta a temperare qualsiasi mia inclinazione a rifiutare in assoluto Colley come essere umano!
Deverel e io siamo convinti che Brocklebank sia o sia stato il protettore di entrambe le baldracche. Lo so, il mondo dell'arte non va giudicato secondo le regole della morale corrente, ma preferirei che lui conducesse altrove il suo bordello. Comunque, hanno due cabine: una per i genitori e l'altra per la figlia, quindi si salvano in certa misura le apparenze. Le apparenze sono salve e tutti ne sono felici, persino Miss Granham. Quanto a Mister Prettiman, non s'accorge di nulla, mi pare. Viva l'illusione, dico io. Esportiamola pure in colonia assieme a tutti gli altri benefici della civilt.
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CAPITOLO 60.
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Torno or ora dal salone, dove sono rimasto a lungo con Summers. Vale la pena di registrare il nostro colloquio, sebbene mi causi disagio l'idea che torner a mio discapito. Dir subito che Summers  la persona, fra tutte a bordo, che pi fa onore alla Marina di Sua Maest. Deverel  naturalmente pi signorile, ma non tanto assiduo al dovere. Quanto agli altri posso scartarli en masse. Mi misi dunque a parlare di un argomento che avevo in testa da tempo e - in modo che ora temo egli abbia potuto trovare offensivo - posi in dubbio l'opportunit che l'uomo si elevi al di sopra del ceto in cui nacque. Sconsiderato, da parte mia; e Summers mi rispose con una certa amarezza.
Mister Talbot, signore, non so come dirlo n se convenga... Una volta voi avete affermato, senza possibilit di equivoco, che l'origine di un uomo gli  marchiata sulla fronte, e tal marchio non si cancella mai.
No, Mister Summers... non ho detto proprio cos. Non ricordate? Ricordare cosa?
Tacque per un po'. Quindi: Capisco.  chiaro, quando lo si guardi dal vostro punto di vista. Perch dovreste ricordare? Ricordare che cosa, signore?
Di nuovo tacque. Poi distolse lo sguardo e parve leggesse la frase seguente sulla murata:
Mi diceste: "Bene, Summers. Consentitemi di congratularmi con voi per come imitate, alla perfezione, le maniere e l'eloquio di una classe sociale alquanto superiore a quella in cui nasceste".
Tocc a me restar zitto. Quel che aveva detto era vero. Vostra Signoria pu, se vuole, volgere indietro le pagine di questo diario e trovarvi quelle precise parole. L'ho fatto anch'io e mi sono riletto il resoconto di quel primo nostro incontro. Credo che Summers non tenesse conto dello stato di imbarazzo e sbigottimento in cui mi trovavo allora, ma comunque le parole -proprio quelle parole - sono l.
Vi chiedo perdono, Mister Summers. Fui sgarbato. Ma sincero, signore, disse Summers, amaro. Nel nostro Paese, per grande che sia, c' una cosa che proprio non si riesce a fare: vale a dire trasportare una persona da un ceto a un altro ceto. Una perfetta traduzione da una lingua all'altra  impossibile. La classe  la lingua della nostra Inghilterra.
Suvvia, sir, dissi io, non mi credete? Una perfetta traduzione da una lingua all'altra  possibile, e potrei fornirvene un esempio. Cos pure una perfetta traduzione da una classe sociale all'altra.
Imitare alla perfezione... Perfetta, in quanto voi siete un gentiluomo. Summers avvamp di rossore, poi solo lentamente la sua faccia riacquist la normale abbronzatura. Era tempo di cambiare terreno.
Eppure vedete, mio caro, abbiamo almeno un caso fra di noi di non riuscita traduzione!
Suppongo alludiate a Mister Colley. Intendevo appunto entrare in argomento.
Quell'uomo  uscito fuori dal suo ceto senza alcun merito che ne sostenesse l'elevazione.
Non vedo come la sua condotta possa venire attribuita alle sue origini, dal momento che non le conosciamo.
Suvvia.  chiaro dal suo aspetto, dal suo eloquio e, soprattutto, da quella che pu solo dirsi la sua abitudine alla subordinazione. Vi giuro ch'egli viene dal contado, da cui  uscito mediante una sorta di untuosa ossequiosit. Ora, ad esempio... Bates, il brandy, per favore!... io posso bere brandy a volont ma, vi garantisco, nessun uomo, e soprattutto nessuna donna, mi vedr mai usare un contegno come quello con cui Mister Colley ci ha divertito e recato affronto. Colley, quando gli fu offerto di bere nel castello di prora, non ebbe n la forza di rifiutarlo, n la tempra per resistere agli effetti pi distruttivi dell'alcool.
Tale saggezza andrebbe riversata in un libro. Ridete, signore, se vi fa piacere. Oggi non mi offender con voi.
Ma c' un'altra questione che vorrei sollevare. Non abbiamo alcun medico a bordo, e quello l  malato mortalmente. Come pu essere?  giovane; e non soffre che dei postumi d'una solenne sbronza.
Eppure, ho parlato col suo valletto, e poi sono andato a vedere io stesso. In tanti anni di servizio n Phillips n io avevamo mai visto
nulla di simile. Il letto  tutto sporco e il pover'uomo, bench respiri di tanto in tanto, non d segni di vita. Giace bocconi, con la faccia nascosta, una mano sopra il capo, l'altra che afferra un golfare che sporge dalla paratia. Immagino lo schifo.
Oh, quanto a questo! Ho cercato di rigirarlo. E ci sarete riuscito, suppongo. Siete tre volte pi robusto di lui.
Non in tali circostanze.
Concedo, Mister Summers, di non essermi spesso imbattuto in sacerdoti intemperanti. Ma so di uno di loro, insegnante alla mia universit, il quale, dopo aver troppo mangiato prima di una funzione religiosa, una volta inciamp sul leggio, barcoll, si sostenne ad un supporto in foggia d'aquila di bronzo, e fu udito borbottare: "Sarei ruzzolato, non fosse per questo accidenti d'uccello". Ma, suppongo, voi non avete mai udito questa storiella.
Mister Summers scosse il capo.
Ho molto viaggiato, disse poi gravemente, e sono stato a lungo lontano da casa. Questo aneddoto non ha fatto molto scalpore in marina.
Uno spasso, un vero spasso. Ma date retta a me, il giovane Colley si riprender.
Summers fiss il suo bicchiere intatto. Ha una strana energia. Quasi a dispetto della forza newtoniana. La mano che ghermisce quel golfare sembra fatta d'acciaio. Giace in quella cuccetta, vi affonda come fosse di piombo.
Vi resti, dunque.
Cos e basta, Mister Talbot? Siete indifferente anche voi, al pari degli altri, alla sorte di quell'uomo? Io non sono un ufficiale di questa nave. Tanto pi potreste essere d'aiuto, signore. In che modo?
Posso parlarvi francamente, vero? Ebbene... com' stato trattato quell'uomo?
Fu oggetto dapprima dell'antipatia di un uomo in particolare, poi oggetto di generale indifferenza che si tramut in disprezzo dopo quella... scappatella.
Summers si volse e dette un'occhiata fuori della finestra poppiera. Poi torn a guardarmi. Quel che ora vi dir mi potrebbe rovinare, se ho mal giudicato il vostro carattere.
Il mio carattere? Forse avete studiato il mio carattere? Vi siete dato la briga...
Perdonatemi. Lungi da me l'idea di offendervi. E se non considerassi disperato questo caso...
Quale caso, perbacco?
Data la vostra nascita, data la carica che andate a ricoprire... ebbene, gli uomini... e le donne... vi aduleranno, nella speranza che giunga all'orecchio del governatore...
Buon Dio, Mister Summers!
Aspettate. Cercate di capirmi, Mister Talbot... Io non mi lagno.
Il vostro tono  oltremodo simile a quello di una lagnanza!
Feci per alzarmi, ma Mister Summers allung una mano, in atto di... di supplica credo convenga chiamarla... con tanta semplicit che tornai a sedermi.
Seguitate, se  d'uopo!
Non parlo per mio tornaconto.
Per un po' tacemmo entrambi. Poi Summers inghiott profondamente come se davvero avesse del liquido in bocca, e non poco.
Signore, voi vi siete servito della vostra nascita e della vostra carica futura per ottenere un insolito grado di attenzione e conforto - e io non mi lagno - non ardisco lamentarmi. Chi mai sono io per porre in discussione i costumi della nostra societ o, invero, le leggi di Natura? Insomma, voi avete esercitato i privilegi della vostra posizione. Vi chiedo di sostenerne le responsabilit.
Per un mezzo minuto, forse... Che cos' mai il tempo, su una nave, o - per tornare a quella strana metafora della vita che tanto mi assill durante l'esibizione di Mister Colley - che cos' il tempo a teatro?... Insomma durante questo tempo - breve o lungo che fosse - passai attraverso numerose emozioni: rabbia, ritegno, confusione, irritazione, divertimento e un imbarazzo tale che mi secc alquanto, constatando che solo adesso mi ero reso conto della gravit delle condizioni di Mister Colley.
Questa  impertinenza bell'e buona, Mister Summers.
Schiaritamisi la vista, osservai che il mio interlocutore era pallido sotto l'abbronzatura.
Lasciatemi pensare, amico! Cameriere! Un altro brandy, qui!
Bates accorse pi sollecito del solito, poich dovevo aver usato un tono insolitamente perentorio. Non bevvi subito, stetti a fissare il bicchiere.
Il guaio era che tutto ci che quell'uomo aveva detto era vero. Dopo un po', parl di nuovo. Una vostra visita, sir, a quell'uomo...
Io? In quel buco puzzolente?
C' una frase che si addice alla vostra situazione, signore. Ed : Noblesse oblige.
Al diavolo il vostro francese, Summers. Ma io questo vi dico, e tenetelo nel conto che vorrete: io credo nel gioco leale. Questo sono disposto ad accettarlo. Voi? Estremamente generoso da parte vostra, sir! Quindi tacemmo di nuovo a lungo. La mia voce dovette suonare rauca quando alfine riaprii bocca.
Ebbene, Mister Summers, voi avete ragione. Sono stato negligente. Ma chi redarguisce o punisce non pu mica aspettarsi di venir ringraziato per questo. Non ho alcuna paura. Era troppo.
Non temete nulla, amico. Quanto meschino, quanto vendicativo e maligno mi reputate? La vostra preziosa carriera non corre alcun rischio con me. Non ci tengo a venir messo nel mazzo coi nemici.
A questo punto entrarono Deverel, Brocklebank e alcuni altri, quindi la conversazione divenne generale. Non appena possibile mi ritirai in cabina col mio brandy, e mi misi a pensare al da farsi. Chiamai Wheeler e gli dissi di chiamarmi Phillips. Egli ebbe l'insolenza di domandarmi perch lo volessi e io, senza mezzi termini, gl'intimai di spicciarsi e basta. Phillips venne di l a poco.
Phillips, vado a trovare Mister Colley. Non voglio che la stanza di un malato mi offenda la vista e l'olfatto. Dagli una rassettata e, appena pronto, fammelo sapere.
Parve l per l nicchiare, ma poi cambi idea e si ritrasse. Wheeler fece di nuovo capolino ma io ribollivo ancora di rabbia e gli dissi che, se aveva da oziare, andasse invece a dare una mano a Phillips. Me lo tolsi cos di torno. Circa un'oretta dopo, Phillips venne a bussare alla mia porta per dirmi che aveva fatto quel che poteva. Lo compensai; quindi, predisposto al peggio, attraversai il corridoio seguito da Phillips, con Wheeler che
stava a guardare, come se s'aspettasse anche lui mezza ghinea per aver concesso a Phillips di servirsi di me. Questi servi son protervi come i preti, avidi d'elemosine per battesimi, nozze e funerali! Si accingevano entrambi a restar di guardia presso l'uscio di Mister Colley, ma dissi loro d'andar via e li guardai allontanarsi. Quindi entrai.
La cabina di Colley era l'immagine speculare della mia. Phillips, non potendo eliminare la puzza, aveva fatto del suo meglio per coprirla con un qualche pungente ma non sgradevole odore aromatico. Colley giaceva come Summers m'aveva detto. Una mano ghermiva tuttora quel che Summers e il Falconer concordi chiamano golfare sul fianco della nave. Aveva la testa premuta sul cuscino, bocconi. Ristetti accanto alla cuccetta, senza saper che fare. Non avevo tanta esperienza di visite ai malati.
Mister Colley!
Nessuna risposta. Tentai ancora.
Mister Colley, signore. Alcuni giorni fa desideravo approfondire la conoscenza con voi. Ma poi siete scomparso. Mi dispiace, signore. Posso avere la vostra compagnia, oggi, sul ponte?
Ben detto, mi dissi, in coscienza. Ero tanto sicuro di riuscire a tirar su il morale di quell'uomo che il fugace pensiero della noia che avrei patito in sua compagnia mi pass allora per la mente, togliendo un po' di nerbo alla mia decisione di scuoterlo. Arretrai.
Ebbene, signore, se non oggi quando vorrete voi. Vi aspetter. Vi prego di avvertirmi.
Non fu una sciocchezza, a dirsi? Era n pi n meno che un invito ad affliggermi al suo posto. Aprii la porta. Feci in tempo a vedere Wheeler e Phillips dileguarsi. Mi volsi di nuovo a guardare la cabina. Conteneva ancor meno cose della mia. La scansia conteneva una Bibbia, un breviario e un libro tutto sudicio, consunto, comprato certo di terza mano e maldestramente rilegato in carta bruna, che risult essere Classes plantarum. Poi c'eran opere di devozione: l'Eterno riposo di Baxter e roba del genere. C'era un fascicolo di fogli manoscritti sullo scrittoio. Chiusi la porta e tornai nella mia cabina.
Ero appena sulla soglia quando vidi Summers sopraggiungere da presso. Aveva, a quanto pare, sorvegliato i miei movimenti. Gli feci cenno di entrare.
Ebbene, Mister Talbot?
Non mi ha dato alcuna risposta. Comunque sono andato a trovarlo, come avete visto, ed ho fatto quel che potevo. Mi sono scaricato, credo, di quelle responsabilit che foste tanto gentile di farmi presenti. Non posso fare di pi.
Con mia sorpresa port un bicchiere di brandy alle labbra. L'aveva portato con s di nascosto, o almeno non notato... chi avrebbe cercato una tal cosa nelle mani di un uomo cos temperato?
Summers... mio caro Summers! Vi siete dato al bere! Che non fosse cos lo si vide subito da come toss e si strozz al primo sorso.
Vi occorre far pratica, uomo! Fate compagnia a Deverel e me, qualche volta!
Egli bevve di nuovo, poi respir profondamente. Avete detto, Mister Talbot, che oggi non vi sareste arrabbiato con me. Scherzavate, ma era parola di gentiluomo. Ora devo tornare alla carica.
Sono stufo dell'intera faccenda. Vi assicuro ch' l'ultima volta.
Sprofondai nella sedia di tela. Dite quel che avete da dire, allora.
Chi  responsabile dello stato in cui versa? Colley? Il diavolo lo porti! ma lui stesso! Non stiamo a cincischiare la verit, come un paio di vecchie beghine. Volete allargare la cerchia delle responsabilit? Includervi il capitano, d'accordo... chi altri? Cumbershum? Deverel? Voi stesso? La vedetta di dritta? Il mondo intero?
Sar schietto, signore. La miglior medicina per Mister Colley sarebbe una cortese visita del capitano, di cui ha tanto terrore. L'unico fra noi, che abbia tanta influenza da indurre a ci il capitano, siete voi.
Oh, diavolo, no, non accetto.
Dite ch'io intendo 'allargare la cerchia delle responsabilit'. E sia. Siete voi il pi responsabile. Cristo in Cielo, Summers, voi... Aspettate! Siete ubriaco?
Sar schietto, ripeto. Ed insisto, quantunque la mia carriera corra adesso maggior rischio per causa vostra che non mai per causa dei francesi. Loro in fondo non potrebbero che uccidermi o storpiarmi, mentre voi...
Siete ubriaco. Senz'altro.
Se voi non aveste, in modo ardito ed insensato, affrontato il nostro capitano sul cassero... se non aveste approfittato del vostro rango e prospettive e conoscenze per inferire un colpo alle fondamenta stesse della sua autorit... tutto questo potrebbe non essere successo.  brusco e detesta il clero, non ne fa un mistero, lui. Ma, se voi non aveste agito come agiste quella volta, non avrebbe mai schiacciato Colley sotto la sua collera n seguitato ad umiliare lui poich non poteva umiliare voi. Se Colley avesse letto il Regolamento di Anderson... Voi siete un passeggero come lui. L'avete letto voi? Pur nell'ira, mi avvidi ch'era vero fino ad un certo punto... No, vero del tutto. Fin dal primo giorno Wheeler aveva detto qualcosa al riguardo: le norme erano affisse sull'ingresso e avrei dovuto...
L'avete letto, quel Regolamento, Mister Talbot? No.
Si  mai imbattuta, Vostra Signoria, nel bizzarro fatto che stare seduti piuttosto che eretti induce o almeno tende verso uno stato di calma? Non posso dire che la mia collera svanisse ma restava frenata. Come se anche lui desiderasse entrambi calmi, Summers sedette sull'orlo della mia cuccetta, guardandomi cos un tantino dall'alto. Le nostre relative posizioni sembravano rendere la didattica inevitabile.
Il Regolamento del capitano vi parr tanto brusco quant' lui, signore. Ma il fatto  che tali norme sono necessarie. Quelle relative ai passeggeri rivestono la stessa necessit, la stessa urgenza, di tutto il resto. E va bene, e va bene!
Non avete visto una nave in un momento di crisi, voi, signore. Una nave pu ribaltarsi e colare a picco nel giro di pochi minuti. Passeggeri ignoranti che intralciano il passo, che ritardano un ordine e lo rendono inaudibile... Avete gi detto abbastanza. Lo spero.
Siete certo che non sia io responsabile per altre cose andate storte a bordo? Magari per l'aborto della signora East? Se il capitano potesse essere indotto a mostrarsi gentile con un ammalato...
Ditemi, Summers... perch siete tanto curioso circa Colley?
Lui fin di bere e si alz.
Gioco leale, noblesse oblige. La mia educazione non  simile alla vostra, sir, bens  stata estremamente pratica. Ma conosco un termine sotto il quale entrambe le frasi potrebbero essere... qual  la parola?... sussunte. Spero che lo troviate.
Ci detto, usc alla svelta dalla mia cabina, lasciando me in preda a un misto di emozioni. Rabbia, s, imbarazzo, s... ma anche una sorta di scontroso divertimento per aver ricevuto due lezioni, nello stesso giorno, dallo stesso maestro. Lo mandai all'inferno in quanto impiccione, quindi per met lo richiamai indietro perch era un simpatico individuo, quali che fossero le sue origini sociali. Che diavolo aveva a che fare con il mio dovere?
Qual era il termine? Un bizzarro individuo, senz'altro! Veramente una buona traduzione, come quelle di Vostra Signoria. Tutte quelle incalcolabili leghe da un capo all'altro d'una nave inglese! Udirlo dare ordini sul ponte - e poi berci assieme un bicchiere - egli  in grado di passare, tra una frase e la seguente, dal gergo marinaresco pi becero alla finezza d'un colloquio fra gentiluomini. Ora che m'era sbollita la collera, vidi come si era ritenuto professionalmente in pericolo, lui, a parlarmi, e risi di nuovo fra me scontrosamente. Possiamo caratterizzarlo in termini teatrali cos: entra un Buon Uomo!
Bene, pensai fra me, c' questo in comune fra un Buon Uomo e un bambino: non dobbiamo mai deluderli. Solo met della dannata faccenda era stata sbrigata. Ero andato a trovare l'ammalato; ora dovevo adoperarmi per aggiustare le cose fra Colley e il nostro cupo capitano. Ammetto che la prospettiva mi sgomentava un po'. Tornai nel salone a bere, e a sera - a dire il vero - mi ritrovai in condizione di non poter giudicare. Penso che ci fosse deliberato; al fine di rimandare un colloquio che sapevo difficile. Infine rientrai, a passo pu darsi marziale, nella mia cabina e ho un vago ricordo di Wheeler che m'aiuta a mettermi a letto. Invero ero alticcio e caddi in un sonno profondo, da cui mi svegliai con mal di capo e nausea. Era di mattina presto. Mister Brocklebank stava russando. Provenivano rumori dalla cabina attigua, onde dedussi che la bella Zenobia era occupata con un nuovo amante o, magari, cliente. Anche lei, mi chiesi, avr voluto arrivare all'orecchio del governatore? Me la vedr un giorno avanzare la pretesa che un ritratto ufficiale del governatore venga eseguito dal pittore Brocklebank? Era
un molesto pensiero di prima mattina, ma proveniva direttamente dalla franchezza di Summers. Lo maledissi di bel nuovo. L'aria nella cabina era pesante, quindi mi misi addosso il pastrano, infilai le pantofole e uscii, tastoni, sul ponte. Qui c'era luce abbastanza per distinguere la nave dal cielo e dal mare, ma non molta di pi. Ricordai la mia risoluzione di parlare col capitano in favore di Colley, e ci mi diede il voltastomaco. Quel che sembrava solo un compito noioso, allorch ero alticcio, adesso appariva n pi n meno che una cosa sgradevole. Rammentai che il capitano, si diceva, era solito fare una passeggiata sul cassero all'alba; ma n il luogo n l'ora mi parvero adatti per il nostro colloquio.
Ciononostante l'aria mattutina, per insalubre che potesse essere, sembrava in curiosa maniera alleviare il mal di testa, la nausea e persino il mio disagio alla prospettiva di quel colloquio. Mi diedi quindi a camminare su e gi fra il ponte di poppa e l'albero di maestra. Frattanto, venivo esaminando la situazione. Avevamo altri mesi di viaggio di fronte a noi, in compagnia col capitano. Non mi era simpatico n lo stimavo, e non ero capace di pensare al Capitano Anderson se non come a un minuscolo tiranno. Il mio tentativo di aiutare il povero Colley non poteva che esacerbare l'antipatia che giaceva appena al di l dei confini del tacito armistizio fra di noi. Il capitano accettava la mia situazione di figlioccio di Vostra Signoria, eccetera. Io accettavo lui in quanto comandante di una nave di Sua Maest. Il limite dei suoi poteri nei confronti dei passeggeri era oscuro; e oscuro era il limite della mia eventuale influenza sui suoi superiori. Come cani che cauti si studiano, noi ci giravamo intorno. Ed ora dovevo tentare di influenzare la sua condotta verso uno spregevole membro del clero che lui detestava. Correvo - a meno che non stessi molto accorto - il rischio di contrarre un obbligo con lui. Tale pensiero era intollerabile. A un certo punto, nel corso di tali mie riflessioni, credo che emisi una sfilza di bestemmie. Invero avevo una mezza intenzione di abbandonare l'impresa.
Tuttavia l'aria umida ma lieve di queste latitudini, qual che ne sia l'effetto successivo sulla salute, certo va raccomandata come antidoto all'emicrania e all'acidit di stomaco. Via via che tornavo in me stesso, mi sentivo sempre pi in grado di esercitare giudizio e progettare azioni. Chi ambisce a governare o coloro che sono per nascita destinati al governo di uno Stato farebbero bene ad affrontare i disagi di un viaggio come il nostro. Avevo ben chiaro in mente, rammento, come la benevolenza di Vostra Signoria m'avesse procurato non soltanto alcuni anni di impiego in una societ nuova ed informe, ma avesse anche previsto che il viaggio, per giungervi, mi avrebbe dato tempo di riflettere e di esercitare le mie capacit, non trascurabili, di riflessione. Decisi di attenermi al principio dell'uso della minor forza. Cosa poteva indurre il Capitano Anderson a fare ci che io volevo? Poteva essere qualcosa di pi possente del suo stesso interesse personale? Quel disgraziato di Mister Colley! Ma non c'era alcun dubbio al riguardo. Fosse, come diceva Summers, colpa mia in parte o no, non v'era alcun dubbio che Colley era stato perseguitato. Ch'egli fosse uno sciocco e avesse fatto di se stesso zimbello, era un altro paio di maniche. Deverel, il piccolo Tommy Taylor, lo stesso Summers... tutti lasciavano intendere che il Capitano Anderson, per chiss quali motivi, aveva deliberatamente reso intollerabile la vita a quell'uomo. Che il diavolo mi porti se riesco a trovare altra parola che riassuma sia il noblesse oblige di Summers sia il mio gioco leale, se non giustizia. Ecco una parola grossa da libro di scuola, contro cui andar a sbattere come scoglio in mezzo al mare! C' anche una sorta d'orrore, in essa, da quando si  mossa dalle scuole e dall'universit per trasferirsi sul ponte d'una nave da guerra - vale a dire nell'ambito di una tirannia in scala ridotta. Che ne sar della mia carriera?
Tuttavia mi scaldava la fiducia di Summers nella mia abilit e, ancor pi, il suo confidente appello al mio senso di giustizia. Che esseri siamo! Ecco qua uno come me che, solo alcune settimane prima, si reputava chiss chi - poich mia madre pianse nel vedermi partire - e che adesso si scalda le mani al focherello dell'approvazione d'un Primo ufficiale!
Comunque, infine vidi qual era il da farsi.
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CAPITOLO 61.
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Bene! Tornai nella mia cabina, mi lavai, mi sbarbai e vestii con cura. Bevvi il mio sorso mattutino nel salone e mi tirai su come nell'imminenza di un esame. Non mi sorrideva la prospettiva di quel colloquio, vi assicuro. Se io avevo affermato la mia posizione sulla nave, era ancora pi evidente che il capitano aveva affermato la sua Era invero il nostro Mogol. Per cacciar via il triste presentimento mi recai in tutta fretta sul cassero, e ne salii le scalette di corsa. Il vento soffiava da dritta e il Capitano Anderson stava da quella parte, fronteggiandolo. Questo  suo privilegio; e si dice che nasca dall'arcana convinzione che il pericolo si trova sopravvento, anche se subito dopo i marinai soggiungeranno che la cosa pi pericolosa del mondo  una costa sottovento. Nel primo caso, credo, si allude a una nave nemica; nel secondo, a scogliere e altri rischi naturali del genere. Tuttavia io ho una pi penetrante spiegazione da suggerire circa l'origine di questo privilegio del capitano. Quale che sia il settore della nave sopravvento, esso  quasi sgombro della puzza che la stessa nave porta ovunque con s. Non alludo al fetore di urina ed escrementi, bens a quel penetrante fetore della stessa carcassa della nave e della sua sentina putrida, di sabbia e ghiaia. Forse navi pi moderne, con zavorra di ferro, avranno un odore pi soave; ma i capitani, oso dire, in questo lor servizio di No, continueranno a occupare il lato sopravvento anche se le navi dovessero per mancanza di vento procedere a remi. Il tiranno deve vivere il pi possibile libero dalla puzza.
M'accorgo che senza volerlo ho portato questa descrizione per le lunghe come gi avevo indugiato nel salone. Rivivo quei momenti mentre mi accingo al gran salto!
Ebbene, mi piazzai sul lato opposto del cassero, fingendo di non far caso all'uomo, se non per salutarlo casualmente con un cenno del dito. La mia speranza era che la sua recente gaiezza l'inducesse a rivolgermi per primo la parola. Il mio giudizio risult corretto. La sua nuova aria di soddisfazione era in realt evidente, ch non appena mi vide venne verso di me mostrando i denti gialli.
Buona giornata a voi, Mister Talbot.
Invero, gran bella giornata, signore. Si procede di quel passo ch' normale per queste latitudini?
Dubito che faremo in media pi di un nodo all'ora nei prossimi giorni.
Ventiquattro miglia marine al giorno. Appunto, signore. Le navi da guerra sono pi lente di quanto non s'immagini.
Ebbene, signore, vi confesso che trovo queste latitudini pi gradevoli di quant'altre ne abbia sperimentate. Si potesse rimorchiare l'Inghilterra in questa parte del mondo, quanti nostri problemi sociali verrebbero risolti! Il mango ci pioverebbe in bocca.
Avete, sir, bizzarra fantasia. Vi rimorchiereste anche l'Irlanda?
No, signore. L'offrirei, sir, agli Stati Uniti d'America. Si dia loro l'occasione di rifiutarla per primi, eh, Mister Talbot?
L'Ibernia si accuccerebbe tranquilla accosto alla Nuova Inghilterra. E noi se ne vedrebbe delle belle.
Il mio equipaggio si ridurrebbe di colpo alla met. Ne varrebbe la pena, signore, di tal perdita. Che bellezza il mare quando il sole  ancora basso! Quando invece  alto nel cielo, al mare manca quel non so che di pittoresco che si osserva al levar del sole e al tramonto.
Sono cos abituato a tal vista che neppure la vedo. Invero son grato - se la frase non  priva di senso, date le circostanze - agli oceani per un'altra qualit. E quale?
Il loro potere di isolare un uomo dai suoi simili. Di isolare un capitano, sir. Gli altri debbono vivere, in mare, anche troppo intruppati. L'effetto su loro non  dei migliori. Il compito di Circe non doveva venire ostacolato - a dir poco - dalla professione delle sue vittime!
Non appena ebbi detto ci, m'accorsi di quanto fosse sarcastico. Ma vidi dal viso grezzo del capitano, poi dal suo accigliarsi, ch'egli stava cercando di ricordare cosa fosse avvenuto a una nave di tal nome. Intruppati?
Riuniti insieme, avrei dovuto dire. Ma come  balsamica l'aria! Dichiaro che mi  quasi insopportabile l'idea di discendere sottocoperta e dedicarmi ancora al mio diario.
Il Capitano Anderson sussult alla parola diario come se avesse inciampato su una pietra. Affettai di non notarlo, e allegramente proseguii:
 in parte un divertimento, capitano, ed in parte un dovere. Quel che voi chiamereste, suppongo, un giornale di bordo.
Troverete assai poco da annotarvi, in una situazione come questa.
In verit, signore, vi sbagliate. Non ho tempo n carta sufficienti a registrare tutti gli interessanti fatti e personaggi di questo viaggio, assieme alle mie osservazioni su essi. Guardate... ecco l Mister Prettiman! Che personaggio! Le sue opinioni sono famigerate, nevvero?
Ma il capitano seguitava a fissarmi.
Personaggi?
Dovete sapere, dissi ridendo, che, anche se non avessi ricevuto tale ordine da Sua Signoria, scriverei lo stesso per mio diletto.  mia ambizione sur-gibbonare il Gibbon, NOTA: Lo storico inglese, autore fra l'altro di un libro di memorie. FINE NOTA. e, quindi, tal dono a un padrino mi torna opportuno.
Il nostro tiranno si compiacque di sorridere, ma in modo tremolante, come uno che sa quanto farsi estrarre un dente sia meno penoso che tenersi in bocca la squisita tortura.
Saremo famosi, allora, disse. Non ne ero andato in cerca.
Questo  per il futuro. Dovete sapere, signore, che, fra l'infelicit di tutti noi, Sua Signoria  vessato attualmente dalla gotta. Spero che, in tale disgraziata circostanza, un franco ancorch privato resoconto dei miei viaggi e della compagnia in cui mi trovo possa offrirgli uno svago.
Il Capitano Anderson comp ex abrupto alcuni passi su e gi per il cassero, poi si piazz davanti a me di nuovo.
Gli ufficiali della nave in cui viaggiate avranno considerevole risalto in tal vostro resoconto.
Essi sono oggetto di interesse e curiosit, per la gente di terra.
E il capitano particolarmente?
Voi, signore? Non ci ho pensato su, signore. Ma voi siete, dopotutto, il re o l'imperatore della nostra galleggiante societ, con prerogative di grazia e giustizia. S. Suppongo che voi abbiate gran risalto nel mio journal e che baderete ad averne.
Il Capitano Anderson gir sui tacchi e si allontan. Volgendomi la schiena, scrut in direzione del vento. Vidi che stava pensoso, con le mani intrecciate dietro la schiena. La mascella - arguii - sar spinta in avanti come base su cui appoggiare la cupezza del suo volto. Non v'era alcun dubbio circa l'effetto provocato dalle mie parole, o su lui o su me. Poich m'accorsi di tremare come il Primo ufficiale tremava allorch os affrontare Edmund Talbot! Dissi, non so che cosa, qualcosa a Mister Cumbershum ch'era di guardia. Lui stava a disagio, poich si era in piena violazione del Regolamento andersoniano, e io vidi con la coda dell'occhio come le dita del capitano si serrassero dietro le reni. La situazione non poteva prolungarsi. Salutai il sottotenente e discesi dal cassero. Fui lieto di fare ritorno in cabina, dove m'accorsi che le mie dita avevano ancora tendenza al tremore! Mi sedetti perci, onde riprendere fiato e lasciare che il polso rallentasse.
Alla fine mi misi di nuovo a riflettere sul capitano e cercai di prevedere le sue mosse. Non consiste forse l'opera d'uno statista nel potere di incidere sul futuro altrui? E non si fonda forse tal potere sulla sua capacit di prevedere l'altrui condotta? Ecco - pensai - l'occasione d'osservare il successo o il fallimento del mio apprendistato! Come reagir l'uomo alla mia ammonizione? Non tanto velata; ma, del resto, si capiva dalla franchezza delle sue domande ch'egli era, in fondo, un semplice. Pu darsi che non abbia fatto caso all'allusione contenuta nel mio accenno alle tesi estremistiche di Mister Prettiman. Per sono certo che la menzione al mio diario lo costringer a passare in rassegna i trascorsi e chiedersi che figura egli ci faccia; sicch prima o poi inciamper nell'affare Colley e ricorder come ha trattato quel tapino. Vedr quindi che, per quanto io l'abbia provocato, cionondimeno nella sua animosit verso Colley lui  stato crudele e ingiusto.
Come si regoler, allora? Come me, quando Summers mi rivel la mia parte di responsabilit nella vicenda? Provai una scena o due, per il nostro teatro galleggiante. Mi figurai Anderson che discende dal cassero ed entra, come a caso, nel corridoio. Per non dar a vedere il suo intento, magari si mette a rileggere il suo stesso sbiadente Regolamento, trascritto con esatta calligrafia di scrivano. Poi, al momento opportuno, non visto... Oh, no! deve fare in modo d'esser visto, affinch io lo possa registrare sul diario... Insomma entra
nella cabina di Colley, chiude l'uscio, si siede accanto alla cuccetta, e si mette a chiacchierare, finch i due non diventano amiconi. Be', Anderson pu fare ben le veci di un arcivescovo, o persino di Sua Maest! Come potrebbe Colley non venir risuscitato da tanta amabile condiscendenza? Il capitano gli confesser che lui stesso commise una follia simile a quella, un paio d'anni prima...
Ma non riuscivo a immaginarla una scena cos, veramente. Sarebbe artificiosa. Un tale comportamento non sarebbe da Anderson. Potrebbe, lui, tutt'al pi, scendere da basso e dire qualcosa di gentile a Colley, confessare di esser stato brusco ma soggiungere che ci  consueto, in un capitano. Pi probabilmente scenderebbe da basso soltanto per accertarsi che Colley giace nella sua cuccetta, prono e immobile, e tale da non venire suscitato da un esordio scherzoso. Del resto potrebbe non scendere affatto. Chi ero io per immergermi nella natura dell'uomo, agitare le acque del suo animo e, mediante tale chirurgico esperimento, dichiarare in che modo l'ingiustizia seguirebbe il suo corso? Mi sedetti davanti a questo diario, rimproverando a me stesso il folle intento di giocare a politico e manipolatore dei suoi simili. Dovevo ammettere che la mia conoscenza delle molle dell'azione umana era ancora in nuce. N un possente intelletto pu supplire ad altre doti, indispensabili in tali faccende. Occorre infatti un qualche distillato d'esperienza, prima che un uomo possa prevedere un risultato in circostanze cos complesse e confuse.
E poi... non indovina, Vostra Signoria? Ho lasciato per ultimo il dolce! Egli scese da basso. Davanti ai miei occhi egli scese, come se il mio pronostico l'avesse indotto a scendere, a mo' di un incantesimo da favola. Sono un mago, nevvero? Concedete ch'io sia, perlomeno, un apprendista stregone! Avevo detto che sarebbe sceso, e lui ecco che scende davvero. Attraverso lo spioncino lo vidi scendere, tetro e brusco, e soffermarsi al centro del corridoio. Osserv le varie cabine a una a una, girando sui tacchi; e io feci appena in tempo a scostare la faccia dallo spioncino prima che il suo sguardo indagatore vi passasse sopra con un effetto - potrei quasi giurarci - simile a quello del calore di un tizzone ardente! Quando m'arrischiai a sbirciare di nuovo - poich in qualche modo sembrava assolutamente pericoloso che l'uomo sapesse ch'io l'avevo visto - mi volgeva la schiena. And all'uscio di Colley e per un lungo minuto stette a
fissarlo, quasi lo trapassasse con lo sguardo. Vedevo un pugno battere sul palmo dell'altra mano, dietro la schiena. Poi si gir di scatto a sinistra, con un moto che sembrava gridare: Ch'io sia dannato se ci vado! Sal su per le scale e scomparve. Dopo alcuni secondi udii il suo passo risuonare deciso sul ponte sopra la mia testa.
Limitato trionfo, nevvero? Avevo detto che sarebbe sceso, ed era sceso. Ma laddove me l'ero figurato consolare il povero Colley, egli si era mostrato invece o troppo malvagio o troppo poco politico per decidersi a farlo. Pi vicino era giunto a dissimulare la sua bile, pi in alto questa era salita nella sua gola. Tuttavia ora avevo motivo di fiducia. Il fatto che sa di questo diario non lo lascer in pace. Sar come una scheggia sotto l'unghia. Torner gi da basso...
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CAPITOLO BETA.
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Ti sei sbagliato di nuovo, Talbot! Apprendi un'altra lezione, ragazzo mio! Sei inciampato in quell'ostacolo. Mai pi dovrai smarrire te stesso nella compiaciuta contemplazione di un primo successo! Il Capitano Anderson non  pi sceso. Ha mandato un messaggero. Stavo giusto scrivendo la frase sulla scheggia, quando bussano alla porta - e chi ? Mister Summers! L'invito ad entrare, passo la sabbia sulla pagina per asciugarne l'inchiostro - imperfettamente, come potete vedere dagli sbaffi - chiudo e rinserro il mio diario, mi alzo e l'invito a sedersi sulla mia sedia. Lui rifiuta, si siede sulla sponda della cuccetta, vi posa sopra il suo cappello a tricorno e guarda, pensoso, il mio diario. Chiuso a chiave!
Io non dico nulla ma lo guardo negli occhi, sorridendo tenuamente. Lui annuisce come se capisse - e credo che difatti abbia capito.
Mister Talbot, non si pu consentire che seguiti! Il mio diario, intendete?
Lui sorvol sullo scherzo. Poi: Sono andato a dargli un'occhiata, per ordine del capitano.
A Colley? Io pure. Eravamo d'accordo, ricordate?  in gioco la ragione di quell'uomo. Tutto per una bevutina! Nessun cambiamento? Phillips giura che non si muove da tre giorni. Io sbottai in una forse non necessaria imprecazione. Summers non ci fece caso. Ripeto, quell'uomo rischia di smarrire il senno. Cos pare difatti.
Devo fare quel che posso, per ordine del capitano, e voi dovete assistermi.
Io?
Be'! Non vi si ordina di assistermi ma si ordina a me di pregarvene e di cercare da voi consiglio.
Parola mia, quell'uomo mi lusinga. Sapete, Summers, anche a me fu consigliato di praticare quest'arte. Mai avrei pensato di essere, io, oggetto di tal esercizio!
Il Capitano Anderson ritiene che voi avete esperienza mondana e consapevolezza tali da rendere il vostro consiglio di gran valore.
Risi di cuore e Summers mi fece eco.
Suvvia, Summers! Il capitano non ha mai detto questo. No, sir. Non esattamente. Non esattamente, infatti. Vi dir, Summers... M'arrestai in tempo. V'erano molte cose che avevo voglia di dire. Avrei potuto dirgli che l'improvvisa sollecitudine del Capitano Anderson per Mister Colley non era nata in seguito al mio appello bens nel preciso momento in cui egli aveva appreso del mio diario, destinato ad occhi influenti. Avrei potuto dirgli che, secondo me, al capitano non importava un corno del povero Colley ma cercava, bens, astutamente, di coinvolgere anche me nel caso che smarrisse il senno e, in tal modo, attenuare la questione o comunque scongiurare il disprezzo di Vostra Signoria. Ma io vado imparando, nevvero? Prima che le parole m'uscissero di bocca, capii quanto pericolose avrebbero potuto essere per Summers - e anche per me.
Ebbene, Mister Summers, far quel che potr. Ne ero certo. Eccovi dunque co-optato fra noi marinai ignoranti come potere civile. Che fare?
Si ha a che fare con un parroco che... Ma via! non dovremmo co-optare Miss Granham?  figlia di canonico e sa certamente come si tratta con il clero.
Siate serio, signore, e lasciatela al Prettiman. No! Non pu essere! Minerva in persona? Mister Colley reclama tutta quanta la nostra attenzione. Ebbene. Abbiamo un ecclesiastico che... si  comportato animalescamente e si dispera per questo.
Summers mi scrut da vicino e - posso dire - con curiosit. Lo sapete quanto animalescamente si  comportato?
Amico mio! l'ho visto. Tutti l'abbiamo visto, comprese le signore. In verit vi dico, Mister Summers, che io ho veduto un tantino pi degli altri.
Mi interessate profondamente.
 questione di un attimo. Ma, poche ore dopo quella sua esibizione, l'ho visto attraversare il corridoio per recarsi in latrina, con un foglio di carta in mano e, per quel che vale, un beato sorrisetto su quel suo brutto ceffo. Cosa vi sugger tale sorriso? Ch'era sbronzo e inebetito.
Summers accenn verso proravia. E l? Nel castello di prua?
Come si fa, a saperlo?
Si pu chiedere.
Sarebbe cosa saggia, Mister Summers? Non era la messinscena dei comuni marinai - perdonate! - diretta, non gi a s medesimi, bens alle soprastanti autorit? Non  meglio evitare di ricordarglielo?
Si tratta del senno di quell'uomo, signore. Qualcosa bisogna rischiare. Chi l'ha aizzato? Oltre ai marinai vi sono gli emigranti, brave persone per quel che mi consta. Essi non desiderano certo beffare le autorit. Eppure, essi sapranno quanto gli altri.
D'un tratto ricordai quella povera donna dal viso emaciato, in cui abitava uno spettro che si nutriva, per cos dire, della propria abitazione. Ella doveva aver dunque assistito alla bestialit di Colley in un momento in cui aveva diritto d'aspettarsi ben altro, da un ecclesiastico.
Ma  terribile, Summers! Quell'uomo dovrebbe... Quel ch' stato non pu cambiarsi, sir. Ma, ripeto,  in gioco il senno di quel disgraziato. Per carit, fate un ulteriore sforzo per suscitarlo da questo suo... letargo!
E va bene. Per la seconda volta, allora. Venite. Mi mossi e, seguito da Summers, attraversai il corridoio, aprii l'uscio della cabina di Colley ed entrai. Era vero. L'uomo giaceva come la volta precedente e, anzi, sembrava ancora pi immoto. La mano che prima afferrava il golfare aveva mollato la presa e, pur restando appesa, non dava pi segno di tensione muscolare.
Alle mie spalle Summers parl sottovoce. Mister Talbot  venuto a trovarvi, Mister Colley.
Confesso un misto di confusione e disgusto per tutta la faccenda; il che mi rendeva ancor pi incapace di trovare le giuste parole d'incoraggiamento per quello sciagurato. L'odore che emanava dalla sua persona era nauseabondo. E ben forte doveva essere il fetore per contendere con quello della nave, cui non mi ero ancora assuefatto, e vincerlo. Tuttavia Summers, era evidente, mi faceva credito di maggior abilit di quanta non ne possedessi, poich si scost da me, annuendo al tempo stesso come per indicare che l'affare era adesso in mano mia. Mi schiarii la gola.
Ebbene, Mister Colley, si  trattato di cosa spiacevole, d'accordo, ma voi vi state macerando troppo. Ubriachezza e conseguente perdita d'ogni controllo  un'esperienza che ogni uomo
dovrebbe fare, almeno una volta nella vita, altrimenti come potrebbe capire lo stesso errore in altri? Quanto al vostro alleggerire la vescica in coperta, pensate soltanto quante mai ne avr viste quel ponte! E nelle pacifiche contee della vostra terra remota... Mister Colley, sono stato indotto a vedere, grazie ai buoni uffici di Mister Summers, ch'io sono - per quanto alla lontana - in parte responsabile della vostra disgrazia. Non avessi fatto adirare il capitano... ma via! Vi confesso, signore, che una volta un certo numero di giovanotti, sporgendosi dalle finestre dei piani alti, ad un dato segnale sparsero acqua su un certo professore, antipatico e beone, che passava l sotto. Quale fu l'esito di quella bravata? Ebbene, non successe nulla, sir! L'uomo allung una mano, guard il cielo accigliato, ed apr l'ombrello. Vi giuro, signore, che alcuni di quei giovani saranno, un giorno, vescovi. Fra un paio di giorni rideremo assieme, sir, di quel vostro comico interludio. Voi siete diretto a Sydney Cove, ritengo, per procedere di l verso la Terra di Van Diemen. Gran Dio, sir, a quel che mi risulta  probabile che il benvenuto ve lo daranno, l, ubriachi e tutto. Quel che ora vi occorre  un cicchetto, e poi una bella bevuta di birra. Date retta, vedrete le cose subito diversamente.
Non ci fu risposta. Guardai Summers interrogativamente, ma lui fissava il letto, con le labbra contratte. Allargai le mani in un gesto di sconfitta e lasciai la cabina. Summers mi segu. Ebbene, Mister Summers? Mister Colley vuole lasciarsi morire. Suvvia!
L'ho visto accadere fra i selvaggi. Sono capaci di mettersi a giacere e morire.
Lo invitai con un gesto nella mia cabina e ci sedemmo a fianco a fianco sulla cuccetta.
Un pensiero mi venne. Era forse un bigotto? Pu darsi che prenda la sua religione troppo a cuore... Suvvia, Mister Summers! Non c' niente da ridere, al riguardo. O siete tanto scortese da trovare la mia osservazione degna della vostra ilarit? Summers lasci cadere le mani dal viso, sorridendo. Dio me ne guardi, sir!  penoso abbastanza essere stato bersagliato da un nemico, senza il rischio ulteriore di offrirsi a bersaglio di - oso dirlo? - di un amico. Consideratemi adeguatamente sensibile al mio privilegio di essere ammesso a un grado di intimit con il degno figlioccio del vostro nobile padrino. Ma su un punto avete ragione. Per quanto riguarda il povero Colley non c' nulla da ridere. O ha perso il senno o non se n'intende affatto della propria religione.  parroco!
L'abito non fa il monaco, signore! Egli  disperato, ritengo. Signore, prendo su me stesso come cristiano - come umile seguace per quanto da una certa distanza - la briga di affermare che un cristiano non pu disperare!
Gli ho dunque rivolto parole banali. Gli avete parlato come meglio potevate. Ma le vostre parole non l'hanno raggiunto. Ne siete convinto? E voi no?
Mi baloccai col pensiero che forse qualcuno della classe sociale di Colley, uno dell'equipaggio, non corrotto dall'istruzione o da quel po' di promozione di cui egli aveva usufruito, potrebbe trovare la maniera di approssimarsi a lui. Ma dopo le parole che Summers e io ci eravamo scambiati al riguardo in precedenza, mi sentii poco propenso ad affrontare con lui tale argomento.
Fu Summers a rompere il silenzio. Non abbiamo n un prete n un medico, a bordo.
Brocklebank dice di avere studiato medicina per un anno. Davvero? Vogliamo chiamarlo?
Dio ne guardi!  cos prosaico! Parlando del suo passaggio dalla medicina alla pittura, dice: "Ho tradito Esculapio per la Musa".
Chieder ai marinai... Per un medico?
Per avere ragguagli su ci ch' successo, esattamente, nel castello di prua.
Ma l'abbiamo visto, quello ch' successo! Sottocoperta, intendo, non sul ponte. L'hanno fatto ubriacare, bestialmente. Vidi Summers scrutarmi bene in faccia. E nient'altro? Nient'altro?
Capisco. Bene, sir, riferir al capitano. Ditegli che seguiter a cercare la maniera di riportare in s lo sciagurato.
Anch'io. E vi ringrazio per il vostro aiuto.
Summers se n'and e io rimasi solo con i miei pensieri e
questo diario. Strano, pensare che un individuo non molto pi anziano di me e Deverel, e certo pi giovane di Cumbershum, avesse un cos forte istinto di autodistruzione! Mah, Aristotele o no, una mezz'ora di Miss Brocklebank... persino Prettiman e Miss Granham... ed ecco, pensai, una situazione che debbo venire a conoscere per svariate ragioni, ivi incluso il divertimento; e poi...
Cosa credete che mi venne in mente? Pensai a quei fogli manoscritti che avevo visto sul tavolo di Colley. Non ci avevo fatto caso quand'ero entrato l assieme a Summers. Ma ora, grazie a certe incomprensibili facolt della mente umana, entrai di nuovo, per cos dire, in quella cabina e guardandomi in giro vidi con gli occhi della mente che il tavolo era vuoto. Ecco un tema per l'indagine di un sapiente: come pu la mente d'un uomo tornare in un posto e vedere quel che lui non vide? Ma cos era.
Bene. Il Capitano Anderson mi aveva co-optato. Vedr presto - mi dissi - che razza di supervisore ha trascinato in questa faccenda!
Tornai di corsa nella cabina di Colley. Lui giaceva come prima. Solo quando giunsi l fui afferrato da una sorta di apprensione. Non intendevo fargli che del bene, a quell'uomo, ed agivo in nome del capitano; eppure mi sentivo a disagio con la coscienza. Era forse effetto del Regolamento del capitano. Un tiranno trasforma in crimine qualsiasi lieve disobbedienza; e io stavo addirittura contemplando di accusarlo di maltrattamenti nei riguardi di Colley. Mi guardai intorno. L'inchiostro, le penne e la sabbia asciugante erano ancora l, cos come i libri nella scansia ai piedi del letto. A quanto pare c'era un limite, alla loro efficacia. Mi chinai sull'uomo.
Fu allora che percepii senza vedere... Seppi, senza avere la maniera di saperlo...
A un certo punto Colley si era destato in preda ad un'angoscia fisica che, ben presto, divenne mentale. Egli giacque cos, e il dolore si faceva via via pi profondo, pi acuta la coscienza, pi preciso il ricordo... e tutto il suo essere si andava distogliendo sempre pi da questo mondo, finch non rest altro desiderio che di morte. Phillips non riusc a scuoterlo, e neppure Summers. Solo io: le mie parole avevano dopotutto toccato qualcosa. Quand'io lo lasciai, dopo la prima visita, lui salt fuori del letto in preda ad un nuovo tormento! Poi, preso
da disgusto di s, spazz via quelle carte sul tavolo. Come un bambino, le prese e le ficc in qualche anfratto, come se potessero restarvi indisturbate fino al giorno del giudizio! Naturalmente. C'era fra la cuccetta e la fiancata della nave - com'anche nella mia cabina - uno spazio in cui uno poteva infilare una mano. E io ve l'infilai. Incontrai della carta e ne estrassi un malloppo di fogli, tutti fittamente scritti, i quali - ne ero certo - contenevano prove materiali contro il nostro tiranno nella causa Colley contro Anderson. Rapido m'infilai quelle carte sotto la giubba, uscii - non visto, prego Dio - e tornai in tutta fretta nella mia cabina. Qui nascosi il malloppo di fogli nella mia valigetta, che serrai sotto chiave come se celassi il bottino d'una rapina. Dopodich, mi misi a scrivere quanto precede su questo quaderno quasi cercassi in ci una qualche sicurezza legale. Non  comico?
A un certo punto si presenta Wheeler.
Ho un messaggio, signore. Il capitano richiede il piacere della vostra compagnia, a tavola, fra un'ora.
I miei omaggi al capitano, accetto il suo invito con piacere.
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CAPITOLO GAMMA.
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Che giornata! L'ho cominciata con una certa allegria e la finisco con... Ma dovete sapere tutto. Sembra trascorso tanto di quel tempo da quando la faccenda era nebulosa e il mio impegno a vederci chiaro cos baldo, cos compiaciuto...
Bene. Come ha detto Summers, la colpa in parte  mia.  di tutti, in vario grado. Ma la colpa maggiore, secondo me, ce l'ha il nostro tiranno. Lasciatevi condurre da me, Signore, a passo a passo. Vi prometto... no, non divertimento ma, perlomeno, una sorta di generosa indignazione e l'esercizio non del mio ma del Vostro giudizio.
Mi cambiai d'abito e licenziai Wheeler. Subito, ecco Summers: elegantissimo.
Buon Dio, Summers, anche voi invitato alla festa? Condivider questo piacere.  un'innovazione, questa, certo. Oldmeadow fa da quarto.
Estrassi il mio orologio. Mancano ancora pi di dieci minuti. Cosa prescrive l'etichetta di bordo?
Che si arrivi dal capitano all'ultimo tocco della campana.
In tal caso lo deluder arrivando in anticipo. Lui prevede, conoscendomi, un ritardo.
Il mio ingresso nella saletta del Capitano Anderson fu tanto cerimonioso quanto un ammiraglio avrebbe potuto desiderare. La saletta, bench meno grande del salone passeggeri e anche della mensa ufficiali, era per di regali dimensioni, in confronto alle nostre cabine. Su di un lato c'era la stanza da letto del capitano, con il suo gabinetto personale; sull'altro, un altro vano ove - suppongo - un ammiraglio condurrebbe gli affari d'una flotta. Come alla mensa ufficiali e nel salone passeggeri, la parete di fondo - ovvero, in linguaggio marinaresco, la paratia poppiera - conteneva un'ampia finestra adombrata attraverso la quale si poteva vedere un terzo circa dell'orizzonte. Eppure parte di questa finestra era oscurata in modo cui stentai, l per l, a dare credito. Parte di questo oscuramento era il capitano, il quale appena entrai esclam con voce che posso soltanto definire festiva:
Accomodatevi, Mister Talbot, accomodatevi! Chiedo scusa se non vi ho accolto sulla soglia, ma mi avete sorpreso nel mio giardino.
Tale era infatti. L'oscuramento della gran finestra era una fila di piante rampicanti, ciascuna avvolgentesi intorno a un bamb, conficcato nel vaso della pianta stessa. Vidi che il capitano le stava annaffiando con un annaffiatoio dal lungo becco. Era uno di quei recipienti che usano le dame nelle loro serre, non adatto a grosse piante ma solo a qualche capriccio di Madre Natura. Si poteva pensare che il tenebroso capitano fosse inadatto a tale ufficio, ma, quando si volse, vidi con somma sorpresa che aveva un'affabile espressione, com'io fossi una dama venuta a trovarlo.
Non sapevo che aveste un paradiso privato, capitano. Il capitano sorrise! S, sul serio, sorrise. Pensate, Mister Talbot, questa pianta cui accudisco, ancora innocente, alla prima fioritura, potrebbe essere una di quelle con cui Eva s'inghirland il primo giorno della creazione.
Non presupporrebbe ci una perdita d'innocenza, capitano, avendo precorso le foglie di fico?
Pu darsi. Come siete acuto, Mister Talbot. Voi fantasticavate, nevvero?
Ho detto quel che penso. Questa pianta  chiamata Ghirlanda. Gli antichi, mi risulta, s'incoronavano con essa. Il fiore, quando sboccia,  soavemente profumato e bianco cereo.
Facciamo all'uso greco, allora, e incoroniamoci, per il banchetto.
Non credo che il costume s'addica agli inglesi. Ma vedete, ne ho tre di queste piante. Due di esse le ottenni dal seme.  compito tanto difficile quanto si desume dal vostro tono di trionfo?
Il Capitano Anderson rise: mento in su, guance solcate, scintille gemelle negli occhietti.
Sir Joseph Banks lo riteneva impossibile. "Anderson", mi disse, "prendete dei getti, amico mio. I semi, li potete anche buttare!" Sennonch perseverai, e alla fine ne ottenni tante di quelle piantine da poter rifornire un banchetto del Sindaco se - per seguire la vostra fantasia - dovessero volersi gli assessori inghirlandati. Ma che! non lo si immagini. Le ghirlande sarebbero fuori posto in Municipio. Servite Mister Talbot! Che cosa bevete, signore? Ce n' ampia provvista, bench io non mi conceda che un bicchiere ogni tanto.
Vino per me, signore.
Hawkins, il chiaretto, prego. Questo geranio, vedete, Mister Talbot, ha le foglie malate. Le ho spruzzate di fior di zolfo, ma invano. Lo perder senz'altro. Ma del resto, signore, chi coltiva piante in mare deve rassegnarsi alle perdite. Nel primo viaggio che feci da comandante persi tutta la mia collezione.
Per via della violenza del nemico? No, sir, per via della bonaccia che ci tenne, intere settimane senza pioggia n vento. Non potevo dar da bere alle mie piante. L'equipaggio si sarebbe ammutinato. La perdita di questo geranio, qui, non mi affligge poi molto.
E poi potete procurarvene un altro a Sydney Cove. Perch dovreste...
Si volse e ripose l'annaffiatoio in un cantuccio. Quando torn a guardarmi, vidi di nuovo le fossette sulle guance e le scintille negli occhi.
Siamo ancora lontani dal nostro destino, Mister Talbot. Parlate come se non vi sorridesse l'idea di arrivare alla fine del viaggio.
Fossette e scintille scomparvero.
Siete giovane, sir. Non potete capire il piacere... no, il bisogno di solitudine, che hanno alcune nature. Non mi dispiacerebbe se il viaggio durasse per sempre.
Ma, certo, un uomo  legato alla terra, alla societ, a una famiglia...
Famiglia? Famiglia? disse il capitano, con una sorta di violenza. Perch non dovrebbe farne a meno, un uomo, della famiglia? A che serve una famiglia, prego?
Un uomo non ... non  una Ghirlanda, capitano, capace di riprodursi da s, con un seme.
Segu una lunga pausa, durante la quale Hawkins, il valletto del comandante, ci serv il chiaretto. Il capitano abbozz ad un brindisi con mezzo bicchiere di vino.
Posso almeno rammentare a me stesso quanto sar notevole la flora agli Antipodi.
Cos potrete fare rifornimento. Il volto gli si fece di nuovo gaio.
Molte, fra le invenzioni della Natura, da quelle regioni non sono mai state portate in Europa.
Vidi allora che c'era una strada per arrivare, se non al cuore, almeno all'approvazione del Capitano Anderson. Mi venne un pensiero improvviso, degno d'un romancier: che forse la cupa o tempestosa faccia con cui era solito lasciare il suo paradiso era quella dell'Adamo cacciato dall'Eden. Mentre stavo riflettendo su ci, sorseggiando il chiaretto, arrivarono Summers e Oldmeadow assieme.
Entrate, signori, grid il capitano. Cosa gradite, Mister Oldmeadow? Come vedete, Mister Talbot si accontenta del vino... Lo stesso voi, sir?
Oldmeadow ritrasse il mento e dichiar che avrebbe gradito dello sherry secco. Hawkins port una caraffa da cui mesc per Summers, i cui gusti conosceva, poi per Oldmeadow.
Summers, disse il capitano. Volevo chiedervi, come sta il malato?
Sempre uguale, signore. Mister Talbot  stato tanto gentile da aderire alla vostra richiesta. Ma le sue parole non hanno avuto maggior effetto delle mie.
 una triste faccenda, disse il capitano. Mi fiss. Scriver sul giornale di bordo che il malato - ch tale credo sia da considerarsi -  stato visitato da voi, Mister Summers, e da voi, Mister Talbot.
A questo punto cominciai a capire perch mai il capitano ci aveva invitati tutti assieme, e perch si comportasse in modo cos impacciato nella faccenda Colley. Anzich attendere che vino e chiacchiere ci avessero sciolti, egli aveva affrontato subito l'argomento, e in modo troppo improvviso. Era ora ch'io pensassi a me stesso!
Tenete presente, sir, dissi, che se l'uomo  da considerarsi malato, il mio parere non ha alcun valore. Non ho nozioni mediche, affatto. Meglio sarebbe consultare Mister Brock-lebank, allora.
Brocklebank? Chi  Brocklebank? Il pittore dalla faccia avvinazzata e con entourage di femmine. No, scherzo. Lui stesso mi disse che inizi studi di medicina, ma poi smise.
Ha dunque una qualche esperienza di medico? No, vi dico. Scherzai! L'uomo ... cos' l'uomo, Summers? Dubito sappia tastare un polso.
Cionondimeno... Brocklebank, avete detto? Hawkins, andate a cercare Mister Brocklebank e ditegli di venire qui da me subito.
Vidi tutto; vidi l'annotazione sul giornale di bordo: visitato da un gentiluomo con qualche cognizione di medicina. Era rozzo, ma furbo, il capitano. Stava - direbbe Deverel - tenendo libero il braccio del pennone. Osservate in che modo mi obbliga a riferire alla Signoria Vostra, su questo diario, com'egli si sia premurato per Colley, e abbia mandato a visitarlo i suoi ufficiali, me, nonch uno con qualche cognizione di medicina.
Nessuno disse nulla per un po'. Noi tre ospiti fissavamo i nostri bicchieri, come resi solenni dall'accenno al malato. Di l a un paio di minuti torn Hawkins e disse che Mister Brocklebank era lieto di esaudire il capitano.
Sediamoci, dunque, questi disse. Mister Talbot alla mia destra. Mister Oldmeadow... qui, signore. Voi, Summers, l. Ah, deliziosamente casalingo! State comodi e larghi, signori? Summers ha molto spazio, certo. Ma  bene che abbia libero passo alla porta, nel caso che una fra le mille faccende di bordo lo chiami.
Oldmeadow osserv che la zuppa era eccellente. Summers, che sorbiva la sua con la destrezza acquisita in una dozzina di castelli di prua, osserv che molte cose assurde si dicevano su come si mangia in marina.
Certo, disse, l dove il cibo deve essere ordinato, stivato e conservato a quintali, vi sar sempre motivo di lagnanza di tanto in tanto. Ma nel complesso i marinai britannici mangiano meglio in mare che a terra.
Bravo! esclamai. Summers, dovreste sedere al banco del governo!
Un bicchiere di vino con voi, Mister Summers, disse il capitano. E un bicchiere con voi tutti, signori. Ma per tornare in argomento... 
cos'avete da dire, Summers, riguardo alla formaggetta messa come cappello all'albero di maestra? e che, delle tabacchiere ricavate dagli ossi di mucca?
Vidi con la coda dell'occhio che il capitano si limitava ad annusare il vino, e poi deponeva il bicchiere. Decisi di compiacerlo, se non altro per scrutare entro le sue trame.
Sono curioso di udire la vostra risposta, Summers, riguardo alle tabacchiere e alla formaggetta dell'albero di maestra.
La testa di moro.
E che, degli ossi che - sento - si servono ai nostri valorosi marinai, con soltanto un brandello di carne attaccata? Summers sorrise.
Assaggerete il formaggio, sir. E credo che il capitano vi sorprender, con gli ossi.
Invero, s, disse il comandante. Hawkins, fateli portare.
Gran Dio, esclamai. Ossi buchi! Bessie, suppongo, disse Oldmeadow. Una bestia assai redditizia.
M'inchinai al capitano. Siamo sopraffatti, sir. Lucullo non potrebbe aver fatto meglio.
M'industrio a fornirvi materia per il vostro diario, signore.
Parola mia, signore, un tal men verr tramandato ai posteri, assieme al ricordo dell'ospitalit del capitano.
Hawkins si chin su di lui. Il signore  arrivato, sir. Brocklebank? Lo ricevo un momento in ufficio. Vogliate scusarmi, signori.
Qui avvenne una scena da farsa. Brocklebank non era rimasto sulla soglia, bens stava avanzando nella saletta. O aveva interpretato il messaggio del capitano come un invito a tavola con noi, o era ubriaco, o tutt'e due. Summers, spinta indietro la sedia, balz in piedi. Come si fosse alzato per fargli posto, Brocklebank si sedette.
Grazie. Grazie. Ossi buchi! Come diavolo fate a saperlo, signore? Ve l'avr detto certo una delle mie ragazze. Accidenti ai francesi!
Scol in un solo sorso il bicchiere di Summers. La sua voce faceva pensare ad un frutto che combini - se esiste un tal frutto - le qualit della pesca e della prugna. Si ficc un mignolo entro l'orecchio, vi trapan un momento, osserv il ricavato... e nessuno frattanto diceva nulla. Il valletto era smarrito. Brocklebank guard Summers e gli sorrise.
Anche voi, Summers? Sedete, amico. Il Capitano Anderson, con tatto per lui raro, interloqu. S, Summers, accostate quella sedia e mangiate con noi.
Summers sedette, allo spigolo. Era affannato, come avesse corso. Chiss, forse pensava a ci che Deverel mi aveva confidato (e anche a lui, senz'altro) fra i fumi del vino: No, Talbot, questa non  una nave fortunata.
Oldmeadow si rivolse a me. S' accennato a un diario, Mister Talbot. Si scrive parecchio, signore, fra voi gente di Governo.
Mi avete promosso di grado, signore. Ma  vero. Gli uffici statali son lastricati di carta.
Il capitano finse di bere, quindi pos il calice. Potete dire che anche una nave  zavorrata di carta. Registriamo ogni cosa da qualche parte, dal brogliaccio del guardiamarina al giornale di bordo, che tengo io stesso.
Nel mio caso, c' il tempo s e no di registrare gli eventi d'una giornata, prima che altri ne incalzino. Come fate una cernita?
Scelgo i fatti salienti, s'intende... e bazzecole che possano divertire il mio padrino.
Spero, disse il capitano, greve, che farete presente a Sua Signoria quanto gli siamo riconoscenti per averci offerto la vostra compagnia. Senza meno.
Hawkins riemp il bicchiere a Brocklebank. Era la terza volta.
Mister... hm... Brocklebank, disse il capitano, potremmo approfittare della vostra esperienza medica? La mia cosa, signore?
Talbot... Mister Talbot, qui, disse il capitano, con voce stizzita, Mister Talbot...
Che diavolo ha? Buon Dio? Vi assicuro che Zenobia, cara ragazza, tutta cuore caldo...
Io non c'entro, dissi, svelto. Il capitano si riferisce a Colley.
Il parroco, eh? Buon Dio! V'assicuro che non me ne faccio meraviglia. Si trastullino pure, dico io. A bordo...
Singulto. Un rivolo di vino gli discese sul mento. Il suo sguardo vag.
Abbiamo bisogno della vostra esperienza in medicina, disse il capitano, ringhiando sotto sotto, ma in tono ancora conciliante. Non ne abbiamo, nessuno di noi, e ci rivolgiamo a voi...
Non ne ho neppure io, disse Brocklebank. Garon, un altro bicchiere.
Mister Talbot ci ha detto...
Mi guardai intorno e dissi: Wilmot - mi dissi - l'anatomia
non fa per te. Non ti regge lo stomaco. Infatti - come ebbi gi a dire - abbandonai Esculapio per la Musa. Non ve l'ho gi detto, Mister Talbot?
S, signore. Almeno due volte. Sono certo che il capitano accetter le vostre scuse.
No, no, disse il comandante, irritato. Per scarsa che sia l'esperienza di questo signore, ne dobbiamo trarre profitto.
Profitto, disse Brocklebank. C' da trarre pi profitto dalla Musa che non dalla medicina. Sarei ricco, a quest'ora, se non fosse per la mia generosit, per il mio attaccamento al gentil sesso e per le mille opportunit che una societ corrotta come quella inglese offre a nature carnali come la mia...
Io non potrei fare il medico, per me, disse Oldmeadow. La vista dei cadaveri... mio Dio!
Appunto, signore. Preferisco tenere a distanza tutto ci che ricorda la morte. Io fui il primo - lo sapevate? - subito dopo la morte di Lord Nelson, a immortalare il grande evento in una litografia.
Ma non eravate presente!
No, certo. Alla larga! Ma neanche gli altri artisti erano presenti. Vi confesso che credevo, l per l, che Lord Nelson fosse morto sul ponte di comando.
L'ho vista, Brocklebank! esclamai. Ce n' una copia appesa alla parete, alla Taverna del Cane e Cannone. Ma come diavolo potevano tutti quegli ufficiali stare cos raccolti intorno a Lord Nelson, nel pieno della battaglia?
Un altro rivoletto di vino gli col gi per il mento. Confondete arte e realt, voi, signore.
A me sembra, francamente, una sciocchezza. Si  venduta molto bene, tuttavia. Non vi nascondo, Mister Talbot, che, se non fosse per il buon successo di quella litografia, non sarei qui a quest'ora.  grazie ai proventi di essa che ho potuto pagare questo viaggio per... per dove stiamo andando... il nome mi sfugge. Figurarsi, signore, che in realt Lord Nelson mor sottocoperta, in qualche fetido cantuccio della stiva, senz'altro lume che quello di una lanterna. Chi potrebbe raffigurare la scena come si svolse nella realt? Rembrandt, forse.
Ah. Rembrandt. Be', s. Se non altro, Mister Talbot, avrete ammirato la mia abilit nella resa del fumo.
D'accordo, signore.
Il fumo  un affar serio. Non l'avete visto quando Summers spar col mio fucile? Figurarsi le bordate, durante una battaglia navale. Quindi il vero e bravo artista deve disporlo, il fumo, l dove non risulti importuno... Come un buffone. ...importuno...
E non interrompa lo svolgersi dell'azione. ...importuno... Capitano, voi non bevete. Il capitano fece un'altra mossa col suo bicchiere, poi guard in faccia gli altri suoi tre ospiti con aria adirata e frustrata.
Ma Brocklebank, che stava divorando l'osso buco destinato a Summers, seguit a parlare. Ho sempre sostenuto che il fumo, propriamente trattato, pu esser di aiuto ma...materiale. Viene da voi un qualche capitano che ha avuto la buona ventura di scontrarsi col nemico e cavarsela... Molti sono venuti da me, infatti, dopo quella litografia. Costui ha, mettiamo, insieme ad un'altra fregata e a una piccola corvetta incontrato i francesi e una battaglia ne  conseguita... Chiedo scusa! Come dice quell'epitaffio... "Dovunque tu sia, lascia il vento andar via, perch il trattenerlo fu la morte mia." Vi prego di immaginare cosa accadrebbe... e infatti il mio buon amico Fiissli, sapete... lo Scudo di Achille e... insomma. Immaginate.
Bevvi stizzito e mi rivolsi al capitano: Credo, sir, che Mister Brocklebank...
Inutile. Il pittore imperterrito continu: Immaginate! Chi mi paga? Se pagano tutti, non c' posto per il fumo, affatto. Eppure bisogna che si veda che sono tutti impegnati nello scontro, accidenti! La battaglia infuria, sapete.
Mister Brocklebank, disse il capitano, spazientito. Mister Brocklebank...
Datemi un solo capitano che abbia avuto successo e ottenuto la sua onorificenza! Allora non si discuter.
No, disse Oldmeadow, ritraendo il mento, no davvero!
Brocklebank gli lanci uno sguardo truculento. Dubitate della mia parola, signore? In tal caso, signore... Io, signore? Buon Dio, no, sir!
Dir: "Brocklebank", dir, "a me non me ne importa un fico, per me stesso, ma mia madre, signore, mia moglie e le mie quindici figliole vogliono a ogni costo un quadro della
mia nave nel pieno della battaglia!" Mi seguite? Ordunque, dopo avermi fornito copia della gazzetta e descritto in ogni dettaglio lo scontro se ne va, beatamente illuso di sapere come si prospetta una battaglia navale!
Il capitano lev il bicchiere. Stavolta lo scol in un sol sorso. Si rivolse quindi a Brocklebank con una voce che avrebbe fatto correre spaventato Mister Taylor da un capo all'altro della nave, se non oltre.
Io da parte mia, signore, sarei del suo avviso! Mister Brocklebank, onde indicare il grado della propria bravura, tent di portare un dito furbescamente sul lato del naso, ma lo manc.
Vi sbagliate, signore. Se io dovessi attenermi alla verosimiglianza... ma no. Supponete che il cliente, che ha versato un anticipo... poich, vedete, pu partire e perdere la testa da un momento all'altro...
Summers si alz. Mi chiamano, signore. Il capitano, con forse l'unico sprazzo di spirito che abbia mai riscontrato in lui, rise sonoramente. Voi siete fortunato, Mister Summers.
Brocklebank non s'accorse di nulla. Anzi, credo che, l'avessimo piantato tutti quanti, lui avrebbe seguitato il suo monologo. Dunque, credete che l'altra fregata vada rappresentata con uguale grado di animazione? Non ha pagato nulla!  qui che il fumo entra in ballo. Io la rappresento un attimo dopo che essa ha sparato una bordata, e il fumo quindi l'avvolge. Quanto alla corvetta, comandata da un oscuro sottotenente, deve andarle molto bene per comparire appena. La nave del mio committente, invece, erutta pi fuoco che fumo e viene attaccata simultaneamente da tutte le navi avversarie.
Quasi m'auguro, diss'io, che i francesi ci offrano l'occasione di invocare i buoni uffici del vostro pennello.
Non v' speranza di ci, disse il capitano, cupo, nessuna speranza.
Forse il suo tono contagi Brocklebank, il quale cambi umore rapidamente - come capita ai brilli - passando dall'allegria alla malinconia.
Ma non finisce qui. Il cliente ritorna e la prima cosa che ti dice  che la Corinna o l'Erato non aveva mica l'albero di trinchetto cos appruato, e che cosa ci fa quel bozzello sull'amantiglio del pennone di maestra? Be', il committente della mia
opera di maggior successo, a parte il defunto Lord Nelson, se cos posso definirlo - committente cio - fu tanto sciocco da muovere obiezioni per alcuni piccoli guasti da me inflitti alla seconda fregata. Giur che non aveva mai perduto l'albero di maestra perch - credo che disse - non venne mai neanche a tiro del nemico. Poi mi accus di non aver mostrato i danni subiti dal cassero della sua nave, e ci andava a scapito dell'accuratezza. Mi costrinse quindi ad aprire una gran falla fra due portelli e a portar via gran parte della battagliola. Poi mi disse: "Non potreste disegnarmi l, Brocklebank? Ricordo distintamente che stavo accanto alla battagliola spezzata, a incoraggiare l'equipaggio e indicare il nemico agitando la spada nella sua direzione". Cosa potevo fare? Il cliente ha sempre ragione, questo  il primo assioma dell'artista. "La figura riuscir molto piccola, Sir Sammel", gli dissi. "Non fa nulla", rispose, "potete sempre esagerarmi un poco." M'inchinai. "In tal caso, Sir Sammel", gli dissi, "ridurrei per contrasto la fregata a una corvetta." Lui fece alcuni passi su e gi nel mio studio, proprio come il nostro capitano qui sul cassero. "Ebbene", disse alfine, "disegnatemi in piccolo, allora. Mi riconosceranno dal tricorno e dalle spalline. A me non importa, Mister Brocklebank, ma la mia signora e le mie figlie ci tengono tanto."
Sir Sammel, disse il capitano. Avete detto Sir Sammel?
S. Vogliamo passare al brandy? Sir Sammel. Lo conosco. Lo conoscevo. Raccontate, capitano, diss'io, sperando di fermare l'altro. Un vostro collega?
Io ero il sottotenente al comando di quella corvetta, disse il capitano, cupo, ma non ho mai visto quel quadro.
Capitano! Dovete senza meno raccontarci tutto quanto, dissi io. Noi gente di terra siamo avidi, sapete, di questa sorta di cose.
Gran Dio, la corvetta. Ho innanzi a me la... l'altra... il sottotenente. Capitano, dovete esser ritratto! Toglieremo di mezzo il f... il fumo e mostreremo voi nel pieno della battaglia. Cos stanno le cose, dunque, diss'io. Possiamo credergli su altri punti? Eravate nel pieno della battaglia, nevvero? Il Capitano Anderson ringhi n pi n meno. Nel pieno della battaglia? Su una corvetta? Contro delle fregate? Ma il capitano - Sir Sammel suppongo di dover dire - dovette pensare ch'io fossi un giovane pazzo poich del pazzo mi diede appunto, gridando attraverso il megafono: 'Toglietevi di mezzo, pazzo che non siete altro, o sar peggio per voi!'
Alzai il bicchiere. Bevo alla vostra, capitano, sir. Ma niente occhio cieco? Niente orecchio sordo?
Garon, dov' il brandy? Vi dipinger, capitano, a prezzo di favore. La vostra futura carriera...
Il Capitano Anderson pareva sul punto di spiccare un balzo. Abbrancava il tavolo con ambo le mani, il bicchiere era caduto andando in frantumi. Se prima aveva ringhiato, adesso rugg.
Carriera? Non capite, dannato imbecille? La guerra  bell'e finita, e noi siamo destinati allo sbarco, tutti quanti.
Segu un lungo silenzio, e persino Brocklebank parve capire che qualcosa di insolito gli era successo. Abbass la testa, poi la rialz di scatto e si guard intorno vacuamente. Poi mise lo sguardo a fuoco. A uno a uno, ci voltammo. Summers stava sulla soglia.
Sono stato da Mister Colley, signore. Credo proprio che l'uomo sia morto.
Lentamente ci alzammo, passando ciascuno - suppongo -da una furiosa inospitalit a un altro stato d'animo. Guardai il capitano in volto. Il rosso della collera era svanito. Era imperscrutabile adesso. Non vi lessi n preoccupazione n sollievo n dolore n trionfo. Sembrava fatto della stessa materia della polena.
Fu lui il primo a parlare.
Signori. Questo triste evento pone fine alla nostra... alla nostra riunione. Certo, signore.
Hawkins. Accompagnate questo signore alla sua cabina. Mister Talbot. Mister Oldmeadow. Siate cos gentili da andar a dare un'occhiata e confermare o meno l'opinione di Mister Summers. Io far altrettanto. Temo che l'intemperanza abbia ucciso quell'uomo.
Intemperanza, sir? Una singola sbornia? Cosa intendete, Mister Talbot? Cos scriverete sul giornale di bordo? Visibilmente, il capitano si controll.  cosa che prender in esame a suo tempo, Mister Talbot.
M'inchinai senza dire nulla. Oldmeadow e io ci ritirammo e Mister Brocklebank venne mezzo sorretto mezzo trascinato appresso a noi. Il capitano chiudeva la marcia. Tutti quanti i passeggeri della nave, o almeno quelli di poppavia, si erano radunati nel corridoio e guardavano la porta di Colley. Molti uomini d'equipaggio e buona parte degli emigranti stavano raccolti oltre la linea bianca tracciata attraverso il ponte, e ci guardavano in silenzio. Suppongo che si udisse il vento fra le sartie e lo sciabordio dell'acqua, ma io non ero conscio neanche di questi rumori. Gli altri passeggeri ci fecero largo. Wheeler stava di guardia sull'uscio della cabina. I ciuffi canuti scomposti, il cranio pelato, la faccia illuminata - non trovo altre parole per descrivere la sua espressione di comprensione di tutti i guai del mondo - gli conferivano un'aria di santit. Appena vide il capitano s'inchin con l'untuosit di un impresario di pompe funebri ovvero come se l'ossequiosit del povero Colley fosse passata in eredit a lui. Bench spettasse a Phillips, fu Wheeler ad aprire la porta, per poi farsi da parte. Il capitano entr. Rest solo un momento, poi torn fuori, fece cenno a me di entrare, quindi sal le scalette diretto sul cassero. Io entrai nella cabina assai malvolentieri, v'assicuro.
Il pover'uomo ghermiva ancora il golfare, tuttora giaceva con il viso premuto sul guanciale, ma le coltri rovesciate ora gli scoprivano la guancia e il collo. Vi posai tre dita esitanti e le ritrassi come fossero state scottate. Non volli, n occorreva che mi chinassi ad ascoltare il respiro. Me ne tornai fuori e feci cenno a Oldmeadow di entrare. Questi entr, leccandosi le pallide labbra, e usc subito anche lui.
Summers si rivolse a me. Ebbene, Mister Talbot?
Nessun essere vivente potrebbe essere tanto freddo.
Oldmeadow torse gli occhi e scivol gi pian piano lungo la murata, finch si trov seduto in terra. Wheeler, con aria di santa comprensione, gli prese la testa fra i ginocchi. Ed ecco, al momento meno opportuno, che riappare Sileno. Forse si era un po' ripreso o forse si trovava in uno strano stato d'estasi da ebbrezza; insomma Brocklebank usc barcollando dalla sua cabina e respinse le due donne che cercavano di fermarlo. Le altre dame strillarono poi tacquero, prese fra due spettacoli di cos diversa natura. Brocklebank non indossava che una camicia. Si diresse, annaspando e barcollando, verso la cabina di Colley, spingendo Mister Summers da parte con tanta forza da farlo vacillare.
Vi conosco tutti, grid. Tutti! tutti! Io sono un artista! Quest'uomo non  morto, bens addormentato. Ha la febbre bassa e pu riprendersi bevendo...
L'afferrai e lo tirai via di l. C'era anche Summers. C'erano anche Wheeler e Oldmeadow e inciampavamo l'uno con l'altro... Ma, dico, la morte  la morte e se non la si tratta con una certa qual seriet... In qualche modo lo trascinammo fuori del corridoio, dove le dame e i signori stavano di nuovo in silenzio. Vi sono situazioni in cui nessuna reazione  adeguata: forse l'unica sarebbe stata che tutti si ritirassero. In qualche modo lo riportammo fino alla porta della sua cabina, e frattanto lui cianciava di spiriti e febbre bassa. Le sue donne attendevano, in silenzio, sgomente.
Io a mia volta borbottavo: Su, via, buon uomo, tornate in cuccetta!
La febbre bassa...
Cosa diavolo  la febbre bassa? Ora entrate... su, dico! Signora Brocklebank... Miss Brocklebank... faccio appello a voi... per amor del cielo...
Aiutarono anch'esse e alla fine la porta si chiuse su di lui. Mi voltai proprio mentre il capitano stava tornando.
Ebbene, signori?
Risposi io, anche per Oldmeadow. A quel che risulta, capitano, Mister Colley  proprio morto.
Mi fiss con quei piccoli occhietti. Ho sentito parlare di "febbre bassa", o mi sbaglio?
Summers usc, chiudendo l'uscio della cabina di Colley dietro di s. Era un atto di curiosa decenza. Ristette, guardando
il capitano e me, a turno.
Risposi di mala voglia, non restando altro da fare: Cos ha detto Mister Brocklebank il quale, temo, non  in pieno possesso delle sue facolt.
Giuro che le gote del capitano si incresparono e le fossette apparvero. Gir gli occhi sulla folla di testimoni. Cionondimeno, Mister Brocklebank ha una certa esperienza in medicina.
Prima che io potessi protestare, lui di nuovo parl, col tirannico accento del suo rango: Mister Summers. Che si provveda a quanto di dovere.
S, signore.
Il capitano si volse e se n'and, bruscamente.
Summers chiam, con lo stesso tono autoritario del suo comandante: Mister Willis! Signors.
Andate a chiamare il mastro velaio e il suo aiutante e tre o quattro uomini robusti. Sceglieteli fra quelli che sono puniti.
S, signore.
L non aveva luogo quella finta malinconia ostentata dai becchini di mestiere. Mister Willis corse via. Summers allora si rivolse ai passeggeri, con il tono cortese che gli era abituale:
Signore e signori, non vi andr certo di assistere a quel che qui seguir. Posso pregarvi di sgomberare il corridoio? L'aria sul ponte di poppa  migliore.
Lentamente il corridoio si sgombr, finch Summers e io restammo soli con i due valletti. Poi la porta di Brocklebank si apr e lui comparve sulla soglia, grottescamente ignudo. Parl con ridicola solennit:
Signori. Una febbre bassa  l'opposto della febbre alta. Vi auguro buon giorno.
Fu tirato dentro e vacill. La porta si richiuse. Summers allora si rivolse a me: Voi, Mister Talbot? Devo obbedire alla richiesta del capitano, no?  superata, credo, con la morte di quel poveretto. Abbiamo parlato di noblesse oblige e di 'gioco leale'. Ho trovato che possono tradursi in un'unica parola. E sarebbe? Giustizia.
Summers parve riflettere. Avete deciso chi mandare alla sbarra?
E voi no?
Io? I poteri di un capitano... Eppoi, signore, io non ho un patrono.
Non siatene tanto certo, Mister Summers. Mi guard, per un attimo, sbigottito. Poi riprese fiato. Io...?
Ma alcuni marinai stavano venendo alla nostra volta. Summers li guard, poi guard me.
Posso consigliare il ponte di poppa? Un bicchiere di brandy  pi adeguato. Andai nel salone e vi trovai Oldmeadow, accasciato su una sedia sotto la grande finestra poppiera, con un bicchiere vuoto
in mano. Respirava affannosamente e sudava a profusione. Ma aveva ripreso colore. Bofonchi:
Che stupidaggine! Non lo so cosa m' preso.  cos che vi comportate sul campo di battaglia, Oldmeadow? No, perdonatemi! Non sono in me, neanch'io. Il morto, in quella posizione stessa in cui l'avevo visto... mah, anche allora avrebbe potuto essere... ma ora, freddo e rigido come... Dove diavolo  il cameriere? Cameriere! Del brandy, qui, per me, e dell'altro per Mister Oldmeadow.
Lo so cosa intendete, Talbot. Fatto sta che non mi sono mai trovato in un campo di battaglia, n ho mai udito sparare un colpo, tranne una volta in cui il mio avversario mi manc d'un metro buono. Com' diventata silenziosa, la nave!
Sbirciai fuori della porta. C'era traffico nella cabina di Colley. Richiusi la porta e tornai presso Oldmeadow.
Sar presto tutto finito. Oldmeadow... sono i nostri sentimenti innaturali?
Indosso la divisa del Re, eppure non avevo mai visto un cadavere finora, tranne qualche giustiziato in catene e rivestito di pece. Mi sono sentito sopraffare... A toccarlo, voglio dire. Sono della Cornovaglia io, sapete. Con tal nome?
Non siamo tutti Tre, Poi e Pen. Dio, come geme il suo fasciame.  mutata la rotta? Non pu essere. Talbot, supponete... Cosa, signore? Nulla.
Indugiammo ancora, e io sentivo diffondersi il calore del brandy nelle mie vene, senza badare ad altro. Di l a poco, ecco Summers. Dietro di lui intravidi alcuni uomini che portavano un fardello verso il ponte. Summers stesso non si era ancora ripreso da un lieve pallore.
Brandy per voi, Summers? Scosse il capo.
Oldmeadow si alz in piedi. Mi ci vuole una boccata d'aria. Che stupido! Vado sul ponte. Che stupidaggine! Summers e io restammo quindi soli.
Mister Talbot, egli disse, sottovoce, avete parlato di giustizia.
Ebbene, signore?
Tenete un diario voi.
E allora?
Solo questo.
Annu allusivamente, poi si alz ed usc. Io rimasi dov'ero, pensando fra me quanto poco colui mi capisse, dopotutto. Non sapeva che avevo gi usato lo stesso diario... Non che intendessi presentare questo disadorno resoconto a uno il cui giudizio e la cui integrit...
Mio Signore, Vi compiaceste di consigliarmi di praticare l'arte dell'adulazione. Ma come posso tentarla con una persona che, infallibilmente, se n'accorge? Lasciate che Vi disobbedisca, solo in questo, e che non Vi aduli pi!
Ebbene, ho accusato il capitano di abuso di potere; e ho riferito anche le parole di Summers, secondo cui io stesso ne sarei in qualche misura responsabile. Non so che altro potrei fare, per servire la giustizia. La notte  fonda... ed  solo adesso, scrivendo queste parole, che mi rammento di quel manoscritto, nel quale il povero Colley forse adduce ulteriori prove della colpevolezza del Vostro figlioccio e della crudelt del capitano! Dar una scorsa a quelle pagine e poi mi metter a letto.
Ho appena finito di leggere e, oh Dio, quasi vorrei non avere mai cominciato. Povero, povero Colley, povero Robert James Colley! Billy Rogers, Summers che spara, Deverel e Cumbershum, Anderson, il minaccioso e crudele Anderson! Se giustizia c' al mondo... Ma vedete, da come scrivo, quanto sono agitato... E io... Io!
Filtra luce dal mio spioncino. Sta per spuntare il giorno. Che fare? Non posso consegnare la lettera di Colley - questa lettera senza principio n fine - non posso consegnarla al capitano... bench sia proprio quel che dovrei fare. Ma in tal caso verrebbe distrutta, Colley risulterebbe morto di febbre bassa e tutto finirebbe qui. La mia parte scomparirebbe con essa. Sottilizzo troppo? Anderson  il comandante, pu fare il buono e il cattivo tempo, pu addurre giustificazioni al suo operato. N io posso confidarmi con Summers.  in gioco la sua preziosa carriera. Egli sarebbe tenuto a dire che, pur avendo fatto
bene ad appropriarmi della lettera, non spettava a me distruggerla.
Ebbene. Non la distruggo. Seguo l'unica via che porta alla giustizia: alla giustizia naturale, intendo, piuttosto che quella del capitano e dei tribunali... E porgo le prove in mano alla Signoria Vostra. Egli dice che sar messo a terra. Se voi credete, come me, ch'egli abbia sconfinato dalla disciplina nella tirannia, ebbene, una parola detta da Voi all'orecchio giusto ve lo far restare.
E io? Io risulto, in questo resoconto, pi chiaro di quanto intendessi apparire, certamente. Quel che avevo in mente era una condotta consona alla mia condizione...
E va bene. Io pure.
Ah, Edmund, Edmund! Questa  follia metodista! Non ti credevi uomo di minore sensibilit che intelligenza? Non pensavi... anzi, non eri certo che la tua moralit, allegramente accettata, per gli uomini in genere, dovesse meno alla sensibilit e pi alle operazioni dell'intelletto? Qui v' ancor pi di quanto desidereresti lacerare e non esibire! Ma ho letto e scritto tutta notte e posso essere scusato se ho la testa un po' vuota. Nulla  reale e io sto mezzo sognando. Prendo la colla e l'attacco qui, quella lettera. Entrer a far parte del Manoscritto Talbot.
Sua sorella non dovr mai sapere. Ecco un'altra ragione per non mostrare quella lettera. Egli  morto di febbre bassa... Ah, quella povera donna a proravia morr anch'essa di qualcosa del genere, prima che s'arrivi. Colla, ho detto? Deve essercene un po', da qualche parte. Uno zoccolo di Bessie. Wheeler lo sapr, l'onnisciente, ubiquo Wheeler. E debbo tenere tutto sotto chiave. Questo diario ormai  micidiale, come un fucile carico.
La prima pagina, o forse le prime due, sono scomparse. Gliel'ho viste in mano, mentre si recava, nell'estasi della sbornia, a testa alta, con un sorriso sulle labbra come fosse gi in cielo...
Poi si sar addormentato, d'un sonno pesante, e al risveglio... al risveglio ci sar stato un momento di vuoto... una lacuna in cui egli non seppe neppure chi fosse... poi ricorda, pian piano... si ricorda del Reverendo Robert James Colley.
No. Non mi va di immaginarlo. Sono andato a trovarlo, quella prima volta... Le mie parole, forse, gli portarono alla memoria tutto quello che aveva perduto. La stima di se stesso? Il
rispetto dei suoi simili? La mia amicizia? La mia protezione? Allora, allora, in preda all'angoscia afferra la lettera, la accartoccia, la getta via come getterebbe via il ricordo se potesse... la nasconde sotto il letto, la ficca pi in fondo che pu, incapace a sostenerne anche il pensiero...
La mia immaginazione  falsa. Certo egli ha voluto morire, ma non per questo, non per nulla di ci, non per un singolo, per un casuale...
Avesse commesso omicidio... o fosse quel che fosse...
 una pazzia, un'assurdit. Quali donne vi sono a quella estremit della nave, per lui?
E io? Avrei potuto salvarlo, avessi pensato di meno alle conseguenze per me e di meno altres al rischio di venire annoiato!
Oh, quelle giudiziose opinioni, quelle interessanti osservazioni, quegli sprazzi di spirito con cui un tempo mi proponevo d'intrattenere la Signoria Vostra! Ecco invece una scarna descrizione delle commissioni di Anderson e delle mie... omissioni.
Vostra Signoria ora pu leggere:
la lettera di colley
quindi ho disteso un velo sopra quelle che sono state le pi dolorose e meno edificanti delle mie esperienze. La nausea, prolungandosi, ha reso un po' meno distinte nella mia memoria quelle prime ore; e non tenter di descriverti particolareggiatamente l'aria stantia, le goffe brutalit, le bizzarrie, le imprecazioni cui un passeggero  esposto, anche se sacerdote, su una nave come questa. Ma ora mi sono abbastanza ripreso dal mal di stomaco, per poter reggere in mano una penna; e non posso fare a meno di rammentare il momento dell'imbarco. Sfuggito alle grinfie di un'orda di creature senza nome sulla costa e condotto a bordo in maniera oltremodo costosa; sollevato sul ponte da una sorta di frombola - qualcosa di simile, ma pi complicato, all'altalena appesa al ramo di quel faggio dietro il pollaio - mi trovai di fronte un giovane ufficiale il quale portava un cannocchiale sotto il braccio.
Anzich rivolgersi a me come un gentiluomo dovrebbe comportarsi con un altro gentiluomo, costui si rivolse a un collega e fece la seguente osservazione:
Oh, D..., un parroco! Il vecchio Bisbetico andr su tutte le furie.
Questo  solo un esempio di quel che ero in procinto di soffrire. Non dettaglier il resto poich sono passati tanti giorni, cara sorella, da quando diedi addio alle coste della Vecchia Albione. Bench io mi senta abbastanza in forze da sedere alla calatoia che mi serve da scrivania, da tavolo, da leggio e prie-Dieu, non me la sento ancora di avventurarmi oltre. Il mio primo dovere deve essere (dopo quelli del mio sacerdozio) quello di rendere me stesso noto al nostro valoroso capitano, che vive due piani sopra noi (o due ponti, come ora devo chiamarli). Spero ch'egli mi consenta di affidare questa missiva a una nave procedente in senso inverso, affinch tu riceva al pi presto mie nuove. Poco fa  venuto Phillips (il nostro valletto) qui da me, in questa piccola cabina (proprio mentre ti stavo scrivendo) a portarmi un brodino e mi ha sconsigliato una visita prematura al Capitano Anderson. Prima debbo rimettermi in forze - dice - andare a mangiare nel salone anzich qui in cabina (quel tanto di cibo che riesco a trattenere) e fare un po' di moto nel corridoio o sul ponte centrale, ch'egli chiama coperta, e che si trova tutt'attorno all'albero maggiore.
Bench incapace di mangiare, sono uscito e oh, cara sorella mia, che sventato che fui a lamentarmi della mia sorte.  un paradiso terrestre, anzi marino. Il sole  tepido, come una naturale benedizione. Il mare luccica come le code dell'uccello di Giunone (vale a dire il pavone) quali se ne vedono sulle terrazze di Manston Place! (Non omettere di mostrare tutto quel po' d'attenzione che sia possibile in detto luogo, mi raccomando.) Il godimento di tal scena  medicina tanto buona quanto un uomo pu desiderare allorch esaltato da quella parte delle Sacre Scritture che conviensi al giorno dato. Una vela comparve all'orizzonte e io recitai una breve preghiera per la nostra incolumit sempre secondo il suo volere. Per quanto urtato dal comportamento di ufficiali e marinai, nell'amore e nelle premure del nostro redentore io ho un 'ncora pi sicura di quante non ne abbia questo vascello. Oser confidarti che mentre quella strana vela scompariva all'orizzonte - non era mai comparsa interamente al di sopra di esso, peraltro - mi sorpresi a sognare ad occhi aperti che ci avessero assaltato e ch'io compissi atti di coraggio non, invero, adatti a un ministro della Chiesa; ma persino da ragazzo io sognavo talvolta di procurarmi fama e fortuna al fianco dell'Eroe d'Inghilterra! Il peccato era veniale, e sollecito fu il pentimento. I nostri eroi mi circondavano da ogni parte ed  a loro che io debbo officiare.
Ebbene, potevo quasi desiderare una battaglia per il loro bene! Essi svolgono le loro mansioni, nudo il maschio torace, i capelli ricciuti raccolti in una crocchia, le brache attillate ai fianchi e scampanate alle caviglie, come le froge di uno stallone. Si trastullano con disinvoltura, a cento piedi d'altezza. Non credere, ti prego, alle storie narrate da uomini viziosi e non cristiani, sul loro brutale trattamento. Non ho visto n udito di fustigazioni. Nulla  accaduto di pi drastico di una giudiziosa punizione, proporzionata alla manchevolezza, impartita a un guardiamarina, che d'analoghe n'avr subite, e altrettanto stoicamente, a scuola.
Devo darti un'idea della societ in mezzo alla quale vivr per non so quanti mesi. Noi - di ceto elevato cio - abbiamo i nostri alloggi a poppavia, vale a dire nella parte posteriore della nave. All'altra estremit vi sono invece gli alloggi dell'equipaggio e dei passeggeri di rango inferiore, cio gli emigranti. Ad essi si accede per due ingressi, situati nel castello di prua. Il ponte del castello di prua mena al sorprendente mondo del bompresso. Tu sarai avvezza, com'io ero, a pensare a un bompresso (ricorda la nave in bottiglia di Mister Wembury) come a un bastone che si proietta dalla prora di una nave. Macch! devo informarti che un bompresso  un vero e proprio albero, bench disposto quasi orizzontale. Ha i suoi pennoni, la sua testa di moro, le sue briglie e le sue drizze. Inoltre, come gli altri alberi di nave possono paragonarsi a grandi alberi della terra fra i cui rami i marinai s'arrampicano, cos il bompresso  una sorta di strada, ripida invero, ma sulla quale essi camminano o corrono. Misura pi di tre piedi di diametro. Gli alberi, gli altri bastoni, sono di tale grossezza! Neppure il pi grande frassino di Saker's Wood ha abbastanza massa per fornire di tali mostri! Quando penso che un'azione di guerra o, cosa ancor pi sgomentante, un atto della Natura potrebbe svellerli o schiantarli come si svelle una carota o se ne schiantano le foglie, mi prende una sorta di terrore. Ma non temo per la mia incolumit. Mi atterrisce, bens, la maest della macchina bellica e poi, per una curiosa estensione di tal sentimento, una sorta di reverente timore mi afferra al pensiero di quegli esseri cui  gioia e dovere controllare una tal macchina al servizio del loro dio o del loro Re. Non esprime forse Sofocle (tragediografo greco) un analogo pensiero nel coro del suo Filottete? Ma io divago.
L'aria  tiepida, a volte calda, il sole ci accarezza con mano cos vivace! Dobbiamo temerlo, potrebbe abbatterci! Sono conscio, pur mentre seggo qui alla scrivania, di un tepore alle guance, dovuto ai suoi raggi. Il cielo stamani era d'un limpidissimo azzurro, eppure non pi lucente n pi denso dell'azzurro, punteggiato di bianco, del mare. Una gioia, osservare quella curva possente che la punta del bompresso, del nostro bompresso, incessantemente descrive sopra la netta linea dell'orizzonte!
...
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Il giorno dopo.
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...
Sono pi forte e pi capace di mangiare. Phillips dice che ben presto staranno tutti bene. Eppure il tempo  in certo qual modo mutato. Mentre ieri era sereno e luminoso, oggi abbiamo scarso o punto vento e una bianca foschia ricopre il mare. Il bompresso - che nei giorni scorsi mi procurava un attacco di nausea dietro l'altro se fossi tanto avventato da fissarvi su l'attenzione - sta fermo. Invero, l'aspetto del nostro piccolo mondo  cambiato almeno tre volte da quando la Cara Patria affond - anzi, parve affondare - fra le onde. Dove, mi chiedo, dove sono i boschi e i campi rigogliosi, i fiori, la chiesa di grigia pietra ove tu e io abbiamo pregato per tutta la vita, quel camposanto ove i nostri diletti genitori - anzi, le spoglie terrene dei nostri cari, che certo hanno ricevuto in Cielo la loro ricompensa - dove, mi chiedo, sono tutte le scene familiari ch'erano per entrambi noi la sostanza della vita? La mente umana  inadeguata a tale situazione. Dico a me stesso che c' una qualche materiale realt che congiunge il luogo in cui io mi trovo al luogo dove mi trovavo prima, proprio come una strada congiunge la Compton Bassa alla Alta. L'intelletto concorda, ma il cuore non trova, in ci, alcuna certezza. A mo' di rimprovero, dico a me stesso che nostro signore  qui quanto l; o piuttosto che qua e l possono essere lo stesso ai suoi occhi.
Sono stato di nuovo sul ponte. La foschia pareva pi densa, eppure faceva caldo. La gente s'intravede appena. La nave  ferma, le vele pendono. I miei passi risuonavano innaturalmente rumorosi e non m'andava d'udirli. Non vidi alcun passeggero sul ponte. Non s'udiva alcun cigolio in tutto il nostro fasciame e, quando m'azzardai a sporgermi, non vidi increspatura alcuna, non un bioccolo di spuma, nel mare.
Bene! Sono di nuovo me stesso. Appena appena.
Ero fuori fra quei caldi vapori da pochi minuti, quando un fulmine, bianco accecante, saett dalla nebbia a dritta e si abbatt sul mare. Il rombo, simultaneo alla luce, mi assord. Prima che avessi tempo di scappare, altri tuoni rombarono e la pioggia prese a scrosciare a torrenti. Veramente si spalancarono le cateratte del cielo. Grosse gocce rimbalzavano un metro sul ponte. Dalla murata al corridoio non vi sono che pochi passi, eppure ero zuppo quando giunsi al coperto. Mi spogliai fin dove il pudore consente, e poi sedetti a scrivere questa lettera, ma non poco scosso. Per un quarto d'ora circa - vorrei avere un orologio - i tremendi fulmini seguitarono a cadere e la pioggia a scrosciare.
Adesso la tempesta si allontana brontolando. Il sole illumina quel che riesce a raggiungere nel corridoio. Una lieve brezza
ci fa cigolare, sciabordare e spumare, spingendoci innanzi. Il sole, ho detto,  ricomparso; ma solo per tramontare.
Quel che dimora in me, a parte il vivace ricordo delle mie apprensioni,  non solo il senso della sua terribilit e il senso della maest della sua creazione, ma soprattutto il senso dello splendore del nostro vascello, piuttosto che della sua trivialit e piccolezza.  come se pensassi che questa nave  un mondo a s, un universo in piccolo, ove noi si debba trascorrere la vita e ricevere o il premio o il castigo meritato. M'auguro che tale pensiero non sia empio. Strano , ed  forte.
Non mi abbandona ancora. Caduto il vento sono uscito di nuovo. Adesso  notte. Non so dirti quanto sembrano alti i suoi alberi contro le stelle, quanto grandi eppure ariose le sue vele, quanto lontane dal ponte le acque luccicanti alla luna. Rimasi immobile presso la battagliola per non so quanto tempo. Mentre ero l il vento cess del tutto sicch il luccichio delle stelle sull'acqua increspata diede luogo a un nero e piatto nulla: tutto era mistero. Mi atterr e mi volsi. Mi trovai a faccia a faccia con Mister Smiles, l'ufficiale di rotta, il cui viso appena si intravedeva. Phillips mi ha detto che Mister Smiles, sotto il capitano,  responsabile della navigazione del nostro vascello.
Mister Smiles, ditemi quanto sono profonde queste acque.
Egli  uno strano uomo, come gi so.  dedito a lunghe riflessioni, costanti osservazioni. E ben gli si addice il suo nome, poich ha una sorta di sorridente distacco che lo distingue dai suoi simili.
Chi pu dirlo, Mister Colley?
Risi a disagio. Lui s'avvicin e mi scrut in volto.  pi basso persino di me, e sai ch'io non sono certo un uomo alto.
Queste acque potrebbero esser profonde pi di un miglio... di due miglia... chi pu dirlo? Si potrebbero sondare, ma di solito non viene fatto: non ce n' bisogno.
Pi d'un miglio!
Mi sentivo venir meno, tant'ero sopraffatto. Eccoci qua, sospesi fra la terra in fondo al mare ed il cielo come una noce sul ramo o una foglia sullo stagno. Non riesco a comunicarti, cara sorella, il mio senso di orrore, o debbo dire il senso d'essere noi anime viventi in questo luogo ove certo nessun uomo dovrebbe trovarsi!
Scrissi quanto sopra ieri sera alla luce di una costosa candela. Lo sai quanto parsimonioso debbo essere. Eppure mi devo concedere, se non altro, il lusso di un po' di luce.  in circostanze come l'attuale che un uomo (ancorch ricorra pienamente ai conforti della religione disponibili alla sua individuale natura) ha bisogno di umana compagnia. Eppure le dame e i gentiluomini che con me viaggiano su questa nave non rispondono con alacre allegria ai miei saluti. Pensai dapprima che fossero come suol dirsi timorosi del parroco. Interrogai Phillips al riguardo, ripetutamente. Forse non avrei dovuto! Lui non dovrebbe essere al corrente di divisioni sociali che non lo riguardano. Sennonch mi rispose che fra i marinai si ritiene che un prete su una nave  come una donna su un battello da pesca: porta sfortuna. Questa bassa e reprensibile superstizione non pu, tuttavia, valere per le dame e i gentiluomini. Non pu essere questa la spiegazione. Mi parve ieri di cogliere un indizio di tale loro indefinibile indifferenza verso di me. Abbiamo fra noi il famoso, o lasciami dire famigerato, libero pensatore Mister Prettiman, amico di repubblicani e giacobini. Lo guardano quasi tutti, penso, con antipatia.  basso e tarchiato. Ha il cranio calvo circondato da un'aureola - mamma mia, che infelice metafora - di capelli arruffati che gli coprono le orecchie e la nuca.  un uomo eccentrico, dai moti violenti, facile ad indignarsi. Le signore lo evitano e l'unica che gli tiene testa  una certa Miss Granham, gi in l con gli anni e tanto salda, credo, nei suoi princpi da potersi sentire sicura anche quando lui si scalda o monta in collera. C' poi un'altra giovane dama, certa Miss Brocklebank, di singolare bellezza, di cui... non dico pi nulla altrimenti mi prenderesti per malizioso. Penso che lei, perlomeno, non guarda tuo fratello di mal occhio! Sennonch  molto occupata con l'indisposizione di sua madre, la quale soffre pi ancora di me di mal di mare.
Ho lasciato per ultima la descrizione di un giovane signore che spero e confido divenga mio amico nel corso del viaggio.  un rampollo della nostra aristocrazia, con tutta la nobilt di portamento che tale nascita comporta. Mi sono fatto tanto ardito da salutarlo in varie occasioni, e lui mi ha graziosamente risposto. Il suo esempio pu far molto fra gli altri passeggeri.
Stamani sono uscito di nuovo sul ponte. Una brezza si era levata durante la notte, ma ora  caduta. Le vele pendono e c' foschia anche a mezzod. Di nuovo, e con la stessa terrificante
rapidit,  scoppiato un temporale di spaventosa violenza. Scappai in cabina con un tal senso del nostro pericolo, a causa degli elementi scatenati, con noi sospesi qui fra cielo e mare, che a stento riuscii a congiungere le mani in preghiera. Per a poco a poco tornai in me e trovai pace bench fuori tutto fosse tumulto. Rammentai a me stesso, come avrei dovuto far prima, che un'anima buona, una buona azione, un buon pensiero e pi un tocco della Grazia Divina  maggiore di tutte queste sconfinate miglia di vapori e acque agitate, spaventosa vastit, sgomentante maestosit! Invero, pensai, seppure con una certa esitazione, forse gli uomini malvagi, nella loro morte ignorante, possono trovare qui l'atrocit in cui dovranno dimorare a causa della loro depravazione. Vedi, cara sorella, che la stranezza dell'ambiente, la debolezza conseguente alla mia prolungata nausea e una naturale diffidenza che mi induce anche troppo rapidamente a ritirarmi nel mio guscio, hanno prodotto in me qualcosa di non dissimile da un temporaneo disordine dell'intelletto! Mi venne fatto di pensare a un uccello marino che grida come una di quelle anime perse cui ho alluso! Ringraziai dio umilmente che mi fosse concesso di scoprire tale fantasia in me prima che diventasse una credenza.
Mi sono levato dal mio letargo. Ho visto almeno un possibile motivo dell'indifferenza da cui mi sento circondato. Non mi sono ancor fatto conoscere dal capitano e ci pu esser stato preso come mancanza di riguardo. Sono deciso a chiarire il malinteso al pi presto. Andr da lui e gli esprimer il mio sincero rincrescimento per la mancata santificazione della festa, a causa della mia indisposizione, dato che su questa nave non c' un cappellano. Debbo sradicare dalla mia mente il poco generoso sospetto che, qui a bordo, io abbia riscosso dagli ufficiali minori cortesie di quante spettano al mio abito talare. I nostri animosi difensori non possono essere, certo, di tal fatta. Passegger ora un poco sul ponte, per prepararmi alla visita al capitano. Ricordando la mia antica diffidenza nell'affrontare l'Autorit, tu mi puoi ben capire!
Sono stato di nuovo sul ponte centrale e ho parlato di nuovo con l'ufficiale di rotta. Stava sul lato sinistro del vascello e fissava l'orizzonte con la sua particolare intensit; o meglio, l dove l'orizzonte sarebbe dovuto essere.
Buon giorno, Mister Smiles! Sarei pi felice se questi vapori si diradassero.
Egli mi sorrise con quel suo misterioso distacco.
Molto bene, signore. Vedr quel che posso fare.
Risi a tale facezia. Il suo buon umore mi fece ritrovare me stesso. Al fine di esorcizzare quelle curiose sensazioni di stranezza del mondo andai presso la murata della nave, mi appoggiai alla battagliola e guardai gi, ove il fasciame del nostro enorme vascello s'incurva sopra i portelli dei cannoni. Il lento avanzare lasciava una leggera scia su quel mare che mi sforzai di osservare, per cos dire, freddamente. Il mio senso della profondit... Ma come dirlo? Ho visto molte gore o fiumi che sembravano altrettanto profondi! N v'era chiazza o segno in esso, ove la nostra nave lo divideva, non un solco nel mare insolcato del poeta Omero. Eppure mi trovai al cospetto di un nuovo enigma, che al poeta non si sarebbe presentato! (Devi sapere che si suppone che Omero fosse cieco.) Come pu l'acqua aggiunta all'acqua produrre opacit? Quale impedimento alla vista pu opporre un'incolore trasparenza? Non vediamo forse attraverso il vetro e il diamante e il cristallo? Non vediamo forse il sole e la luna e gli altri astri minori attraverso incommensurabili strati d'aria? Eppure l, quel ch'era nero e luccicante di notte, grigio sotto le nubi in tempestosa scorribanda, ora si faceva a poco a poco azzurro e verde sotto il sole che infine sbuc dalla foschia.
Perch dovrei io, chierico, uomo di dio, conoscitore dei robusti anche se fallaci intelletti di questo e del secolo passato, capace di valutarli per quel che sono - perch, dico, dovrebbe la natura materiale del globo interessarmi, eccitarmi e turbarmi cos tanto? Coloro che fanno naufragio nel mare! Non posso pensare alla nostra cara Patria senza guardare oltre l'orizzonte (nella mia fantasia, naturalmente), cercando di calcolare quel segmento di acqua e terra e terribile abisso che posso immaginare di dover attraversare con lo sguardo al fine di guardare nella tua direzione e in quella del nostro - lasciami dire nostro - villaggio! Debbo chiedere a Mister Smiles, che certo s'intende di matematica, qual  il preciso numero di gradi che  necessario guardare al di sotto dell'orizzonte! Quanto incommensurabilmente strano sar, agli Antipodi, guardare la fibbia delle mie scarpe e supporre che tu... perdonami, di nuovo, questa fantasia! Pensa che, l, anche le stelle saranno ignote e la luna  capovolta!
Basta con le fantasie. Ora vado a farmi conoscere dal capitano. Forse avr modo di intrattenerlo con le oziose fantasie appena riferite.
Ho avvicinato il capitano e ti narrer i fatti nudi e crudi, se ci riesco. Ho le dita che quasi non riescono a reggere la penna. Lo vedi dalla calligrafia.
Ebbene, mi vestii con pi cura del solito, uscii dalla cabina e salii le scale che portano al ponte di comando. Qui si trovano il timone e la bussola. Il Capitano Anderson e il suo Primo ufficiale, Mister Summers, stavano presso la bussola. Il momento era inopportuno ed attesi. Alfine smisero di parlare. Il capitano si allontan e io lo seguii, pensando fosse il momento adatto. Ma lui, appena arrivato alla battagliola di poppa, si volse; io, siccome lo seguivo da vicino, dovetti scansarmi, in modo che sar apparso poco consono alla dignit del mio sacro ministero. Mi ero appena rimesso in equilibrio, quand'egli emise un ringhio come fosse colpa mia, anzich sua. Io pronunciai due parole d'introduzione, ch'egli interruppe con un grugnito. Quindi disse, senza darsi la minima briga di mostrarsi un po' civile:
I passeggeri vengono sul cassero solo se invitati. Non gradisco che mi si importuni, signore. Tornate a proravia e tenetevi sottovento.
Sottovento, capitano?
Venni tratto di lato. Un guardiamarina mi stava tirando verso il timone e, di l, nonostante le mie proteste, mi trascin sul lato opposto della nave. Mi sibilava nelle orecchie. Quel lato del ponte, comunque si chiami, da cui tira il vento,  riservato al capitano. Avevo quindi commesso un errore ma non vedevo come potessi essere in colpa se non per ignoranza, naturale in uno che non  mai stato in mare finora. Eppure sospetto che l'asprezza del capitano nei miei confronti non vada spiegata cos prontamente. Si tratter di settarismo? In tal caso, come umile servo della Chiesa Anglicana - la Chiesa Cattolica d'Inghilterra - che allarga le braccia caritatevolmente a tutti i peccatori, non posso che deplorare tale discriminante testardaggine. O se non si tratta di settarismo, bens di disprezzo sociale, la situazione  altrettanto seria... anzi, quasi altrettanto. Io sono un ministro del culto, diretto agli Antipodi ove mi attende una onorevole, ancorch umile, carica. Il capitano non ha alcun diritto di guardarmi dall'alto in basso, ancor meno di quanto ne avessero i canonici o gli altri chierici che incontrai due volte in casa di Sua Eccellenza il Vescovo. Ho deciso pertanto di uscire pi di frequente dalla mia oscurit ed esibire il mio abito talare a questo signore e ai passeggeri in generale, di modo che ove non rispettino me, rispettino almeno il mio abito! Spero nell'appoggio di Mister Talbot, di Miss Brocklebank e di Miss Granham...  evidente che debbo tornare dal capitano, presentargli le mie scuse sincere per l'involontaria mancanza, e quindi sollevare la questione del Santificare la Festa. Intendo offrire l'Eucaristia alle dame e ai gentiluomini e, naturalmente, ai marinai che lo desiderino. C', temo, molto da migliorare nella condotta degli affari a bordo di questa nave. C', ad esempio, una quotidiana cerimonia di cui avevo sentito parlare e vorrei ora tentare di impedire - poich sai quanto paternamente Sua Eccellenza il Vescovo condanna l'ubriachezza nei ceti pi bassi! Ci  purtroppo quanto accade qui: ai marinai si d, regolarmente, del liquore! Un ulteriore motivo per istituire il culto dev'essere l'opportunit che esso offre di trattare l'argomento. Torner dal capitano e avvier un processo di rabbonimento. Debbo, invero, essere tutto per tutti.
Ho tentato di farlo ed ho miseramente fallito in maniera umiliante. Era, come ti dissi, mio intento salire sul ponte di comando, scusarmi per la precedente mancanza, chiedergli il permesso di usarne e poi sollevare la questione del culto regolare. A stento riesco ad indurmi a riferirti la penosa scena che segu al mio ben intenzionato tentativo di farmi notare dagli ufficiali e dai gentiluomini. Non appena ebbi scritto il precedente paragrafo, mi recai nella parte inferiore del cassero dove uno dei sottotenenti stava presso i due uomini al timone. Mi tolsi il cappello e gli rivolsi un amabile commento.
Il tempo si  fatto pi bello, signore.
Il sottotenente mi ignor. Ma non fu questo il peggio. Venne dalla battagliola poppiera della nave una sorta di ringhiante ruggito.
Mister Colley! Venite qui, signore!
Non era il tipo d'invito che speravo. Non mi piacquero n il tono n le parole. Ma questo era nulla in confronto a quel che segu quando m'avvicinai al capitano.
Mister Colley! Desiderate sovvertire tutti i miei ufficiali? Sovvertirli, signore? Appunto, signore. C' un errore...
 vostro, signore. Conoscete i poteri del capitano di una nave?
Essi sono giustamente estesi. Ma in quanto ministro del culto...
Voi siete un passeggero, sir, n pi n meno. Inoltre, non vi comportate decentemente come gli altri... Signore!
Siete un seccatore, sir! Foste imbarcato su questa nave senza che me ne fosse dato preavviso. Maggior cortesia mi si usa riguardo a una balla o un barile, signore. Vi feci quindi credito, signore, che sapeste leggere...
Leggere, capitano? Certo che so leggere. Ma, nonostante i miei ordini scritti, non appena vi siete ripreso dal mal di mare, due volte avete avvicinato ed esasperato i miei ufficiali...
Non ne so niente, non ho letto niente... Si tratta del mio Regolamento, signore, affisso bene in vista presso i vostri alloggi.
La mia attenzione non fu mai attratta... Sciocchezze, signore. Voi avete un valletto e le norme sono affisse.
La mia attenzione...
L'ignoranza delle leggi non  ammessa. Se volete avere la stessa libert di cui godono gli altri passeggeri nella parte poppiera della nave... o non gradite vivere fra dame e gentiluomini, signore? Andate a leggere il Regolamento!  mio diritto...
Leggetelo, sir. E imparatelo a memoria. Ma come! Mi trattate come uno scolaretto? Vi tratto come uno scolaretto, signore, se cos voglio, e vi metto ai ferri se cos voglio, o vi faccio frustare se voglio, o vi faccio appendere a un pennone se voglio... Signore! Signore! Dubitate della mia autorit?
Capii tutto. Come il mio povero giovane amico Josh - ricordi Josh? - il Capitano Anderson  pazzo. Josh sembrava normale, finch non si parlava di rane. Allora la sua mania veniva fuori, e tutti potevano udirlo e in seguito, ahim, anche vederlo. Ecco dunque il Capitano Anderson fissarsi su di me, purtroppo, nella sua maniaca ricerca di qualcuno da umiliare. Non potevo che cercare di ammansirlo poich, pazzo o no, era certo capace di tradurre in atto le sue minacce. Gli risposi con quanta pi scioltezza potessi, ma con voce - temo - troppo timorosa e tremula.
Vi dar retta, capitano.
Eseguirete i miei ordini.
Mi volsi e mi ritirai in silenzio. Non appena mi fui allontanato da lui mi avvidi di essere fradicio di sudore, eppure avevo stranamente freddo, sebbene la faccia, per contrasto, mi scottasse. Scoprii in me la voglia profonda di non vedere volto alcuno, non incontrare alcuno sguardo. Quanto ai miei occhi... stavo piangendo! Vorrei poter dire che erano lacrime di rabbia virile, ma invero erano di vergogna. Sulla terraferma, un uomo viene punito dalla Corona. In mare,  punito dal capitano che  visibilmente presente mentre la Corona non lo . In mare, l'umanit di un parroco deve soffrire.  una sorta di contesa... non  strano? Sicch gli uomini... Ma io divago. Basti dire che tornai, tastoni, in prossimit della mia cabina. Quando gli occhi mi si furono schiariti, tornato un po' in me, cercai il Regolamento affisso. E lo vidi difatti alla parete. Ricordai anche che, mentre ero in preda al mal di mare, Phillips mi aveva accennato a certe norme, a un regolamento... ma solo chi ha provato il mal di mare pu rendersi conto di che scarsa impressione facciano le parole su chi si trova in tale stato di malessere. Comunque le norme erano l. Purtroppo - per non dire altro - io avevo peccato di negligenza. Il Regolamento era affisso sotto vetro.
Il vetro era alquanto appannato, per il condensarsi del vapore atmosferico. Ma riuscii a leggere la scrittura, di cui riporto qui la parte rilevante:
I passeggeri non debbono in alcun caso rivolgere la parola agli ufficiali che svolgono mansioni sulla nave. In nessun caso debbono rivolgersi all'ufficiale di guardia, durante le sue ore di servizio, se non da lui espressamente interrogati.
Vidi dunque in che odiosa situazione mi trovavo. L'ufficiale di guardia, ragionai, doveva essere il Primo ufficiale, che era insieme al capitano, e al mio secondo tentativo il sottotenente che stava presso gli uomini al timone. La mia colpa era involontaria ma non per questo meno reale. Sebbene le maniere usate dal Capitano Anderson con me non fossero, e mai probabilmente saranno, quelle di un gentiluomo verso un altro gentiluomo, eppure bisognava che in qualche modo gli chiedessi scusa e, attraverso di lui, mi scusassi con quegli altri ufficiali da me involontariamente ostacolati nello svolgimento delle loro mansioni. D'altro canto, la sopportazione deve far parte delle virt del mio magistero. Quindi, rapidamente e con facilit mandai a memoria le parole essenziali e subito tornai su quei ponti elevati che in linguaggio marinaro si designano, nel loro complesso, come cassero. Il vento si era irrobustito alquanto. Il Capitano Anderson camminava su e gi lungo la murata, il Sottotenente Summers stava parlando con un altro sottotenente presso il timone, dove due marinai guidavano la nostra nave nel suo tragitto fra i flutti. Mister Summers indic una qualche cima fra le tante del sartiame. Un giovane che stava dietro i sottotenenti port una mano al cappello e scese agilmente le scale per le quali ero salito. Mi appressai al capitano, ed attesi che egli si girasse.
Il Capitano Anderson pass attraverso di me!
Vorrei che cos avesse fatto, alla lettera... eppure l'iperbole non  inadeguata. Doveva essere immerso in profondi pensieri. Mi colp alla spalla con un braccio gesticolante e poi con il petto mi colp sulla faccia, sicch io barcollai e poi caddi lungo disteso sulle assi del ponte!
Ripresi fiato a gran fatica. Il capo mi ronzava per la testata data sull'assito. Anzi l per l parve che non uno ma due capitani mi guardassero. Mi ci voile del tempo a capire che mi si stava rivolgendo la parola.
Alzatevi, signore! Tiratevi su subito! Non c' dunque limite alla vostra impertinente follia?
Annaspavo per raccattare cappello e bastone. Non mi bastava il fiato per rispondere.
Capitano... mi chiedeste...
Non vi ho chiesto niente, io, signore. Vi ho dato un ordine.
Le mie scuse...
Non vi ho chiesto delle scuse. Non siamo in terraferma, bens in mare. Le vostre scuse mi lasciano indifferente. Cionondimeno...
C'era - mi parve, e ne fui atterrito - una tale fissit nel suo sguardo, una vampa di collera in tutto il suo viso, che temetti mi stesse per saltare addosso. Aveva un pugno alzato e confesso che mi ritrassi di qualche passo, senza replicare. Ma poi lui colp col pugno il palmo dell'altra mano.
Debbo essere importunato di continuo, sul mio ponte di comando, dal primo villano che capita?  cos? Dite, signore! Intendo... chieder scusa...
Mi interessa di pi, signore, la vostra persona, ch' pi evidente della vostra anima, e che ha contratto l'abitudine di trovarsi nel luogo sbagliato al momento sbagliato... Ripetete la vostra lezione, signore!
Mi sentii la faccia gonfia. Dovevo essere soffuso di rosso al pari di lui. Sudavo sempre pi abbondantemente. La testa continuava a ronzarmi. I sottotenenti stavano studiando attenti l'orizzonte. I due marinai al timone parevano di bronzo. Credo che emisi un singulto. Le parole che avevo mandato a memoria mi sfuggirono di mente. Vedevo tutto appannato attraverso le lacrime. Il capitano brontol, un tantino (almeno spero) meno furiosamente.
Suvvia, signore. Ripetete la lezione. Datemi tempo di rammentare... Molto bene. Tornate un'altra volta. Intesi? Gli dovetti rispondere qualcosa, poich egli chiuse il colloquio con un possente ruggito.
Ebbene, signore, che cosa aspettate? Non tanto tornai nella mia cabina, quanto vi scappai. Mentre mi avvicinavo alla seconda rampa di scale vidi Mister Talbot e i due giovani ch'erano con lui - altri tre testimoni della mia umiliazione - i quali si ritrassero frettolosi nel corridoio. Io caddi gi per le scale - scalette, credo debbansi chiamare - mi precipitai nella mia cabina e mi buttai sul letto. Tremavo tutto, i denti mi battevano. Riuscivo a stento a respirare. Mi avrebbe colto una sincope, un accidenti, un colpo... qualcosa che ponesse insomma fine alla mia vita, o alla mia ragione perlomeno... se non avessi udito Mister Talbot dire, con ferma voce, a uno dei due giovani qualcosa come: Suvvia, un gentiluomo non si compiace di vedere un altro gentiluomo perseguitato! Udendo queste parole le lacrime mi sgorgarono copiose, con benefico effetto salutare. Dio benedica Mister Talbot! Ecco un vero gentiluomo a bordo di questa nave, e prego che prima di giungere a destinazione possa chiamarlo Amico e rivelargli quanto abbia significato per me la sua considerazione! Anzi, mi inginocchiai presso la cuccetta e resi grazie per la sua considerazione e comprensione... per la sua nobile carit! Pregai per entrambi noi. Solo dopo fui in grado di sedere a questo tavolo ed esaminare la situazione con una certa razionale freddezza.
Comunque, pensa e ripensa, vidi una cosa abbastanza chiaramente. Non appena la vidi, mi prese paura di nuovo. Non v'era - non v' dubbio - ch'io sono oggetto di una particolare animosit da parte del capitano! Fu con un brivido somigliante al terrore ch'io ricreai, nella mente, il momento in cui egli era - com'ebbi ad esprimermi gi - passato attraverso di me. Poich vidi, ora, che non era stato un incidente. Il suo braccio, allorch mi colp, non era a caso agitato ma, bens, si allung con insolito impeto per colpirmi, e a ci tenne dietro lo spintone, il colpo di petto, che mi scaravent per terra. Capii, o il mio corpo cap, grazie a qualche facolt straordinaria, che il Capitano Anderson mi aveva abbattuto a bella posta. Egli  nemico della religione: pu trattarsi soltanto di questo! Oh, che anima nera!
Le lacrime mi avevano purificato lo spirito. Esausto, ero, ma non sconfitto. Pensai, prima, al mio abito talare. Egli aveva tentato di disonorarlo; ma mi dissi che solo io potevo tanto, casomai. N poteva egli disonorare me come suo simile poich io non avevo commesso alcuna colpa, alcun peccato, tranne quello veniale di omettere di leggere il suo Regolamento! Per questo, la mia malattia era pi da biasimarsi di me. Vero, ero stato sciocco ed ero forse oggetto di scherno e divertimento per gli ufficiali e gli altri gentiluomini, ad eccezione di Mister Talbot. Ma - e lo dissi in tutta umilt - anche il mio Maestro lo sarebbe! Al che cominciai a capire che la situazione - per aspra ed ingiusta che potesse sembrare - era per me una lezione. Egli abbassa i superbi ed esalta gli umili e i miti. Umile io sono per necessit di fronte ai poteri brutali che sono inerenti all'autocrazia assoluta. Mite, pertanto, dovevo mostrarmi. Mia cara sorella...
Eppure  strano. Quel che ti scrivo  troppo doloroso per mostrarlo ai tuoi occhi. Bisogner che alteri, corregga, attenui. Eppure...
Se non a mia sorella, allora a chi? A te? Pu essere che come i tuoi santi d'un tempo (in particolare Sant'Agostino) io mi rivolga a te, o misericordioso redentore?
A lungo ho pregato. Questo pensiero mi aveva fatto cadere in ginocchio: fu al contempo una pena e una consolazione. Poi riuscii a scansarlo, poich troppo elevato per me. Aver... oh, invero, non toccato il lembo di quelle vesti... ma aver gettato uno sguardo solo su quei piedi... mi riport una chiara visione di me stesso e del mio stato. Mi sedetti, allora, a riflettere.
Conclusi, infine, che sarebbe opportuno fare una di queste due cose. Prima cosa: non ritornare mai pi sul cassero, e per tutta la durata del viaggio tenermi alteramente in disparte, con dignit. Seconda cosa: recarmi sul cassero, recitare al capitano il suo Regolamento e, siccome vi saranno presenti altri signori, aggiungere qualche fredda annotazione, qual Ed ora, Capitano Anderson, non vi importuner pi e quindi ritirarmi, per non ripresentarmi mai pi in quella parte della nave, in nessun caso - a meno che il capitano stesso non si abbassasse (il che non credo) a chiedermi scusa.
Ho trascorso qualche tempo ad emendare e raffinare il mio discorso d'addio. Ma pu darsi che egli non mi conceda il tempo di pronunciarlo.  maestro nella battuta che ti mozza brutalmente la parola. Allora, meglio seguire la prima linea di condotta e non dargli pi occasione di insultarmi.
Confesso che provai un gran sollievo, nel giungere a codesta decisione. Con l'aiuto della provvidenza posso anche riuscire ad evitarlo, fino alla fine del viaggio. Tuttavia il mio primo dovere, da cristiano,  perdonarlo, per mostro ch'egli sia. Ci riuscii, ma non senza ricorso a ferventi preghiere, pensando al castigo che altrimenti m'attenderebbe davanti al suo trono. Anch'egli  un tuo fratello - mi dissi - tu sei il suo custode - e pregai per entrambi.
Dopodich, al pari d'un novello Robinson Crusoe (per trastullarmi un momento con la letteratura profana) mi misi a pensare quali parti del vascello mi restassero accessibili e potessero costituire (cos appunto mi espressi) il mio regno. Questo comprendeva la mia cabina, il corridoio qui fuori, il salone passeggeri, dove potevo ingerire quel tanto di nutrimento che sarei stato cos ardito da concedermi alla presenza di dame e gentiluomini che avevano assistito alla mia umiliazione. V'erano poi i luoghi di decenza da questa parte del vascello, e il ponte centrale (la coperta, Phillips lo chiama) fino alla riga bianca ai piedi dell'albero maestro che separa noi dalla gente comune, siano essi marinai siano emigranti. Su questo ponte andr a prendere aria, col bel tempo. L potr incontrare i pi ben disposti fra i gentiluomini, e fra le dame, anche. L - poich so che lo frequenta - potr forse ulteriormente approfondire l'amicizia con Mister Talbot.
Naturalmente, quando piove o tira vento, dovr contentarmi della cabina e del corridoio. Anche se rester confinato in queste zone, potr trascorrere senza troppi disagi i prossimi mesi ed evitare ci che pi  da temersi, una malinconia che conduce alla pazzia. Tutto andr bene.
Questa fu una decisione che mi diede pi piacere terreno, credo, di quant'altre cose mai abbia sperimentato da quando lasciai i luoghi natii, a me tanto cari. Immediatamente uscii e mi misi a passeggiare per la mia isola - il mio regno! - al contempo riflettendo su tutti quelli che vedrebbero in tale espansione del loro territorio una conquista di libert - voglio dire coloro che nel corso della storia sono stati imprigionati per una giusta causa. Quantunque io abbia - per cos dire - abdicato a quella parte del vascello che sarebbe prerogativa del mio abito talare frequentare - e quindi al mio rango nella nostra societ - tuttavia, in certo qual modo, il ponte centrale  preferibile al cassero. Anzi, non solo ho visto Mister Talbot passeggiare fino alla riga bianca, ma varcarla e recarsi fra la gente comune, in generosa e democratica libert!
Dopo aver scritto queste ultime parole, ho approfondito la mia conoscenza con Mister Talbot.  stato lui, nientemeno, a cercarmi. Egli  un sincero amico della religione!  venuto qui da me e m'ha pregato, in maniera aperta e franca, di rivolgere ai passeggeri stasera una breve allocuzione.
Cos ho fatto, nel salone passeggeri. Non dir che abbiano tutti prestato attenzione al mio discorso; e, degli ufficiali, solo uno era presente. Quindi mi sono rivolto in modo particolare a quei cuori che ritenevo pi aperti al mio messaggio: a una giovane dama assai devota e bella e allo stesso Mister Talbot, la cui devozione non solo onora lui personalmente ma, tramite lui, l'intero suo ceto. Ah, vorrei che tutta l'alta borghesia e l'aristocrazia inglesi fossero imbevute di tale spirito!
Dev'essere l'influenza del Capitano Anderson; o magari mi ignorano per buona educazione, per delicatezza: fatto sta che io saluto sempre le dame e i gentiluomini che incontro, ma essi di rado rispondono al saluto. Da tre giorni a questa parte, per, non  possibile salutare nessuno, n andare a passeggiare sul ponte, a causa del maltempo. Non sto male per come l'altra volta: sto diventando un vero marinaio! Mister Talbot, invece,  davvero malato! Ho chiesto a Phillips di lui e m'ha risposto, con evidente sarcasmo: per via di qualcosa che ha mangiato. Ho osato attraversare il corridoio e bussare alla sua porta, ma senza ottenere risposta. Osando ancor pi, sollevai il chiavistello ed entrai. Il giovane dormiva, con la barba lunga di diversi giorni. Non oso quasi riferire qui l'impressione che il suo sembiante addormentato mi fece... Somigliava al volto di colui che soffr per noi tutti... Mi chinai su di lui, spinto da un irresistibile impulso e - non mi inganno - avvertii il dolce aroma della santit, nel suo respiro. Non mi ritengo degno delle sue labbra, quindi premetti le mie - riverenti - sulla mano che sporgeva dalle coltri. Tale  il potere della bont, che mi ritrassi di l come da un santo altare.
Il tempo s' schiarito di nuovo. Torno a passeggiare sul ponte centrale; e le dame e i gentiluomini passeggiano sul ponte di poppa. Mi considero ormai buon marinaio: sono uscito all'aperto, io prima degli altri.
L'aria in questa cabina  calda e umida. Stiamo avvicinandoci alle pi calde regioni del globo. Siedo qui allo scrittoio in camicia e innominabili, e scrivo questa lettera - se lettera  -ch' in certo qual senso la mia unica amica. Confesso di sentirmi pi intimidito che mai dalle signore, da quando il capitano mi umili. Mister Talbot, mi dicono, va migliorando e lo si vede da qualche giorno in qua, ma si mostra assai diffidente e si tiene alla larga da me, forse per non mettermi in imbarazzo.
Dopo aver scritto quanto sopra sono uscito di nuovo sul ponte centrale. Ora  un luogo mite e riparato. Passeggiando, ho avuto modo di osservare da vicino i nostri bravi marinai, che noi gente di terra conosciamo cos poco. Sono essi che governano la nostra nave, che alzano e ammainano le vele, che si inerpicano pericolosamente su per le sartie, in precario equilibrio sui pennoni. Oh, cos in alto salgono! La loro opera  incessante
e necessaria - suppongo - a far procedere il vascello. E poi sono sempre intenti a pulire e pitturare. Creano meravigliose strutture con la semplice sostanza delle corde. Non sapevo quante cose si possono fare con le funi. M'era capitato di vedere, sulla terraferma, legno intagliato a somiglianza di corda; qui ho visto corde intagliate a imitazione del legno! Alcuni, anzi, scolpiscono il legno o il guscio di noci di cocco, oppure l'osso, o magari l'avorio. Alcuni fabbricano modellini di navi quali se ne vedono nelle vetrine di fondaci o taverne o locande nei quartieri del porto. Sembrano essere dotati d'infinita ingegnosit.
Tutto ci osservo con compiacenza da lontano, a ridosso della parete di legno donde partono le scale che menano l dove si trovano i passeggeri privilegiati. Lass  silenzio, o si ode appena un brusio di conversazione, oppure l'aspro suono di un ordine gridato. Ma a proravia, oltre la riga bianca, la gente lavora e canta e suona e gioca... s, poich come fanciulli essi giocano e danzano innocentemente al suono di qualche violino.  come se la giovinezza del mondo fosse in loro. Tutto ci mi ha reso perplesso. La nave  gremita a proravia. C' un drappello di soldati in uniforme, vi sono alcuni emigranti, e le donne appaiono comuni come gli uomini. Ma, allorch dimentico tutto il resto e mi soffermo sugli uomini d'equipaggio, essi mi stupiscono. Per lo pi, non sanno leggere n scrivere. Non sanno nulla di ci che gli ufficiali sanno. Per questi belli e maschi individui formano una completa... come devo chiamarla? Civilt no, poich non hanno alcuna citt. Societ pu darsi, salvo che in qualche modo sono congiunti ai loro superiori, e vi sono classi intermedie fra gli uni e gli altri (capicarico, sono chiamati) e poi sembrano esserci vari gradi di autorit fra gli stessi marinai. Cosa sono dunque, questi esseri al contempo cos liberi e cos dipendenti? Essi sono gente di mare, e io comincio a capire perch sono cos chiamati. Guardali, quando non hanno lavori da sbrigare, tenersi a braccetto o cingersi le spalle con un braccio. Dormono, a volte, sulle nude tavole del ponte, l'uno posando magari la testa sul petto dell'altro. Gl'innocenti piaceri dell'amicizia... di cui io, ahim, ho finora cos scarsa esperienza... la gioia d'una gentile fratellanza o persino quel legame fra due persone che - come dicono le Sacre Scritture - supera anche l'amore delle donne... dev'essere questo il cemento che insieme li unisce. Mi sembra, invero - a vederla da quello che ho scherzosamente definito il mio regno - che la vita,
nella parte prodiera del vascello, sia a volte persino da preferirsi a quella che si conduce a poppavia dell'albero di mezzana o addirittura a poppavia dell'albero di maestra. (L'esattezza di queste due frasi la debbo al mio valletto Phillips.) Purtroppo, la mia professione e la classe sociale che ad essa compete mi tengono fermo, qui, dove non vorrei essere.
Abbiamo avuto un periodo di maltempo, non pessimo ma tale da tenere le signore, quasi tutte, in cabina. Anche Mister Talbot non si muove dalla sua. Il mio valletto m'assicura che egli non  malato, eppure ho udito strani rumori da dietro alla sua porta chiusa. Ebbi l'ardire di offrirgli i miei servigi e fui al contempo sconcertato e impensierito quando udii il poveretto rispondermi ch'egli era assorto con l'anima sua in preghiera. Lungi, lungi da me il biasimarlo... no, no, non lo biasimo certo. Ma la voce sembrava estasiata! Temo molto che il giovane signore, nonostante il suo rango, sia in preda a quell'esagerata devozione, che la Chiesa riprova. Debbo aiutarlo e l'aiuter. Ma potr farlo solo quando sar guarito e di nuovo fra noi. Attacchi di una fede troppo appassionata sono da temersi pi di quelle febbri che colpiscono la gente dei tropici. Egli  un laico: e sar mio piacevole dovere riportarlo a quella decente moderazione che, s'io posso coniare una frase,  il genio della Chiesa d'Inghilterra.
Egli  riapparso; e mi evita, forse per l'imbarazzo d'essere stato scoperto in cos protratte devozioni; lo lascer stare, per il momento, e pregher per lui di giorno in giorno. E spero che, col tempo, arriveremo a reciproca intesa. Stamani lo salutai da lontano, mentre passeggiava sul cassero, ma lui fece finta di non notare nulla. Che amico nobile! Colui che fu tanto sollecito ad aiutare un altro non si degna, per s, di chiedere aiuto.
Stamani, in coperta, fui di nuovo spettatore di quel rito che tanto mi turba, con un misto di pena e ammirazione. Un barile viene portato sul ponte. I marinai si mettono in fila e a ciascuno viene servita una tazza del liquido contenuto nel barile, ch'egli beve dopo aver esclamato: Il Re! Che dio lo benedica! Vorrei che Sua Maest li vedesse. Lo so, certo, che quel liquido  una pozione diabolica e non mi sposto d'un'unghia o d'un pelo dalla mia convinzione che i liquori andrebbero vietati alle classi inferiori. Anzi, persino la birra sarebbe di troppo... ma gliela si conceda pure!
Per qui, qui in mezzo al vasto mare, sotto il torrido sole e
circondato da giovanotti abbronzati, nudi fino alla cintola - mani e piedi incalliti da onesto e pericoloso lavoro - le facce severe eppur franche temprate dalle intemperie dei sette mari - i riccioli folti e arruffati dal vento - qui, dico, se la mia convinzione non s' smantellata, s' per perlomeno modificata e mitigata. Guardando un giovanotto in particolare, vero figlio di Nettuno dalle larghe spalle e i fianchi schietti, sentii che almeno in parte quel che v' di maligno, nella diabolica bevanda, si redime a seconda di dove la si beve, e di chi la beve. Ch era come se quegli esseri, quei giovani uomini, o alcuni fra loro perlomeno - e uno di essi in particolare - fossero stirpe di giganti. Ricordai la leggenda di Talos, l'uomo di bronzo la cui artificiale struttura era piena di fuoco liquido. Mi parve che il liquido ardente [rum, si chiama), che una falsa benevolenza propina paternalisticamente ai marinai, fosse invero un icore (o sangue degli di, secondo i greci) degno in tutto e per tutti di quegli esseri semidivini di cos eroiche proporzioni! Qua e l, fra loro, i segni della disciplina erano visibili, ma essi esibivano con indifferenza, e persino con fierezza, tali marchi di scudisciate. Alcuni, arguii, li consideravano anzi segni di distinzione. Alcuni poi, e non tanto pochi, recavano sul corpo altre cicatrici, senz'altro onorevoli: queste ferite di spada, di pistola, di schegge o d'ascia d'arrembaggio. Nessuno di loro era mutilato; oppure soltanto in lieve misura - un dito, un occhio, un orecchio mancante - cos che il difetto funge quasi da medaglia. C'era uno, fra essi, che fra me io elessi a mio eroe. Non aveva che quattro o cinque graffi biancastri sul lato sinistro del suo franco ed amabile sembiante come se, al pari di Ercole, egli si fosse battuto con una belva. (Ercole, sai, si racconta che lott contro il leone nemeo.) I suoi piedi erano nudi e le gambe - al mio giovane eroe, alludo, non a quello leggendario - le sue gambe erano avvolte in brache attillatissime. Fui conquistato dalla grazia virile con cui tracann la sua tazza di liquore, e rimise il recipiente sopra il barilotto. Mi venne, allora, una strana fantasia. Ricordai d'avere letto, in qualche libro di storia, che quando Maria Stuarda, Regina di Scozia, giunse per la prima volta nel suo regno, fu data in suo onore una festa. Si narra che il suo collo fosse cos sottile e la sua pelle cos trasparente che, quand'ella sorbiva del vino, quel rosso liquore si scorgesse dall'esterno scorrere gi per la sua gola. Questo episodio ha sempre esercitato una possente influenza sul mio animo infantile. E ricordai
con quale fanciullesco piacere io allora immaginavo che la mia futura sposa avrebbe avuto lo stesso candore di pelle e belt di persona... in aggiunta s'intende ad altri pregi e virt della mente e dell'anima. Ma ora, siccome Mister Talbot mi evitava intimidito, mi trovavo - nel mio regno comprendente il corridoio, la cabina ed il ponte centrale - inaspettatamente spodestato, ed un nuovo monarca sul trono al mio posto! Che quel bronzeo giovanotto, con il suo fiammante icore (e mentre egli beveva a me sembrava di udire una fornace che ruggisse e, con l'occhio della mente, vidi il fuoco avvampare) per me non poteva essere altri che il Re! Abdicai volentieri e avrei desiderato inginocchiarmi davanti a lui. Il cuore mi usc quasi dal petto per l'appassionata voglia di condurre quel giovane al nostro redentore, primo e certo ricchissimo frutto di quella vigna che io sono destinato a vendemmiare.
Dopo ch'egli si fu allontanato dal barilotto, il mio occhio lo segu, mio malgrado. Ma egli and, ahim, l dov'io non potevo inoltrarmi. Corse lungo il quarto albero che giace quasi orizzontale, il bompresso voglio dire, con la sua complicata guarnitura di cime e paranchi e catene e aste e vele. Mi rammentai di quella annosa quercia, sulla quale tu e io eravamo soliti arrampicarci. Ma lui (il Re) corse fino alla cima del bompresso e, di l, guard gi verso il mare. Il suo corpo si muoveva agevolmente per contrastare il moto della nave. Solo con una spalla s'appoggiava a una cima, e vi stava tranquillo, come fosse appoggiato a un albero. Poi si volse, torn indietro di alcuni passi, e si distese sulla parte pi larga del bompresso, sicuro come io lo sarei nel mio letto. Certo, non v' nulla di pi splendidamente libero d'un giovane fra i rami d'uno degli alberi viaggianti di Sua Maest, come potrei chiamarli. O foreste, persino! L giaceva il Re, dunque, coronato di riccioli... Ma io sto diventando fantasioso.
Siamo in piena bonaccia. Mister Talbot mi evita ancora.  andato in giro per la nave e disceso nelle sue viscere come in cerca di qualche luogo ove, forse, poter dedicarsi alle sue devozioni senza essere disturbato. Mi spiace che il mio approccio inopportuno abbia fatto pi danno che bene. Prego per lui. Che altro pi potrei fare?
Siamo immobili. Il mare  una tavola. Non v' cielo ma solo
un torrido biancore che discende come una cortina da ogni parte, calando, per cos dire, fin sotto l'orizzonte, restringendo cos il cerchio d'oceano a noi visibile. Il cerchio stesso  d'un chiaro e luminescente azzurro. Di tanto in tanto un pesce turba la calma stagnante ed il silenzio, guizzando alla superficie. Eppure, anche quando nulla guizza, v' un costante brivido, fremiti e vibrazioni improvvise sul pelo dell'acqua, come se l'acqua stessa non fosse la patria e dimora di tutte le creature marine bens anche la pelle di un animale vivente, d'una bestia pi grande del leviatano. Il caldo e l'umidit, congiunti, sono cosa inconcepibile per chi non abbia mai lasciato l'amena valle dove noi siamo nati. La nostra stessa immobilit - e ci credo non si trovi menzionato nei resoconti di viaggi per mare - ha accresciuto gli effluvi che salgono dalle acque che ci attorniano. Ieri mattina ci fu una lieve brezza, ma ben presto cadde e di nuovo fummo fermi. Tutti tacciono a bordo, sicch il tocco della campanella rende un suono forte e strano. Oggi gli effluvi si sono fatti intollerabili, per l'insudiciarsi - inevitabile - dell'acqua intorno a noi. Le lance furono calate e la nave fu rimorchiata per un tratto, lontano dal fetore del tratto insudiciato. Fra poco, se non spira un po' di vento, si dovr farlo di nuovo. Nella mia cabina, io siedo o giaccio in camicia e brache ma, anche cos, trovo il caldo atroce. Le dame e i gentiluomini, anche loro, se ne restano in cabina, a letto credo, a sperare che il tempo muti presto e, si possa mutare di luogo. Soltanto Mister Talbot vaga come se non trovasse pace... povero giovane! Possa iddio assisterlo e soccorrerlo. Mi sono avvicinato a lui di nuovo, ma egli mi ha solo rivolto un breve inchino, con distacco. Non  ancora tempo.
Pressoch impossibile , certo, l'esercizio della virt! Richiede costante attenzione, costanti cautele... Ah, cara sorella mia, come si deve, tutti noi cristiani, fare continuo assegnamento sulla Grazia! C' stato un alterco. Non gi fra gli emigranti di proravia; bens qui, fra la gente per bene, anzi, fra gli stessi ufficiali.
Cos  stato. Io sedevo al mio scrittoio, ad appuntire una penna d'oca, quando udii un tafferuglio, nel corridoio, e delle voci, prima sommesse, poi alte.
Cane che non siete altro, Deverel! Vi ho visto uscire da quella cabina!
E voi, da parte vostra, Cumbershum, che facevate, voi, canaglia, l?
Date qua! Per D..., la voglio!
 ancora chiusa... Siete un cagnaccio infido, Cumbershum. La legger, lo giuro.
Il tafferuglio si fece rumoroso. Io ero in brache e camicia, senza scarpe n calze, la parrucca appesa a un chiodo. Il linguaggio divenne osceno e blasfemo a tal punto, che non potevo lasciar certo correre. Senza pensare al mio aspetto, mi precipitai fuori della cabina e trovai i due ufficiali che si accapigliavano per il possesso di una missiva.
Esclamai: Miei signori! Miei signori! Agguantai il pi vicino per la spalla. Essi smisero di battersi e si volsero verso di me.
Chi diavolo  costui, Cumbershum? Il parroco, credo. Andate, signore, e badate ai fatti vostri. Sto badando ai fatti miei, amici cari, e vi esorto in nome della Carit Cristiana a desistere da questo indecoroso litigio, da questo disdicevole linguaggio, e fare pace.
Il Sottotenente Deverel stette a guardarci con la bocca aperta. Corpo di mille fulmini!
L'altro ufficiale, il Sottotenente Cumbershum, mi punt contro un dito, tanto violentemente che, se non mi fossi ritratto, me l'avrebbe ficcato in un occhio.
Chi vi ha dato, perbacco, il permesso di predicare su questa nave?
Bravo, Cumbershum, ben detto.
Lasciate fare a me, Deverel. Ebbene, parroco - se tale voi siete - mostrateci la vostra autorit. Autorit?
Dann...! Il vostro brevetto! Brevetto?
Licenza, la si chiama, Cumbershum, vecchio mio, licenza da predicatore. Giusto, prete: mostrate la vostra licenza.
Restai interdetto, anzi, confuso. Fatto sta - e lo annoto qui perch tu passi parola ad altri giovani ecclesiastici in procinto di imbarcarsi per un tale viaggio - ch'io avevo messo la licenza rilasciatami da Sua Eccellenza il Vescovo, assieme ad altre carte da me non ritenute necessarie per il momento, nel baule che era
stato caricato da qualche parte entro le viscere del vascello. Tentai di spiegare ci in breve ai signori ufficiali, ma Mister Deverel mi interruppe bruscamente.
Levatevi di torno, sir, o dovr portarvi davanti al capitano!
Confesso che questa minaccia mi fece tornare di corsa in cabina in preda a trepidazione. Per un momento o due mi consolai pensando che, dopotutto, ero riuscito a spegnere la loro collera, ch li sentii ridere sonoramente, allontanandosi. Ma poi mi resi conto che tale insensata ilarit era probabilmente dovuta all'errore da me commesso nel presentarmi loro in sottabito nonch alla mia fuga di fronte alla loro minaccia. Era chiaro ch'io ero in colpa per essermi mostrato in pubblico in tenuta non sancita dal costume e non consona al decoro. Mi vestii in tutta fretta, senza dimenticare il baverino, ancorch, dato il caldo, mi desse assai fastidio. Mi spiacque che sottana e cappuccio fossero anch'essi nel baule, con gli altri impedimenta. Alla fine, rivestito di almeno una parte dei visibili emblemi della dignit e dell'autorit del mio magistero, uscii dalla cabina. Ma, naturalmente, quei due ufficiali non si vedevano da nessuna parte.
Gi, trovandoci noi in zona equatoriale, dopo un paio di minuti ch'ero tutto cos abbigliato, ero zuppo di sudore. Uscii sul ponte centrale, ma non trovai alcun sollievo dal caldo. Tornai nel corridoio e quindi in cabina, per mettermi pi comodo. Non sapevo che fare. Avrei potuto, senza i paramenti del mio sacerdozio, venire scambiato per un emigrante! Mi erano vietati rapporti con le dame e i gentiluomini e non mi era stata concessa occasione, a parte quella prima, di rivolgermi ai marinai. Eppure, sopportare il caldo e l'umidit con indumenti adeguati al paesaggio inglese, sembrava impossibile.
Obbedendo a un impulso derivante, temo, meno dalla pratica cristiana che non dalla lettura di autori classici, aprii le Sacre Scritture e - prima di rendermi ben conto di quel che stessi facendo - feci ricorso a una specie di Sortes Virgilianae - ovvero consultazione d'oracolo - cosa che ho sempre considerato riprovevole, anche qualora impiegata dal pi santo dei servi del Signore.
Le parole su cui cadde il mio sguardo furono dunque le seguenti, dal Secondo Libro delle Cronache (VIII, 7-8): ...degli Hittiti, degli Amorrei, dei Ferezei, degli Hivvei e dei Gebusei, che non erano di Israele...
Queste parole io, l per l, applicai al Capitano Anderson e ai Sottotenenti Deverel e Cumbershum... Ma poi subito dopo caddi in ginocchio e implorai perdono!
Registro qui questa veniale offesa semplicemente al fine di dimostrare quanto sia assurdo il comportamento, quanto arduo sia comprendere, insomma quanto lascino perplessi le stranezze di questa vita, in questa strana parte della terra, fra queste genti strane e a bordo di questa strana nave inglese che insieme mi trasporta e mi incarcera! (Mi rendo conto, naturalmente, della divertente paronomasia della parola trasporto e spero che la lettura di essa ti offra un po' di svago!)
Riprendiamo. Dopo avere recitato le mie devozioni a lungo, mi chiesi cosa convenisse fare onde evitare, in futuro, qualsiasi errore circa la mia santificata identit. Mi svestii di nuovo, restando in brache e camicia, e, cos svestito, con il piccolo specchio che adopero per radermi mi esaminai da capo a piedi. Non fu impresa facile. Ricordi quel buco lasciato da un nodo del legno, nel nostro granaio, attraverso il quale, fanciulli, eravamo soliti spiare l'arrivo di Jonathan o della nostra povera, santa mamma o del fattore di Sua Signoria, Mister Jolly? E ricordi, inoltre, che, quando si era stanchi d'aspettare, si cercava, muovendo la testa, di abbracciare con lo sguardo quanto pi mondo fosse possibile, attraverso quel buco? E si faceva conto d'essere noi padroni di tutto quel che si riusciva a vedere, da Seven Acre fin su in cima alla collina? In tal modo io contorsi me stesso dinanzi allo specchio e lo specchio innanzi a me! Ma eccomi dunque qua - se mai verr spedita questa lettera - ad insegnare a un membro del Gentil Sesso come adoperare uno specchio, e l'arte - oser chiamarla cos? - dell'auto-ammirazione! Nel mio caso,  ovvio, uso questa parola nel senso originario di sorpresa e stupore, anzich di autocompiacimento! V'era molto di che stupirsi in ci che vidi e ben poco da approvare. Non avevo pienamente compreso, in precedenza, con quanta asprezza il sole pu trattare il sembiante maschile che sia esposto ai suoi raggi quasi verticali.
I miei capelli, come sai, sono di colore chiaro e indefinito. Mi accorsi che la tosatura da te effettuata, il giorno prima della mia partenza - a causa certo del nostro mutuo affanno - era stata piuttosto irregolare. Tale irregolarit sembra essersi accentuata, anzich diminuire livellandosi col passare del tempo, sicch la mia testa era, all'aspetto, non dissimile da un campo malmietuto e coperto di stoppie disuguali. Siccome non ero riuscito a radermi durante la prima nausea (questo termine proviene, invero, dalla parola greca che indica la nave!) e poi avevo temuto di farlo, nel periodo successivo, allorch il mare era agitato - e poi ho seguitato a dilazionare, temendo il dolore che avrei inflitto alla mia cute riarsa dal sole - insomma, la parte inferiore del mio viso era irta di setole. Non lunghe, poich la mia barba cresce assai lentamente, ma di vario colore. Fra queste due zone boschive - se cos posso chiamarle - vale a dire scalpo e barba - il Re Sole aveva esercitato tutta la sua potenza. Una banda pi rosea, sulla fronte, demarcava la zona che la parrucca aveva protetto dai raggi roventi. Al di sotto di tal fascia, la mia fronte era color prugna e qua e l spellata. Il naso e le gote erano d'un rosso acceso come fuoco. Vidi subito che m'ingannavo della grossa, se supponevo che, mostrandomi in camicia e brache e in cotal guisa, avrei esercitato l'autorit inerente alla mia professione. No... non sono forse costoro proprio quelli che giudicano un uomo dalla sua uniforme? La mia uniforme - come debbo, in tutta umilt, chiamarla - dev'esser sobriamente nera, con il puro candore di lini candeggiati e di candeggiati capelli, soli ornamenti dell'Uomo Spirituale. Per gli ufficiali e gli uomini d'equipaggio, un ecclesiastico senza baverino e parrucca non conterebbe pi d'un accattone.
 vero, fu l'improvviso suono d'un alterco e il desiderio di ben fare a strapparmi alla mia reclusione, ma ero da biasimare lo stesso. Tirai il fiato e provai una specie di paura, raffigurando me stesso come dovevo essere loro apparso: a testa nuda, non rasato, riarso dal sole, svestito! Fu con confusione e vergogna che rammentai le parole a me, individualmente, rivolte al momento della mia Ordinazione: parole che terr sempre sacre, data l'occasione e dato il sant'uomo che le pronunci: Evitate la scrupolosit, Colley, e presentate sempre un aspetto decente. Era quella che vedevo nello specchio della mia immaginazione, dunque, la figura di un bracciante nel paese ove i campi son biondi per la falce. Fra coloro con cui ora dimoro, un aspetto rispettabile  non semplicemente un desidertum, bens un sine qua non. (Voglio dire, mia cara, non solo desiderabile ma indispensabile.) Decisi l per l di avere pi cura di me stesso. Quando incedessi per quel che ritenevo il mio regno, non
soltanto sarei uomo di dio, ma - anche - si vedrebbe che sono uomo di dio!
Le cose vanno un po' meglio.  venuto il Sottotenente Sum-mers e ha chiesto, per favore, di parlare con me. Gli ho risposto attraverso la porta, pregandolo di non entrare poich non ero acconciamente abbigliato per un colloquio. Egli assent, ma a bassa voce come se temesse ch'altri sentissero. Mi chiese perdono per il fatto che non v'erano pi stati servizi religiosi nel salone. Egli aveva ripetutamente sondato i passeggeri e incontrato indifferenza. Gli chiesi se l'avesse chiesto anche a Mister Talbot e lui, dopo una pausa, mi rispose che Mister Talbot era troppo occupato dai suoi affari. Per lui, Mister Summers, pensava che vi fosse la possibilit di tenere quella ch'egli chiam una piccola riunione, la prossima domenica. Mi venne da gridare, attraverso la porta, con una passione piuttosto inconsueta al mio temperamento:
 una nave senza Dio, questa!
Mister Summers non replic.
Allora soggiunsi: Ci  dovuto all'influenza di una certa persona!
Al che udii Mister Summers cambiare posizione, fuori della porta, come se si fosse d'un tratto guardato intorno. Poi mi disse, bisbigliando: Vi prego, Mister Colley, di non intrattenere siffatti pensieri! Una piccola riunione, sir... un paio di inni, una lettura e una benedizione...
Colsi allora l'occasione per fargli notare che un servizio mattutino sul ponte centrale sarebbe pi adeguato; ma il Sottotenente Summers replic, con quel che credo fosse un certo grado d'imbarazzo, che non era possibile. Quindi si ritir.
 comunque una piccola vittoria per la religione. No... chi sa quando quel cuore di pietra sar indotto a cedere, poich cedere infine dovr.
Ho scoperto il nome del mio Giovane Eroe. Si chiama Billy Rogers, uno scapestratello, temo, il cui fanciullesco cuore non  stato ancor toccato dalla Grazia. Cercher di avere modo di parlargli.
Ho trascorso un'ora a radermi!  stato invero molto doloroso, e non posso dire che il risultato giustifichi la fatica. Comunque  cosa fatta.
Udendo un insolito rumore, uscii nel corridoio. Mentre uscivo, sentii il ponte inclinarsi sotto di me - seppur lievemente -
ma ahim! pochi giorni di calma totale mi hanno reso inetto al moto e ho perduto il piede marino che pensavo di aver acquistato. Fui costretto a ritirarmi in cabina e sdraiarmi. Qui, avvertii che era sorto un po' di vento, favorevole, agevole e leggero. Avanziamo di nuovo. E sebbene non me la sentissi l per l di affidarmi alle gambe, provai quell'elevazione dello spirito che deve provare qualsiasi viaggiatore quando dopo una sosta o impedimento si trova ad essere di nuovo in cammino verso la sua destinazione.
Un giorno di riposo  sintetizzato nella riga che ho tracciato sopra queste parole. Sono uscito e ho girato, pur tenendomi alla larga dai passeggeri e dall'equipaggio il pi possibile. Debbo ripresentarmi a loro, per cos dire, gradualmente, finch vedranno in me non pi un pagliaccio a capo nudo ma un uomo di Dio. I marinai sono intenti al loro normale lavoro, chi tira una cima, chi ne molla un'altra, ma con pi allegria del solito, e con pi alacrit. Il rumore del nostro progredire, fendendo le acque, s' fatto pi udibile. Persino io, uomo di terra quale sono e rester, sono sensibile a una certa leggerezza nel vascello come se anch'esso fosse, non gi inanimato, ma partecipasse alla gioia generale! Si vedevano ovunque i marinai arrampicarsi su bracci e pennoni... Alludo, naturalmente, a quell'armamentario che permette al vento di farci avanzare verso la desiderata meta. Procediamo verso sud, con il continente africano alla nostra sinistra, ma assai lontano. I marinai hanno ulteriormente aumentato la superficie velica, aggiungendo altre vele di tela pi leggera, appese ad appositi pennoni supplementari. (Noterai come, prestando attenzione ai discorsi che odo intorno a me, io mi sia impratichito della lingua dei naviganti.) Queste vele di rinforzo accrescono la nostra velocit e, anzi, ho appena udito un guardiamarina gridare ad un altro - ometto un'infelice imprecazione - Guarda, come la vecchia signora (alludendo alla nave) solleva le sottane e corre e corre! Forse, quelle vele supplementari sono appunto chiamate sottane in gergo nautico; ch non puoi immaginare con quanta sconvenienza i marinai e persino gli ufficiali chiamano le varie attrezzature del vascello! Ci avviene anche in presenza di un sacerdote e di dame, come se i marinai fossero affatto inconsapevoli di quello che dicono.
Di nuovo  trascorso un giorno fra due paragrafi! Il vento  cessato e la mia lieve indisposizione con esso. Mi sono vestito, e rasato di nuovo persino, e sono uscito a passeggiar sul ponte centrale. Debbo cercare - credo - di definire per te la posizione in cui mi trovo rispetto agli altri gentiluomini, per non dire delle dame. Da quando il capitano mi inflisse una pubblica umiliazione, mi rendo purtroppo conto che, fra tutti i passeggeri, io mi trovo nella pi singolare situazione. Non so come descrivertela, poich le mie impressioni mutano di giorno in giorno, anzi di ora in ora, quando penso a come gli altri mi vedono. Non fosse per il valletto Phillips e per il Primo ufficiale Summers, non parlerei con alcuno; poich il povero Mister Talbot o  indisposto o si muove inquietamente verso quel che posso solo supporre sia una crisi di fede, in cui sarebbe mio dovere e profondo piacere aiutarlo, ma mi evita. Non vuole infliggere le sue pene ad alcuno! Quanto al resto dei passeggeri e ufficiali, talvolta sospetto che, influenzati dall'atteggiamento del Capitano Anderson, essi guardino me ed il mio officio con frivola indifferenza. Poi, il momento seguente, suppongo che sia una sorta di delicatezza, che non sempre si riscontra fra i nostri conterranei, a impedire loro di rivolgermi l'attenzione. Forse - dico soltanto forse - v' in essi l'inclinazione a lasciarmi perdere e far finta che nessuno abbia notato nulla! Le dame, ben s'intende, non possono mica avvicinarsi a me per prime, e io penserei male d'una che lo facesse. Ma ci (poich limito i miei movimenti a quella zona che ho, per scherzo, chiamato il mio regno) ha fatto di me un isolato, e tale isolamento mi fa soffrire pi di quanto non potessi supporre. Bisogna che ci cambi! Ne sono decisissimo! Se indifferenza oppure delicatezza impediscono loro di rivolgersi a me, ebbene, che sia io a farmi ardito e a rivolgermi loro!
Sono uscito di nuovo sul ponte centrale. Le dame e i gentiluomini - quelli fra loro che non erano rimasti nelle loro cabine - passeggiavano sul cassero, ch' proibito a me. Io m'inchinai da lontano per mostrare loro quanto desideri un qualche familiare rapporto ma, essendo la distanza troppo grande, essi non mi notarono. Certo, fu per via della scarsa luce e della distanza. Non per altri motivi. La nave  immota, le sue vele pendono gi, rugose come vecchie guance cascanti. Dopo aver riguardato la strana parata sul cassero - ch, qui, su questa nave tutto  strano - mi volsi verso la parte prodiera, e vidi qualcosa di
nuovo e non meno strano. I marinai stavano fissando quel che a tutta prima pensai fosse un tendone, davanti al castello di prua - davanti, intendo, rispetto al punto in cui io mi trovavo, sotto le scalette che portano al cassero - e, l per l, pensai che fosse un riparo contro il sole. Ma il sole sta calando e, siccome abbiamo mangiato gli animali, le stie sono state disfatte, quindi il riparo non proteggerebbe nulla. Eppoi, il materiale di cui quella presunta tettoia era composto sembrava troppo pesante, a tale scopo. Viene steso attraverso il ponte ad altezza delle murate, alle quali  appeso, mediante corde. I marinai chiamano codesta stoffa tarpaulin se non sbaglio, e per questo gli stessi marinai sono chiamati, in gergo, tarpaulins, o tars. Dal nome appunto di tale tela incerata.
Dopo aver scritto quanto sopra, mi rimisi parrucca e giubba (non mi vedranno pi se non acconciamente abbigliato) e tornai in coperta. Di tutte le stranezze in questo luogo alla fine del mondo di certo il mutamento sulla nave , in questo momento, la pi strana. V' silenzio, rotto solo da scoppi di risa. I marinai, dando segni di gioia, calano secchi oltre il bordo mediante carrucole, o bozzelli com'essi li chiamano, e tirano su acqua di mare - che dev'essere, temo, molto impura poich siamo fermi da ore - e la versano entro il tendone, che ora si  gonfiato per il peso. Non pu certo, ci, accelerare il nostro cammino - non vedo come - inoltre certuni fra i marinai (incluso il mio Giovane Eroe, temo) hanno per cos dire fatto i loro naturali bisogni entro quel che non  pi un tendone o una tettoia bens, ora, una pozza. Ci in una nave, dove per la vicinanza del mare, tali necessit si assolvono in modo che si direbbe preferibile a quello che il nostro stato decaduto rende necessario sulla terraferma! Ero disgustato a tal vista e stavo tornandomene in cabina quando fui coinvolto in uno strano avvenimento. Phillips venne di fretta verso di me e stava per parlare quando una voce parl o piuttosto grid da una parte del corridoio:
Silenzio, Phillips, cane!
Phillips guard nella penombra, dalla quale emerse non altri che Mister Cumbershum, che lo fulmin con lo sguardo. Il valletto allora si ritrasse e Cumbershum rimase a guardarmi. Non mi piaceva e non mi piace quell'uomo.  un altro Anderson, direi, o lo sarebbe se fosse il comandante. Rientrai in cabina, in tutta fretta. Mi tolsi la giubba, la parrucca e il baverino e mi
misi a pregare. Avevo appena cominciato quando udii timidamente bussare alla porta. L'aprii e mi trovai di fronte Phillips, di nuovo.
Egli disse, bisbigliando: Mister Colley, signore, vi prego...
Phillips, cane! Scendi da basso o ti faccio frustare!
Guardai intorno, stupefatto. Era Cumbershum di nuovo, e Deverel con lui. Tuttavia l per l li riconobbi solo al timbro della voce di Cumbershum e all'eleganza di Deverel, ch anch'essi erano senza giubba e cappello. Vedendo me - che m'ero ripromesso di non farmi pi vedere cos - scoppiarono a ridere. Quel riso aveva invero un che di maniacale. Vidi ch'erano alticci, tutt'e due, in certa misura. Nascondevano qualcosa fra le mani. S'inchinarono con cortesia che trovai eccessivamente cerimoniosa e insincera. Rientrai in cabina. Eppure - mi dissi
- Deverel  un gentiluomo. Non pu, certo, volermi fare del male.
La nave  straordinariamente silenziosa. Poco fa ho udito un trepestio di passi nel corridoio. Tutti quelli rimasti in cabina ne uscivano per dirigersi sopra coperta. Non v' dubbio: c' una qualche riunione sul cassero. Solo io ne sono escluso!
Sono uscito di nuovo. Sgusciai fuori, nella luce strana, nonostante le mie risoluzioni sulle vesti. Il corridoio era avvolto nel silenzio. Solo un confuso mormorio proveniva dalla cabina di Mister Talbot. Mi venne una gran voglia di andare da lui e implorare la sua protezione; ma sapevo che stava pregando. Sgattaiolai, dal corridoio, sul ponte centrale. Quel che vidi mi rester per sempre impresso nella mente. Rimasi, per cos dire, pietrificato. Il nostro settore della nave - i due ponti di poppa
- era gremito di passeggeri e ufficiali che, zitti, stavano a guardare fissi innanzi a s. E ne avevano ben donde! Mai si vide una cosa simile! Nessuna penna, nessuna matita - neppure quella del pi grande artista di tutti i tempi - potrebbe renderne l'idea. La nostra immensa nave era immobile e le vele pendevano flosce. A dritta il sole rosso tramontava e a sinistra la luna piena stava sorgendo, l'un astro di rimpetto all'altro. E sembravano guardarsi, e l'uno modificare la luce dell'altro globo. Sulla terra, tale spettacolo non sarebbe mai visibile a causa dell'interporsi di colline, alberi e case, ma nel mezzo del mare si vede, da ogni parte, fino ai bordi del mondo. Qui chiaramente si scorge la stessa bilancia di dio.
Tal bilancia s'inclin, la doppia luce svan e noi fummo scolpiti in ebano ed avorio dalla luna. I marinai venivano appendendo lampioncini al sartiame, qua e l, a decine, e vidi che avevano eretto qualcosa di simile alla cattedra d'un vescovo, presso quel pancione di tela cerata. Cominciai a capire. E a tremare. Ero solo! S, su quella vasta nave, con le sue innumerevoli anime, io ero solo in un luogo ove a un tratto temetti la giustizia di dio non mitigata dalla sua misericordia. D'un tratto temetti sia iddio sia l'uomo! Tornai barcollando in cabina, e cercai di pregare, pregare...
il giorno dopo
A stento reggo questa penna in mano. Debbo e voglio riprendere la mia compostezza. Quello che uno fa pu insozzarlo, non gi quel che subisce da altri. La vergogna - per quanto mi bruci - mi  stata inflitta, mio malgrado.
Avevo recitato le orazioni, ma ero triste, e in preda a nostalgia. Mi svestii, rimanendo in camicia, ed ecco che bussarono alla porta. Ero gi - per dirla schietta - pieno di paura. Quei colpi all'uscio completarono la mia confusione. Bench avessi fatto delle ipotesi sulle orrende cerimonie di cui sarei presto vittima, pensai l per l ad un naufragio, a un incendio, collisione, a uno scontro con la flotta nemica. Gridai, credo.
Che c'? Cosa c'?
Al che una voce rispose, forte come quei colpi alla porta.
Aprite!
Risposi, in preda al panico: No, no... sono svestito... ma che c'?
Segu una breve pausa poi la voce mi rispose, orrendamente.
Robert James Colley, voi siete chiamato a giudizio!
Quelle parole, cos inattese e terribili, mi sbigottirono. Bench sapessi ch'era voce umana, quella, mi si contrasse il cuore e io solo so quanto violentemente dovetti comprimere le mani su esso, poich porto ancora un livido sul costato. Gridai, in risposta all'atroce appello:
No, no! Non sono in alcun modo pronto... voglio dire... sono spogliato...
Al che la stessa ultraterrena voce e con accenti ancor pi tremendi pronunci la frase seguente:
Robert James Colley, voi dovete comparire innanzi al trono!
Queste parole - eppure, parte della mia mente lo sapeva che era uno scherzo - mi mozzarono il respiro. Andai per tirare il catenaccio, ma la porta, in quella, si spalanc. Due grandi figure, con teste da incubo, grandi occhi ed enorme bocca munita di zanne, mi saltarono addosso. Un panno mi avvolse la testa. Fui preso e trascinato via da una forza irresistibile, e i miei piedi non toccavano le tavole del ponte se non ogni tanto. Non sono - lo so - uno che capisce al volo. Per alcuni momenti, io credo, fui reso del tutto insensibile. Tornai in me udendo voci e grida e diaboliche risa. Un minimo di presenza di spirito, per, mentre venivo trascinato cos, ravvolto in quel panno, mi indusse a gridare: Aiuto! Aiuto! e a supplicare brevemente il mio redentore.
Mi tolsero il panno da intorno alla testa e vidi quella scena illuminata dai lampioni con chiarezza, anche troppa chiarezza.
Il ponte di prua era gremito e v'erano, in prima fila, figure da incubo come quelle che m'avevano rapito. Colui che sedeva sul trono era barbuto e coronato di fiamma e reggeva un gran forcone a tre punte, nella destra. Torcendo il collo, vidi che la parte poppiera della nave - di spettanza ai miei pari - era gremita anch'essa di spettatori. Ma v'erano cos poche lanterne, sul cassero, che non potei distinguere alcun volto, e neppure ebbi tempo di cercare con lo sguardo un qualche amico, poich ero in balia dei miei detentori. Ebbi modo di valutare meglio la situazione, e la crudelt dello scherzo, per cui parte della mia paura fu inghiottita dalla vergogna, che provavo a comparire cos, davanti a gentiluomini e dame - per non dir altro - mezzo ignudo. Io, che m'ero riproposto di non mostrarmi mai se non bardato dei paramenti dell'Uomo Spirituale! Tentai, sorridendo, di impetrare da loro un qualche indumento - come se stessi allo scherzo - ma tutto si svolgeva troppo rapidamente. Fui fatto inginocchiare innanzi al trono non senza spinte e strette e botte, che mi tolsero quel po' di respiro che avevo ripreso. Prima che io riuscissi a farmi udire, una domanda venne a me rivolta, con tale rozzezza che non voglio rammentarla, e tanto meno segnarla qui. Come aprii la bocca per protestare, mi venne riempita di una sostanza cos nauseabonda, che mi viene un conato di vomito, solo a ripensarci. Per un po' di tempo - non so quanto - questa operazione si ripet; e se io non
aprivo la bocca, mi veniva spalmata sul viso. Le domande, una dopo l'altra, erano di tale natura che non posso riferirne alcuna. N potevano esser state concepite se non dalla pi depravata delle menti. Eppure, ognuna veniva accolta da una tempesta di applausi e da quell'orribile suono inglese che sbigottisce persino i nemici. Allora mi resi conto - la verit si fece a forza strada nel mio animo -: il nemico ero io!
Non poteva esser cos, naturalmente. Erano, forse, ebbri di diabolico liquore - eran fuori di s - non poteva essere cos. Ma nella confusione e - per me - nell'orrore di quella situazione, il pensiero che mi agghiacci il sangue nelle vene fu questo appunto: il nemico ero io!
A tali eccessi pu la gente semplice e comune essere condotta dal cattivo esempio di chi dovrebbe invece guidarla verso il bene! Infine il capo della sconcia festa si degn di rivolgersi a me: Siete un vile, lurido individuo e dovete essere mondato!
Altra pena, altra nausea e altro mancamento di fiato, sicch avevo una paura disperata di morire l per l, vittima del loro crudele trastullo. Proprio mentre pensavo che la mia fine fosse giunta, fui spinto all'indietro con estrema violenza entro quella pozza d'acqua lercia. Ed ecco pi ancora di quel ch'era strano e tremendo per me. Non avevo fatto loro alcun male. Si erano divertiti alle mie spalle, come gli era piaciuto. Eppur adesso, mentre annaspavo per uscire da quella pozza inquinata, udii quel che le povere vittime del Terrore francese dovevano udire nei loro ultimi istanti e oh!...  pi crudele ancora della morte, senz'altro lo ... dev'essere proprio cos... niente, niente che gli uomini possano farsi a vicenda pu venire paragonato a quel ringhioso, lussurioso, tempestoso appetito...
Ormai avevo abbandonato ogni speranza di vita e tentavo ciecamente di adeguarmi alla fine - come suol dirsi fra la sella e il suolo - quando fui conscio di ripetute grida dal cassero e poi lo schianto di una tremenda esplosione. Segu un relativo silenzio, e s'ud una voce dare un ordine. Le mani che m'avevano sommerso, mi trassero ora fuori. Caddi sul ponte e l giacqui. Vi fu una pausa e cominciai a strisciare, lasciando una scia di lerciume. Ma venne un altro ordine, gridato. Fui sollevato a braccia e riportato nella mia cabina. Ne richiusero l'uscio. Pi tardi - non so quanto pi tardi - la porta si apr di nuovo e qualche anima buona pos un secchio d'acqua calda accanto
a me. Sar stato Phillips, ma non lo so. Non racconter in che modo, con quali accorgimenti, riuscii a darmi una ripulita. Da lontano sentivo che i diavoli... no, no, non li chiamer tali... la gente di proravia aveva ripigliato il suo diporto con altre vittime. Ma le grida erano gioviali, non bestiali, e di divertimento. Io ero stato un rospo pi amaro da mandar gi! Non credo che su alcuna altra nave abbiano un parroco con cui sollazzarsi. No, no, non sar amaro: li perdono. Sono miei fratelli anche se non si sentono tali... anche se io per tali non li sento! Quanto ai gentiluomini... no, no, non sar aspro. Ed  vero che uno fra loro, Mister Summers forse, o Mister Talbot pu darsi, intervenne a interrompere il loro brutale sollazzo, sia pure in ritardo.
Caddi in un sonno pesante, per la stanchezza, ma fui visitato da incubi infernali. Me ne destai, grazie a dio! Ch, se fossero seguitati, avrei smarrito il senno.
Ho pregato, molto a lungo. Dopo aver pregato mi sono messo a riflettere.
Ora sono tornato quasi me stesso. Vedo senza infingimenti quel ch' accaduto. C' molta sanit in questa frase: quel ch' accaduto. Per sgombrare il - per cos dire - sottobosco dei miei terrori, del mio disgusto, della mia indignazione, ed aprire un sentiero, percorrendo il quale giungere a formulare un giudizio assennato. Io sono vittima del malanimo che il Capitano Anderson nutre per me fin dal primo momento che m'ha visto. La farsa messa in scena ieri non pot certo avvenire senza il suo consenso, esplicito o tacito. Deverel e Cumbershum furono i suoi agenti. Vedo che la mia vergogna - tranne che per il pudore violato -  affatto irreale e non fa tanto onore alla mia comprensione. Checch avessi detto - e ne ho chiesto perdono al redentore - quel che pi mi bruciava era l'opinione che dame e gentiluomini s'eran fatta di me. Io ero invero pi bersaglio di peccati che non peccatore, ma dovevo far ordine nella mia casa, e imparare daccapo a perdonare! Cos' stato promesso ai servi del signore? Se cos dev'essere, sia la persecuzione il mio destino d'ora innanzi. Non sono solo.
Ho pregato di nuovo, con molto fervore, ed ero, quando mi rialzai, un uomo migliore e pi umile, credo. Gli insulti a me inflitti non sono altro - capii - che un invito a porgere l'altra guancia.
Resta per l'insulto inflitto non a me ma, per mio tramite, ad uno il cui nome  spesso sulle loro labbra ma di rado, temo,
nei loro cuori. Il vero insulto  al mio abito talare e, per esso, alla Grande Armata di cui io sono l'ultimo e infimo soldato. Il mio maestro stesso fu insultato e sebbene egli possa - come credo vorr - perdonare, io ho il dovere di farmi latore d'un rimprovero, anzich soffrire tutto in silenzio.
Non per noi, oh signore, ma per te!
Dormii ancora, e pi pacifico, dopo aver scritto quanto precede, e al risveglio trovai che la nave stava filando sospinta da un moderato vento favorevole. L'aria mi parve un po' pi fresca. Con un sussulto di paura ricordai gli eventi della vigilia: ma poi gli eventi interiori della fervente preghiera mi sovvennero con forza, e scesi - anzi saltai gi - dalla cuccetta con gioia, sentendo in me una rinnovata certezza nelle Grandi Verit della nostra Religione Cristiana. Le mie devozioni furono assai, credimi, assai pi lunghe e intense del solito.
Rialzatomi, presi la mia razione d'acqua, quindi mi rasai con cura. I capelli avrebbero bisogno delle tue forbici, sorella mia! (Ma tu non leggerai mai queste righe. La situazione si sta facendo sempre pi paradossale - dovr prima o poi censurare ci che scrivo!) Mi vestii con la stessa cura: baverino, parrucca, cappello. Ordinai al valletto di mostrarmi dov' stivato il mio baule e, dopo alquante insistenze, potei scendere gi nelle buie interiora della nave. Dal bagaglio trassi fuori la mia cappa da parroco e la licenza vescovile, che mi misi in tasca. Munito di essa, e in nome del mio maestro, potrei ora incontrare chiunque, sulla nave, senza averne pi paura che... be', come tu sai, una volta parlai con un bandito di strada! Tornai dunque con passo sicuro sul cassero e indi salii sul ponte di comando, dove di solito sta il capitano. Mi guardai intorno. Un vento fresco soffiava da dritta. Il Capitano Anderson camminava su e gi. Mister Talbot stava presso la battagliola con un paio di altri gentiluomini. Si tocc l'orlo del tricorno e venne avanti. Mi gratific questa sua mossa cordiale ma, per ora, m'inchinai soltanto e passai oltre. Mi portai sul tragitto del Capitano Anderson e mi tolsi il cappello. Egli non pass attraverso di me, stavolta. Bens s'arrest e sgran gli occhi, apr la bocca, la richiuse.
Segu il dialogo seguente.
Capitano, desidero parlarvi.
Lui esit un momento, poi: Ebbene, sir, parlate.
Io parlai con accenti misurati. Capitano Anderson. I vostri
marinai hanno fatto torto al mio officio. Voi stesso gli avete fatto torto.
Avvamp in viso, poi la vampa pass. Sollev il mento, poi lo riabbass. Disse o, meglio, borbott: Lo so, Mister Colley.
Lo ammettete, signore?
Borbott ancora. Non s'intendeva... La cosa  sfuggita di mano. Siete stato maltrattato, signore.
Gli risposi sereno. Capitano Anderson, dopo questa vostra ammissione di colpa, vi perdono volentieri. Ma vi sono, io credo - e mi contento di supporre che agissero non gi dietro vostro ordine, bens dietro vostro esempio -, vi sono altri ufficiali coinvolti, e non soltanto gli uomini d'equipaggio. Il loro fu forse l'insulto pi oltraggioso al mio abito. So chi sono, signore, per camuffati che fossero. Non per il mio, ma per il loro bene, essi debbono ammettere la colpa.
Il capitano mosse alcuni passi, rapidamente, su e gi. Torn quindi innanzi a me, con le mani allacciate sul dorso. Mi squadr, non con semplice stizza, ma con rabbia. Non  strano? Eppure aveva confessato la sua colpa. Ma la menzione dei suoi ufficiali lo gett nuovamente in stato di collera. Parl irosamente: Non vi basta mai, dunque!
Io difendo l'onore del mio maestro, come voi difendereste quello del Re!
Per un po' tacemmo entrambi. La campana rintocc ed il cambio di guardia ebbe luogo. Mister Summers e Mister Willis presero il posto di Mister Smiles e Mister Taylor. Il cambio fu, al solito, cerimonioso. Poi il capitano torn a guardarmi. Parler con gli ufficiali in questione. Siete soddisfatto? Ditegli di venire da me, signore, e riceveranno il loro perdono, come a voi volentieri l'ho dato. Ma c' anche un'altra cosa...
Qui devo dirti che il capitano diede in un'esclamazione di natura senz'altro blasfema. Per io adottai la prudenza del serpente e la mitezza della colomba e finsi di non farvi caso. Non era il momento opportuno, per muovere rimproveri. Ci - mi dissi - pi tardi!
Proseguii. V' la povera gente ignorante di prora, v' l'equipaggio. Debbo recarmi da loro e indurli a pentimento. Siete pazzo? No, invero, signore.
Non v'importa di quali altre burle potreste essere oggetto?
Voi avete la vostra uniforme, capitano, io la mia. Mi recher da loro con le vesti e i paramenti dell'Uomo Spirituale.
Uniforme!
Non capite, signore? Mi recher da loro indossando gli indumenti che il lungo studio e l'ordinazione sacerdotale mi abilitano ad indossare. Non li indosso, ora, signore, perch voi mi conoscete, per quel che sono. Invero, s, signore.
Vi ringrazio, sir. Ho il vostro permesso, dunque, di recarmi da loro e parlargli?
Il capitano and alla murata e sput in mare. Mi rispose, senza voltarsi: Fate come vi pare.
M'inchinai al suo dorso, indi mi volsi. Quand'ero in cima alle scalette, il Sottotenente Summers mi pose una mano sul braccio. Mister Colley! Ebbene, amico mio?
Vi prego, Mister Colley, di pensarci bene, a quel che avete in animo di fare. Abbass la voce, a un sussurro. Se io non avessi scaricato il fucile di Mister Prettiman a vuoto, non si sa a che punto sarebbe arrivata la cosa. Vi prego, signore: lasciate che li riunisca sotto gli occhi dei loro ufficiali. Alcuni di loro sono uomini violenti... Uno degli emigranti...
Suvvia, Mister Summers! Io mi presenter loro con i paramenti coi quali celebro il servizio religioso. Rispetteranno l'abito, signore!
Perlomeno, aspettate fino a quando non avranno ricevuto la loro razione di rum. Credetemi, sir, so quel che dico. Il rum li render pi amabili, pi calmi... pi ricettivi, sir, a quel che avrete da dir loro... Vi prego, signore! Altrimenti, disprezzo, indifferenza... e chiss che cos'altro...
La lezione non verrebbe ascoltata, voi dite, l'occasione andrebbe sprecata?
Proprio cos, signore! Ci pensai su un momento.
E va bene, Mister Summers. Attender, fino alla tarda mattinata. Ho qualcosa da fare nel frattempo. Da scrivere... M'inchinai e procedetti. Ora Mister Talbot si fece avanti di nuovo. Mi chiese, nel pi amabile dei modi, di essere ammesso
a pi stretta amicizia con me. Ecco invero un giovanotto che fa onore al suo rango! Se i privilegi fossero sempre appannaggio di uomini come lui... invero, non  fuori questione che in futuro... ma io corro troppo!
Ero da poco tornato in cabina, a scrivere, quando bussarono all'uscio. Erano i sottotenenti Deverel e Cumbershum, i miei due diavoli della sera innanzi! Rivolsi loro la mia espressione pi severa, poich invero meritavano un castigo, prima del perdono. Mister Cumbershum disse poco, Mister Deverel invece molto. Ammise francamente che si erano sbagliati, e che erano entrambi un po' alticci. Non pensavano ch'io me la prendessi cos a male ma - mi disse - si trattava di un diporto consueto, al passaggio dell'equatore, sennonch gli spiaceva di avere mal interpretato il permesso genericamente concesso dal capitano. Insomma, mi preg di considerare l'intera faccenda uno scherzo che era sfuggito di mano. Avessi indossato allora i miei abiti talari, nessuno certo avrebbe osato... Insomma, non volevano farmi alcun male e speravano, ora, ch'io dimenticassi tutto.
Ristetti, come cogitabondo, bench sapessi gi che fare. Non era il momento di ammettere la mia indegnit per essere comparso davanti all'equipaggio in tenuta disdicevole. Invero, essi erano quelli che hanno bisogno di una divisa: da indossare e da guardare dal basso in alto.
Parlai infine. Vi perdono volentieri, signori, come il mio maestro m'ingiunge. Andate, e non peccate pi!
Al che chiusi l'uscio. Da fuori, udii uno di loro, Mister Deverel mi pare, emettere un fischio, sommesso e prolungato. Poi, mentre i loro passi s'allontanavano, udii la voce di Mister Cumbershum, che fino allora non aveva aperto bocca.
Mi domando chi d-v-i- sia il suo Maestro! Pensi che sia amico del d-nn-t- Cappellano della Flotta?
Se n'andarono. Confesso che mi sentivo in pace per la prima volta, da non so quanti giorni. Tutto ora sarebbe andato bene. Vidi che a poco a poco avrei potuto portare avanti il mio lavoro, non solo fra l'equipaggio e gli emigranti ma, in seguito, anche fra gli ufficiali e la classe gentilizia, che ora non sarebbero, non potrebbero essere pi insensibili alla parola, qual era scritta. Persino il capitano aveva dato qualche piccolo segno... E il potere della Grazia  infinito. Prima di vestire i miei abiti canonici, uscii per breve tempo sul ponte di mezzo e l rimasi, libero alfine... Senza dubbio il capitano ora revocherebbe il suo
divieto; e io potrei salire liberamente sul cassero. Fissai l'acqua, verde-azzurra, con bioccoli di spuma. Guardai, con un nuovo senso di sicurezza, la lunga alga verde che ondeggia sotto il pelo dell'acqua, dai nostri fianchi lignei. Le vele stesse mi parvero pi gonfie.  l'ora. Fra poco me n'andr a proravia a rimproverare, come meritano, quei ribelli ma amabili figli del nostro creatore! Mi parve - e mi pare - di venir consumato da un immenso amore per tutte le cose: il mare, la nave, il cielo, gli ufficiali, i gentiluomini e l'equipaggio e, soprattutto, il nostro redentore! Eccoci, adunque, al felice esito di tutte le nostre fatiche e ristrettezze e avversit, tutte le cose lodino il signore!
Come Vostra Signoria sa, Colley non scrisse pi nulla. Non pi, fino alla morte. Non pi una parola. L'unica consolazione, in questa triste vicenda,  ch'io far s che la sua povera sorella non sappia mai la verit. L'ubriacone Brocklebank pu ruggire nella sua cabina Chi ha ucciso messer Colley?, ma lei non sapr mai quale debolezza l'ha ucciso, n quali mani - le mie, fra esse - lo abbatterono.
Quando Wheeler mi venne a svegliare, da un sonno troppo breve ed agitato, m'inform che si sarebbe svolta un'inchiesta in mattinata. Dovevo presiedervi con il capitano e Summers. Alla mia obiezione che, in cos torride latitudini, il morto andrebbe prima seppellito, Wheeler non disse nulla.  chiaro che il capitano intende ammantare le persecuzioni subite da Colley, ad opera sua e nostra, con un apparato di formalit ufficiali.
Ci sedemmo dunque intorno al tavolo, nella cabina del comandante, e sfilarono davanti a noi i testimoni. Il valletto Phillips non ci disse pi di quanto si sapeva gi. Il giovane Mister Taylor, non toccato dalla morte dell'uomo ma timoroso del capitano, ripet che aveva visto Mister Colley accettare spontaneamente il rum, per spirito di... non ricordava. Al che suggerii io: spirito di conciliazione, e lui concord. Mister Summers gli chiese cosa facesse lui, Taylor, a proravia. Stava - rispose -ispezionando i cavi di riserva, dovendosi procedere alla sostituzione del cavo dell'ncora poppiera. Tale risposta, resa in gergo marinaresco, soddisfece l'ufficiale, il quale annu. Ma, in effetti, cosa stava facendo Mister Taylor fuori della cala dei cavi? A ci l'interpellato rispose che, terminata l'ispezione, e prima di tornare a riferire, si era trattenuto a proravia perch... perch non aveva mai visto finora un parroco in simili condizioni. Il capitano: e poi? Mister Taylor rispose ch'era andato a poppavia per informare Mister Summers ma, strada facendo, aveva ricevuto una bottiglia da Mister Cumbershum.
Il capitano annu e Taylor si ritir, con suo (mi pare) sollievo.
Io mi volsi a Summers e chiesi: Una bottiglia? Che diavolo...?
Il capitano ringhi. S'intende un cicchetto, signore, un rabbuffo. Si proceda.
Il teste seguente era un certo East, rispettabile emigrante, marito della povera donna il cui viso emaciato tanto m'aveva colpito. East sapeva leggere e scrivere. S, aveva visto Mister
Colley e conosceva il Reverendo di vista. No, non l'aveva visto durante la sacca del tasso (com'era chiamata in gergo marinaresco) ma aveva sentito parlare della cosa. Lui non era presente perch, essendo sua moglie malata, lui e la suocera, Mistress Roustabout, si alternavano a curarla. Ora, aveva visto Mister Colley fra i marinai, l'aveva visto accettare una tazza di rum. E le risa e gli applausi che s'erano uditi? Furono in risposta alle poche parole dette dal Reverendo per mostrarsi socievole con i marinai. I ringhi e la rabbia? Non ne sapeva nulla al riguardo, lui. Sapeva solo che i marinai portarono il Reverendo, gi da basso, nella cala delle corde. Lui doveva accudire a sua moglie e non sapeva niente di pi. Con rispetto parlando, quello era quanto potesse saperne chiunque, tranne i marinai stessi che portarono da basso il Reverendo.
Gli fu consentito di ritirarsi. Espressi il parere che l'unico in grado di illuminarci era quello che aveva riaccompagnato, poi, a poppavia il Reverendo in stato di ebbrezza. Dissi che costui doveva sapere quanto rum bevve Mister Colley, chi gliel'offr o lo costrinse a berlo. Il capitano si disse d'accordo e fece chiamare quest'uomo. Quindi si rivolse a noi, con voce assai bassa:
Il mio informatore mi dice ch' proprio questo il testimone da spremere.
Intervenni e, fattomi coraggio, dissi:
Io credo che si stia portando la cosa troppo per le lunghe. Colley fu ubriacato. Vi sono certi uomini - e adesso lo sappiamo a nostre spese - la cui timidezza  tale che restano feriti quasi a morte dall'altrui collera, uomini la cui coscienza  tanto tenera che possono morire di quel che per Mister Brocklebank non sarebbe che una scappatella, un peccatuccio. Suvvia, signori! Confessiamo che, se fu la sua intemperanza ad ucciderlo, questa fu causata dalla nostra generale indifferenza nei suoi riguardi.
Ardito, no? Stavo dicendo al tiranno che lui e io insieme... Ma lui mi guard con stupore.
Indifferenza, sir?
Intemperanza, signore, disse Summers, svelto. E finiamola qui.
Un momento. Passer sopra, Mister Talbot, alla vostra strana frase: "la nostra generale indifferenza". Ma non capite? Pensate che una semplice bevuta...
Voi stesso diceste, signore... di attribuire tutto a una febbre bassa!
Questo fu ieri! Ora vi dico, sir, ch' probabile che il Reverendo, ubriaco, abbia subito un'aggressione da parte di uno
o pi marinai... e che sia stata questa umiliazione ad ucciderlo.
Buon Dio!
Mi sconvolse il cervello questa cosa, e per qualche minuto rimasi allibito, incapace di pensare. Poi tornai in me, udendo il capitano che diceva:
No, Mister Summers. Nessun sotterfugio. E non tollerer frivole accuse riguardanti me e la mia conduzione della nave e
i miei rapporti con i passeggeri.
Summers era rosso in viso. Ho fatto un'ipotesi, sir. Vi prego di scusarmi, se ritenete che esuli dai miei doveri. Molto bene, Mister Summers. Si proceda. Ma, signor capitano, diss'io, nessuno ammetter una cosa simile!
Siete giovane, Mister Talbot. Non immaginate neppure quali canali d'informazione vi sono su una nave... anche su una come questa, ch' uscita dal disarmo da poco. Canali...? Il vostro informatore...? Preferirei si procedesse, disse il capitano, greve. Che entri quell'uomo.
Lo stesso Summers and a prendere Rogers. Questi era il marinaio che aveva ricondotto, o riportato, Mister Colley da noi. Raramente si vide un pi splendido giovane. Nudo fino alla cintola, aveva un corpo che forse, un giorno, sarebbe stato troppo corpulento, ma che, adesso, potrebbe servire da modello a Michelangelo. L'ampio torace e il robusto collo eran d'un bronzeo cupo, come pure la faccia, tranne ov'era segnata da alcuni graffi paralleli di pi chiaro colore.
Il capitano si rivolse a me. Summers mi dice che voi vi dite bravo negli interrogatori. Cos dice? Cos dissi?
Vostra Signoria ben vede che non ero al mio meglio in co desto infelice episodio.
Il capitano mi rivolse un vero e proprio sorriso. A voi i teste, signore.
Ci non era nei patti. Tuttavia, non restava altro da fare Cominciai:
Il vostro nome, prego.
Billy Rogers, my lord. Gabbiere di trinchetto. Accettai quel titolo onorifico: possa essere di buon auspicio! Vogliamo sapere da te, Rogers, in ogni dettaglio, quel che avvenne quando quel gentiluomo venne fra voi, l'altro giorno. Quale gentiluomo, my lord? Il parroco. Il Reverendo Colley, che ora  morto. Rogers era pienamente illuminato dalla grande finestra. Non avevo mai visto una faccia esprimere tanto candore.
Bevve un goccio di troppo, my lord, e non lo resse, ecco. Era tempo di darci dentro, come diciamo noi gente marinara. Come ti sei fatto quelle cicatrici in faccia? Una donna, my lord. Doveva essere una tigre, allora. Suppergi, my lord.
E facesti il tuo comodo, lei volente o nolente? Come?
Vincesti la sua ritrosia, per il suo stesso bene? Non capisco, my lord. So solo ch'essa aveva tutto quel che mi restava della paga in una mano, e avrebbe preso la via della porta, di corsa, se non l'avessi fermata per tempo. Il capitano mi sorrise in tralice. Con il vostro permesso, my lord... Il diavolo se lo porti, si burlava di me! Dunque, Rogers. Lasciamo perdere le donne. E gli uomini?
Prego?
Mister Colley sub oltraggio nel castello di prora. Ad opera di chi?
Non v'era espressione di sorta sul viso di Rogers. Il capitano lo spron. Suvvia, Rogers. Non ti sorprender forse sapere che tu stesso sei sospetto di tale bestialit.
Il suo atteggiamento mut. Pieg le spalle, trasse indietro un piede. Strinse i pugni. Ci guardava a turno, come se cercasse di leggere su ciascuna delle tre facce quale reale pericolo corresse. Vidi che in noi vedeva dei nemici.
Non ne so niente, capitano, sir, proprio niente. Forse non sei stato tu, ma sai chi  stato. Chi  stato a far cosa, signore?
A usare contro il Reverendo una violenza criminale, di cui egli  poi morto.
Non so niente... niente!
Io mi ero ripreso. Suvvia, Rogers, gli dissi. Ti ho visto assieme a lui. In mancanza di altri indizi, il tuo nome  in testa alla lista dei sospetti. Cosa faceste voialtri marinai?
Non avevo mai visto uno stupore cos ben simulato. Cosa facemmo noi, my lord?
Certo, avrai testimoni che attestino la tua innocenza. Se sei innocente, aiutaci a scoprire i colpevoli. Non disse nulla, ma stava in guardia. Seguitai: Insomma, buon uomo, tu puoi dirci chi  stato oppure darci l'elenco di quanti sospetti o sai sospettati di avere commesso questa particolare forma di... di violenza.
Il capitano gett il mento in fuori. Sodomia, Rogers. Ecco a quale violenza si allude. Atti impuri.
Abbass gli occhi, rimest nelle carte, intinse la penna. Il silenzio si prolungava, gravido di attesa. Il capitano stesso lo ruppe, infine, con irosa impazienza:
Suvvia, parla! Non possiamo star qui tutto il giorno! Segu un'altra pausa. Rogers ci guard a turno, girandosi con tutto il corpo, anzich solo con la testa. Poi guard il capitano e disse:
Signors, signore.
Solo allora ci fu un mutamento sul viso dell'uomo. Pieg in fuori il labbro inferiore, se lo morse, quasi a volerne provare la consistenza, con i bianchi denti, infine chiese: Devo cominciar dagli ufficiali, sir? Era della massima importanza ch'io non mi muovessi. Il minimo ammicco a Summers o al capitano, la minima contrazione d'un muscolo, sarebbe parsa una fatale accusa. Io nutrivo una fede assoluta in entrambi, per quel che concerneva tale imputazione di bestialit. Ed essi, certo, avevano uguale fiducia l'uno nell'altro; ma neppure loro osarono arrischiare il minimo movimento. Eravamo statue di cera. Rogers era anche lui una statua.
Toccava al capitano, la prima mossa. E lui lo sapeva. Pos la penna e parl con gravit:
Molto bene, Rogers. Basta cos. Puoi tornare al tuo lavoro.
Il volto di Rogers si color e scolor. Emise un profondo sospiro. Port una mano alla tempia, cominci a sorridere, si volse ed usc.
Non saprei quanto a lungo noi tre restammo senza muoverci o fiatare. Io per me, avevo semplicemente paura di dire o fare la cosa sbagliata; tale cosa sbagliata poteva anche tradursi e ingigantirsi in un fatale errore. Durante quei lunghi minuti di silenzio fui persino incapace di pensare, anzi sentivo che non potevo permettermi di pensare, senn sarei arrossito e mi sarei imperlato di sudore. Mediante uno sforzo cosciente, mi svuotai la mente ed attesi. Non spettava certo a me parlare per primo. Billy Rogers ci aveva presi in trappola.
Gi larve di sospetto si levavano nella mia mente e si andavano a posare ora su questo, ora su quel nome... Lo capisce, questo, Vostra Signoria?
Il Capitano Anderson ci riscosse dalla nostra catalessi. Parl come fra s, senza muoversi:
Testimoni, indagini, accuse, bugie, altre bugie, corte marziale... quell'uomo ci pu rovinare tutti quanti, se ha abbastanza faccia di bronzo, e credo che l'abbia... poich  roba da finire impiccati. Tali accuse non si possono smontare. Qual che l'esito sia, qualcosa resterebbe appiccicato. Si rivolse a Summers.
E qui ha termine, Summers, la nostra inchiesta. Avete, voi, altri informatori? No, signore. Per... Basta cos. E voi, Mister Talbot? Io sono in alto mare, sir. Ma  vero. L'uomo, messo alle strette, ha sfoderato l'ultima sua arma. Falsa testimonianza, equivalente a un ricatto.
Mister Talbot  l'unico, disse Summers, sorridendo alla fine, ad averne tratto profitto.  stato fatto lord, lui, almeno per un po'.
Ho rimesso i piedi in terra ora, sir. Ma a sentirmi chiamare "my lord" dal capitano, che pu celebrare matrimoni e funerali...
Giusto. Funerali. Volete bere qualcosa, signori? Chiamate Hawkins, Summers, per favore. Vi ringrazio, Mister Talbot, per la vostra assistenza.
Di scarsa utilit, temo, signore.
Il capitano era di nuovo se stesso. Sorrise. Febbre bassa, dunque. Sherry?
Grazie, sir. Ma  tutto concluso? Non sappiamo mica ancora quel che accadde esattamente. Menzionaste informatori...
Questo  un ottimo sherry, disse il capitano, interrompendomi bruscamente. Credo, Mister Summers, che voi siate avverso a bere a quest'ora del giorno, e poi dovete curare i preparativi per le esequie marinare di quello sventurato. Alla vostra salute, Mister Talbot. Siete disposto a firmare, o meglio controfirmare, un rapporto? Ci pensai su un momento. Non ho veste ufficiale, su questa nave. Oh, su via, Mister Talbot! Riflettei ancora.
Scriver una dichiarazione e la firmer. Il capitano mi guard in tralice sotto le folte sopracciglia, e annu senza dir nulla.
Io scolai il mio bicchiere di sherry. Parlavate di informatori, signor capitano...
Egli s'accigli. Io signore? Mi pare di no. Chiedeste a Mister Summers...
Il quale rispose che non ve n' alcuno, disse il Capitano Anderson a gran voce. Nessunissimo, Mister Talbot, non uno fra loro. Mi capite, signore? Nessuno  venuto da me a far la spia... nessuno! Puoi andare, Hawkins!
Posai il bicchiere e Hawkins lo port via. Il capitano lo guard uscire. Poi si volse a me di nuovo: I valletti hanno orecchi, Mister Talbot! Oh, s, certo, signore! E sono certo che ne ha, fini, anche il mio Wheeler.
Il capitano sorrise tetro.
Wheeler! Oh s, certo! Quell'uomo deve avere orecchi e occhi dappertutto!
Ebbene, ora torno al mio diario, fino alla mesta cerimonia di oggi pomeriggio.
Ah, il diario. Non scordate di includervi, Mister Talbot, che, checch possa dirsi dei passeggeri, per quel che riguarda il mio equipaggio ed i miei ufficiali, questa nave  una nave felice!
Alle tre, eravamo tutti raccolti in coperta. C'era un drappello di soldati, agli ordini di Oldmeadow, con i loro fucili a pietra focaia. Oldmeadow stesso era in alta uniforme - con la spada mai lordata di sangue - e cos pure gli ufficiali della
nave. Persino i giovani guardiamarina, con i loro pugnali, avevano espressione di piet. Noi passeggeri eravamo vestiti il pi severamente possibile. I marinai, presenti a turno, erano tanto presentabili quanto i loro variati indumenti permettessero. Il corpulento Mister Brocklebank stava eretto ma era giallo e tirato, in seguito a bevute, che avrebbero ridotto altri a fantasmi. Guardandolo, pensai ch'egli sarebbe passato attraverso il supplizio del povero Colley senza pi che un mal di capo o di ventre. Vario  il tessuto degli uomini, nell'arazzo del mondo. Le dame - che certo avevano previsto evenienze del genere, facendo i bagagli - vestivano a lutto: persino le due baldracche di Brocklebank, che lo sostenevano, una di qua e una di l. Mister Prettiman era presente a quel superstizioso rito al fianco di Miss Granham, che ve l'aveva trascinato. A che gli giova tutto il suo ateismo repubblicano, quand'esso si scontra con quella figliola di canonico della cattedrale di Exeter? Pensai, nel vederlo cos fremente, cos euforico al fianco della Granham, ch'era a lei cui io dovevo rivolgere il delicato ammonimento che avevo pensato di rivolgere al nostro famigerato Libero Pensatore!
Noterete che mi sono ripreso alquanto dagli effetti della lettura della lettera di Colley. Un uomo non pu stare sempre a ruminare sul passato n sui tenui nessi fra la propria malaccorta condotta e l'altrui comportamento criminoso! Anzi, devo ammettere che quel rito funebre marinaro fu di grande interesse per me. Raramente si assiste a un funerale in ambiente cos, oso dire, esotico. Non solo strana fu la cerimonia, ma gli officianti si espressero in gergo marinaro. Voi sapete come questo mi delizia! Ne avrete gi notato alcuni esempi impenetrabili, come quella sacca del tasso. Non fu Servio a dichiarare che vi sono una mezza dozzina d'enigmi nell'Eneide, che non saranno mai risolti, in alcun modo, dai filologi? Ebbene, ora vi intratterr su alcuni altri enigmi navali...
Rintocc la campana di bordo, a morto. Alcuni marinai portarono la salma, avvolta nella bandiera inglese, su un'asse. Volgeva i piedi a dritta, ch' quella donde si gettano in mare salme d'ammiragli e di altri morti illustri. La salma era pi lunga di quanto non m'aspettassi, ma poi mi dissero che, ai piedi, gli avevano legato due palle di cannone. Il capitano, risplendente di fregi, gli era accanto. Mi hanno anche detto, poi, che sia lui sia gli ufficiali sono pratici di tali cerimonie...
Quasi tutte le vele erano ammainate e noi stavamo alla cappa
(come si dice in gergo) il che vuol dire che stavamo fermi. Eppure, lo spirito della farsa accompagn Mister Colley fino all'ultimo, esprimendosi in puro tarpaulin, ovvero in gergo marinaro. Non appena l'asse fu posata sul ponte, udii Mister Summers dire a Mister Deverel:
V'assicuro, Deverel, che se non si fissa il timone, qui si vira a ritroso!
Aveva appena detto questo, che s'udirono ritmici tonfi, dalla carena, come se Davey Jones - lo spirito del mare - mandasse un avviso o facesse sapere di aver fame. Deverel grid un comando, tipo warrarroohoowassst! e i marinai balzarono, mentre il capitano, con un libro di preghiere in pugno, com'un'arma, si rivolse al suo Primo ufficiale:
Mister Summers! Volete scardinare il dritto di poppa? Summers non disse nulla, ma i tonfi cessarono. Il capitano brontol qualcosa.
Gli agugliotti sono allentati come i denti di un pensionato!
Summers annu. Lo so, sir. Ma finch non...
Prima ci allontaniamo dal vento, meglio sar. Dio maledica quell'ubriacone che  di guardia!
Guard truce la bandiera, poi le vele, le quali, quasi volessero disputare con lui, frusciarono forte. Non avrebbero potuto far meglio del precedente dialogo. Superbo, non vi pare?
Alla fine il capitano si guard intorno e sussult, come se ci vedesse per la prima volta. Vorrei poter dire che sussult come un colpevole che si sente chiamare a giudizio, ma non sarebbe esatto. Sussult come uno che ha commesso una lieve negligenza, e che per distrazione s' scordato che c' un morto da spedire in mare. Apr il libro e bofonchi un invito a pregare... e cos via. Certo non vedeva l'ora di porre fine alla faccenda: non ho mai sentito celebrare un servizio funebre cos in fretta! Le dame ebbero s e no il tempo di cacciare fuori il fazzoletto per asciugarsi una lacrima di prammatica, e noi gentiluomini di toglierci il tricorno... Abbassammo le fronti, ma, poi, siccome la cerimonia era troppo interessante per perderla, alzammo di nuovo gli sguardi. Speravo che i soldati di Oldmeadow sparassero una salva, sennonch - come lui stesso poi mi spieg, in seguito a una vertenza fra l'Ammiragliato e il Ministero della Guerra - non avevano n polvere n acciarini. Comunque presentarono le armi, pi o meno all'unisono, e gli ufficiali estrassero le sciabole. Mi chiesi: si addice ci ad un parroco? Non so, n lo sapevano loro. Un piffero suon, roll un tamburo: una sorta di preludio... o postludio, piuttosto; o envoi.
Osserver, Vostra Signoria, che Riccardo  di nuovo lui... ovvero che mi sono ripreso da un periodo di vani e forse ingiustificati rimorsi.
Eppure... alla fine (dopo che il capitano con voce burbera ci ebbe invitato a pensare al tempo in cui non vi sar pi nemmeno il mare) sei uomini diedero fiato a fischietti da nostromo. Orbene, Vostra Signoria non avr forse mai udito tali fischietti, e mi sento obbligato a informarLa che sono melodiosi come gatti in calore. Eppure... eppure... eppure...! La loro stessa asprezza, il loro stesso stridulo motivo immusicale che sal in alto e poi si smorz pian piano in un silenzio prolungato e inquieto... ebbene, parve dire qualcosa al di l del linguaggio, della religione, della filosofia. Era semplicemente la voce della Vita che piange la Morte.
Ebbi il tempo s e no di compiacermi per la franchezza delle mie emozioni, che l'asse venne sollevata ed inclinata. Le spoglie mortali del Reverendo Robert James Colley scivolarono fuori della bandiera e s'infilarono nell'acqua, con un singolo plof!, come s'egli fosse il pi esperto dei tuffatori, e avesse gi avuto modo di provare il proprio funerale, tanto bene gli riusc. Certo, le palle di cannone l'aiutarono. Quest'uso sussidiario di esse era in armonia con la loro natura. Quindi le spoglie di Colley caddero pi in fondo di dove giunge mai alcun suono e si deve pensare che trovassero pace. (In tali momenti ritualistici, se non preghi, ricorri almeno a Shakespeare. Nient'altro supplisce.)
Ora penserete che vi fu qualche minuto di silenzioso omaggio, prima che la folla lasciasse il luogo delle esequie. Macch. Il capitano richiuse il libro, i fischietti suonarono striduli di nuovo, stavolta con una sorta di urgenza temporale. Il capitano fece un cenno al Sottotenente Cumbershum, il quale rugg qualcosa come Leeeoonnawwll!
Il nostro obbediente vascello cominci a virare e si rimise in rotta. Le file si ruppero, i marinai si arrampicarono sulle sartie per spiegare le vele e per aggiungere quelle supplementari.
Il Capitano Anderson si allontan, con l'arma... voglio dire il libro di preghiere... in pugno, per tornarsene in cabina ad
aggiornare, suppongo, il suo giornale di bordo. La vita sulla nave riprese, come prima.
Io tornai a mia volta in cabina, per pensare alla dichiarazione da scrivere e sottoscrivere. Dovr essere tale da causare meno dolore possibile a sua sorella. Si parler di febbre bassa, come vuole il capitano. E a lui dovr tenere nascosto che ho sparso una traccia di polvere da sparo fin l dove Vostra Signoria potr appiccarvi fuoco. Dio mio! questa straordinaria nave  veramente un mondo a s, dove trovi ogni sorta di conflitti... nascite e morti, procreazioni, fidanzamenti e matrimoni... per quel che ne so.
...
.
...
CAPITOLO &.
...
.
...
...
Ecco! Credo che questa & dia un tocco di eccentricit, nevvero? Niente data, n una lettera dell'alfabeto, n il presunto giorno di navigazione! Avrei potuto intitolare questa parte addenda, ma sarebbe triste, troppo" triste e smorto. Poich siamo giunti alla fine e non v' alcunch da aggiungere. Cio... c', naturalmente, il tran-tran quotidiano... ma questo mio diario si  via via trasformato nella cronaca di un dramma: il dramma di Colley. Ora lui poveretto non c' pi, il suo dramma si  concluso, in fondo al mare, con due palle di cannone ai piedi e lui  solo - come dice Coleridge - solo, tutto solo.
Sembra una diversa sorta di decadimento (Vostra Signoria noter, come Colley direbbe, la divertente paranomasia) tornare al quotidiano, senza drammi; ma restano ancora alcune pagine bianche da riempire, prima di arrivare alla fine di questo quaderno, riccamente rilegato, che Vostra Signoria mi ha donato, e io ho tentato di abbozzare le esequie nella speranza che quel che potrebbe intitolarsi La caduta e deplorevole fine di Robert James Colley con l'aggiunta di un breve resoconto della sua sepoltura in mare potesse estendersi fino all'ultima pagina del quaderno stesso. Invano: ne restano ancora. Una vera vita e una vera morte non sono pi adatte a calzar bene un dato libro, che un piede deforme a calzare un dato stivale. S'intende che il mio diario proseguir, oltre questo volume... ma su un altro quaderno, procuratomi da Phillips, che l'ha avuto dal commissario di bordo, e che  privo di lucchetto. Il che mi ricorda: quanto banale  risultata la spiegazione delle paure e dei silenzi dell'equipaggio relativamente al commissario di bordo. Phillips m'ha detto, infatti (egli  pi franco di Wheeler) che tutti gli ufficiali, incluso il capitano, gli debbono del denaro, al commissario.
Il che mi rammenta... Mi sono servito di Phillips perch, per quanto gridassi, non mi riusc di farmi sentire da Wheeler. Lo si sta cercando.
...Lo si stava cercando. Summers mi ha detto, poco fa, che Wheeler  scomparso. Caduto in mare. Wheeler!  svanito come un sogno, con i suoi ciuffi di capelli bianchi, la sua lustra pelata, il suo sorriso sornione, la sua completa conoscenza di
tutto ci che avviene su una nave, il suo paregorico, e la sua capacit di procurare a un gentiluomo - purch pagasse - qualsiasi  cosa gli servisse. Wheeler - com'ebbe a dire il capitano - tutt'occhi e tutt'orecchi. Ne sentir la mancanza, poich non posso sperare che Phillips possa dedicarmi altrettanto tempo. Gi ho dovuto sfilarmi da solo gli stivali... Due morti in pochi giorni!
Perlomeno, ho detto a Summers, poco fa, nessuno pu accusarmi di avere alcuna colpa per questa morte, nevvero? Lui rimase senza fiato e non mi rispose nulla. Mi guard infilarmi un paio di pantofole ricamate.
La vita  una cosa informe, Summers. La letteratura ha il suo bel da fare, amico mio, a darle una forma qualsiasi!
Non  vero, signore, poich vi sono sia la morte sia la vita a bordo. Pat Roundabout...
Roundabout? Credevo si chiamasse Roustabout! Comunque si chiami, s' sgravata d'una figlia, cui verr messo il nome della nave.
Povera piccola! Era questo il muggire che sentivo, come quando Bessie si ruppe la zampa?
S, signore. Ora vado a vedere come stanno. Mi lasci dunque, e le ultime pagine sono ancora bianche. Notizie, allora, notizie! Quali notizie? C', s, qualcos'altro da registrare, ma relativo al comandante, non a Colley. Avrebbe dovuto inserirsi assai prima: all'atto quarto, o anche al terzo. Ora deve sopraggiungere zoppicante, dopo il dramma, come la commedia satiresca dopo la trilogia tragica. Non  tanto un dnouement quanto una pallida illuminazione. L'odio del capitano per il clero! Ricordate? Ebbene, ora, forse, voi e io sappiamo tutto.
Ssst! Lasciate che chiuda l'uscio col catenaccio. Ebbene, si tratta della buffa storia cui Deverel mi accenn. Ora Deverel ha preso a bere parecchio - parecchio in confronto a prima, poich fu sempre intemperante. Pare che il Capitano Anderson - temendo non solo il mio diario ma anche gli altri passeggeri i quali, ora, ad eccezione della ferrea Miss Granham, ritengono che il povero Colley fu maltrattato -Anderson, dico, rimprover aspramente Cumbershum e Deverel per la parte da essi avuta nella faccenda. Ci poco import a Cumbershum, ch' fatto di legno. Invero Deverel ne fu offeso; ma per la legge militare, gli  negata la soddisfazione di un
gentiluomo. Cos rimugina e beve. Ieri sera, alticcio, venne da me sul tardi e con voce farfugliante mi raccont alcune cose sul capitano, per il mio diario. Non era tanto ubriaco da non rendersi conto del rischio. Immaginateci, dunque, al lume di una candela, seduti a fianco a fianco sulla cuccetta, e Deverel che mi bisbiglia all'orecchio, e io che inclino la testa verso di lui. C'era, e c', a quanto pare, una nobile famiglia - nota forse a Vostra Signoria, ma da lontano - e le sue terre confinano con quelle dei Deverel. Essi - Summers direbbe - hanno usato i privilegi della loro posizione e trascurato le loro responsabilit. Il padre del Lord attuale aveva presso di s una dama di molta bellezza, di indole gentile, scarsa intelligenza e, come risult, molta fertilit. L'uso del privilegio  a volte costoso. Lord L*** ( del pi puro Richardson, nevvero?) si trov ad avere bisogno d'un patrimonio, e subito. Il patrimonio si trov ma la famiglia, in un accesso di wesleyana rettitudine, pretese il licenziamento della dolce dama, contro cui nulla si poteva addurre se non la mancanza di poche parole pronunciate su lei da un parroco. Incombeva la catastrofe. I rischi della sua posizione fecero sprizzare alcune scintille alla dolce dama; il patrimonio stava in bilico. A questo punto - mi sussurr Deverel - la Provvidenza intervenne e il titolare di una delle tre prebende facenti parte della donazione di famiglia rest ucciso in un incidente di caccia! Il tutore dell'erede, un tipo molto tonto, accett la prebenda e la dolce dama e quel che Deverel chiam il suo dannato fardello, insieme. Il Lord ebbe un patrimonio, la dama un marito e il Reverendo Anderson una prebenda ecclesiastica, una moglie e un erede gratis. Divenuto grande, il figlio and in marina e, con l'aiuto del vero padre, pot far carriera. Ora il vecchio Lord  morto e il nuovo Lord non ha alcun motivo d'amare il fratellastro bastardo!
Tutto ci al lume vacillante d'una candela, mentre s'udiva Mister Prettiman lamentarsi nel sonno e, dalla cabina di rimpetto, s'udivano il russare e le scorregge di Mister Brocklebank. Poi da sopracoperta s'ud il grido modulato:
Otto tocchi, e tutto va bene!
Deverel, a quell'ora stregata, mi circond le spalle con un braccio e, con ebbra familiarit, mi rivel perch avesse cos parlato. Egli intendeva dimettersi dalla marina, una volta giunti a Sydney Cove, o anche prima, al Capo di Buona Speranza, se vi si facesse scalo. Una volta dimissionario, avrebbe sfidato
a duello il capitano... alla pistola... e l'avrebbe ucciso. Ch, disse, a voce pi alta, squadrando un pugno, io so buttar gi una cornacchia in cima a un campanile, con un sol colpo! Mi stringeva e dava pacche, chiamandomi il suo buon Edmund, e dicendo che, a suo tempo, gli farei da secondo. E se - se per uno scherzo del demonio - restasse lui sul terreno, ebbene, ch'io riferissi codesta storia sul mio famoso diario...
Penai a ricondurlo nella sua cabina, rischiando di svegliare la nave intera. Interessante, per, la sua storia. Ecco perch il nostro capitano detesta i preti. Veramente, sarebbe pi logico se detestasse i Lord! Comunque, Anderson ha ricevuto torti da un Lord... o da un parroco... o dalla vita... su questo non c' dubbio. Ma, gran Dio, non voglio proprio addurre scusanti per Anderson!
N m'importa pi tanto di Deverel. Fui malaccorto a dargli la mia stima. Egli illustra, forse, il declino di un nobile casato, come Summers illustra l'ascesa di un altro. Tuttavia mi chiedo: e s'io scoprissi d'esser vittima della galanteria d'un Lord, mi farei forse giacobino? Io! Edmund Talbot!
A questo punto ricordai il mio progetto, appena sbozzato, di congiungere insieme Zenobia e Robert Colley, per togliermi da un eventuale impiccio. Era cos prossima, la cosa, alla buffa storia di Deverel, che quasi quasi detestai me stesso. Quando mi resi conto ch'egli, forse, pensava che io la pensassi in ugual modo, riguardo alla Nobil famiglia, mi sentii arrossire di vergogna. Dove andremo a finire?
Comunque, una nascita non equivale a due morti. La tristezza ci pervade tutti quanti poich, dite quel che vi pare, un funerale in mare, per frivolamente che lo si tratti, non pu dirsi cosa da ridere. N la scomparsa di Wheeler alleggerir l'atmosfera, fra i passeggeri.
Due giorni sono trascorsi. Gli ufficiali non sono rimasti con le mani in mano, nel frattempo. Summers - come se fosse, questa, una nave da diporto, anzich un vascello da guerra - si adopera perch noi non si abbia tempo d'annoiarci e, cos, abbiamo deciso di metter su una recita. Si  a tal fine costituito un comitato, con il benestare del capitano! Ci mi ha, volente o nolente, costretto a frequentare Miss Granham.  stata un'esperienza edificante. Trovo che questa donna, questa bella, colta
dama-pulzella, ha per la testa idee che farebbero raggelare il sangue al cittadino medio! Ella non fa letteralmente alcuna distinzione fra l'uniforme indossata dai nostri ufficiali, il turchinetto con cui i nostri antenati si dipingevano, e i tatuaggi in uso fra i selvaggi dei Mari del Sud e, forse, in Australia! Peggio - dal punto di vista della societ - ella, figlia di un canonico, non fa distinzione fra lo stregone degli indiani pellerosse, lo sciamano asiatico e un prete cattolico! Quando le obiettai che potrebbe anche includervi, allora, il nostro clero anglicano, ella disse che questi ministri del culto sono meno offensivi perch si differenziano meno, quanto agli abiti, dalle altre persone. Fui tanto sbigottito a udire ci, che non seppi cosa replicarle; ma scoprii la ragione di tale atroce candore allorch - oggi prima di pranzo, nel salone - fu annunciato ch'ella e Mister Prettiman sono ufficialmente fidanzati! Nell'inattesa sicurezza di tali fianailles, la dama si sente libera di dire quel che le pare! Ma con qual occhio ci vede? Arrossisco a ricordare le tante cose che dissi in sua presenza, che le saranno sembrate d'una puerilit da scolaretti.
Comunque, l'annuncio ha rallegrato tutti. Potete immaginare le felicitazioni in pubblico e i commenti salaci in privato! Io per me spero proprio che il Capitano Anderson - il pi tetro degli Imeni - li sposi lui, sicch avremo avuto, qui a bordo, allora, una gamma completa delle cerimonie che accompagnano l'uomo dalla culla alla tomba. I due sembrano molto affiatati... Invero, si sono innamorati alla loro maniera! Deverel ha detto (unica nota solenne) ch' un vero peccato che Colley sia morto, altrimenti avrebbe potuto officiare lui le nozze. A queste parole segu un generale silenzio. Miss Granham, che aveva espresso al vostro umile servo certe sue idee sui preti in generale, potrebbe restarsene zitta - mi diss'io - a questo punto. Invece se n'usc con una stupefacente dichiarazione.
Era un uomo veramente degradato!
Suvvia, madama! diss'io. De mortuis... con quel che segue. Una singola infelice intemperanza... Nel complesso, era un uomo del tutto innocuo.
Innocuo? grid Mister Prettiman, dando un balzo. Innocuo, un prete?
Non alludevo al bere, disse Miss Granham, con voce severa, bens ad un altro suo vizio.
Via, signora... Non posso credere... N voi potete...
Voi mettete forse in dubbio la parola di una signora? Voi! esclam Mister Prettiman.
Ma no, ma no, certo che no. Niente... Lasciate correre, caro Mister Prettiman, vi prego. No, signora, non posso lasciar correre. Mister Talbot ha posto in dubbio la vostra parola, e io pretendo delle scuse! Ma s! dissi ridendo. Le avete, signora! Le mie scuse pi sentite. Non ho mai minimamente inteso...
Di questo suo vizio, noi apprendemmo accidentalmente, disse Mister Prettiman. Da due marinai che stavano discendendo da una scala di corda. Era buio e Miss Granham e io ci eravamo appartati, ai piedi di quella scala, al riparo di tutti quei cordami...
Sartie, griselle... Summers, illuminateci! Non importa, signore. Insomma, si stava discutendo, col, Miss Granham e io, sull'inevitabilit del processo per cui la vera libert deve condurre alla vera uguaglianza e poi... oh, ma non importa, di cosa stessimo parlando. Fatto sta che quei marinai non si erano accorti della nostra presenza e noi, non volendo, potemmo udire i loro discorsi.
Fumare  gi una pessima abitudine, Mister Talbot, disse Miss Granham, ma, perlomeno, i gentiluomini non vanno oltre!
Cara Miss Granham...
 una cosa, signore, che si usa solo fra i selvaggi! Oldmeadow le chiese allora, in tono d'incredulit: Per Giove, signora!... Intendete forse dire che il defunto Reverendo masticava tabacco?
Scoppi una risata fragorosa, cui presero parte sia passeggeri sia ufficiali. Perfino Summers, che non rideva facilmente, rise.
 vero, diss'egli, quando si ristabil un po' di silenzio. Nella sua cabina, c'erano appunto delle foglie di tabacco. Lui era gi infermo e, siccome quelle foglie erano ammuffite, le gettai via.
Ma Summers, diss'io. Io non le vidi mai, codeste foglie. E un uomo come lui...
Ve l'assicuro, signore. Fu prima che voi andaste a trovarlo.
Sia come sia, trovo quasi impossibile crederlo, ch'egli masticasse tabacco.
Ecco i fatti! esclam allora Mister Prettiman, con la solita collera. Il lungo studio, una naturale attitudine e la necessaria abitudine alla difesa mi hanno reso molto bravo a ricordare i discorsi casualmente uditi, signore. Vi riferir ordunque le parole di quei due marinai, com'essi le pronunziarono, esattissimamente!
Summers lev ambo le braccia in atto di deprecazione.
No, no... risparmiateci, disse, vi prego. Non  cosa di grande importanza, dopo tutto!
Non di grande importanza, sir, quando viene messa in dubbio la parola di una dama? Non posso lasciar correre, signore. Dunque... Il primo di quei due marinai disse all'altro, mentre discendevan la scala di corda, a fianco a fianco, gli disse: "Billy Rogers rideva come una pompa da aggotto, quando se ne torn da quell'interrogatorio. E poi pi tardi andammo insieme alla latrina. E Billy mi disse che gli erano capitate tante cose, in vita sua, ma mai di aver scroccato una ciucciata a un parroco!"
Quell'aria trionfale ma feroce sul viso di Mister Prettiman, i capelli irti e il mutamento di voce, da colta in triviale, per meglio imitare la parlata di quel becero, provocarono un coro di risate nell'uditorio. Ci sconcert il filosofo, il quale si guard intorno, con aria selvaggia.
Ora, ci fu mai niente di pi assurdo? Credo fu questo divertente episodio a far mutare l'umore della compagnia. Ci valse anche a rafforzare la nostra determinazione di portare avanti la recita, senza che si capisse perch. Forse fu il genio della commedia, impersonato da Mister Prettiman, a sedurci. Oh, bisogna avere lui per attore comico! Un'eventuale lite tra un filosofo sociale e il Vostro umile servo pass, allora, in secondo piano, ch si venne a discutere intorno alla commedia da mettere in scena, e chi dovrebbe dirigerla e chi recitarvi.
Pi tardi, uscii a pigliare la solita boccata d'aria sul ponte di mezzo; e toh! presso il ponte di prora c'era Miss Zenobia in animato colloquio con Billy Rogers. Chiaramente,  lui il suo Eroe Marinaro che non poteva aspetar pi. Con quanta sfacciataggine egli ha stilato quell'elaborato billet-doux zeppo di errori d'ortografia! Bene, se s'azzarda a venirla a trovare a poppavia, nella sua cabina, io lo far frustare.
C'erano anche Mister Prettiman e Miss Granham, sul ponte di mezzo, e parlavano con animazione anche loro. Miss Granham disse (credo che volesse farsi udire da me) che essi dovevano mirare per prima cosa a sostenere quel settore dell'amministrazione che poteva supporsi tuttora incorrotto. Mister Prettiman le trotterellava accanto - lei  pi alta di lui - annuendo con veemenza, all'austero eppur penetrante acume del suo intelletto. Essi s'influenzeranno a vicenda... che io credo sian tanto attaccati quanto possono esserlo siffatti caratteri. Ma, oh, s, Miss Granham, io non terr d'occhio lui... terr d'occhio voi! Li guardai varcare la bianca linea di confine fra l'alta e bassa gente, e mettersi a conversare con East e con la sua povera, pallida moglie. Quindi tornarono da questa parte, avvicinandosi a me, che me ne stavo all'ombra di una tettoia, presso la murata di dritta. Con mio stupore, Miss Granham mi inform che erano andati a consultarsi con Mister East. Questi , a quanto pare, un tipografo. Non dubito ch'essi intendano avvalersi in futuro della sua opera. Comunque, non diedi a vedere loro che della cosa non m'importava affatto, poi riportai il discorso sulla recita in progetto, alla quale assisteranno anche l'equipaggio e gli emigranti. Mister Prettiman si rivel altrettanto indifferente a ci quanto a gran parte della vita del popolo, di cui si dichiara pensoso e sollecito nella sua filosofia. Egli liquida Shakespeare come uno che non denunci abbastanza i mali della societ. Gli chiesi, assai ragionevolmente, quale societ consista se non di singoli esseri umani, ma lui non mi cap o, meglio, m'avvidi che c' uno schermo fra il suo intelletto, indubbiamente acuto, e le percezioni del senso comune. Cominci a discutere ma venne, abilmente, sgonfiato da Miss Granham, la quale dichiar che il Faust del germanico Goethe sarebbe assai adatto.
Ma, diss'ella, il genio d'una lingua non pu tradursi in un'altra.
Chiedo scusa, signora?
Voglio dire, diss'ella, paziente, come se parlasse a uno dei suoi pupilli, che non si pu tradurre l'opera d'un genio, interamente, da una lingua all'altra.
Suvvia, signora, diss'io, ridendo, almeno su questo posso parlare con una certa autorit. Il mio padrino ha tradotto Racine in versi inglesi, e, secondo il parere dei conoscitori, la sua versione eguaglia, e in qualche punto supera, il testo originale!
I due mi sgranarono addosso tanto d'occhi. Mister Prettiman parl, con la consueta febbrile energia:
Sappiate, allora, sir, che dev'essere una cosa pi unica che rara!
M'inchinai.
Lo , difatti, signore, replicai.
Con ci, m'inchinai a Miss Granham e presi congedo. Avevo segnato un punto, nevvero? Ma invero, essi son tutt'e due provocatoriamente testardi. Se a me paiono comici, per, agli altri mettono molta soggezione. Poco fa, mentre stavo scrivendo queste note, li udii passare davanti alla mia cabina, diretti nel salone; e udii Miss Granham tagliare i panni addosso a qualche sventurato.
Speriamo che impari, prima o poi!
Nonostante lo svantaggio di bassi natali e cattiva istruzione, signora, non manca di spirito, per.
Cerca sempre di volgere tutto al comico, diss'ella, e, invero, quando ride delle proprie facezie, il suo riso  contagioso. Ma quanto alle sue opinioni, nel complesso... gotiche  l'unico aggettivo che ad esse si addice!
Non potei udire altro. Non potevano alludere a Deverel, certo: bench abbia pretese di spirito, la sua nascita  illustre, la sua istruzione  ottima, per poco che ne abbia.  pi probabile, quindi, che stessero parlando di Summers.
Non so come scrivere questo. La catena sembrerebbe troppo sottile, gli anelli uno per uno troppo deboli... eppure qualcosa dentro di me insiste che sono anelli e tutti congiunti, sicch ora comprendo cos'avvenne al povero, clownesco Colley! Era sera, io avevo caldo e smaniavo, e la mente come in preda a febbre - una febbre bassa, invero - rivangava la vicenda e non mi lasciava in pace. Era come se certe frasi, certe situazioni venissero portate successivamente dinnanzi a me e - per cos dire -rilucessero di un significato ch'era di volta in volta farsesco, osceno e tragico.
Summers doveva avere intuito. Non v'era affatto del tabacco in foglie! Egli stava cercando di proteggere la memoria del defunto.
Billy Rogers durante l'interrogatorio e il suo ben simulato stupore... Che cosa abbiamo fatto noi, my lord? Ebbene, supponiamo che tale stupore non fosse affatto simulato! Supponiamo che quello splendido animale dicesse la nuda e cruda
verit! Allora Colley... Colley che nella sua lettera (quello che uno fa pu insozzarlo, non gi quel che subisce da altri) si mostra infatuato del bel marinaio (re della mia isola) e brama di inginocchiarsi davanti a lui... Colley nella cala delle funi, ubriaco per la prima volta in vita sua, senza capire pi nulla, in uno stato di folle esaltazione... e Rogers che ammette in latrina di avere visto tante cose ma di non avere mai pensato di scroccare una ciucciata a un parroco! Oh, indubbiamente, l'uomo acconsent, burlescamente, e incoraggi il ridicolo scherzetto da scolaro... Ma, insomma, non fu Rogers bens lo stesso Colley a eseguire la fellatio, di cui il povero stolto morir, al ricordo.
Povero, povero Colley! Costretto a tornare fra la gente del suo ceto, preso a zimbello al passaggio dell'equatore - abbandonato da me che avrei potuto salvarlo - sopraffatto dalla gentilezza d'animo e da due o tre sorsate in pi di liquore...
Non riesco a provare neppure un farisaico compiacimento nell'essere l'unico gentiluomo che non assistette alla sua immersione nella pozza. Magari fossi stato presente, per protestare contro quella puerile ferocia! Allora la mia offerta d'amicizia potrebbe essere stata sincera anzich...
Scriver una lettera a Miss Colley. Bugie, dal principio alla fine. Le parler della mia amicizia con suo fratello. Le esterner la mia ammirazione per lui. Le narrer della sua lunga malattia - febbre bassa - e della mia costernazione alla sua morte.
Una lettera che non conterr neppure un brandello di verit! Niente male, come inizio d'una carriera al servizio del Re e della Patria!
Penso che far in modo di accrescere la sommetta di denaro che a lei sar resa.
Sono all'ultima pagina, my lord, del quaderno che voi mi donaste... Ho riletto, qua e l, queste note. Spirito? Acute osservazioni? Divertimento? Mah, si tratta forse di un racconto di mare, ma senza tempeste, naufragi, salvataggio di naufraghi, senza navi nemiche avvistate, battaglie navali, eroismo, abbordaggi, valorose difese ed eroici attacchi! Solo un colpo d'arma da fuoco. E d'archibugio!
Uno che inciampa sui propri piedi! Racine dichiara... ma lasciate che citi dalla vostra versione:
L dove la Virt l'Olimpo a stento ascende Di pari picciol passo il Vizio all'Ade scende!
 proprio vero, e come potrebbe non esserlo?  la picciolezza di tali passi a consentire ai Brocklebank di questo mondo di sopravvivere, dedicandosi ai loro bagordi, disgustando tutti quanti tranne se stessi. Non cos, invece, Colley! Egli fu l'eccezione. Come i suoi tacchi ferrati lo fecero ruzzolare dalle scalette del cassero fin sul ponte di mezzo, cos alcuni sorsi dell'infuocato icore lo precipitarono dalle vette di una compiaciuta austerit gi, gi in quello che poi, alla sua mente rinsavita, dovette apparire come il pi profondo baratro infernale della degradazione di s. Nel non tanto voluminoso volume della scienza dell'uomo sull'Uomo, si inscriva anche questa frase: Si pu anche morire di vergogna.
Il quaderno  riempito, tranne solo poche righe. Lo chiuder, l'avvolger in un telo, lo cucir e lo metter in un cassetto sotto chiave. Per mancanza di sonno e per la troppa comprensione, sto diventando un po' pazzo - credo - come tutti gli uomini che, in mare, vivono troppo vicini l'uno all'altro e troppo vicini, quindi, a tutto ci che c' di mostruoso sotto il sole e la luna.
...
.
...
FINE.